"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



Visualizzazione post con etichetta Giovanni Arpino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giovanni Arpino. Mostra tutti i post

domenica 17 maggio 2026

“GRANDE TORINO” (senza preconcetti) (Facebook Down Series – 263)

 

“GRANDE TORINO”
(senza preconcetti)
(Facebook Down Series – 263)

 

Non ho idee preconcette.

 

Tanto che il 16 maggio 2026 ho comprato copia del quotidiano La Stampa per leggere l’intervista di Alessandro Baricco a Paolo Pulici ([1]).
Qui sotto trovate il ritaglio in cui Pulici parla di Urbano Cairo (con una piccola coda a chiudere l’intervista).

 

Ma sulla qualità degli Statuto, mantengo le mie perplessità.
Mentre il mio giudizio su Urbano Cairo è corroborato.

 


 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2026 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.
© 2026 La Stampa – Gruppo SAE: per il ritaglio del 16 maggio 2026, pagina 23.
Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

lunedì 6 aprile 2026

CAPITALISTI DI SINISTRA, IN ITALIA (Facebook Down Series – 239)

 

CAPITALISTI DI SINISTRA, IN ITALIA

(Facebook Down Series – 239)

 

Provo grande fastidio per la “sinistresità” di Radio24: Confindustria, i proprietari, con i complessi di colpa?

 

Peggio, però, il Gruppo Cairo: La7 ve la commentate da soli.

Ma il braccino poliomielitico (e noi le scarificazioni non richieste per la anti-Polio le portiamo ancora. Quindi ...) di Urbano Cairo che potrebbe divenire il compagno-padrone-sotto-la-Mole se avesse a cuore la squadra di calcio del Torino mi lascia sempre più perplesso.

A scanso di equivoci: lo juventino Giovanni Arpino è una mod ace face, il gruppo-artistico-musicale Statuto suona mod-esto (la radice della parola tale rimane). Modesto come “quello di Piacenza” ([1]).

 

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2026 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

 



[1] Che sarà sempre un tardivo (per definizione), grigio, ridondante, (virgola voluta) pseudo gazzettiere del nulla (pseudo siccome diversamente citerei soltanto Carmelo Bene).

Anche “su” Il Manifesto (quotidiano).

martedì 9 dicembre 2025

LA “TIGRE” NON È MORTA (Facebook Down Series - 188)

 

LA “TIGRE” NON È MORTA

(Facebook Down Series - 188)

 

Se anche solo una persona leggerà Le tigri di Mompracem, la serie televisiva di questo finale del 2025 “di” Sandokan (la Tigre, appunto) sarà meritoria.

E “il padre degli eroi” (cit.) sarà onorato.

 

Fra l'altro ho rinvenuto due citazioni da Corto Maltese, dubito si tratti del contrario, ma né Hugo Pratt, né Mino Milani. né Alfredo Castelli possono darmi lumi.

 

Resto così, da quando ho memoria, disilluso come Yanez.

E, anche, fosco come il Corsaro Nero.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2025 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

domenica 6 aprile 2025

“RENADA” (ovvero “Galivornia Begheri” parte seconda) (Facebook Down Series - 116)

 

“RENADA” (ovvero “Galivornia Begheri” parte seconda)

(Facebook Down Series - 116)

 

Il 4 di aprile 2025, entriamo da Mulassano (a Torino, per i distratti) all’ora in cui si può bere un aperitivo (non sono seguace del “two digits” hemingwayano) e scorgiamo due cafoni accampati su tre poltroncine al tavolino di fianco al nostro.

Loro dieci minuti per ordinare … due caffè espresso, bevuti in un attimo, e andarsene.

Accento laziale, reiterazione dell’intercalare “fatta una certa”.

Insomma, di nuovo Galivornia Begheri.

 

Ma il dato divertente è un altro: intervistata da Giovanni Arpino, Franca Valeri …:

“E il telefono inevitabilmente suona.

“- Rispondi tu, Renada, - alza appena la voce Franca per la cameriera. E aggiunge: È un’autentica romana de Roma, Renata: se non le dico Renada con la «d» proprio non mi sta a sentire” ([1]).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2025 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 



[1] Giovanni ARPINO, “È sempre signorina snob”, Nel bene e nel male (collana “Terza pagina”), Torino, Editrice La Stampa, 1989, p. 18 ss., p. 22 (originariamente pubblicata il 9 febbraio 1975).

GIOVANNI ARPINO

 

GIOVANNI ARPINO

 

Nemmeno ipotizzo un bozzetto (serie “sketch”, in questo blog) e magari già questi aneddoti ho scritto.
Non importa.

 

Ho incontrato per la prima volta Giovanni Arpino quando comprai - alla libreria remainder in Galleria (Milano per i distratti) la biografia che lui e Roberto Antonetto dedicarono, primi in termini seri, al Suicida Veronese in capitale sabauda: Vita, tempeste, sciagure di Salgari il padre degli eroi (poi, una edizione riveduta dal superstite Antonetto).

 

Anni dopo, ancora non in forma diretta: le sue righe a commento di Duri a Marsiglia di Gian Carlo Fusco (nella edizione per i tipi di Einaudi).
A comodino, ma senza agitarmi.

 

Poi: non ricordo ma incappai in una copia affaticata della edizione BUR di Randagio è l’eroe.
Mi piace, anche perché ambientato a Milano (Arpino un piemontese, “di” Bra ma poi torinese, nato a Pola).

 

Poi ... Altri anni, quanti? Mi sono ritrovato a comprare il “suo” Meridiano, una prima edizione CON FIRMA del precitato Randagio ..., e in una settimana i 5 (cinque) volumi astucciati della quasi sua opera omnia edita da Rusconi.
Quindi ho perso il conto.

