"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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martedì 5 maggio 2026

I NOTTAMBULI (torna la “ditta F&L”) (Facebook Down Series – 251)

I NOTTAMBULI
(torna la “ditta F&L)
(Facebook Down Series – 251)

 

Note tecniche:
-          il titolo è in corsivo siccome si tratta di quello di un libro,
-          ho optato per la FDS siccome mi pare che il post sarà fugace come il libro.

 

 

Rammento un mio erudito tentativo di scrivere di Carlo Fruttero e Franco Lucentini: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2012/01/carlo-fruttero-senza-dimenticare-franco.html

 

Ulteriore tentativo anni dopo: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2019/12/avere-del-tempo.html

 

Il 5 maggio ([1]) 2026 viene ripubblicato I nottambuli. ([2]).
La antologia era stata pubblicata, sempre con la cura di Domenico Scarpa, nel 2002 ([3]).

 

Gli è che le edizioni non sono uguali. Quindi nessuna delle due comprende l’altra e, parrebbe, ci sia anche qualche correzione.
Comunque, a meno che fosse in uno dei volumi della “trilogia del cretino”, devo a I nottambuli l’aver letto Monsieur Teste di Paul Valéry (che dovrei rileggere).
A voi decidere.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Stampato in aprile.
[2] In una versione “da poveri”, ma non economica, della collana i - “i” minuscola - Meridiani.
[3] Da Avagliano: buon editore di Cava dei Tirreni.

mercoledì 4 marzo 2026

GITA SCOLASTICA A DUBAI (alla modestia intellettuale umana non c’è limite) (Facebook Down Series - 225)

 

GITA SCOLASTICA A DUBAI

(alla modestia intellettuale umana non c’è limite)

(Facebook Down Series - 225)

 

Fine.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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venerdì 22 agosto 2025

MAI IN ABBINAMENTO EDITORIALE (FUMETTI) (Facebook Down Series - 141)

 

MAI IN ABBINAMENTO EDITORIALE (FUMETTI)
(Facebook Down Series - 141)

 

La mia devozione a Stefano Tamburini è nota (in ragione degli accessi al blog).

 

La mia stima per Tanino Liberatore è per lo meno conclamata: certificata inoltre da una dedica ([1]).

 

Ecco, siccome in abbinamento editoriale ormai ci sono anche i sub-mediocri (come mi informano in questo fine agosto 2025 rispetto a un italiano) ([2]), invece sono tranquillo: Rank Xerox e Rankxerox non li chiederete mai in edicola (pugnaci!) insieme alla Gazza (non il calciatore, il quotidiano).

Magra ma sicura consolazione.

E Lubna che si impala su Rank, per fortuna (e senza citare La donna della domenica …).

 

(Post ispirato da Gil Scott-Heron)

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Propiziata da Petulia Mattioli (non solo una artista di vaglia, ma una grande cuoca - ed esserlo non ha soste, lo si è tutti i giorni - la cui cotoletta alla milanese, lei romana di diamante, sta da sola).

[2] Piuttosto (minima strizzata d’occhio agli esperti): https://it.wikipedia.org/wiki/Gim_Toro.

lunedì 24 marzo 2025

ESATTAMENTE 53 ANNI FA … (Facebook Down Series - 112)

 

ESATTAMENTE 53 ANNI FA …

(Facebook Down Series - 112)

 

Nel marzo del 1972 era data alle stampe la prima edizione de La donna della domenica, di FRUTTERO & LUCENTINI: così recita la “ditta” in sovraccoperta ([1]).

 

Di questi due grandi autori ho scritto più di una volta ([2]), anche rispetto al cretinismo sociale rampante e inesauribile ([3]).

 

E allora?

Beh fatevi un giro dove vendono i giornali (quelli di carta, gli altri sono finti) e compratevi il numero de La lettura (Corriere della sera) pubblicato il 23 marzo 2025: delle due l’una: o avete già letto (e riletto, e magari riletto) il romanzo, oppure dovrebbe venirvi la voglia di leggerlo.

