"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



Visualizzazione post con etichetta Steg about Steg Series. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Steg about Steg Series. Mostra tutti i post

giovedì 16 luglio 2026

ENTRANO NELLA “STEG ABOUT STEG SERIES”

 

ENTRANO NELLA “STEG ABOUT STEG SERIES”

 

Per contenuto e, obiettivamente, qualità, entrano nella Steg About Steg Series due post che ho appena riletto.
Senza alterare la numerazione della serie.
Uno dei due potrebbe anche “spiegarvi la partita di ieri sera”.

 

Il vostro cronista da molto giovane:

 

Dove egli vorrebbe ritirarsi, sempre lost boy:

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

 

© 2026 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

giovedì 25 giugno 2026

LA KETCHUP: NON UN DETTAGLIO (Facebook Down Series – 282)

 

LA KETCHUP: NON UN DETTAGLIO
(Facebook Down Series – 282)

 

Vedo queste misere pubblicità italiane “di hamburger” da catena fast food con testimonial da dormitorio di senza tetto.
Roba da barboni (ma non quelli nobili verso lo Idroscalo).

 

Mi pare di aver scritto, non pour cause bensì per non perdere le memorie (senza scomodare Barba Streisand), che il riempimento delle bottiglie di Heinz allo Hard Rock Cafè (l’originale) era quasi ipnotico.
Rose o Regina (le due cameriere che ricordo per ragioni “diverse”) che versano la salsa ketchup Heinz da brocche metalliche dentro le bottiglie di vetro, asciugando gli sbavi con strofinacci bianchi spugnosi.
Era come per le vaschette con le noccioline: il loro fondo era a rischio di sedimentazione fossile, ma non ci si preoccupava troppo.

 

Bei tempi per bei crucci.
(post estivo, con rimpianti)

 

¡Finito muchachos!

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2026 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

lunedì 9 marzo 2026

FUNKIN’ FOR VIA BRERA (Facebook Down Series - 228)

 

FUNKIN’ FOR VIA BRERA

(Facebook Down Series - 228)

 

Il titolo di questo post è derivato dal più grande successo dell’artista Tom Browne: “Funkin’ for Jamaica (N.Y.)” ([1]) e da un mio post sulla intera zona milanese che prende il nome dalla via ([2]).

 

Intendo mettere una parola definitiva, almeno per me, su un piccolo argomento rispetto al quale ho sempre mantenuto la mia posizione in ragione di miei ricordi e di qualche immagine rinvenuta “in rete”.

Il bar si chiama/va “Giamaica” oppure “Jamaica”? Rinvio al post appena citato in nota.

 

Ho acquistato un volume, credo di essere un blogger serio, che dirime la vicenda: i nomi sono entrambi corretti, ma io lo ho sempre frequentato con la insegna “Giamaica”.

 

Comunque, per i curiosi ecco i riferimenti: Jamaica, arte e vita nel cuore di Brera ([3]).

Per il “mio” leggere e vedere: le fotografie di pagina 98 e 99 che documentano circa un ventennio; io vado indietro almeno alla fine degli anni sessanta.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2026 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

giovedì 5 marzo 2026

RUSTY EGAN (promemoria) (Facebook Down Series - 226)

 

RUSTY EGAN
(promemoria)
(Facebook Down Series - 226)

 

Questo è un altro promemoria (fra l’altro Egan e Richard Jobson sono stati sodali ne The Skids) come quello su “Jobbo”:

https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2026/01/richard-jobson-ci-si-dimenica-sempre-di.html

 

A Egan ho fatto cenno in un post che potrebbe in parte essere ricompreso nelle Steg about Steg Series ([1]): https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2012/04/out-in-clubland-having-fun-proposito-di.html

 

Non è una persona modesta, questo è certo, ma non è nemmeno l’ultimo arrivato.

Ha masticato punk molto di più di tanti “sedicenti”.

