"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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venerdì 10 ottobre 2025

FRANCESCO RECAMI (Facebook Down Series – 161)

 

FRANCESCO RECAMI
(Facebook Down Series – 161)

 

Recami muore il 9 ottobre 2025 (ieri per i lettori tempestivi).

 

Ho scorso alcuni “coccodrilli” giornalistici: banalotti.

 

Da Simenoniano blando, io, di suo ho letto solamente Il ragazzo che leggeva Maigret (copia usata).
Non lo ho visto citato questo romanzo.
Già: il giornalismo a peso, come le patate.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 25 agosto 2025

DANNATA IGNORANZA LETTERARIA (DEL LETTORE)

 

DANNATA IGNORANZA LETTERARIA (DEL LETTORE)

 

Sto leggendo, caso raro, a distanza ravvicinata da un altro, un romanzo contemporaneo di un autore francese “contestualizzato” storicamente.

 

Per entrambi recensioni sperticate in Italia (anche). Ipotizziamo che i recensori entusiastici non abbiano ricevuto un buono pasto dagli editori nazionali.

Cosa hanno capito i recensori?

E i lettori cosa hanno capito?

Ben poco. Ambo le categorie.

Ignoranti galoppano - per lavoro o per diletto - i lettori italiani.

 

I romanzi:

- Laurent BINET, La settima funzione del linguaggio (La septième fonction du langage)

- Philippe COLLIN, Il barman del Ritz (Le barman du Ritz)

 

Non cambiano molto le “cose” con Georges Simenon o Leo Malet: mi chiedo cosa capisca il lettore medio, sempre.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 28 luglio 2025

SAGGISTA CUORE SOLITARIO? (Facebook Down Series - 136)

 

SAGGISTA CUORE SOLITARIO?
(Facebook Down Series - 136)

 

Non sono un appassionato estremo di Georges Simenon, però con gli anni la curiosità, ricordi televisivi di scolaro delle elementari, dichiarato mio “gradimento” per il Belgio, etc., …

Mi trovo con suoi libri, almeno un catalogo d’asta e altri di mostre, biografie, saggistica, critica letteraria (anche in lingua francese, preciso).

 

Non avendo energia per aspettare una copia usata, ho comprato nuovo L’affaire Simenon ([1]): già il titolo non è eccelso; la copertina copia – presumo volutamente, lo stile di Ferenc Pinter ([2]).

 

Il libro si dichiara sorta di vademecum per Simenon, con accento sul Commissario (Jules) Maigret.

 

Ma.
Ma manca l’editor, e quindi nella ampia (oltre 100 pagine) parte introduttiva ogni tanto devo sorbirmi bozzetti della vita e della persona dell’autore, noiosi, irrilevanti e forse ammiccanti nel caso egli cerchi l’anima gemella.

 

Che poi, considerando geograficamente le ambientazioni, si usi il termine “cozze” invece che “muscoli” siccome sinonimo di mitili mi infastidisce come sempre e non poco.

 

Fate voi.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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venerdì 2 maggio 2025

HUGUES PAGAN – ADDENDUM

 

HUGUES PAGAN – ADDENDUM

 

Il gatto di Chess ([1]) si chiamava Yellow Dog.
Le Chien jaune è il titolo del sesto romanzo “di” Maigret.
Ma esiste una canzone, intitolata “Yellow Dog Blues” ([2]).

 

In un romanzo di Pagan, al momento non ricordo quale, è citata l’edizione economica del romanzo di Heinrich Böll Portrait de groupe avec dame, questo il titolo francese (abbastanza, abbastanza, fedele come l’edizione italiana al titolo originale) siccome in copertina vi è una foto di Romy Schneider.
Alla fine, ho concluso che con buona probabilità doveva trattarsi di un’edizione “d’epoca” e spero di aver azzeccato con la copia che ho comprato a qualche Euro, i bordi delle pagine sono verdi (un po’ come certi resi di fumetti mezzo secolo fa), datata 1973.
Mi è parso un acquisto ormai necessario.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 25 novembre 2024

GIANNI BRERA: PERLA MEDIATICA POST MORTEM

 

GIANNI BRERA: PERLA MEDIATICA POST MORTEM

 

 

In un articolo dedicato a Fausto Coppi, Gianni Brera evocava lo “Ispettore Maigret”.

 

Peccato.

