"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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martedì 4 agosto 2026

UN AUTORE DI APPARENTE BASSO PROFILO (Francesco Recami, reprise)

 

UN AUTORE DI APPARENTE BASSO PROFILO

(Francesco Recami, reprise)

 

Quando morì Recami ([1]), mi dolsi degli articoli che avevo trovato: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2025/10/francesco-recami-facebook-down-series.html

 

Mesi e mesi dopo, sto leggendo una antologia di suoi racconti, tutti riferiti alla milanese “casa di ringhiera” ([2]).
Non mi metto ad evocare riferimenti dotti (Piero Chiara, Carlo Emilio Gadda, Giovanni Testori: letti e non - appunto), semplicemente trovo gradevolmente atipico rispetto al polar meneghino sempre o quasi “action” (cfr. Stefano Di Marino/Stephen Gunn, Alan Altieri per il “sempre”. Per il “quasi” evocherei Renato Olivieri e Andrea G. Pinketts) creare avventure dentro o vicino a casa.

 

Scopro, oggi, che Recami si trova pubblicato post mortem il secondo romanzo di un’altra serie: quella di Walter Galati ([3]). Parrebbe scarso buon gusto, ma chissà …

 

Magari, prima o poi, potrei riuscire a leggere un Sanantonio ([4]) (che nemmeno so dove li ho messi). Piaceva a Pinketts, mi sembra non dispiaccia a Enrico Pandiani.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 11 maggio 2026

ERUDIZIONE INCOMPLETA (Milano noir o gialla) (Facebook Down Series – 254)

 

ERUDIZIONE INCOMPLETA

(Milano noir o gialla)

(Facebook Down Series – 254)

 

Ai lettori più assidui e/o di antica data del blog è noto che:

-          Giorgio Scerbanenco per me rimane una vetta: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2011/08/lincapacita-di-superare-scerbanenco.html

-          Andrea G. Pinketts lo ho rivalutato, e non poco: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2024/06/pikkettando-pinketts.html

-          Qualcosa di noi, giallo, polar et similia ho letto: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2023/12/polarando-uno.html

Altro, molto, trovate da soli, se volete.

 

Non è la prima delusione di critica letteraria che patisco, anche “in punto”: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2024/05/giorgio-scerbanenco-e-milano-con-piu.html

Ma questa è proprio fastidiosa.

 

Alberto PEZZOTTA, Il noir italiano prima e dopo Scerbanenco ([1]). Sono 429 pagine.

Pinketts: non citato nei testi narrativi, menzionato fugacemente, due (2), volte ([2]).

Renato Olivieri: menzionati due romanzi.

Compare, curiosamente, Umberto Simonetta.

Trascurabile, per quanto mi riguarda il lavoro di Pezzotta.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Milano-Udine, Mimesis, 2026.

martedì 3 febbraio 2026

PINKETTS, LEONE E PROUST (seconda parte)

 

PINKETTS, LEONE E PROUST

(seconda parte)

 

Per quei pochi che hanno letto il primo post, questa è una interazione.
Allora:

 

La battuta è considerata geniale ed anche equivoca, nel senso che non si riuscirebbe ad attribuirne la autorialità.

 

Ebbene: a chiusura di un documentario, intorno al 45’15”, ecco la “rivelazione”:
È lo straniero col poncho ([1]) che la pronuncia questa anteprima.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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mercoledì 12 novembre 2025

STEFANO DI MARINO (IN MEMORIAM) (Facebook Down Series – 174)

 

STEFANO DI MARINO (IN MEMORIAM)
(Facebook Down Series – 174)

 

Stefano Di Marino ([1]) era, soprattutto, una brava persona.

 

Ho scritto di lui in vita ([2]), quando ancora lo avevo frequentato poco.

Era una delle poche persone per cui Facebook era utile, per vederci, qualche volta (anche se avevo il suo recapito di posta elettronica).

 

Tendevamo a farci gli auguri “cumulativi” a fine dicembre.

 

Facevo fatica a tener conto delle sue uscite editoriali, e a un certo punto ho lasciato perdere: se non era disponibile a stampa nemmeno consideravo l’acquisto.

 

Un paio di cene.

 

Varie presentazioni di libri pubblicati da editori avventurosi.

 

Si andò (mi pare in autobus) a una serata bondiana in qualche modo condotta da, anche lui stanco e peggio, Andrea G. Pinketts ([3]).

