"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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sabato 3 maggio 2014

APPLAUSI PER FIBRA? [(The Sniper for) Sketches Series – 15]


APPLAUSI PER FIBRA? ([1])
[(The Sniper for) Sketches Series – 15]

 

Comprata, copia usata ma evidentemente non letta ([2]), del libro Dietrologia.
È una prima edizione (ottobre 2011), e al suo fianco c’era una copia della quinta, e anche una copia dell’edizione tascabile, tutte dichiarate usate.
La prefazione è di Marco Travaglio, nota firma giornalistica “d’opposizione” ([3]).
Secondo l’autore, il lettore tipo sarebbe quello fra i 16 e i 26 anni.
Francamente, a chi scrive non sembra di aver mai visto qualcuno con questo libro in mano, e mi dispiace, perché la media dei pochi italiani che leggono sono dediti sempre alla feccia stampata.
L’autore chi è? Per avesse qualche dubbio, il rapper italiano più famoso: Fabri Fibra da Senigallia, Marche, classe 1976.
 
Fabri Fibra, che non è un messia ma una persona che pensa, evidentemente è un’altra voce che si sgolerà. Purtroppo.
 
Certo, i dischi d’oro sono “meno d’oro” di una volta, lo stesso vale anche per quelli di platino, ma più di 120.000 copie vendute di un album non sono poi così poche: sono le vendite per Controcultura del 2010.
Mettiamo che adesso lo zoccolo duro sia a 50.000 persone, visto che l’ultimo album (Guerra e pace) ne ha vendute 60.000 di copie.
 
Fabri Fibra ultimamente ha anche deciso per canzoni con dei “featuring” di cantanti non rap: ricordo quelli con Gianna Nannini, Elisa, Luca Carboni. Lui rappa, gli altri cantano.
Ma non basta. In Italia non basta niente per cambiare qualcosa.
 
In effetti questo non è nemmeno uno “schizzo” (data la serie), ma una sorta di “call to arms” degli intelligenti: cercate di non mollare. Indipendentemente da cosa ascoltate, vedete o leggete.
E comunque Dietrologia, per quella prima ventina di pagine lette ([4]) merita: perché vi invita a pensare con la vostra testa.
 
 
Ovviamente, potete anche pensare e decidere, con la vostra testa, di non leggerlo; ma cercate di ascoltare, vedere e leggere non quello che vi dice la rubrichetta televisiva che vi rende la vita tanto tranquilla, che poi è quello che vi invitiamo a fare anche noi e Fabri Fibra, quindi forse vi conviene leggerci e pensare.
 

 

                                                                                                                      Top Shooter
                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Aggiungo un punto interrogativo al titolo di una delle canzoni più conosciute (non necessariamente migliore) di Fabri Fibra, dall’album Tradimento (del ).
[2] O come leggo io. Ma allora quel libro non sarebbe stato venduto, io non li vendo.
[3] Firma illustre del quotidiano (perdonate il bisticcio) il Fatto Quotidiano, ma anche commentatore in televisione.
Curioso: lui si dichiara allievo di Indro Montanelli; anche Beppe Severgnini si dichiara tale. Considerando le svolte politiche di Indro Montanelli, dichiararsi suo allievo significa poco: poco perché questo essere allievo è sempre rivolto a lettori che di giornalismo conoscono poco o nulla.
[4] Post urgente, questo.

venerdì 28 giugno 2013

NON CREDO SIA UN PROBLEMA GENERAZIONALE, BENSÌ UN PROBLEMA INTELLETTUALE


NON CREDO SIA UN PROBLEMA GENERAZIONALE,
BENSÌ UN PROBLEMA INTELLETTUALE

 

“Generazionale” è un aggettivo obsoleto. Roba da Pier Vittorio Tondelli: essendo vecchio addirittura il nome proprio doppio, figuriamoci!
L’Italia è gestita da non più giovani: anche taluni degli “under 25” di Tondelli, appunto; ad esempio Enrico Brizzi e Silvia Ballestra ([1]).  È un dato anagrafico, quindi di mero fatto.
 

Ciò significa che io scrivo per dei quasi vecchi. In quanto una persona di quindici anni intelligente non sa di essere intelligente; una persona di venti anni intelligente non so cosa legge. Entrambe non leggono questo blog.
Ma non scrivo per dei, Entschuldigung: ich spräche Deutsch,  rimbecilliti.
Il fatto che il mio blog non si chiami Cassandra oppure Grillo Parlante, non fa differenza.
 
E allora?
Allora desidero chiarire che certe volte non scrivo di argomenti pseudo-attuali in quanto essi attuali non sono. Attenzione: non ho scritto inattuali.

 

Ho la pretesa che il mio blog sia popolato di “corsivi”, giornalisticamente scrivendo.
Invece rilevo come la tendenza mediatica (per tutti i media) sia quella degli pseudo-corsivisti, cioè dei corsivisti del nulla, peggio dei carmelobeniani “gazzettieri del nulla” che di loro sono matrice.
Non sufficienti i giornalisti, arrivano di rinforzo esponenti di categorie professionali inesistenti quanto ai loro risultati (ripeto: risultati ([2])): i sociologi, le ex-veline di seconda categoria ([3]), i giornalisti (soprattutto se parenti di pregressi giornalisti, vivi o morti) del pettegolezzo e basta, altri “-ologi” vari, ...
 

Aiuto io imploro nel sentire (lo ammetto: mi limito alla televisione) evocare come “ribelli meritevoli” dei tardo-defunti e degli ancora-viventi comunque ben disinfettati intellettualmente.
Mai uno/a che mi citi Quentin Crisp o Truman Capote o Kenneth Anger.
Più vecchi dei vecchi questi commentatori da gettone di presenza. Roba che Fabri Fibra è nella categoria dei geni (ripeto geni, plurale di genio non di gene) seienni inalanti colla: un ossimoro, tanto per citarne di sponda (Wild Boys, ovviamente) un altro negletto dal Premio Nobel per la letteratura: William Burroughs.
Prima o poi ci “diranno” (come se dire fosse spiegare) che Renato Vallanzasca è meglio di Fabrizio Corona: ma non motivando (appunto) la loro opinione ([4]), la quale è prettamente generazionale: il primo è più vicino a loro nel tempo e dunque apparentemente più spiegabile.

 

Vorrei le ali di un corvo berlinese, e forse anche la sua flemma, per volare alto e non essere sfiorato da questi vecchi attrezzati con ricordi vecchi e con ribellioni vecchie, tutto vecchio perché non più intellettualmente destabilizzante secondo il pensare corrente.

 

E questo è uno sfogo.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Siccome ho il coraggio delle mie azioni: portai al Tunnel, locale notturno milanese, qualche suo libro per farmelo autografare, e lei dichiarò che io ero il lettore ideale. Il lettore ha comprato i libri, quindi ben può esprimere la propria opinione.
Cito questi due nomi perché fra i più noti di quelli di cui sono sicuro che abbiano partecipato al progetto Tondelli ano originario: tre furono i volumi editi da Transeuropa.
[2] Ricordo, a me stesso, che esistono per legge professioni che non garantiscono risultati, ci sono solo “obblighi di mezzi”. Basta precisarlo al pubblico/cliente/paziente pagante.
[3] Quelle di prima categoria furono, fra le altre: Laura Freddi e Miriana Trevisan ...
[4] La mia, su entrambi, è contraddittoria e quindi troppo lunga da spiegare in poche righe. Diciamo che non avrei problemi ad essere a un tavolo di ristorante a mangiare e discutere né con l’uno né con l’altro.