"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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giovedì 4 giugno 2026

INTORNO A UNA VIGNETTA PRATTIANA (Corte Sconta Detta Arcana) (Facebook Down Series – 272)

 

INTORNO A UNA VIGNETTA  PRATTIANA
(Corte Sconta Detta Arcana)
(Facebook Down Series – 272)

 

Corte Sconta Detta Arcana fa parte delle storie lunghe di Corto Maltese, quelle che hanno dignità quasi di romanzo piuttosto che di racconto.

 

Prendete una edizione a colori e considerate la vignetta di apertura della prima striscia.
Rilevo quanto segue:
  1. pessimo “balloon” (il nostro “fumetto”) che taglia, in basso, la chiusura della vera del pozzo;
  2. il titolo della storia è scritto come nella toponomastica veneziana, che di regola dipinge il riferimento in un riquadro bianco, appunto;
  3. sul muro, e non sul suolo, compare una “mappa” per sfidarsi al “gioco del mondo”: vincendo la forza di gravità. E forse strizzando l’occhio a Julio Cortazar (Rayuela).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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domenica 15 marzo 2026

LA “DE-ONGARIZZAZIONE” (incompiuta)

 

LA “DE-ONGARIZZAZIONE”

(incompiuta)

 

Nel 2023 pubblicai un post intitolato come questo: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2023/05/la-de-ongarizzazione.html.

Non pensavo potesse avere un seguito.

 

Anno 2026, ma anzi 2025 ([1]): è pubblicato un romanzo breve di Marco Steniner ([2]): il marito di Patrizia Zanotti ([3]).

Il libro si intitola Un riflesso nel buio ([4]) ed è ambientato in Venezia e Laguna.

A un certo punto compare l’isola di San Servolo ([5]), ed ecco … seppur incidentalmente, ritrovare Franca Basaglia, moglie di Alberto Ongaro e sorella di Franco Basaglia ([6]).

 

Strani incontri nelle acque della, già, Serenissima.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Grottesco colophon: “prima edizione ottobre 2025”, ma volume stampato a novembre..

[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Steiner.

Curioso che sua moglie non abbia una voce su Wikipedia.

[3] La più stretta collaboratrice di Hugo Pratt.

https://www.linkedin.com/in/patriziazanotti/.

martedì 9 dicembre 2025

LA “TIGRE” NON È MORTA (Facebook Down Series - 188)

 

LA “TIGRE” NON È MORTA

(Facebook Down Series - 188)

 

Se anche solo una persona leggerà Le tigri di Mompracem, la serie televisiva di questo finale del 2025 “di” Sandokan (la Tigre, appunto) sarà meritoria.

E “il padre degli eroi” (cit.) sarà onorato.

 

Fra l'altro ho rinvenuto due citazioni da Corto Maltese, dubito si tratti del contrario, ma né Hugo Pratt, né Mino Milani. né Alfredo Castelli possono darmi lumi.

 

Resto così, da quando ho memoria, disilluso come Yanez.

E, anche, fosco come il Corsaro Nero.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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mercoledì 1 ottobre 2025

HUGO PRATT E CORTO MALTESE (senza polemica e con un addendum)

HUGO PRATT E CORTO MALTESE
(senza polemica e con un addendum)

 

Compulsando i primi due volumi scritti da Alberto Toso Fei nella serie Ritratti veneziani ([1]), comprati con riferimento a persone (e personaggi) specifici, ho fatto un paio di considerazioni.

 

La prima accomuna Pratt e il Marinaio de La Valletta.
Una delle ragioni per cui cominciò a piacermi Corto Maltese è l’aneddoto della linea della fortuna: siccome mancante se la disegnò con un rasoio da barbiere ([2]).

 

Quindi Toso Fei evoca il fatto che per Corto Maltese esiste una sola regola: “non tradire mai gli amici”.
Qualcuno, in un libro affermò che Pratt, invece, aveva delle “amicizie taxi”: a un certo punto lui pagava la corsa e scendeva …

 

Su note più avventurose pensavo a Jesuit Joe ([3]), un bel cattivo, e ad Antoine de Saint-Exupéry e, mescolando un po’: sarebbe stata una bella storia veneziana la biografia di Silvano Maistrello detto (dagli altri) “Kociss” ([4]) disegnata da un suo concittadino (seppur nato a Rimini) anche di sestiere per un poco.
Peccato.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Vittorio Veneto, De Bastiani Editing; entrambi del 2018 (le mie copie).
Per ogni approfondimento rinvio ai medesimi.
[2] La lama da barbiere aggiunge e la lama toglie, se si pensa anche a Salgari (Mishima usò altra arma da taglio).
[4] Toso Fei, pp. 30-32 del secondo volume.

