"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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giovedì 28 maggio 2026

TRAMEZZINI? (mettiamola sul leggero) (Facebook Down Series – 270)

 

TRAMEZZINI?
(mettiamola sul leggero)
(Facebook Down Series – 270)

 

Ho verificato, per evitare di ripetermi.

Sui tramezzini mi sono speso incidentalmente in un post laconico (data la serie):

In toni più mesti, altro post della stessa serie:

 

Fresco da una giornata torinese, con rituale pausa al Caffè Mulassano, oggi ho trovato a buon prezzo una copia un poco gualcita dell’ultimo libro di Antonio Manzini: I tramezzini di Rocco Schiavone ([1]).

La vexata quaestio rimane: tramezzini avvolti senza cellophane (ma di fattura incerta) oppure freschi e cellophanati?

Ho il dubbio che Manzini non ami Mulassano.
Chissà.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Palermo, Sellerio, 2026.

martedì 10 febbraio 2026

BACIARE LA PANTOFOLA AL PADRONE (democraticamente, ovvio) (Facebook Down Series - 216)

 

BACIARE LA PANTOFOLA AL PADRONE

(democraticamente, ovvio)

(Facebook Down Series - 216)

 

Non è dettaglio da tutti conosciuto, ma Luciana Littizzetto (che essendo “democratica” può dar del nano a Brunetta, mentre Andrea Pucci è un razzista. Lo scrivo fra parentesi ma NON in nota) in fondo è pronta e genuflessa al datore di lavoro, chiunque esso sia: RAI o gli “yankee” (sic) di Warner.
Siccome da ex attivista cattocomunista che in epoca non recente militava in “Gioventù Operaia Cristiana”.

 

Peggio, forse, fa Piero Chiambretti: con alcuni ristoranti di sua proprietà a Torino, avendo attinto da ultimo (ancora) munto la RAI (programma su RAI3, eh già la rete democratica), ora passa a pubblicizzare le auto del Cavaliere del Lavoro John Elkann.
Mi rattrista.

 

Ma aspettiamo gli sponsor 2026 dei Subsonica.

 

Questo post è, anche, in memoria di Gipo Farassino.

 

 


Accorata dedica di Boosta (Subsonica) a un fedelissimo 
su copia del romanzo breve Un'ora e mezza 
(collezione privata)

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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domenica 6 aprile 2025

“RENADA” (ovvero “Galivornia Begheri” parte seconda) (Facebook Down Series - 116)

 

“RENADA” (ovvero “Galivornia Begheri” parte seconda)

(Facebook Down Series - 116)

 

Il 4 di aprile 2025, entriamo da Mulassano (a Torino, per i distratti) all’ora in cui si può bere un aperitivo (non sono seguace del “two digits” hemingwayano) e scorgiamo due cafoni accampati su tre poltroncine al tavolino di fianco al nostro.

Loro dieci minuti per ordinare … due caffè espresso, bevuti in un attimo, e andarsene.

Accento laziale, reiterazione dell’intercalare “fatta una certa”.

Insomma, di nuovo Galivornia Begheri.

 

Ma il dato divertente è un altro: intervistata da Giovanni Arpino, Franca Valeri …:

“E il telefono inevitabilmente suona.

“- Rispondi tu, Renada, - alza appena la voce Franca per la cameriera. E aggiunge: È un’autentica romana de Roma, Renata: se non le dico Renada con la «d» proprio non mi sta a sentire” ([1]).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Giovanni ARPINO, “È sempre signorina snob”, Nel bene e nel male (collana “Terza pagina”), Torino, Editrice La Stampa, 1989, p. 18 ss., p. 22 (originariamente pubblicata il 9 febbraio 1975).

mercoledì 6 novembre 2024

I BLIND ALLEY (Facebook Down Series – 78)

 

I BLIND ALLEY

(Facebook Down Series – 78)

 

Ringrazio Paolo di Vinile Italiano ([1]) per avere fatto uno strappo alla regola.
C’era una questione che da anni mi rodeva, ora sono a posto (o quasi …, miei problemi di rintracciamento domestico).

