"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



mercoledì 20 dicembre 2023

SEASONS GREETINGS 2023 - 2

 

SEASONS GREETINGS 2023 - 2

 

 

Un poco “Facebook Down Series” ([1]), un poco no, per indurre magari qualcuno non a cambiare idea ma almeno a riflettere.

 

È noto ai lettori che io sono un sostenitore della necessità di non abolire la corrida: ne ho scritto in modo più o meno diretto ([2]), oppure per citazioni ([3]).

 

Vi propongo quindi questo, altrui, post, che ha un piccolo difetto formale, rimediabile: http://uominietori.it/il-corpo-sacro-del-torero/.
Ovvero: chi è il “modello” delle fotografie di accompagnamento?
Non è un modello, è un torero: Juan José Padilla ([4]).
E, no, Morrissey, no: Padilla è ancora vivo.
 

“¡Feliz Navidad y Prospero a ño nuevo!

 

 

                                                                                                                       Steg

 

 

 

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Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

venerdì 15 dicembre 2023

SEASONS GREETINGS 2023

 

SEASONS GREETINGS 2023

 

 

Il titolo è voluto per i gonzi che cercano il “pasto gratis” anche nella auguretica (una volta questo termine esisteva: ([1])).

 

Tutti buoni e cortesi “sotto” le feste: come quelle persone che ieri pomeriggio (14 dicembre 2023, dopo le ore 17.00) sul convoglio della MM3 direzione San Donato, partito dalla fermata Domo: ecco quei passeggeri che hanno finto di non vedere un giovanotto (nei suoi vent’anni) senza una gamba, la destra, con le stampelle, accompagnato da una ragazza, tutti e due vestiti in maniera tutt’altro che cenciosa; perché cedergli il posto?

 

Auguro a tutti loro, nessuno escluso o eccettuato, la patologia peggiore, e incurabile, di cui hanno più paura.

Come mio regalo di Natale.

 

 

                                                                                                                       Steg

 

 

 

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[1] Forse copia di questo libro è stata nella biblioteca della mia famiglia di origine: https://www.louisettelibrirari.it/prodotto/cortesi-pier-vico-pic-auguretica-sperimentale/ 

giovedì 14 dicembre 2023

ROCK AND ROLL: NON SI PUÒ CHIAMARE “ROCK”

 

ROCK AND ROLL: NON SI PUÒ CHIAMARE “ROCK”

 

 

Non cerco la verità assoluta, e nemmeno la impermeabilità degli artisti, però ogni tanto mi sovviene la mia distinzione, quasi manichea.

 

Innanzitutto: “rock and roll” o “rock ‘n’ roll”: li uso come sinonimi.

 

Mi rendo, anche, conto, di aver usato qualche volta la tronca “rock” ([1]): mea culpa? Però ho anche precisato ([2]).

Il rock and roll è rock elettrico? ([3])

 

Ho anche già scritto sull’argomento, più o meno ([4]), ([5]).

Anche in àmbito italiano ([6]).

 

Però …

Va anche detto che normalmente si usa (usava) “rock and roll” per parlare di inizio di una operazione militare, solitamente aeronautica.

 

Bruce Springsteen è, soltanto, rock (come noto, invece, Springsteen si considera rock and roll).

David Bowie è stato talvolta rock (non solo quando ha interpretato Springsteen ([7])).

Per “la” Lega Umana ho innalzato lo scudo su una canzone interpretata da un artista ormai considerato nemmeno umano ([8]).

I Mott The Hoople? Chissà ([9]).

 

In conclusione, per me il rock è almeno un gradino sotto al rock and roll (e non solo per cronologia dei due generi).

Per la precisione e i distratti lettori.  

 

 

                                                                                                                       Steg

 

 

 

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domenica 10 dicembre 2023

POLARANDO (UNO)

POLARANDO (UNO)
 
Molti anni fa avevo già letto un romanzo di Loriano Machiavelli, con protagonista Sarti Antonio (sergente di polizia, ma pare non ci fosse quel grado) ([1]).
Nei giorni scorsi ho cominciato a leggere il primo romanzo di questa lunghissima serie: Le piste dell’attentato.

Qualcuno mi ha chiesto in che stile sia: ho risposto “mah mi fa venire in mente un autore che conosco pochissimo, ma in versione forse più ‘dura’ ([2]) ([3]): Sanantonio e l’omonimo autore ([4])”.
Uno più uno: “Sarti Antonio” e “Sanantonio”.
Non ci ha pensato nessuno?
 