Senza dimenticare che chi volesse “fare lo scrittore” probabilmente analizzando le modalità di redazione di quest’opera letteraria capirà la mia opinione sulla inutilità delle scuole di scrittura ([4]).

 

 

Piccolo dettaglio: questo è solo formalmente un post della FbDS.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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mercoledì 31 luglio 2024

L’EDITOR È MORTO (Facebook Down Series – 58)

L’EDITOR È MORTO

(Facebook Down Series – 58)

 

Penso a un paio di libri (uno un romanzo fiume, così insufficiente che – non lo avevo mai fatto – ho regalato la mia copia con invito a cestinarle, nel caso. L’altro una raccolta di racconti, uno poteva essere di 3 pagine e non di una ventina, un altro vero Hemingway dei poveri, peraltro E. H. ispiratore delle prose) i cui autori sono nella editoria (ed editor).

 

Penso a Oreste del Buono e a Roberto Bazlen. Due nomi noti.

Ma è come affiancare a dei polli di batteria delle aquile: i primi razzolano, le seconde volano alte.

 

Credo che – come figura professionale – l’editor sia morto e anche il direttore di collana non stia molto bene ([1]).

 

Tanto in Italia basta vendere.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

 

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[1] Verrebbe da dire che “lo trovo un po’ pallido”. 

venerdì 13 maggio 2022

IL CRETINO SINTETIZZANTE (Tombstone series – 78)

 

IL CRETINO SINTETIZZANTE

(Tombstone series – 78)

 

Una nuova categoria umana è apparsa: il sintetizzatore di aforismi.

Ovvero il “cretino” di fruttero&lucentiniana memoria si autonomina soggetto con pretesa di proprio pensiero.

Anche Ennio Flaiano piange (ma non “come” il Corsaro Nero).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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martedì 10 dicembre 2019

AVERE DEL TEMPO


AVERE DEL TEMPO

Fra le non troppo vecchie novità culturali (chi ricorda le “vacanze intelligenti”?) c’è la affermazione per cui il tempo è uno dei beni più preziosi.
Delle due l’una: o chi lo dice lo dice per prendere in giro il prossimo, oppure prende in giro se stesso.

C’è una terza possibilità? Forse.
Potersi permettere di impiegare tutto il proprio tempo – con il coraggio di pensarsi immortali – a un proprio progetto (la variante sportiva è di solito meno impegnativa temporalmente parlando, ma comunque richiede organizzazione). Il bello di questo è il tornare quasi a quando “si studiava” o per qualcuno fortunato (lo fui, lo ammetto) dedicare alla tesi di laurea un arco di tempo inizialmente indefinito.

Oggi quindi celebro due letterati che hanno avuto il coraggio di sfidare Chronos.
Quasi gomito a gomito, l’uno in Italia e l’altro in Francia hanno dedicato anni a progetti quasi smisurati ([1]).

Domenico Scarpa ha curato in modo quasi monumentale i due volumi dei Meridiani Mondadori dedicati a Carlo Fruttero e Franco Lucentini ([2]), sia sotto la loro “ditta” F&L sia in solitaria, pubblicati nell’autunno 2019.
Sono oltre 3.000 pagine, eppure non sono completi, ma ce ne si accorge solamente compulsando l’indice e i criteri di scelta dei testi.
Credo sarà uno dei titoli meno venduti della collana, per ragioni evidenti: i titoli di successo dei due autori (quelli della ditta) sono facilmente reperibili, la trilogia dedicata al “cretino” ha avuto negli anni antologizzazioni di vario genere.

Ancora più avventurosa, sappiamo che è durata 15 anni la sua redazione, è la biografia dedicata da Jean-Luc Bitton a Jacques Rigaut: uno scrittore francese conosciuto da pochi ([3]), con un’opera omnia sempre in catalogo nella “blanche” di Gallimard dal 1970 (grazie alla sua cura da parte di Martin Kay, sconosciuto ai più ([4])).
Ecco quindi pubblicato nell’ottobre 2019 il monumentale Jacques Rigaut Le Suicidé magnifique ([5]).
Successo previsto per questo libro? Beh i Francesi leggono più di noi …, ma credo si risolverà in uno di quei testi che si troveranno nella sezione biografie letterarie d’oltralpe.