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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martedì 21 maggio 2024

ATTUALITÀ “RUGGERIANA” - DUE (Facebook Down Series – 37)

 

ATTUALITÀ “RUGGERIANA” - DUE

(Facebook Down Series – 37)

 

Intervista di Enrico Ruggeri in occasione della pubblicazione del suo nuovo libro: https://www.youtube.com/watch?v=wJ6oy6FskYc

 

Non recensisco l’opera letteraria: https://lanavediteseo.eu/portfolio/40-vite-senza-fermarmi-mai/ .

 

Colloquio interessante, soprattutto siccome non circoscritto.

Per quanto mi riguarda, lo annovero a questo punto anche fra i conoscitori di Georges Simenon (sebbene egli pare citare solamente i romanzi del Commissario Jules Maigret).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 12 febbraio 2024

LUIGI TENCO (note inesistenti)

 

LUIGI TENCO

(note inesistenti)

 

 

Ho sempre, inconsciamente, raffrontato Luigi Tenco e Fabrizio De André.
Non sono un esperto dell’uno o dell’altro.

 

Della discografia ufficiale di De André vivente dovrei avere tutto il “normale” (grazie anche a un CDR confezionatomi ...).
Di Luigi Tenco credo di avere - quasi - tutto lo edito in CD, d’altra parte la sua discografia non può essere sconfinata.

 

Non teorizzo sulla morte di Tenco.

 

Mi infastidiscono le derive garantiste di De André (leggasi “pro colpevoli” del suo sequestro di persona con la moglie Dori Ghezzi e di altri fuorilegge) anche perché il riscatto lo pagò suo padre.

De André aveva un fratello, Mauro, grande avvocato morto prematuramente di cui quasi si “cerca di non parlare” nelle biografie del cantautore genovese; righe in più, ironia della sorte, le ho scoperte casualmente leggendo del suo cliente più famoso, Raul Gardini (che gli dedicò una arena coperta).

 

E allora?
Beh io sono più vicino a Tenco. Forse siccome mi ricordo la sua canzone nella colonna sonora di alcuni episodi delle inchieste del Commissario Maigret interpretato da Gino Cervi: “Un giorno dopo l’altro”: spleen puro ([1]).

 

Comunque, ieri ho incontrato - letteralmente - copia di questo libro: In ricordo di Luigi Tenco (a cura del Club Luigi Tenco di Venezia), Lido di Venezia, Istituto Tipografico Editoriale, 1968.
Ma come? É introvabile! ([2])
Pagata cinque Euro dal venditore che sapeva della sua rarità.

 

 

 

                                                                                                                       Steg

 

 

 

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domenica 10 dicembre 2023

POLARANDO (UNO)

POLARANDO (UNO)
 
Molti anni fa avevo già letto un romanzo di Loriano Machiavelli, con protagonista Sarti Antonio (sergente di polizia, ma pare non ci fosse quel grado) ([1]).
Nei giorni scorsi ho cominciato a leggere il primo romanzo di questa lunghissima serie: Le piste dell’attentato.

Qualcuno mi ha chiesto in che stile sia: ho risposto “mah mi fa venire in mente un autore che conosco pochissimo, ma in versione forse più ‘dura’ ([2]) ([3]): Sanantonio e l’omonimo autore ([4])”.
Uno più uno: “Sarti Antonio” e “Sanantonio”.
Non ci ha pensato nessuno?
 
Perché “polarando”? esiste già una rubrica giornalistica intitolata “gialleggiando”, e poi qui siamo in terra di Francia in qualche modo ([5]).
Perché “uno”? Beh non si sa mai: magari salta fuori una altra serie di post.
Per i filologi: il post è nato come Facebook Down Series numero 6, ma si è evoluto in fretta. 




Duri






 Nuovi duri

 



                                                                                                                       Steg

 

 

 

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[1] https://www.sitocomunista.it/rossoegiallo/autori/macchiavelli.html
[2] Senza voler riferirsi a Georges Simenon e ai suoi romanzi “duri”: https://it.wikipedia.org/wiki/Georges_Simenon#Romanzi_%22duri%22
[3] Una antologia curata da Oreste del Buono: “La scuola dei duri”.
Termine ravvivato da Andrea G. Pinketts, con una, appunto, nuova scuola dei duri, di matrice milanese.
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Sanantonio
[5] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2014/06/nouveau-polar-manchette-e-pagan-qualche.html

lunedì 29 giugno 2015

PERLE MEDIATICHE 35 – IGNORANZA PUBBLICITARIA IN RAI (il Belgio non è una regione della Francia)


PERLE MEDIATICHE 35 – IGNORANZA PUBBLICITARIA IN RAI
(il Belgio non è una regione della Francia)

 

Premetto: desidero conoscere il responsabile dello scempio.
Gradirei che venisse sanzionato per quanto ha fatto.
Farò del mio meglio per rintracciarlo.

