"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



Visualizzazione post con etichetta "Der Mussolini". Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta "Der Mussolini". Mostra tutti i post

martedì 3 giugno 2014

“DER MUSSOLINI” (Song series - 2)


“DER MUSSOLINI”
(Song series - 2)

 

Ogni tanto capita che qualche lettore arrivi sul post relativo ai Deutsch Amerikanische Freundschaft - DAF ([1]) cercando notizie su questa canzone.

 

Visto che a me serve praticare la lingua, eccezionalmente qui di seguito fornisco il testo originale e quello da me tradotto della celeberrima Lied del duo (a partire dal 1981) di Düsseldorf.
A parte il “di tutto o quasi” in termini di versioni dal vivo o di altri (su You Tube c’è un mix di un’ora), le versioni di studio originali sono due: la prima contenuta nell’album Alles ist gut, la seconda rimissata da Conny Plank nella ormai rara antologia D.A.F. (che contiene anche la prima versione). Gabi Delgado-López ne realizzò anche una versione con i suoi DAF Dos.

 

Una nota generale per i più giovani: l’ispirazione della canzone è, chiaramente, data dai balli stupidi dei primi anni sessanta: loro parodie sono anche il “Time Warp” in Rocky Horror Picture Show e, volendo, anche il “Pogo” di Sid Vicious.

 

Mi sembra che questa canzone sia il classico esempio della rilevanza anche dei testi, nelle canzoni. Diversamente, molto del meglio dei D.A.F. sarebbe liquidabile come elettronica muscolare.

La parodia è feroce, evidentemente.

 

Geh' ([2]) in die Knie
Und klatsch' in ([3]) die Hände
Beweg' deine Hüften
Und tanz' den Mussolini ([4])
Tanz' den Mussolini
Tanz' den Mussolini


Dreh' dich nach rechts
Und klatsch' in die Hände
Und mach' den Adolf Hitler
Tanz' den Adolf Hitler
Tanz' den Adolf Hitler
Tanz' den Adolf Hitler
Und jetzt den Mussolini

Beweg' deinen Hintern
Beweg' deinen Hintern
Klatsch' in die Hände
Tanz' den Jesus Christus
Tanz' den Jesus Christus
Tanz' den Jesus Christus

Geh' in die Knie
Und dreh' dich nach rechts
Und dreh' dich nach links
Klatsch' in die Hände

Und tanz' den Adolf Hitler
Und tanz' den Mussolini
Und jetzt den Jesus Christus
Und jetzt den Jesus Christus

Und klatsch' in die Hände
Und tanz' den Kommunismus
Und jetzt den Mussolini
Und jetzt nach rechts
Und jetzt nach links

Und tanz' den Adolf Hitler
Tanz' den Adolf Hitler
Und jetzt den Mussolini
Und jetzt den Mussolini
Tanz' den Jesus Christus

Beweg' deinen Hintern
Und wackel' mit den Hüften
Klatsch' in die Hände
Und tanz' den Jesus Christus
Und tanz' den Jesus Christus
Und jetzt den Mussolini
Und tanz' den Adolf Hitler

Gib mir deine Hand
Gib mir deine Hand
Und tanz' den Mussolini
Tanz' den Kommunismus
Tanz' den Kommunismus

Und jetzt den Mussolini
Und jetzt den Adolf Hitler
Und jetzt den Adolf Hitler
Und jetzt den Jesus Christus

Und jetzt den Mussolini
Und jetzt den Kommunismus
Und jetzt den Adolf Hitler
Und jetzt den Mussolini

Und jetzt den Mussolini
Tu' den Mussolini
Tanz' mit mir ([5]) den Hitler
Tanz' mit mir den Hitler

Und geh' in die Knie
Beweg' deine Hüften
Klatsch' in die Hände
Und tanz' den Jesus Christus
Und tanz' den Jesus Christus
Und jetzt den Mussolini
Mettiti in ginocchio ([6])
e batti le mani
muovi le tue anche
e balla il Mussolini
balla il Mussolini
balla il Mussolini

Girati verso destra
e batti le mani
e fai l’Adolf Hitler
balla l’Adolf Hitler
balla l’Adolf Hitler
balla l’Adolf Hitler
e poi il Mussolini
 
Muovi il tuo sedere
muovi il tuo sedere
batti le mani
balla il Jesus Christus
balla il Jesus Christus
balla il Jesus Christus

Mettiti in ginocchio
e girati verso destra
e girati verso sinistra
batti le mani

E balla l’Adolf Hitler
e balla il Mussolini
e balla il Jesus Christus (
[7])
e balla il Jesus Christus

E batti le mani
e balla il Kommunismus (
[8])
e poi il Mussolini
e poi verso destra
e poi verso sinistra

E balla l’Adolf Hitler
balla l’Adolf Hitler
e poi il Mussolini
e poi il Mussolini
balla il Jesus Christus

Muovi il tuo sedere
e ancheggia
batti le mani
e balla il Jesus Christus
e balla il Jesus Christus
e poi il Mussolini
e balla l’Adolf Hitler

Dammi la tua mano
dammi la tua mano
e balla il Mussolini
balla il Kommunismus
balla il Kommunismus

E poi il Mussolini
e poi l’Adolf Hitler
e poi l’Adolf Hitler
e poi il Jesus Christus

E poi il Mussolini
e poi il Kommunismus
e poi l’Adolf Hitler
e poi il Mussolini

E poi il Mussolini
fai il Mussolini
balla con me l’Hitler
balla con me l’Hitler

E mettiti in ginocchio
muovi le tue anche
batti le mani
e balla il Jesus Christus
e balla il Jesus Christus
e balla il Mussolini

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2014 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.
© 1981-2022 Gabi Delgado-Lopez e Robert Görl per il testo in tedesco di “Der Mussolini”
Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte di questa opera – compreso il suo titolo – e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dei rispettivi autori.
 