 

Negli ultimi mesi era stanco: lo avevo incrociato in tram e poi vicino a dove aveva la base Chance Renard a “Gangland” ([4]): all’angolo di Corso Buenos Aires.

 

Queste poche righe semplicemente per ricordarlo: non solo a me, in occasione di uno “special” di Segretissimo pubblicato intorno al 12 novembre 2025, nella serie “Il Professionista – Story”, intitolato: Segretissimo Special 37: “Gangland a mano armata - Operazione barracuda”.

Ovviamente firmato Stephen Gunn.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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domenica 13 ottobre 2024

PINKETTS, LEONE E PROUST

 

PINKETTS, LEONE E PROUST

 

Non intendo procedere a colpi di chi è arrivato primo suffragio da prove, ma gli indizi dicono che nel 1984 non esisteva ancora una versione definitiva del romanzo d'esordio di Andrea G. Pinketts: Lazzaro, vieni fuori ([1]).

Per contro quell'anno arrivò al cinema C'era una volta in America di Sergio Leone ([2]).

 

Nel film c’è questo scambio di battute: “What’ve you been doing all these years?” (Fat Moe); “Been going to bed early” (Noodles).

Nel romanzo quest'altra, che letteralmente lo apre: “Per molto tempo sono andato a letto tardi. [//] La differenza tra me e Proust”.

Chi è arrivato per primo? Non possiamo chiederlo, ormai.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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mercoledì 19 giugno 2024

PIKKETTANDO PINKETTS

 

PIKKETTANDO PINKETTS

 

Sapete cosa sono i picchetti? Non quelli militari, però.
I picchetti erano quella pratica per cui io, da solo, sono arrivato a picchettare anche due ingressi “del” mio liceo, lo Scientifico Alessandro Volta.
Il liceale mi chiedeva: “c’è picchetto?” Rispondevo “sì” e questo nemmeno mi chiedeva il tema dello sciopero, sciocchino.
Poi è arrivato il punk, e ... Leggetevi il blog, partendo dal suo primo post, cui adde https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2012/08/tonito-memorial-to-live-and-die-in.html.
Lo sciocchino privo di curiosità se non si è diplomato male, sicuramente avrà annaspato negli studi accademici ([1]).

 

Perché la memoria di Andrea G. Pinketts va protetta?

Siccome Pinketts è anche sodale di Raul Montanari (uno molto bravo che ho anche aspramente criticato, direttamente. Però bravo) di cui da leggersi resta almeno La perfezione.

 

Siccome Pinketts è sodale di Carlo Lucarelli quando Lucarelli era giovane, magro e con più capelli (like yours truly) è i suoi libri costavano nulla, incluso quello blu (la copertina) dove appare l’Ispettore Coliandro.

Ma anche Un giorno dopo l’altro è un bel romanzo.

 

Il picchetto evita gli intrusi e, se prima di leggere un libro di Pinketts (o Montanari, o Lucarelli), vi domandate se “c’è picchetto?” e “perché?” fate un gesto e una riflessione di umiltà.

I quali non bastano mai.

 

Ah, bella intervista a Pinketts: https://boll900.it/numeri/2002-i/Pinketts.html.

Quelli bravi correggano da soli i refusi, gli altri non leggano Pinketts.

E nemmeno il miglior Montanari e il miglior Lucarelli.

 

E le due “k”? Beh ai tempi del liceo erano “rafforzative” … Già.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Miei voti invece …

mercoledì 5 giugno 2024

PINKETTSIANA (Facebook Down Series – 40)

 

PINKETTSIANA

(Facebook Down Series – 40)

 

Duilio Pogliaghi, alias Pogo il Dritto, “pard” di Lazzaro Santandrea ([1]) – ovvero l’alter ego di Andrea G. Pinketts ([2]), io lo vedo con un viso come Massimo Zanardi di Andrea Pazienza ([3]), ma con uno sguardo “da buono”.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 22 aprile 2024

DORSI (DI LIBRI) (Sniper series – 47)

 

DORSI (DI LIBRI)

(Sniper series – 47)

 

Non frequento molto le librerie: innanzitutto siccome praticano scarsi sconti e per periodi limitati.

In secondo luogo, perché la messa fuori catalogo dei libri ormai ha cadenza al più annuale, con conseguente crollo del loro prezzo.

