TOMMASO LABRANCA
(Con accidentale
tempismo commemorativo)
Piuttosto, vi
propongo questo incipit, rimasto tale.
QUOTE
10
ottobre 1995
Egregio
Signor
TOMMASO
LABRANCA
c/o
FONDAZIONE LABRANCA
Via
Dante 12
20090
- PANTIGLIATE (Mi)
Caro Labranca,
Lei
è molto bravo e divertente, ma stia attento, perché il gioco si fa sempre più
difficile.
Lei può essere snobisticamente
popolare (con citazioni davvero erudite) però eviti di scivolare sull’errore,
che trash non è posto che Lei cerca di raggiungere gli scopi che si prefigge e,
di solito li raggiunge.
Sono a pagina 103 di Estasi del
pecoreccio e debbo farle (mi scusi, ma nelle mie lettere evito il farLe, il
dirLe, eccetera) notare che:
1)
a pagina 49 ho trovato un “più infima” e questo è
proprio sbagliato, perché infimo non può essere rafforzato;
2)
a pagina 102, nella Sua lettera a Calasso, una svista
che La rende una “sitting duck” per gli sniper adelphiani (a proposito, il mio
maestro delle elementari mi ha insegnato che è meglio evitare le
pluralizzazioni delle parole straniere: “i rapper” e non “i rappers”): il
Signor Güiraldes era un nobiluomo della pampa argentina che ha girato il mondo
ed ha scritto un romanzo tutt’altro che pretenzioso, ed anzi popolare, che fa
il paio con il Martin Fierro nell’essere la summa della letteratura gaucha. Il
pronipote, Manuel, ottimo polista, ha ereditato una splendida estancia (La
Porteña) che Le consiglio di visitare: vedrà anche lo studio del Güiraldes
prozio, bello e con il tetto bisognoso di riparazioni per resistere a certi
temporali.
UNQUOTE
Chissà.
Steg
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