 




[1] Intitolato “D.A.F.: tutto e tutti in discussione”: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2012/10/daf-tutto-e-tutti-in-discussione_28.html.  
[2] I verbi sono apostrofati in quanto si tratta di forma imperativa.
[3] La preposizione “in” garantisce che siano le mani del destinatario dell’ordine che vanno battute, del resto anche in Inglese si usa dire “clap your hands” pur essendo l’aggettivo possessivo quasi superfluo.
[4] Siccome in Tedesco si declinano i complementi rispetto al soggetto, si passa dal titolo “Der Mussolini” a “Den Mussolini” che è la forma accusativa.
[5] “Tanz mit mir” è una canzone pubblicata come lato b del singolo, tratto dal secondo album, “Der Räuber und der Prinz”.
[6] Letteralmente “sulle ginocchia”.
[7] Mantengo tutti i riferimenti in originale. Ovviamente la traduzione è “Gesù Cristo”.
[8] Idem: “Comunismo”.

mercoledì 9 gennaio 2013

QUALCHE BREVE NOTA SUL DOPOPUNK A MILANO (partendo dalla copertina di Alles ist gut dei D.A.F.)


QUALCHE BREVE NOTA SUL DOPOPUNK A MILANO
(partendo dalla copertina di Alles ist gut dei D.A.F.)

 

La copertina e il suo retro mostrano lucidi di sudore e con capelli corti Gabi Delgado-López e Robert Görl.
“Froci e nazisti”: facile equazione dei compagni al testosterone, ai quali la pantera di copertina di For Your Pleasure avrebbe - se del caso - con una sola zampata orbato mascolinità e certezze intellettuali (poche entrambe). Poveri retrogradi, ancora a domandarsi come inquadrare La caduta degli dei, Il portiere di notte e Salò-O le 120 giornate di Sodoma, dati i loro registi “a sinistra” ([1]).
 
Ecco come si presentano nel 1981 i D.A.F. nella “vaschetta” di Bonaparte Dischi di Via Marghera, Mailand, Europa, qualche settimana prima del loro concerto all’Odissea 2001 con il loro terzo – ma “primo” ([2]) – album: Alles ist gut.
Qualcuno (Andrea V.?) mi loda questi due artisti di cui il New Musical Express mi ha già promesso meraviglie.
 
Allora e per qualche anno ancora – vedi Tape Art – i negozi di dischi sono altresì cenacoli di dibattito e speculazione intellettuale dove, bluffando, in fondo ognuno di noi insegna qualcosa di nuovo agli altri senza pretendere l’onore delle armi.
All’apparenza diffidenti, in realtà noi ci riconosciamo subito: ciascuno unico e ussaro, con la veemenza di dragone ma capace di fare il baciamano alla regina, occorrendo.

 

La Virgin di Richard Branson ai tempi fa prodigi: una inner sleeve in cartoncino pesante sembra quasi una polizza dei Lloyd’s: infallibile.
Finisce che compro sia l’album, sia il singolo “maledetto” ivi contenuto: “Der Mussolini” in formato 12”, roba impegnativa allora ([3]). Natürlicher, di li a poco comprerò anche Für Immer ([4]).
 
Ecco perché non era cambiato nulla.
Nessuna velleità, men che meno necessità, di name dropping per motivare le nostre scelte (non dovevamo motivare nulla a nessuno), ma alla nostra cintura erano già “appesi” Suicide, Magazine, Siouxsie and the Banshees, Public Image Ltd., Human League, Adam and the Antz ([5]), ...
Chi ci contrastava era spesso ancora confuso per la svolta elettrica di Bob Dylan ([6]).
Dove eravamo? Ovviamente ben oltre i cliché punk che, divenuti tali, noi avevamo abbandonato verso la metà del 1978 come ho scritto in altre occasioni ([7]).

 

And so you are, now, afterpunk and punk.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2013 Steg, Milano, Italia.
Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questa opera – compreso il suo titolo – e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore.

 



[1] O meglio tali da loro definiti. Tre serie monografie su di loro, forse, condurrebbero ad altri risultati.
Sufficie dire che Liliana Cavani diresse un film struggente, forse decadente certo sessualmente totale in quanto uomo e donna si pongono alla pari, assolutamente inconcepibile prima che inaccettabile dalla sinistra.
[2] In quanto album di esordio e successivo, rispettivamente intitolati Produkt e Die Kleine Und Die Bosen, resteranno sempre interesse per pochi. D’altro canto, la formazione storica è quella appunto a due.
[3] Perché se i modesti cervelli limitati da palizzate cercavano ancora di digerire The Clash grazie alle loro (della band, non dei locali militanti a gauche) incontinenze viniliche, beh con quel titolo e cantando in tedesco il nemico non poteva essere scambiato e confuso.
Invece sì.
[4] Due album nell’anno 1981 per i D.A.F.
[5] Mi riferisco a, almeno, i seguenti album in ordine circa cronologico in riferimento al primo: Suicide; Real Life; The Scream e Join Hands e Kaleidoscope; First Edition e Metal Box; Reproduction; Dirks Wears White Sox.
In realtà la storia la facevano spesso i singoli.
[6] In quanto noi, noi, avevamo studiato e quindi eravamo al corrente anche di quell’episodio, ormai vecchio di lustri.
[7] In particolare in “Note sul punk in Italia e a Milano” e in “Tonito memorial”.