 

In futuro magari ne scriverò ancora, per ora, vi basti da me [c’è la sua autobiografia. Je suis en attendant (non è il titolo)]:

https://www.youtube.com/watch?v=2cfjFNnPh58

https://www.youtube.com/watch?v=0Zqs3FLgepk

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2026 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 



[1] La questione si pone: o sottotitolo alcuni post ma senza la numerazione della serie, oppure lascio tutto così come è.

venerdì 16 gennaio 2026

BANSHEEIANA IN MEMORIAM (Facebook Down Series - 205)

 

BANSHEEIANA IN MEMORIAM

(Facebook Down Series - 205)

 

Morto, anche, Kenny Morris.

Onestamente, non posso dire che mi abbia suscitato emozioni particolari la notizia, solamente è l’ennesimo segnale che non resta molto di quell’epoca gloriosa (chiamatela come volete).

 

Pensavo di aver scritto questo post in lingua inglese.

Una traccia, quasi uno Steg about Steg (Series o Shards).

Come volete:

https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2012/09/bansheeiana-1-edinburgh-clouds-18.html

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2026 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

domenica 16 novembre 2025

(pur non avendo io i bauli parigini di Ernest Hemingway) NYC NON MI LASCIA (Steg about Steg Series – 11)

 

(pur non avendo io i bauli parigini di Ernest Hemingway)

NYC NON MI LASCIA

(Steg about Steg Series – 11)

 

 

La premessa è preferibile come postilla (o postfazione).

Sarà così.

 

Del mio legame con New York City i miei, pochissimi (non sono collodiano), lettori ben hanno traccia in altra sede.

 

Ogni tanto, mi tornano in mente quei locali che il “santo” (The) Village Voice (a pagamento: un dollaro) mi suggerì nell’autunno 1986, quando studiavo nel corso LL.M. alla Columbia University.
Inciso: da Phoebe (i caulfieldiani si fanno protettivi e nulla aggiungo), aperto 24/24, riuscii a pranzare con la “mia roccia” ([1]) circa tre o quattro lustri dopo: il lunch fu soddisfacente, mentre il WC divelto è ancora piccolo argomento di conversazione in famiglia.

 

C’era ([2]) questo locale sulla Second Avenue dove andai sempre a pranzo da solo ([3]), molto tardi dopo le lezioni.

Mi pare ci fosse un jukebox, ma potrei anche mitizzare.
Non era lontano da GEM SPA ([4]) e nemmeno da quel negozio nel basement, una traversa (d’altronde sulla Second Avenue incrocia St. Mark’s Place. Cui devo molto, nel caso studiate), dove comprai la prima edizione del libro di Nina Antonia dedicato a Johnny Thunders, e la prima edizione di quel libro (dove è?) in cui Hell e Verlaine si fecero uno, e ancora pagine del solo Hell in quella collana lillipuziana.
Quel locale sulla Second Avenue io lo rimpiango sempre.
E mai mi toglierò dalla testa che - Mapplethorpe a parte - io sono più newyorkese di Patti Smith.

 

La postilla.
Io e Hemingway continuiamo a diffidare reciprocamente.
Per partito preso tendo a stare con l’altro: Francis Scott Fitzgerald, che praticamente mai ho letto.
Continua?

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2025 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

 



[1] Auspico la Regina Elisabetta Seconda e il Principe consorte Filippo non mi censurino, post mortem.
[2] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2013/05/iluoghi-simbolo-spariscono-e-unproblema.html
[3] Forse “soulmates never die”, ma il passato si fa pesante. E avevo ragione io quella sera che fummo, novizi entrambi di quel locale, allo Empire Diner: dove tu picchiasti con stizza il pugno sul tavolo quando ti dissi che mi avresti dimenticato, vero V.?
[4]
https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2013/02/soltanto-genzale-just-like-johnny_14.html

venerdì 7 novembre 2025

MADRID E TORI E CORRIDA, MILANO E MARRONS GLACÉS: MIGUEL BOSÈ/É

 

MADRID E TORI E CORRIDA, MILANO E MARRONS GLACÉS:

MIGUEL BOSÈ/É

 

 

In precedenza credo di aver reso onore ai bravi titolisti in redazione ([1]).