Credo che anche questo post avrà scarso seguito di lettura, ma il blog nacque per riordinare i miei pensieri, talvolta con sorprendente adesione di viaggiatori della rete.


                                                                                                                      Steg



Tre edizioni di un romanzo di F&L 




Edizione sparata di una antologia rigautiana



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[1] Mi astengo da valutazioni sulle scelte del primo perché ne scorgo già una che mi rizza i peli. Ma la regola per cui sarebbe meglio conoscere poco le persone di cui si ammirano le opere in letteratura spesso è vincente.

domenica 19 maggio 2013

STUPIDITÀ UMANA (Tombstone series – 4)


STUPIDITÀ UMANA ([1])
(Tombstone series – 4)

 

Attenzione: può contenere tracce di stupidità umana”: avvertenza che non rinvengo mai nei luoghi e nei locali pubblici.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Dedicato ad Ennio Flaiano, Carlo Fruttero e Franco Lucentini, che ci hanno illuminato quanto ai cretini.

lunedì 16 gennaio 2012

CARLO FRUTTERO (SENZA DIMENTICARE FRANCO LUCENTINI)

Copia con dedica tripla a Giordano Bruno Guerri
 acquistata in libreria specializzata


CARLO FRUTTERO (SENZA DIMENTICARE FRANCO LUCENTINI)

Avevo imbastito quel post domenica 8 gennaio 2012.
Come accade anche in altri casi, dalla bozza al testo definitivo passa del tempo.

Lascio immutato il post sottostante e aggiungo un paio di cose.

Di alcuni libri di Carlo Fruttero e Franco Lucentini esistono solo prime edizioni, quindi attenzione ai prezzi che dovessero proporvi ([1]).
Ciò posto, la prima edizione de L’idraulico non verrà è rara; quella de La donna della domenica non è comune.

Spesso mi capita, da cacciatore di libri, di sfogliare copie di libri che già possiedo; anche in doppia copia magari perché alla prima edizione si arriva dopo. Lo faccio per la “ditta F&L” perché potrebbe capitare una dedica spiritosa.

Ricordo di aver partecipato recentemente a quel sondaggio de Il Sole 24 Ore per consigliare un autore per un “Meridiano”: sicuramente ho indicato Fruttero e Lucentini.
Per il resto, ritengo che al profano sarà chiaro cosa cercare da quanto trova menzionato qui sotto.

Un’ultimissima cosa: guardando le parole cercate sui “motori” che hanno portato qualcuno nel mio blog, oggi figurava già Fruttero perciò forse saranno cosa gradita queste righe.


FRUTTERO & LUCENTINI

Carlo Fruttero & Franco Lucentini: il secondo morto suicida e il primo anagraficamente non giovanissimo superstite del medesimo duo.
Eppure la rilevanza di questi due scrittori rimane intatta.

Conosciuti per un godibilissimo romanzo di cui ormai è impossibile capire la genesi: La donna della domenica, la loro carriera è sconfinata e come tale suscettibile solamente di personali e incompleti apprezzamenti.

Dati per torinesi ma lo furono solo a metà (sebbene Lucentini si sia suicidato a Torino ([2])).
Certo piemontesi per luoghi lavorativi e di ambientazione.
Obbligatoria è la “trilogia del cretino”, anche perché chi non la apprezza molto probabilmente è per lo meno rapito dal fascino di detta “categoria umana”.
Su toni e contenuti analoghi il compendio I nottambuli.

Nella narrativa finto leggera si deve menzionare il “seguito” ([3]) A che punto è la notte.
Mentre altre opere sono un poco meno consistenti, sebbene Enigma in posto di mare abbia un notevole fascino per chi apprezza il degrado generazionale.

Grande merito di F&L è la lievità stilistica capace di celare notevole profondità contenutistica e di istigare nel lettore la voglia di investigare autori e temi.

Mi permettono anche di utilizzare un termine così abusato che nel mio vocabolario è quasi estinto: ironici ma con un retrogusto iconoclasta.

Direi anche “molto francesi”, non solo a motivo della moglie di Lucentini.

