"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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venerdì 24 ottobre 2025

IL RITORNO DEI PLACEBO?

 

IL RITORNO DEI PLACEBO?

 

Non recensisco quasi mai, e solitamente sono recensioni in negativo.
Forse perché penso, ho sempre pensato così?, che le scoperte si devono fare da soli o quasi ([1]).

 

Anni che non seguo i Placebo, o meglio i Placebo correnti (sì l’ultimo album lo ho comprato alla uscita, ma non ricordo se in discoteca ho anche il precedente)
Quelli passati li ho tenuti in palmo di mano ([2]).

 

Quindi il caso ha voluto che facessi un giro nel loro sito ufficiale e rivedessi le immagini dal vivo di loro insieme a David Bowie quel 16 febbraio 1997 eseguire la bolaniana “20th Century Boy” ([3]).
Conseguentemente ho comprato l’edizione in cofanetto del documentario This Search For Meaning che contiene anche un album, audio, dal vivo.
Non compare l’esibizione ai Brit Awards, ma il capitolo bowiano vale la spesa: si sorride al funerale, per così dire, e di questi tempi si sorride poco ai funerali.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Certo ascoltai Scott Walker, Climate of Hunter, in camerino con Siouxsie and the Banshees (giugno 21984, London Brixton Academy), ma se non mi fosse piaciuto non avrei chiesto a Siouxsie chi fosse e il giorno dopo saltando o quasi il pasto andai a comprarmelo in MC7.
Rischia di diventare una Bansheeiana fuori sede, ma la prima volta che ho ascoltato questa canzone fu “qui”: https://www.discogs.com/master/166677-Siouxsie-And-The-Banshees-The-Staircase-Mystery

giovedì 19 luglio 2012

JACQUES BREL





JACQUES BREL

 

David Bowie potrebbe - con successo - interpretare, in quantità sufficienti a costituire un album per ciascuno di loro, due autori ed artisti che ha già in passato omaggiato: Scott Walker e Jacques Brel.

Nessuno si stupirebbe per una sua scelta diciamo così riflessiva e pacata.

 

Esiste un album di Walker che semplicemente raccoglie quanto egli ha disseminato nelle sue prime fatiche soliste ([1]) del repertorio del Grande Belga.

C’è un più organico album, dal titolo Jacques, di Marc Almond.

 

In base alla mia teoria per cui gli artisti francofoni sanno creare grandi “cose” e morire anche prematuramente (non di vecchiaia, cioè), Brel muore nel 1978, a sei mesi meno un giorno dal suo mezzo secolo.

Avrebbe potuto creare altri capolavori? Inutile porsi la domanda.

 

Mente brillante, come testimonia l’intervista del 1971 che giustifica l’acquisto di A Knokke, altrimenti un DVD con le troppo brevi riprese di un concerto di otto anni prima.

Della sua complessità umana e artistica testimonia qualsiasi buona biografia di sintesi rintracciabile on line.

 

La prima edizione della sua “integrale” ([2]) del 2003 era contenuta in una suggestiva biscottiera di latta (nota infatti come Boite a bonbons) comprensiva di un CD bonus e un piccolo libro cartonato.

Potete però partire con l’usuale meno impegnativo cofanetto triplo oppure con il successivo doppio CD Infinement che uscì sempre nel 2003.

 

Ma per quale motivo dovreste indaffararvi per conoscere Jacques Brel? Perché sicuramente avete già ascoltato almeno una sua canzone senza saperlo, e vi è piaciuta.

Se poi considerate i tre artisti che ho qui citato come (alcuni dei) suoi interpreti, a meno che (per due) abbisogniate anche di un loro post, il tutto si trasforma in priorità se non in necessità.

 

Avvertenza: la fondazione Brel non è il modo più economico per comprare suoi fonogrammi o videogrammi. Quindi visitate il sito ufficiale, ma aspettatevi di risparmiare se opterete per poi affidarvi a un serio sito commerciale per i prodotti.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Questo significa che se avete già tutto di Walker è irrilevante questa antologia che potete costruirvi da soli.
[2] Come sono definiti i cofanetti completi nei paesi di lingua francese. Poco importa che, come testimoniano Gainsbourg e Bashung (per quanto ne so), ad un’integrale possa seguirne anni dopo altra più completa.