 

A me non piace il calcio e tifo Milan.
Arpino grande giornalista, anche sportivo, tifoso della Juventus.

 

Comunque, per me Arpino rimane una grandissima scoperta (e dopo di lui Emilio Tadini scrittore, magari in futuro scriverò di lui, grande pittore).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2025 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

venerdì 29 dicembre 2023

DUE ROMANZI ITALIANI MODESTI (Bambaataa series – 2)

 

DUE ROMANZI ITALIANI MODESTI

(Bambaataa series – 2)

 

Quest’anno sono inciampato, causa recensioni allettanti, in due romanzi veramente modesti.
Entrambi italiani e entrambi con autori che sono professionisti della editoria.

 

Il primo è La stazione di Jacopo De Michelis.
A parte una citazione un poco vaga di Giorgio Scerbanenco, sembra – per chi conosce i generi – un incrocio fra i falsi salgariani di Luigi Motta, un qualche retrogusto alla Tiziano Sclavi (vedi Dylan Dog) e tutta la congerie simil-Milano-nera dei più o meno bravi Stefano Di Marino (RIP) versione “Gangland gunniana”, Andrea Carlo Cappi, Luca Crovi (figlio di Raffele).
Lo ho letto e poi, cosa che non faccio mai, regalato (dato anche l’ingombro).

 

Il secondo lo ho cominciato un paio di giorni fa: lo stile e la ambientazione vorrebbero essere, in forma indigente, quello di Emilio Tadini de La tempesta (era più bravo come pittore oppure come scrittore?) e uno spruzzo di Giovanni Arpino de Randagio è l’eroe.
Gli è che devo forse scusarmi con questi due Autori per averli, sebbene post mortem, scomodati.
Fin qui, si sa, capita: non tutti sono in grado di creare opere letterarie che sfidano il tempo.
Ma ho il dubbio che Raul Montanari – che ha scritto qualche bel romanzo – a meno che non sia suo amico gli correggerebbe la forma come a scuola di scrittura (Montanari ne ha una).
Scrivo di Marco Rossari e del suo L’ombra del vulcano. mi chiedo, a questo punto, come sia la sua traduzione (posseggo copia, ed anche della precedente) del romanzo simbolo di Malcolm Lowry.

 

 

                                                                                                                       Steg

 

 

 

© 2023 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

lunedì 9 maggio 2022

EMILIO SALGARI (di nuovo, e Torino)

 

EMILIO SALGARI
(di nuovo, e Torino)

 

Avrei potuto procedere con un lungo post scriptum rispetto al precedente post dedicato a Salgari ([1]), ma essendo trascorso quasi un decennio ([2]), forse non è il caso.

 

Innanzitutto vorrei ricordare un sicuro salgariano, così sicuro che ironia della sorte sue sono le righe della quarta di copertina di una biografia pubblicata nell’aprile 2022 ([3]): Mino Milani, morto il 10 febbraio di questo stesso anno.
Lo incontrai un paio di volte, mi fu presentato da Alfredo Castelli quando lui fu ospite in una nota libreria milanese per la pubblicazione della riduzione a fumetti “di” Sandokan realizzata da lui e da Hugo Pratt ([4]).

 

Forse la biografia salgariana più emozionante degli ultimi 40 anni ([5]) è quella di un illustre letterato torinese: Disegnare il vento ([6]) di Ernesto Ferrero ([7]).

 

Poi, sicuramente, sono degne di nota le pagine scritte da Michele Mari ([8]) sullo scrittore veronese nel suo volume Tu, sanguinosa infanzia ([9]) (testo che scoprii grazie alla citazione di Giampiero Mughini durante la presentazione di un volume di Corrado Farina ([10]), peraltro a me già noto ([11]), prefato da Ferrero).

 

Torno, però, sulla biografia di Gallo e Bonomi del 2022: perché con una sorta di elegantissima “avvertenza” accademica gli autori possono non citare né il libro di Farina, né quello di Ferrero.
Non capisco se sia un caso, oppure una piccola ritrosia (che non poteva colpire Arpino e Antonetto) verso la città dove Emilio Salgari visse gli ultimi anni e dove si suicidò o solo l’approccio non storicamente ineccepibile (ma pour cause) nei confronti sia di Ferrero sia di Farina.

 

Come concludere? Beh ricordando l’eclettismo di Arpino.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2022 e 2023 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 



[1] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2012/07/emilio-salgari-alcuni-pensieri.html
[2] Non indolore nemmeno per chi ho ivi citato.
[3] Claudio GALLO – GIUSEPPE BONOMI, Emilio Salgari - Scrittore di avventure, Mantova, Oligo Editore, 2022.
Le righe sono tratte dalla sua prefazione, una delle due.
[4] Sandokan, Milano, Rizzoli-Lizard, 2009.
[5] Rimane sempre imprescindibile, per assurdo nella prima edizione: Giovanni ARPINO – Roberto ANTONETTO, Vita, tempeste sciagure di SALGARI il padre degli eroi, Milano, Rizzoli, 1982.
[6] Sottotitolato L'ultimo viaggio del capitano Salgari, Torino, Einaudi, 2011.
[7] Del quale occorre ricordare un altro volume “salgariano”: L’anno dell’indiano, Torino, Einaudi, 2001 (già pubblicato come Cervo bianco, Milano, Mondadori, 1980).
[9] Torino, Einaudi, 2009. Ma prima edizione Mondadori, 1997.
[10] Vita segreta di Emilio Salgari – Autobiografia immaginaria, Torino, Daniela Piazza Editore, 2015.
Il suo autore è nato sotto la mole: https://it.wikipedia.org/wiki/Corrado_Farina