 

Quindi oggi ufficialmente posso evocare i Blind Alley ([2]) in modo diretto.
Prima o poi scriverò di loro e di Torino ex professo, quando arriverà la buona sintesi di prosa cronistica ([3]).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 9 maggio 2022

EMILIO SALGARI (di nuovo, e Torino)

 

EMILIO SALGARI
(di nuovo, e Torino)

 

Avrei potuto procedere con un lungo post scriptum rispetto al precedente post dedicato a Salgari ([1]), ma essendo trascorso quasi un decennio ([2]), forse non è il caso.

 

Innanzitutto vorrei ricordare un sicuro salgariano, così sicuro che ironia della sorte sue sono le righe della quarta di copertina di una biografia pubblicata nell’aprile 2022 ([3]): Mino Milani, morto il 10 febbraio di questo stesso anno.
Lo incontrai un paio di volte, mi fu presentato da Alfredo Castelli quando lui fu ospite in una nota libreria milanese per la pubblicazione della riduzione a fumetti “di” Sandokan realizzata da lui e da Hugo Pratt ([4]).

 

Forse la biografia salgariana più emozionante degli ultimi 40 anni ([5]) è quella di un illustre letterato torinese: Disegnare il vento ([6]) di Ernesto Ferrero ([7]).

 

Poi, sicuramente, sono degne di nota le pagine scritte da Michele Mari ([8]) sullo scrittore veronese nel suo volume Tu, sanguinosa infanzia ([9]) (testo che scoprii grazie alla citazione di Giampiero Mughini durante la presentazione di un volume di Corrado Farina ([10]), peraltro a me già noto ([11]), prefato da Ferrero).

 

Torno, però, sulla biografia di Gallo e Bonomi del 2022: perché con una sorta di elegantissima “avvertenza” accademica gli autori possono non citare né il libro di Farina, né quello di Ferrero.
Non capisco se sia un caso, oppure una piccola ritrosia (che non poteva colpire Arpino e Antonetto) verso la città dove Emilio Salgari visse gli ultimi anni e dove si suicidò o solo l’approccio non storicamente ineccepibile (ma pour cause) nei confronti sia di Ferrero sia di Farina.

 

Come concludere? Beh ricordando l’eclettismo di Arpino.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2012/07/emilio-salgari-alcuni-pensieri.html
[2] Non indolore nemmeno per chi ho ivi citato.
[3] Claudio GALLO – GIUSEPPE BONOMI, Emilio Salgari - Scrittore di avventure, Mantova, Oligo Editore, 2022.
Le righe sono tratte dalla sua prefazione, una delle due.
[4] Sandokan, Milano, Rizzoli-Lizard, 2009.
[5] Rimane sempre imprescindibile, per assurdo nella prima edizione: Giovanni ARPINO – Roberto ANTONETTO, Vita, tempeste sciagure di SALGARI il padre degli eroi, Milano, Rizzoli, 1982.
[6] Sottotitolato L'ultimo viaggio del capitano Salgari, Torino, Einaudi, 2011.
[7] Del quale occorre ricordare un altro volume “salgariano”: L’anno dell’indiano, Torino, Einaudi, 2001 (già pubblicato come Cervo bianco, Milano, Mondadori, 1980).
[9] Torino, Einaudi, 2009. Ma prima edizione Mondadori, 1997.
[10] Vita segreta di Emilio Salgari – Autobiografia immaginaria, Torino, Daniela Piazza Editore, 2015.
Il suo autore è nato sotto la mole: https://it.wikipedia.org/wiki/Corrado_Farina

lunedì 16 gennaio 2012

CARLO FRUTTERO (SENZA DIMENTICARE FRANCO LUCENTINI)

Copia con dedica tripla a Giordano Bruno Guerri
 acquistata in libreria specializzata


CARLO FRUTTERO (SENZA DIMENTICARE FRANCO LUCENTINI)

Avevo imbastito quel post domenica 8 gennaio 2012.
Come accade anche in altri casi, dalla bozza al testo definitivo passa del tempo.

Lascio immutato il post sottostante e aggiungo un paio di cose.