 

Nessun imbarazzo, mio, a scrivere un post dedicato a Miguel Bosé (Bosè a Milano, Bosé in Spagna).
Però se non si riescono a esprimere i pensieri (il nero è sempre su bianco. A meno di essere dei poveretti che non sanno scrivere a mano) le righe di testo sono una.
Forse è un poco in ritardo.

 

Da anti-loreniano sin dalla più tenera età (unica eccezione La ciociara, e “qualche Bacon” che le invidio), le mie bellezze italiane dopoguerra furono e sono, in ordine di santità incontrovertibile, Alida Valli (suprema), Silvana Mangano (il fascino della schiena rotta e dei reumatismi in risaia. altro che Marta Marzotto).
E Lucia Bosè (una altra pantera, lei non amava la lusinga di grande felina) siccome milanese e questo basta. Ogni volta che passo in Corso di Porta Romana, da mezzo secolo, immagino lei, a riempire vassoi di marrons glacés con il “topping” di violette candite.

 

Lucia Bose ([2]) e Luis Miguel “Dominguin” ([3]): da due persone così belle ([4]) “cosa” nascerà?
Tre figli Miguel (e Paola e Lucia) con sulle spalle quei King Kong di genitori.

 

Non ricordo quando ho cominciato a prendere in considerazione Miguel Bosé.
Ma diciamo che la mia prima percezione della movida [madrileña (sull’uso della parola “movida” mi pare di aver scritto abbastanza ([5])], un sette lustri fa abbondanti, è una pietra miliare corrose dalle intemperie.
Madrid è “marchosa”, Barcelona no. A Madrid posso assistere, anche nel 2025, a una corrida, a Barcelona no. La parola “marchosa” me la insegnò Miguel Bosé, ovvero - e in questo “titolo di casata suicida” dal punto di vista autoriale si conferma la spigolosità del figlio di uno dei più popolari toreador di Spagna – “il figlio del Capitán Trueno” ([6]).

 

In Italia si ridacchia, solitamente, quanto a Miguel Bosé: un successo canoro acclarato che rammenta il suo anno di nascita e una presentazione con altri “giovani” del Festival della canzone italiana: “nada mas” (forse anche la sua partecipazione a un film diretto da Pedro Almodovar ([7]) è nella memoria di qualche persona attenta) ([8]).
In Spagna e altri Paesi di lingua castigliana è diverso ([9]).

 

Non condivido la sua scelta della gestazione surrogata (mantengo, io, coerenza col pensiero di Aldo Busi sulle coppie omosessuali).
Attualmente, mi pongo più perplesso sulle sue scelte “no-vax”.

 

Se mi mettessi a discettare sulla sua carriera musicale, smentirei me stesso, ma se non citassi un suo album probabilmente non avrebbe ragion d’essere questo post.
Per me è un capolavoro, soprattutto accompagnato da tutti i suoi videoclip: Velvetina ([10]).

 

Come molto raramente faccio, chiudo con due riferimenti bibliografici ([11]) ([12]).
E non sottotitolo “da serie”, sebbene almeno due sono puntuali.

 

Firma del figlio di Capitan Tuono
(collezione privata)

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2025 e 2026 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 



[1] Come in altri casi, talvolta mio padre aveva ragione. Non perché fosse mio padre, ché io e lui siamo quasi antitetici, ma in quanto solo gli idioti non seguono insegnamenti preziosi.
[4] Nulla essendo per caso, al massimo è tardivo, sono incappato un paio di giorni fa in questo passo: “A Villa Paz, vicino a Valencia, ci siamo fermati una settimana da Lucia Bosè e Dominguin che cortesemente ci ha offerto di toreare”: Enrico MEDIOLI, “Viaggio in Spagna”, in Valerio Zurlini – Atti del Convegno 30-31 marzo 1990 – Casa del Mantegna, Mantova, marzo 1991, pp. 15-17, a p. 16. Il “ci” riguarda Medioli e Zurlini.
[7] Che non seguo più, da quando è diventato un “darling” dei sinceri democratici.
[11]Miguel BOSÉ, Il figlio di Capitan Tuono: memorie di una vita straordinaria, Milano, Rizzoli, 2022 autobiografia molto parziale quanto ad arco temporale considerato. Curiosità: nessuna foto, anche nella edizione spagnola.
[12] Giovanni VERINI SUPPLIZI, Labirinto BOSÉ – Secondo me, secondo loro, secondo “ÉL”, Falconara Marittima, CRAC Edizioni, 2021. Esiste anche una sontuosa edizione spagnola, più recente, rilegata e con molte immagini a colori. 