giovedì 14 marzo 2024

“BACK TO REVERTE”: e torno a scrivere di un gentiluomo che scrive, anche, di gentiluomini di fortuna (Sketches series 32)

 

“BACK TO REVERTE”:
e torno a scrivere di un gentiluomo
che scrive, anche, di gentiluomini di fortuna
(Sketches series 32)

 

To revert”: in lingua inglese significa, fra l’altro, “ritornare.
Back to Mono: è il titolo di una gloriosa antologia dedicata (quando non si “usava”) a uno dei più grandi produttori artistici ([1]) ma anche produttore di fonogrammi ([2])) di tutti i tempi: Phil Spector ([3]) ([4]).
Phil Spector, Arturo Pérez-Reverte, … li giudicherà la storia.

 

Dopo dieci anni il mio post dedicato a Arturo Pérez-Reverte ([5]) si risolve in qualcosa di monco.
D’altro canto, non ha nemmeno senso aggiornarlo come fosse una modesta voce enciclopedica on line.
Quindi seguono qui semplici lampi.

 

Il suo romanzo “puro” ([6]) da me preferito è La carta esférica: ivi compaiono altresì con massima dignità gli albi delle storie (fumetti) di Tintin ([7]).
Arturo Pérez-Reverte è un appassionato di fumetti, anche (non sorprenderà) di Corto Maltese.

 

Spiazzante è La Reina del Sur: può anche indurre a cercare uno o due altri romanzi di questo “genere”.

 

Fuori dalla narrativa, di statura per lo meno vicina a Territorio Comanche, è per me importante Los barcos se pierden en tierra ([8]).

 

Ogni altra indicazione sarebbe troppo personale, però – aneddoticamente – sappiate che in Italia la copertina “originale” de El Italiano fu sicuramente censurata ([9]) sostituendo un incursore della Regia Marina con l’immagine di spalle di una formosa ragazza.

 

A Roberto Bolaño ([10]) non solo non piaceva Pérez-Reverte, ma lo considerava letterariamente quasi modesto ([11]).
Resuscitasse oggi, chissà …, ma forse lo farebbe comunque bersaglio di una critica ideologicamente woke?

 

Ah: sì lo lessi El club Dumas (prima o poi affronterò la saga del Capitan Alatriste).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

dalla collezione privata

 

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[1]Il produttore artistico ha il ruolo di porsi fra l’artista-interprete-esecutore, il produttore di fonogrammi e il mero tecnico del suono.

“Al produttore artistico, cioè, è affidata la funzione di:

·         coadiuvare AIE e PdF nella scelta delle opere musicali da registrare,

·         coordinare, in misura più o meno apprezzabile, la realizzazione delle registrazioni impartendo suggerimenti all’AIE, ai musicisti (e più in generale a tutti gli artisti non “principali”) ed ai tecnici che si occupano materialmente della effettuazione delle registrazioni,

·         auspicabilmente fornire anche una impronta particolare alle registrazioni o meglio alle registrazioni che saranno poi commercializzate, impronta che, senza la sua attività, non ci sarebbe” (autocitazione).

[2]Il produttore di fonogrammi è la persona fisica o giuridica che assume l'iniziativa e la responsabilità della prima fissazione dei suoni provenienti da una interpretazione o esecuzione o di altri suoni o di rappresentazioni di suoni” (articolo 78, primo comma, legge n. 633, del 22 aprile 1941).

[3] Chi della mia generazione dichiara, essendo cresciuto col punk, di conoscerlo sin “da prima” (di End of the Century) mente a meno che non sia un beatlesiano.

https://en.wikipedia.org/wiki/Phil_Spector.

[5] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2014/12/arturo-perez-reverte-sketches-series-19.html

[6] El pintor de batallas è autobiografico, per sua ammissione: https://www.youtube.com/watch?v=IfUyYlQSe5c

[9] Non è regola che le copertine rimangano uguali, ma nel caso di specie avrebbe avuto senso mantenere quella spagnola.

[11] Si veda, edizione italiana, Il gaucho insopportabile, Milano, Adelphi.

mercoledì 27 ottobre 2021

CORTO È MENO “SCONTO” (note minime a margine di un libretto) (Prattiana Series)

 

CORTO È MENO “SCONTO”

(note minime a margine di un libretto) (Prattiana Series)

 

“Corte Sconta detta Arcana” è il titolo di una storia lunga di Corto Maltese, di Hugo Pratt ([1]).
La parola “sconta” significa “nascosta” in veneziano ([2]).