Di alcuni libri di Carlo Fruttero e Franco Lucentini esistono solo prime edizioni, quindi attenzione ai prezzi che dovessero proporvi ([1]).
Ciò posto, la prima edizione de L’idraulico non verrà è rara; quella de La donna della domenica non è comune.

Spesso mi capita, da cacciatore di libri, di sfogliare copie di libri che già possiedo; anche in doppia copia magari perché alla prima edizione si arriva dopo. Lo faccio per la “ditta F&L” perché potrebbe capitare una dedica spiritosa.

Ricordo di aver partecipato recentemente a quel sondaggio de Il Sole 24 Ore per consigliare un autore per un “Meridiano”: sicuramente ho indicato Fruttero e Lucentini.
Per il resto, ritengo che al profano sarà chiaro cosa cercare da quanto trova menzionato qui sotto.

Un’ultimissima cosa: guardando le parole cercate sui “motori” che hanno portato qualcuno nel mio blog, oggi figurava già Fruttero perciò forse saranno cosa gradita queste righe.


FRUTTERO & LUCENTINI

Carlo Fruttero & Franco Lucentini: il secondo morto suicida e il primo anagraficamente non giovanissimo superstite del medesimo duo.
Eppure la rilevanza di questi due scrittori rimane intatta.

Conosciuti per un godibilissimo romanzo di cui ormai è impossibile capire la genesi: La donna della domenica, la loro carriera è sconfinata e come tale suscettibile solamente di personali e incompleti apprezzamenti.

Dati per torinesi ma lo furono solo a metà (sebbene Lucentini si sia suicidato a Torino ([2])).
Certo piemontesi per luoghi lavorativi e di ambientazione.
Obbligatoria è la “trilogia del cretino”, anche perché chi non la apprezza molto probabilmente è per lo meno rapito dal fascino di detta “categoria umana”.
Su toni e contenuti analoghi il compendio I nottambuli.

Nella narrativa finto leggera si deve menzionare il “seguito” ([3]) A che punto è la notte.
Mentre altre opere sono un poco meno consistenti, sebbene Enigma in posto di mare abbia un notevole fascino per chi apprezza il degrado generazionale.

Grande merito di F&L è la lievità stilistica capace di celare notevole profondità contenutistica e di istigare nel lettore la voglia di investigare autori e temi.

Mi permettono anche di utilizzare un termine così abusato che nel mio vocabolario è quasi estinto: ironici ma con un retrogusto iconoclasta.

Direi anche “molto francesi”, non solo a motivo della moglie di Lucentini.

Diressero l’unico possibile concorrente di Linus: Il Mago, sicuramente avrebbero avuto maggior successo nel sostituire Oreste Del Buono alla direzione del primo.

Un’ultima avvertenza: credo che la lettura di F&L invogli a visitare e conoscere Torino ([4]).


                                                                                              Steg



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[1] Carmelo Bene già docet.
[2] Di quei suicidi che non hanno niente per cui una persona intelligente possa dolersi. Un altro grande suicida è Mario Monicelli.
A Torino si sono suicidati anche altri nomi illustri: ricordo Cesare Pavese ed Emilio Salgari.
[3] De La donna della domenica.
[4] Conoscere Torino può essere un fatto positivo, sotto altri profili artistici (o culturali che dire si voglia).
Musicalmente soprattutto per Fred Buscaglione e Gigi Restagno. Quanto a Restagno - dei Blind Alley chissà se e quando ne scriverò ... - intendo non i rifacimenti delle sue canzoni. L’unico caso in cui Internet mi ha fatto un regalo perché con tenacia si trova la sua “Coriandoli a Natale” nella sua versione: https://www.youtube.com/watch?v=twe9UG2fKy4.
Per correttezza ricordo anche i Rough, di nuovo con la versione originale della loro canzone “Torino è la mia città”: https://www.youtube.com/watch?v=cqOSyleSgzY.
Le cover - The Spaghetti Incident a parte - e le commemorazioni esasperate mi mettono molto disagio (come si può pensare che il pubblico non voglia ascoltare prima l’artista originale? Ed allora si realizzi senza ulteriore indugio un album con le registrazioni di Gigi Restagno, orsù!).