Perché “polarando”? esiste già una rubrica giornalistica intitolata “gialleggiando”, e poi qui siamo in terra di Francia in qualche modo ([5]).
Perché “uno”? Beh non si sa mai: magari salta fuori una altra serie di post.
Per i filologi: il post è nato come Facebook Down Series numero 6, ma si è evoluto in fretta. 




Duri






 Nuovi duri

 



                                                                                                                       Steg

 

 

 

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[1] https://www.sitocomunista.it/rossoegiallo/autori/macchiavelli.html
[2] Senza voler riferirsi a Georges Simenon e ai suoi romanzi “duri”: https://it.wikipedia.org/wiki/Georges_Simenon#Romanzi_%22duri%22
[3] Una antologia curata da Oreste del Buono: “La scuola dei duri”.
Termine ravvivato da Andrea G. Pinketts, con una, appunto, nuova scuola dei duri, di matrice milanese.
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Sanantonio
[5] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2014/06/nouveau-polar-manchette-e-pagan-qualche.html

mercoledì 6 dicembre 2023

RIFUGI E “BARCHE”: tentativi di note d’avventura (Sketches series – 31)

 

RIFUGI E “BARCHE”: tentativi di note d’avventura

(Sketches series – 31)

 

Premessa classificatoria: questo è il primo post della serie che non riguarda persone.
Data la frammentarietà, preferisco mantenere questa categoria.

 

Premessa linguistica: uso nel titolo la parola “barche” in omaggio a Arturo Pérez-Reverte ([1]), in ragione del titolo di un suo libro non propriamente narrativo del cui titolo originale si è voluta una traduzione letterale: barche, appunto, nella edizione in lingua italiana ([2]).
D’altronde, siccome la classificazione si effettua, secondo principi tecnici, in base alle modalità di virata, un sottomarino si inclina in virata all’interno come una barca e non come una nave, però un sottomarino ha un uso in superficie maggiore di un sommergibile ([3]).

 

La considerazione che origina queste riflessioni, però, mi è giunta nella lettura del finale di uno scritto di Renato “Mercy” Carpaneto in cui si evoca, e non a caso ma direi per il suo “signore” Sandokan, Mompracem ([4]).
Ecco, allora mi chiedevo, considerando Emilio Salgari: per Sandokan Mompracem, mentre per il Corsaro Nero ([5]), sebbene nobile ([6]) è un vagabondo (in senso nobile) dei mari con la “sua” Folgore, una nave.

 

Diventa allora obbligata (ben tardiva per me, certo) la riflessione: il Corsaro Nero non ha quasi pace ([7]), non ha un rifugio.

 

E il sommergibile?
Beh è il Nautilus del Capitano Nemo, eroe verniano, il quale, però, ha un rifugio nella “isola misteriosa”.

 

 

[CONTINUA; CREDO INEVITABILMENTE]

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2014/12/arturo-perez-reverte-sketches-series-19.html
[2] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2015/04/le-traduzioni-sono-sempre-democratiche.html
[3] Per entrambi più genericamente si può parlare di mezzi navali e allora le cose si complicano.
[4] L’intervento, intitolato “Sincronicità ‘19”, è contenuto in # Restiamo Fiumani, Milano, Bietti, 2020, a cura di Andrea Scarabelli (Aa. Vv.).
Il passo è il seguente: “È nostro dovere preservare con ogni mezzo le nostre Reggenza del Carnaro, le nostre Mompracem, le nostre Foreste di Sherwood dello Spirito”. C’è un intero arcipelago corsaro, celato dalle nebbie, una riserva d’indocilità e coscienza […] (pagg. 83-84). Lo scritto si chiude non casualmente con questo monito “Noi ci saremo. Con il pugnale tra i denti e la granata nella destra” (idem, pag. 84).
[5] Pressoché unanimemente ritenuto il miglior eroe creato dallo scrittore veronese.
[6] Conte di Roccabruna (o Roccanera), signore di Ventimiglia e di Valpenta.
[7] “Quasi” siccome coronerà il suo amore per Honorata Wan Gould e i due avranno una figlia: Jolanda.

martedì 5 dicembre 2023

UNA TARGA PER … (Sniper series – 46)

 

UNA TARGA PER …

(Sniper series – 46)

 

Le targhe commemorative non servono a nulla, ma si continuano a fissare.

Però meno delle targhe servono alcune toponomastiche grottesche che creano giardinetti invisibili ai più (accade anche fuori dall'Italia a dire il vero. Mi pare ci sia un giardinetto dedicato a Bashung in un arrondissement parigino).