 

Partendo da un poco più lontano, ricordo un mio messaggio alla fine di dicembre 2019, che non ebbe risposta, via Facebook al Professor Antonino Saggio in risposta a un suo bell’articolo, trovato online, in cui si citava da un libro pubblicato privatamente da sua madre, la signora Milena Guarda ([3]).
Tema dell’articolo era la giovinezza di Hugo Pratt.

 

Ogni tanto gli algoritmi di ricerca automatica sono cortesi: ecco quindi che giorni fa mi compare un libro, circa cinquanta pagine, autore il Professor Saggio dal titolo Sopra i tetti di Venezia – Alla ricerca di Corto Maltese.
Il libro è molto godibile, con il solo difetto della qualità “da fotocopiatrice del mezzanino del metro circa 1975” delle fotografie di Leone Frollo – molte – che sono la spina dorsale del volume.
Compratevi il libro.

 

Tesi del volume, condivisibile, è che Hugo Pratt si ispirò a Gian Carlo Guarda, suo amico di gioventù, per la figura di Corto Maltese e, financo, per il nome di battesimo del massimo eroe creato dal Maestro di Malamocco. Gli elementi a conferma di questa tesi ci sono tutti.

 

L’altro connotato contenutistico del volume è che Gian Carlo Guarda era molto più alto di Pratt.
E qui mi permetto due considerazioni: la prima mi vede autocitarmi. Scrivevo, infatti – QUOTE – Quel fumettaro che avevo scoperto quando ancora non era, per fortuna, un idolo delle masse di lettori e a cui dissi, con discreta sfacciataggine incontrandolo a Lucca nel 1976: “credevo che lei fosse più alto”, dopo avergli chiesto “Scusi Lei è Hugo Pratt?” ed ottenendo come risposta “Sssi fra le tante cose sono anche Hugo Pratt. – UNQUOTE ([4]).

 

In effetti, pare curioso che: pur citando ([5]) da Un romanzo d’avventura di Alberto Ongaro ([6]) Antonino Saggio abbia dimenticato di ricordare le pagine in cui il libro narra degli sforzi bonaerensi per diventare più alti (di Hugo e Paco, il coprotagonista e amico scomparso a Londra) ([7]).

 

Come credo di aver già scritto, poi, Hugo Pratt oltre a nascere Ugo Prat, si è anche firmato Ugo Pratt (o per lo meno “Pratt Ugo”) ai suoi esordi.

 

 

                                                                                                                      Steg


 POST SCRIPTUM (del giorno dopo)

Evidentemente non è cambiato niente: la foto che ha dato il via alla ricerca di Antonino Saggio, nel catalogo della mostra Hugo Pratt da Genova ai Mari del Sud (autunno-inverno 2021-2022) continua ad essere riprodotta (a pagina 98) con la data (il solo anno) sbagliata e anonimi sono gli “amici” di Pratt.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

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[1] Prima edizione mondiale sul numero 1 di Linus del gennaio 1974, ma si tratta di una sola tavola. Qualche purista declina “detta” con la maiuscola.
Ci vorranno oltre tre anni per vederla pubblicata per intero.
Quasi contestuale è la sua pubblicazione in Francia con il titolo “Corto Maltese en Siberie”.
Questo episodio della vita del marinaio de La Valletta ha raggiunto presto dignità storica per la comparsa fra i personaggi del Barone Roman Nicolaus von Ungern-Sternberg, in russo Roman Fëdorovič Ungern fon Šternberg.
[2] Ben comprendo perché Giovanni Arpino temesse fra le cause di morte di dialetti e lingue locali le virgolette senza scampo.
[3] Il libro è ancora disponibile – o meglio è di nuovo disponibile – su Lulu Press e si intitola Di padre in figlio, data 2018.
[5] Dalla edizione del 2008 di Piemme.
[7] Si cfr. le pagine 221-223 nella precitata, seconda, edizione.

mercoledì 10 giugno 2020

1984: ET NOUS REPARLERONS DE “PEZZI DI BUIO” ([1]) UN ANNO LUNGO) (Steg about Steg Series - 5)


1984: ET NOUS REPARLERONS DE “PEZZI DI BUIO” ([1])
(UN ANNO LUNGO)
(Steg about Steg Series - 5)

Possibile prosieguo del post della stessa serie “Hamburger e altro” ([2]), qui a costo di andare un poco sul personale vorrei riordinare le idee.