 

Comunque, frequento le librerie che vendono usato (salvo poi comprare on line quando i prezzi sono migliori).

“Vado per dorsi”.

 

Per dorsi poi, quando c’è un angolo del nuovo molto scontato.

E? E capita che su 6 (sei) romanzi rieditati (ma non il quarto romanzo per ragioni di diritti editoriali ancora non scaduti) della saga di Lazzaro Santandrea di Andrea G. Pinketts io ne abbia trovati 4 (con più pazienza o casuale tempismo probabilmente tutti e 6) scontati appena pubblicati. Può accadere.

 

Ma gli ultimi due, quasi freschi di stampa, non sono “copie civetta”; no venduti da qualcuno sabato mi dice la commessa, comprati da me il giorno dopo alla mattina.

Ecco come mai, forse, Pinketts rieditato, dopo anni, vende poco: siccome quelle due copie non sono state nemmeno sfogliate.

 

 

                                                                                                                      Top Shooter

 

 

 

© 2024 Top Shooter

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domenica 10 dicembre 2023

POLARANDO (UNO)

POLARANDO (UNO)
 
Molti anni fa avevo già letto un romanzo di Loriano Machiavelli, con protagonista Sarti Antonio (sergente di polizia, ma pare non ci fosse quel grado) ([1]).
Nei giorni scorsi ho cominciato a leggere il primo romanzo di questa lunghissima serie: Le piste dell’attentato.

Qualcuno mi ha chiesto in che stile sia: ho risposto “mah mi fa venire in mente un autore che conosco pochissimo, ma in versione forse più ‘dura’ ([2]) ([3]): Sanantonio e l’omonimo autore ([4])”.
Uno più uno: “Sarti Antonio” e “Sanantonio”.
Non ci ha pensato nessuno?
 
Perché “polarando”? esiste già una rubrica giornalistica intitolata “gialleggiando”, e poi qui siamo in terra di Francia in qualche modo ([5]).
Perché “uno”? Beh non si sa mai: magari salta fuori una altra serie di post.
Per i filologi: il post è nato come Facebook Down Series numero 6, ma si è evoluto in fretta. 




Duri






 Nuovi duri

 



                                                                                                                       Steg

 

 

 

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[1] https://www.sitocomunista.it/rossoegiallo/autori/macchiavelli.html
[2] Senza voler riferirsi a Georges Simenon e ai suoi romanzi “duri”: https://it.wikipedia.org/wiki/Georges_Simenon#Romanzi_%22duri%22
[3] Una antologia curata da Oreste del Buono: “La scuola dei duri”.
Termine ravvivato da Andrea G. Pinketts, con una, appunto, nuova scuola dei duri, di matrice milanese.
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Sanantonio
[5] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2014/06/nouveau-polar-manchette-e-pagan-qualche.html

venerdì 28 aprile 2023

ANDREA G. PINKETTS (furter slight return)

 

ANDREA G. PINKETTS

(further slight return)

 

I lettori più affezionati (quante le dita perfettamente funzionanti della mano sinistra di Django Reinhardt dopo il noto, negli effetti, incidente?) sanno che talvolta torno su alcuni argomenti.

Nel caso di specie, due pensieri che si ripresentano, uno mal definito e uno recente, mi inducono a queste righe ([1]), partendo dal secondo.

 

Alcune settimane fa, indotto da Oreste Del (o “del”) Buono ([2]) prefatore della sua terza avventura, mi sono chiesto se Andrea G. Pinketts avesse letto i romanzi, o qualcuno di essi, del detective “a Milano” Riccardo Finzi ([3]), creato da Luciano Secchi ([4]).

 

Il che conduce alla riflessione oggi finalmente sintetizzata: non poche persone sono frequentate – almeno in parte – perché possono raccontarti di qualcuno che il loro interlocutore non può interpellare direttamente.

Con Pinketts, il “qualcuno”, accadeva e ritengo ancora accada, credetemi.


Al momento, mi resta la “questione Finzi”.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Senza dimenticare che ormai il post principale è a rischio di sovraccarico: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2013/07/andrea-g-pinketts-sketches-series-3.html.

[2] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2013/10/oreste-del-buono-senza-dimenticare.html.