 

Allora targhiamo:

- la Casa Fontana, in Viale Vittorio Veneto, dove visse a Milano Dino Buzzati;

- lo stabile a Malamocco, in Via Doge Galba Gaulo, dove visse Hugo Pratt prima di divenire ...;

- Via Rizzoli 24 a Bologna dove fu lo studio di Bonvi.

Eccetera.

 

Ma se passate per Via Fiori Chiari, a Milano, non dimenticate la targa dedicata a Piero Manzoni sulla parete dello stabile del civico 16, piuttosto che il misero vicolo a lui intitolato qualche decina di metri più in là (appunto).

 

 

                                                                                                                      Top Shooter

 

 

 

© 2023 Top Shooter

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venerdì 1 dicembre 2023

APNEA ACCADEMICA (Steg about Steg Series – 8)

 

APNEA ACCADEMICA

(Steg about Steg Series – 8)

 

Credo che mio padre fu soddisfatto per la mia laurea (al di là della lode), aprile 1984, siccome lui non aveva potuto continuare e ultimare, soprattutto, gli studi dopo il diploma.
Del resto, ricordo che mi disse almeno in una occasione che più tardi si cominciava a lavorare meglio era, siccome poi non potevi sapere quando avresti smesso.
 
Dunque io ho trascorso circa cinque anni e sei mesi della mia vita sott'acqua; uscendo ogni tanto a subire l'aria circostante, ma per il resto nel mio mondo marino, fate voi se delfino, balena (mite o feroce) o Capitano Nemo.
 
Certo lo studio non era così banale: ho trovato un metodo solamente dopo aver superato coi voti peggiori i due esami più difficili del primo anno: dopodiché il voto più basso sul libretto fu un 29/30.
Sembra facile a raccontare, meno quando studi con la febbre, pensi a chi gareggia in discesa libera sciistica vomitando e ci pensi per tirarti su il morale mentre aspetti di essere chiamato alla cattedra.

 Nel mio “fondale” c’erano i fumetti (sempre meno) ([1]), la musica (sempre di più) ([2]).

 Tutto qui.

Quando un titolo di un post (o altro) arriva da solo, è il migliore.
A costo di contestarlo.

Per i più metodici, questo post si pone, cronologicamente, poco prima di quello intitolato 1984: Et nous reparlerons de “pezzi di buio” (un anno lungo) ([3]).

 

 

                                                                                                                        Steg

 

 

 

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ATTUALITÀ “BONVIANA” (Facebook Down Series – 5)

 

ATTUALITÀ “BONVIANA”

(Facebook Down Series – 5)

 

Stranamente non per un anniversario “tondo” della sua morte ([1]), un (fatico a dire nuovo, siccome qualcun altro esiste, ma sono più gli audiovisivi) ampio e notevole podcast dedicato a Bonvi: https://www.deejay.it/podcast/bonvi-storia-di-un-fumettista-quello-delle-sturmtruppen/: autore Giulio D'Antona. 

 

La mia opinione su questo fumettista? Intatta ([2]).
Magari aggiungerò qualcosa, magari, prima o poi.

 

 

                                                                                                                       Steg

 

 

 

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martedì 28 novembre 2023

“I TRAM LI TRAINAVANO I CAVALLI”: MEMORIA, MILANO E ALTRO (Facebook Down Series – 4)

 

I TRAM LI TRAINAVANO I CAVALLI”: MEMORIA, MILANO E ALTRO

(Facebook Down Series – 4)

 

Vettura della linea tramviaria 1 (“sono sull’Uno”, insomma), ho cominciato a conversare con una Signora (“esse maiuscola”) che si è dichiarata “anteguerra” e che credo abbia fatto da signorina e da giovane signora più strage di cuori di un passaggio di Napalm la mattina.

Lodando “la” manetta (guidatrice per i forestieri) le dice che lei i tram di una volta, … che i suoi genitori salivano su quelli trainati dai cavalli; confermo quando la Signora fa presente alla manetta che i Navigli per noi sono quelli di Via Senato, non alla Darsena.

 

Ho cominciato a rileggere Sono stato più cattivo di Enrico Ruggeri ([1]) e ho trovato di nuovo una società quasi estinta se non fosse per quelli che ricordano un poco, non solo geograficamente.

 

Nel caso foste curiosi, magari andate a riprendervi le note a piè pagina del post “Facebook Down Series” numero 2 e quello sulla saga dell’eliporto ([2]) e quello sugli “svaniti” della mia città ([3]).

 

 

                                                                                                                       Steg

 

 

 

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