°     °     °
Un anno lungo: certo: per me cominciò nella notte già del 7 settembre 1983, sdraiato sulla panchina della stazione ferroviaria nell’attesa di un treno che da Modena mi portasse a Milano.
Riflettevo sul fatto che dovevo dare uno strattone alla tesi di laurea, o meglio alla sua scrittura, se volevo, almeno, laurearmi nella successiva sessione di aprile.
Tornavo da un concerto se non bellissimo molto emozionante di S&TB: visto dal palco (qualche pass era arrivato da qualche parte), poi a fare da interprete per le interviste, poi al ristorante con Siouxsie che mi imboccava con la sua forchetta perché anche io mangiassi qualche tortellino.

°     °     °
Tesi, raso e bansheeiana
Cambio di passo, dunque, ma non di abitudini milanesi: quindi sempre la routine delle riviste musicali britanniche e i dischi (i CD - cioè il formato - quell’anno erano limitati a Miles Davis e quelli di David Bowie si sapeva che “suonavano male”).
A fatica consegno nei tempi la tesi di laurea e contemporaneamente mi preparo per il concerto di S&TB di Milano, del 29 marzo al Teatro Tenda. Ed ecco verificarsi due eventi inaspettati nel corso di un pre-concerto in due fasi: l’amico Tony Selinger ([3]) mi porge una copia del rough mix di Hyaena nelle ore fra il soundcheck e il concerto. L’altro è una ragazza bionda, vestita quasi come una figurina da torta nunziale (nel ruolo di damigella), amica di Robert Smith con cui comincio a scambiare due parole nel fango circostante il Teatro Tenda: io ho dei boots (probabilmente dei Johnson’s) lei delle scarpine di raso; si chiama Heidi.

°     °     °

Ottengo un lavoro a Londra, in uno studio di “solicitors”, col senno di poi molto interessante sotto il profilo umano e con grandi possibilità di vivere la città.

In quell’anno, una bella estate, nella capitale era ancora possibile sentirsi come nel paese dei balocchi.

 

La sera del 9 giugno dopo il secondo concerto di S&TB alla Brixton Academy si finisce tutti al private party presso il pub King’s Head (nella City): chiuso per l’occasione, è gestito da un amico della band.
Vengo presentato al nuovo chitarrista: John Valentine Carruthers.



°     °     °
Valigie e i Pezzi di buio
Rientrai a Milano, riportando anche un po’ di quanto già avevo comprato, per le elezioni europee del 17 giugno 1984.
Ripartii per Londra subito dopo, mi pare da Malpensa, nella mattina del 18. In attesa del volo notai 5 ragazze, sicuramente più giovani di me di qualche anno: fresche ed affiatate, qualcuna pareva anche carina.
Le ritrovai a qualche posto da me, dietro o di fianco, sull’aereo e si cominciò a chiacchierare: confesso che esibii il mio “AAA” laminato dello Hyæna Tour per rompere il ghiaccio e si passò all’argomento musica. Tutte simpatiche, genovesi, diciottenni nel 1984 prima o poi: Patty, Irene, Antonella, Paola e Giovanna; ma con le prime due legai subito, soprattutto con Patrizia quando mi dichiarò che le piacevano Adam and the Ants e le chiesi: “hai una frusta in valigia?”.
Diedi loro mio indirizzo e numero di telefono, ma il mio landlord si dimenticò (sic) di dirmi che avevano telefonato: ci si rincontrò per caso in King’s Road con Patty ed Irene e si combinò di vederci una sera.
Rammento che andai a casa loro, dalle parti di Brompton Road, forse, quei bei mattoni rossicci. Mi accolse una stanza grande che mi rammentò subito il rifugio di Paul e Elisabeth ne Les Enfants terribles: ma qui era stesa sul filo ad asciugare la coloratissima biancheria delle ragazze.

Poi si andò da qualche parte, quella volta od un’altra a Covent Garden.
Ricordo però che Irene mi disse che lei si sentiva un “Pezzo di buio” e me lo raccontò mentre scendevamo a rotta di collo io e lei la scala a chiocciola di una stazione di metropolitana, gli altri dietro (magari usando l’ascensore).




°     °     °



                                                                                                                      Steg





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[1] La parte francese del titolo è l’omaggio ad uno di quelli più evocativi, per me, entro la serie di storie brevi di Corto Maltese: il titolo esatto è ... Et nous reparlerons des Gentilhommes de Fortune, storia del 1970 che tratta di una specie di caccia al tesoro, ma in fondo si parla di persone un po’ speciali, non allineate, i gentiluomini di fortuna, avventurieri o pirati, anche Corto Maltese.
Comunque il riferimento è ai “gentlemen of fortune” di Robert Louis Stevenson ne Treasure Island
Per me sono echi lontani, come vedrete.
[3] Che già mi aveva omaggiato del suo Pass AAA dei concerti londinesi al Royal Albert Hall della band: diverranno Nocturne: album e video.