domenica 5 ottobre 2025

COMPITI PER VENERDÌ 10 OTTOBRE 2025 (quarantennale morte Orson Welles) (Facebook Down Series – 157)

 

COMPITI PER VENERDÌ 10 OTTOBRE 2025

(quarantennale morte Orson Welles)

(Facebook Down Series – 157)

 

Quale era il suo tavolo in Calle Vallaresso?

 

 

Ripasso:

https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2012/11/orson-welles-una-vita-in-discesa.html

 

https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2016/01/the-big-brass-ring-orson-welles-e-david.html

 

https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2020/12/nasida-uomini-choi-conosce-un-poco-la.html

 

https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2024/04/un-post-scriptum-non-bastava-per-david.html

 

 

Per chi vuole cercare la soluzione:

https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2019/07/venezia-non-e-stata-la-mia-fine-dal.html

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2025 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

 

sabato 30 agosto 2025

I MORTI NON POSSONO REPLICARE

 

I MORTI NON POSSONO REPLICARE

 

Siccome in quel pomeriggio di un giorno di primavera del 1984, Milano, Ippodromo, Siouxsie mi chiese: “who’s that girl?” (e non era Madonna bensì Jo Squillo) e le spiegai ... E mi disse: “alright, no pictures with her” ...

Sorrisi con la soavità di un barracuda alle due sorelle Coletti (la fotografa era “sua sorella”) e concessi loro il responso dell’incandescente-fu-Regina-di-Ghiaccio.

(Intanto Robert Smith si gustava il cono gelato che gli avevo offerto.)

 

La signora Squillo sul CdS del 29 agosto 2025 ci racconta la sua epica con Karl Lagerfeld e con Vivienne Westwood... Entrambi morti.

Su Kaiser Lagerfeld - considerata la mia parca ma non certo manchevole bibliografia - dissento.

Su Dame Westwood, ipotizzo qualche tozzo di pane buttato alle poverelle.

 

Accetto solamente rettifiche documentate.

Le ragioni sono evidenti: io ero mitico oltre mezzo secolo fa.

 

Nota cronologica: il giorno era il 30 marzo 1984.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2025 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

venerdì 4 luglio 2025

I GIURISTI (DI MILANO) - E I MECCANICI DEL DIRITTO (Steg about Steg Series – 10)

 

I GIURISTI (DI MILANO) - E I MECCANICI DEL DIRITTO

(Steg about Steg Series – 10)

 

 

Prologo

Palazzo di Giustizia, Milano, Corso di Porta Vittoria.

Interno.
Anonimo, spaesato: “Scusate, sto cercando xyz, voi siete pratici?”.
Professor Pier Giusto Jaeger, accompagnato: “No, mi dispiace, noi siamo essenzialmente dei teorici”.
Questo aneddoto, vecchio di decine di anni, sintetizza non solo la distanza fra il cittadino che rischia di essere stritolato dagli ingranaggi kafkiani di un luogo buzzatiano (un babau vero e proprio), ma anche quella frattura che negli anni andò a crearsi fra Giuristi e semplici meccanici del diritto.

 

 

 

 

Non è tanto che le cose si dimenticano, è che chi le conosce prima o poi muore.

E siccome due aneddoti divertenti qui li troverete, meglio che ve li racconti.
A costo di essere troppo autobiografico.

 

Qualche volta, come vedrete, sono solo passato al momento giusto, ma se non si passa di lì non si valuta il momento.

 

Sono arrivato alla mia pratica forense dopo la laurea in modo assolutamente indolore: lo studio del padre del mio correlatore di laurea (ora professore Ordinario) cercava, appunto, un praticante.