Diressero l’unico possibile concorrente di Linus: Il Mago, sicuramente avrebbero avuto maggior successo nel sostituire Oreste Del Buono alla direzione del primo.

Un’ultima avvertenza: credo che la lettura di F&L invogli a visitare e conoscere Torino ([4]).


                                                                                              Steg



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[1] Carmelo Bene già docet.
[2] Di quei suicidi che non hanno niente per cui una persona intelligente possa dolersi. Un altro grande suicida è Mario Monicelli.
A Torino si sono suicidati anche altri nomi illustri: ricordo Cesare Pavese ed Emilio Salgari.
[3] De La donna della domenica.
[4] Conoscere Torino può essere un fatto positivo, sotto altri profili artistici (o culturali che dire si voglia).
Musicalmente soprattutto per Fred Buscaglione e Gigi Restagno. Quanto a Restagno - dei Blind Alley chissà se e quando ne scriverò ... - intendo non i rifacimenti delle sue canzoni. L’unico caso in cui Internet mi ha fatto un regalo perché con tenacia si trova la sua “Coriandoli a Natale” nella sua versione: https://www.youtube.com/watch?v=twe9UG2fKy4.
Per correttezza ricordo anche i Rough, di nuovo con la versione originale della loro canzone “Torino è la mia città”: https://www.youtube.com/watch?v=cqOSyleSgzY.
Le cover - The Spaghetti Incident a parte - e le commemorazioni esasperate mi mettono molto disagio (come si può pensare che il pubblico non voglia ascoltare prima l’artista originale? Ed allora si realizzi senza ulteriore indugio un album con le registrazioni di Gigi Restagno, orsù!).

mercoledì 14 dicembre 2011

IL “PANTALONE” E IL “CAIPIROSKA ALLA FRAGOLA”: il massacro della lingua italiana come alibi per evitare di affrontare molte cose




IL “PANTALONE” E IL “CAIPIROSKA ALLA FRAGOLA”:
il massacro della lingua italiana come alibi per evitare di affrontare molte cose





 
Queste righe possono sembrare meno serie del reale ([1]).


A mia memoria, comincio con un ricordo quasi di infanzia e pertanto di circa 40 anni fa: la mania – innocua tranne per la non correttezza in Italiano – di rendere al singolare “pantalone” il plurale pantaloni da parte di qualche commesso/a di negozio di abbigliamento.
Ma era già un cedimento.



Gli anni settanta del secolo scorso furono piuttosto tranquilli, semmai con la diluizione (allora si diceva “inflazione”) di espressioni colte, delle quali il paradigma massimo rimane “nella misura in cui” usualmente ucciso nello stesso periodo da un “cioè”.


 

Il decennio successivo portò tecnologia e pessimi neologismi: per tutti la “videata” a significare una pagina (ma quale?) riprodotta sullo schermo di computer.
Intanto l’uso del congiuntivo cominciava a vacillare.


 

Grottesco in quegli anni anche il sorgere e proliferare dell’anglismo “il big boss” (per “il capo”). Con il senno di poi era uno dei primi segnali della tendenza a neutralizzare (evitare?) le difficoltà o anche solo la banalità mediante l’estraniamento linguistico.


 

L’accelerazione nei precedenti anni novanta si fa incontrollabile, e quindi esemplifico minimamente: “buona giornata/serata” al posto di “buon/a giorno/sera” (forse parevano antiquati?).
“Ciao bello/a” rivolto a chiunque e senza alcun senso (basta “ciao”), suona come uno slogan per vendere gelati.
“Come va? Tutto bene?” cui fa seguito il discorso di chi lo ha chiesto, ma non ascolta la risposta dell’interlocutore: finta cortesia e paura di veder perforato il proprio umore ([2])?


 

Arriviamo cosi al mostro alcolico (mi risparmio quanto all’uso dissennato di espressioni quali “movida”, “happy hour”): il “Caipiroska alla fragola” doppia devianza sul Caipiriña, il quale già non è un cocktail di rango “mondiale” (per esprimermi secondo AIBES ([3])).
Altri orrori etilici sono prossimi (“dietro l’angolo” avrebbe detto Maurizio Costanzo qualche lustro prima?).


