"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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martedì 12 maggio 2026

HO COMPRATO UN CATALOGO D’ASTA (Facebook Down Series – 256)

 

HO COMPRATO UN CATALOGO D’ASTA
(Facebook Down Series – 256)

 

Ho comprato un catalogo d’asta, non è la prima volta.
Monumentale, prezzo da rivista: 10 Euro.

 

Ho scoperto questa editoria, costola dei cataloghi di mostre, qualche lustro fa ma non si trattava di arte superiore. Era l’asta per (i pezzi principali) “memorabilia” concernenti Sex Pistols, Vivienne Westwood e Malcolm McLaren. Non ricordo se me lo inviò la casa d’aste oppure lo trovai in una bancarella molto selettiva nel centro di Milano (circa Piazza Meda).

 

Poi c’è il catalogo dell’asta, ben più recente (2022) di oggetti appartenuti a Sir Michael Caine.

 

Nel caso di specie, un solo quadro, un autoritratto di Francis Bacon che è ospitato in copertina con un buon corredo critico.
Casa d’aste straniera: Sotheby’s.

 

Se non diventa filatelia o entomologia, questi acquisti si rivelano spesso casuali ritrovamenti a buon prezzo.
Il che mi pare non sia poco.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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sabato 30 agosto 2025

I MORTI NON POSSONO REPLICARE

 

I MORTI NON POSSONO REPLICARE

 

Siccome in quel pomeriggio di un giorno di primavera del 1984, Milano, Ippodromo, Siouxsie mi chiese: “who’s that girl?” (e non era Madonna bensì Jo Squillo) e le spiegai ... E mi disse: “alright, no pictures with her” ...

Sorrisi con la soavità di un barracuda alle due sorelle Coletti (la fotografa era “sua sorella”) e concessi loro il responso dell’incandescente-fu-Regina-di-Ghiaccio.

(Intanto Robert Smith si gustava il cono gelato che gli avevo offerto.)

 

La signora Squillo sul CdS del 29 agosto 2025 ci racconta la sua epica con Karl Lagerfeld e con Vivienne Westwood... Entrambi morti.

Su Kaiser Lagerfeld - considerata la mia parca ma non certo manchevole bibliografia - dissento.

Su Dame Westwood, ipotizzo qualche tozzo di pane buttato alle poverelle.

 

Accetto solamente rettifiche documentate.

Le ragioni sono evidenti: io ero mitico oltre mezzo secolo fa.

 

Nota cronologica: il giorno era il 30 marzo 1984.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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venerdì 23 dicembre 2016

PERLE MEDIATICHE 39 – ABBAGLI PUNK, POST PUNK E LINGUISTICI (ancora a proposito del libro di Igort, My Generation - quasi un remix il mio)


PERLE MEDIATICHE 39 – ABBAGLI PUNK, POST PUNK E LINGUISTICI
(ancora a proposito del libro di Igort, My Generation - quasi un remix il mio)

 

Ritorno sul libro autobiografico del fumettista Igort intitolato My Generation., già oggetto di “Perle mediatiche 38 - Abbagli bowiani”.

 

Alle pagine 132 e 133 del volume si ripete (cioè lo si scrive due volte, una per pagina) che nella estate del 1977 il negozio di Malcolm McLaren e Vivien Westwood si chiamava (ancora) “Sex”, che anzi quella era la sua denominazione originaria.
Va bene la licenza poetica, ma la sua denominazione era divenuta “Seditionaries” nel dicembre 1976, e comunque esso non era nato come “Sex”.

 

Stesse pagine: per ben due volte la Signora Westwood è definita “moglie” di Malcolm McLaren. Non lo è mai stata.

 

Sta di fatto che considerazioni quasi identiche a queste sono presenti nel mio post “Perle mediatiche 20 – Ancora a proposito di punk”, cui rinvio.

 

Ma la vera perla è qualche pagina dopo, la 144: lo pseudonimo “Public Image Limited” (o “Ltd.” o “Ltd”) di John Lydon è tradotto con “Immagine pubblica limitata”: errore linguistico, sintattico e, volendo, anche giuridico.
Dichiarare, anche, che PIL nel 1978 “scala le classifiche” ...

 

La disinformazione per me non è né artistica, né punk, né post punk. È solo disinformazione.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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giovedì 9 maggio 2013

PERLE MEDIATICHE 20 – ANCORA A PROPOSITO DI PUNK

PERLE MEDIATICHE 20 –
ANCORA A PROPOSITO DI PUNK
 
Quotidiano Il Giornale, 8 maggio 2013, pagina 25, articolo di Stenio Solinas intitolato “Da anarchici a borghesi Che fine triste per i punk” ([1]), argomento: la mostra “sul punk” al Metropolitan Museum di New York.
 
Un negozio londinese di King’s Road: Sex era il suo nome e poi, via via, Seditionaries, Too Fast To Live …”.
In verità Too Fast To Live To Young To Die è il nome del negozio prima di Sex (e dopo Let It Rock); dopo la ditta/insegna Seditionaries, il negozio non venderà più “vestiti per eroi”: mai sentito parlare di World’s End?
 
Vivienne Westwood e Malcolm McLaren” ([2]) … “il secondo un genio del marketing, è morto due anni fa, la vedova ha già preso le distanze dall’iniziativa”.
A parte che non si scrive che McLaren fu il manager dei Sex Pistols e, prima, delle New York Dolls, egli morì l’8 aprile del 2010 dunque tre anni fa.
Difficile avere lo status di vedova quando non si è stata sposata con il defunto e, per di più, dal 1992 si è sposate con altra persona: Andreas Kronthaler.
 
[…] “a New York ebbe il suo epicentro nel CBGB di Bowery ([3]) e a Londra nelle cantine e nelle strade dell’East End”.
Rammento che il Marquee aveva originaria sede in Wardour Street (West End) e lo stesso valeva per il Roxy (WC2 il codice postale), mentre il Music Machine era a Mornington Crescent (nord di Londra); ricordo a me stesso che il punk festival del 20 e 21 settembre 1976 si svolse al 100 Club in Oxford Street; che King’s Road non sia nella zona est di Londra era, credevo, fatto notorio.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] La “c” maiuscola nel titolo non è un mio errore.
[2] Scrivo il nome di McLaren correttamente.
[3] Evito un altro refuso presente nell’articolo.