Lezione uno: non si chiude mai una lettera con “distinti saluti”. Vi sembra poco? Dipende: io stavo iscrivendomi all’Albo, necessitavo una lettera e quindi - con un poco di lungimiranza - quella lettera formalizzò una sostanza che sarebbe arrivata qualche settimana dopo. La lettera chiudeva con “i migliori saluti”.
Lezione due (ma oltre un anno prima): telefono nel primo pomeriggio per parlare con il mio correlatore. Mi risponde suo padre, con molta cordialità mi dice: “sa a quest’ora ci sono solo io, faccio anche da segretaria”. Ovvero: l’umiltà ce la si può permettere quando non è un obbligo, bensì la coscienza di ciò che accade.
Lezione tre: conoscente di mio padre, gli chiede “cosa faccio” io dopo la laurea; mio padre gli dice che sono praticante nello studio xyz: il conoscente retoricamente gli chiede se mi ha fatto entrare lui: mio padre risponde negativamente. Lo studio è uno dei più prestigiosi di Milano nel diritto societario, ma io semplicemente per argomento di tesi ero arrivato lì (e anche divenuto assistente nell’Istituto, sotto la cattedra del mio relatore di tesi).
Lezione quattro: si passa alla lezione sei: la lealtà è merce rara fra persone piccine, è regola di vita fra persone che si rispettano: ovvero come “Stefano” fu elemento di miglior trattativa per il “good-bye fee” di suo padre.
Lezione quattro: “qui ti butti in acqua, se sai nuotare bene, altrimenti anneghi”.
Lezione cinque: “se tieni il muso per più di cinque minuti non hai molto da fare”. Il muso di solito lo tengono le segretarie che magari vincono, ma vincendo uccidono il loro posto di lavoro.

 

Ho cominciato a lavorare quando solo negli studi dei penalisti e negli studi dei civilisti di prestigio si lavorava anche il sabato mattina.

D’altronde, dopo la prima settimana di lavoro anche io uscivo passate le 19.30, sempre.

 

Una mattina, il dominus dello studio, per strada, mi raccontò - non so perché - de les Encroyables e del loro nastrino rosso al collo (in verità il nastrino era appannaggio delle Merveilleuses).
Mi aveva già detto che a me la professione di avvocato evidentemente “faceva schifo”.
Mi aveva anche detto che io ero “affidabile”, e che nella vita pochi sono affidabili (gli ho sentito dire più di una volta: “zzz è inaffidabile”, un marchio a fuoco).
Ricordo, anche, che un giorno - a fronte dell’ennesima messe di atti e contratti e lettere da correggere scaraventata o quasi sulla sua scrivania, tanto “il Professore dorme poco” - egli disse: “ma se io muoio stanotte, voi come fate?”.
Il Professore (così lo chiamavamo, anche se lui premetteva il titolo di avvocato nei rapporti formali) dava del lei solo alla collaboratrice donna, e alle segretarie (lezione non troppo piccola: chi passa al “tu” con le segretarie, non finisce bene).

 

Salto nel tempo.

Quello che doveva essere non era stato, e anche se con reciproca correttezza ...
Prima intervista in un altro studio legale: diciamo che “passavo dal Col Moschin ai Marines”, se ce la avessi fatta. Domanda di chi mi intervistava: “ha visto il nostro annuncio sul Corriere della Sera?”. Mia risposta: “no, ho esaminato gli studi legali di Milano presenti sul Martindale’”. Assunto, ma ... Beh diciamo che si erano affezionati a me nel Col Moschin, il passaggio richiese qualche mese.

 

Nuovo studio, trovo due veri signori, anzi due gentiluomini dandy.

 

 

 

 

Nota tecnica: questo post fu scritto tre anni fa.


In memoriam di (in ordine di apparizione nella mia vita): Professor Pier Giusto Jaeger; Avvocato Professor Mario Casella; Avvocato Aldo Maugeri, Avvocato Giuseppe “Pipetto” Ansaldo; Avvocato Michele Capodanno.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2025 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.