 

La fine dei plurali stranieri declinati correttamente in Italiano (cioè mantenendoli al singolare) è affidata a: “murales” al singolare, “geishe” (fortunatamente non ci sono “karateki”, per ora), etc.


 

Per gli anni duemila e il contemporaneo quasi nulla scampa al massacro del neologismo ottimistico con pretesa seria (di chi lo usa).
Quindi ci si “ri-aggiorna” nell’arco di ore: credo che l’errore sia addirittura doppio.


 

Lo schifo totale lo provo con la parola, inesistente, “scannerizzazione” a indicare una procedura nota e dotata di termine in Italiano ben prima dello scanner. Si badi che essa non è nemmeno – pur se ciò non lo giustificherebbe (semmai “scanning”?) – utilizzata come sinonimo di scansione (appunto), bensì come termine proprio.
Nel frattempo il congiuntivo è quasi morto.


 

Facciamo però una “piccola pausa”: ecco allora “buon week-end” (evidentemente il “fine settimana” è riduttivo) perché sono “stressati” e devono “staccare”.


 

Le “criticità” sono figlie delle “tipologie”.
Infatti il commerciante ha scoperto che “tipologia” suona molto bene (meglio di “categoria”), resta generico e quindi dicendo poco illude meglio: l’acme è raggiunto sulle tipologie abitative o di viaggio (con il risultato che certi alberghi 4 stelle esteri sono delle topaie: in effetti non erano dei 4 stelle ma di “tipologia 4 stelle”).
Sta bene, ma quando si passa da “problema” a “problematica” il gioco è più sottile.
Non solo: chi risolve una problematica è un esperto non lo è chi risolve un problema ([4]).
Siccome anche problematica suona come una difficoltà si arriva alla “criticità”, un termine sufficientemente astratto e serio al tempo stesso, sempre con possibilità per chi la risolve di vantarsene in modo esagerato e serioso (curiosamente poi però parlano di “problem solver”, misteri della approssimazione nell’Inglese).


 

Ed ecco che non si muore più! Si “scompare”, si “lascia”.
Ai funerali la gente si veste male, applaude, fa cose stupide; meglio ancora le esequie diventano “addio” anzi “ultimo addio” (quale sarebbe il penultimo? ([5]))
È possibile “morire” solamente in situazioni che si vorrebbero paradossali tanto sono ammantate di “buono”: lo “shopping”, dopo una notte di “movida”, eccetera.


 

Mia madre ancora “va a fare la spesa”, io se devo andare a comprare un paio di scarpe vado a comprare le scarpe (volendo posso “andare a far compere”).


 

Mi pare che le “criticità” linguistiche non lascino scampo ([6]).


 


 


                                                                                                                      Steg


 


 


 


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[1] Cercherò di evitare di commentare le espressioni impiegate anche da comici o da libri scritti da autorevoli autori ma con taglio ironico.
Analogamente mi astengo anche da commentare parafrasi di titoli di libri per titolare articoli (povero Charles Bukowski), uso di titoli di film per intitolare programmi televisivi e di espressioni “brutte” per intitolare altri programmi televisivi.
[2] Si noti che il “come stai” è più impegnativo perché più diretto.
[3] Associazione Italiana Barmen e Sostenitori.
Anche il Martini non è perfettamente in salute e, per fare un testa coda con la nota successiva, mi rendo conto che talvolta il Negroni è chiesto molto pallido, troppo.
[4] Ma qualora l’idraulico non venisse (cfr. Carlo Fruttero in Fruttero & Lucentini, L’idraulico non verrà, Milano, Mario Spagnol Editore, 1971; ristampato da Il melalogo di Genova nel 1993) sarebbe davvero un problema!
[5] Senza dimenticare “piccola folla” e “grande Kermesse”.
[6] Qualcuno dirà “’sti c***i”, ma qualcun altro, preoccupato, esclamerà “me co***i”. Sempre che sia loro – se non laziali (territorialmente parlando) – nota la differenza fra queste due espressioni, ovviamente.