Complice in quanto esiste una sua intervista fattagli da Maria Grazia Perini, direttore del mensile Eureka fondato da Luciano Secchi, ivi pubblicata nell’aprile 1975.

[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Riccardo_Finzi.

Il terzo romanzo è Fotofinish.

[4] Notate la curiosità: https://it.wikipedia.org/wiki/Max_Bunker.

Eppure Secchi non è (stato) solo Max Bunker.

mercoledì 6 aprile 2016

BONVI E JACK LONDON E POI HUGO PRATT, O VICEVERSA (addendum duplice, a mo’ di abbozzo)


BONVI E JACK LONDON E POI HUGO PRATT, O VICEVERSA

(addendum duplice, a mo’ di abbozzo)


Nel blog ho scritto prima di Hugo Pratt e poi di Bonvi ([1]).

Al primo ho dedicato più di un post, al secondo ho fatto seguire al mio intervento un lungo (perdonate il bisticcio) post scriptum.


Jack London: tutti lo conoscono se sono nati una cinquantina di anni fa o, più giovani, hanno studiato letteratura americana. Molti fra i primi, però, sono fermi a un dittico di romanzi: The Call of the Wild e White Fang.

Se non fosse, almeno per qualche approfondimento, per i lettori più attenti di Hugo Pratt: citato spesso dal fumettista veneziano di Rimini, dei suoi racconti ambientati nei mari del sud sappiamo l’esistenza.

E poi Corto Maltese incontra Jack London verso la fine della storia lunga La giovinezza, del 1982, ambientata durante la guerra russo-giapponese. A parte le sembianze proprie date a Simon Girty ([2]), solitamente ([3]) Pratt viaggia attraverso Corto Maltese.


E Bonvi? Lui, bolognese di Modena, fra l’altro presta le proprie sembianze a Jack London ne L’uomo di Tsushima ([4]), storia dedicata a un episodio navale della stessa guerra. Però pubblicata più di tre anni prima ([5]).


Con il passare degli anni purtroppo, per sé più che per i propri riferimenti artistici (non solo letterari), ci si rende conto che di nuovo assoluto v’è poco, pochissimo, e che qualche volta i riferimenti sono più di quelli raccontati.

Ad esempio, Hugo Pratt visitò, o quasi – destino crudele ([6]) – la tomba di Stevenson ([7]), ma lo aveva fatto decenni prima proprio Jack London ([8]).


Peraltro, Hugo Pratt illustrò (nelle riduzioni di Mino Milani) due opere di Stevenson per Il Corriere dei piccoli nel 1965 e nel 1967, dunque allo scrittore scozzese e alla sua ultima dimora di Vailima, nell’isola di Samoa, egli non era certo arrivato per caso.


Ma non basta.

Queste righe le devo ad Andrea G. Pinketts ([9]), in particolare alla sua prefazione all’edizione italiana del 2008 ([10]) del romanzo londoniano più o meno autobiografico John Barleycorn, come contenuta nella raccolta tematica pinkettsiana Mi piace il bar ([11]). D’altro canto egli nel 1995 vinse un premio letterario intitolato a London.

Mentre finivo di leggere quel volumetto, a fine inverno 2016, ricevetti il numero 23 de Ilcorsaronero (rivista salgariana e di letteratura d’avventure, tutt’altro che “popolare” nella qualità) che dedica molte pagine all’illustre scrittore e molto altro statunitense.


In conclusione, grazie a tutti, sulle cui spalle comunque cerco di issarmi ([12]) almeno per procedere nelle mie letture e nelle mie scoperte.



                                                                                                                      Steg




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[2] In Wheeling.
[3] Ma nella serie de Gli Scorpioni del deserto il Virgilio prattiano è Koȉnsky, ufficiale polacco (inizialmente tenente).
[4] Tredicesimo volume della collana Un uomo un’avventura.
[5] Gennaio 1978 rispetto al 5 agosto 1981 (sul quotidiano francese Le matin de Paris).
[6] La sorvolò con un elicottero.
[7] Si vedano le pagine 205-223 del libro Avevo un appuntamento, Roma, Socrates, 1994.
[8] Si cfr. Russ Kingman, A Pictorial Life of Jack London, New York, Crown Publishers,1979, pagine 198-200.
[10] Torino, UTET.
[11] Siena, Barbera, 2013.
[12] Citando Bernard de Chartres.