 

Spot pubblicitario RAI per il Tour de France, ripeto “de France”, 2015.
Colonna sonora: “Ne me quitte pas”, scritta da Jacques Brel, belga.
https://www.youtube.com/watch?v=i2wmKcBm4Ik

 

Sostenere che “tanto è in Francese” è come negare la cittadinanza di: Jacques Brel (evidentemente), Eddy Merckx (Edouard Louis Joseph detto Eddy); Georges Simenon, René Magritte, Hergé (nato Georges Prosper Remi).
Tutti belgi, tutti famosissimi nel mondo ([1]) come cittadini del Belgio, ma non per chi ha ideato questa colonna sonora, cui vorrei chiedere: “lei sa dove si trova Bastogne?”.
 
 
E non mi si dica che non si poteva usare una canzone francese composta e scritta da un Francese come colonna musicale e sonora dello spot.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Per Hergé vi dico Tintin.

giovedì 3 novembre 2011

HUGO PRATT (diradando le nebbie del mito)

La versione meno comune della sovracoperta (invariato il volume) della prima edizione del 1971;
poi ripubblicato in Italia come Aspettando Corto

HUGO PRATT
(diradando le nebbie del mito)

 

Può darsi che qualche lettore del blog pensi che io non apprezzi Hugo Pratt.

Totalmente sbagliato.

Però come capita con tutti gli autori o gli interpreti particolarmente apprezzati, se non si sconfina in una passione maniacale (nel senso deteriore del termine) ad un certo punto si abbandona la linea della santificazione e si arriva alla critica quando la critica occorre farla.

 

Sette anni fa scrissi una sorta di presentazione per un volume collettaneo dedicato al fumettista italiano più famoso nel mondo e chiesi di non scrivere a proposito di uno dei suoi personaggi e/o serie più apprezzati, ma “degli indiani”.

Perché i pellerossa prattiani, come certi suoi character africani (quale Cush che non a caso è raffigurato in una tavola-tributo dedicatagli da Tanino Liberatore con la testa mozzata di Corto Maltese infilzata su un pezzo di legno), sono davvero unici.

Le ben note “donne disegnate di Pratt” sono altra cosa, perché credo che il/la lettore/lettrice siano affascinati da un tipo che cercano anche nella loro vita reale; il che conferma indirettamente la sua capacità di creare delle figure che travalicavano lo spazio delle tavole a fumetti.

 

Ma nonostante le sue indubbie grandissime doti di artista, anche Hugo Pratt era fatto come tutti gli esseri umani, e quello che si pensa comunemente sia il Pratt vero in realtà è tanto vero quanto lo era Hemingway, per esemplificare.

Succede però che la gente non sia poi così propensa a reggere l’impatto del mito visto senza piedistallo, il che forse da solo spiega per quale motivo un bel libro (per chi vuole leggere a proposito di un Hugo più Ugo che lo HP delle avventure di Giuseppe Bergman) come Un romanzo d’avventura di Alberto Ongaro potesse rimanere non ristampato per quasi 40 anni.

Un altro tentativo, e lo dico positivamente, è il più recente Avec Hugo di sua figlia Silvina Pratt (pubblicato anche in Italia).

 

Forse qualcuno si dispiacerà di queste righe, ma a me da più fastidio che la firma di Hugo Pratt sia trattata come un marchio registrato (lo è), o che si sia proceduto al revisionismo coloristico sostituendo quelli di Ann(e) Frognier con i colori di Patrizia Zanotti (e altri).

Non necessito di spiegazioni “in diritto” per la prima scelta e non ho bisogno di “saperne” per la seconda, conosco bene i due argomenti.

 

Poi naturalmente mi immergo nelle splendide pagine della prima (1972) edizione di Wheeling, oppure in certe stralunate narrazioni di Le pulci penetranti, o sfoglio qualche numero dei primi 20 (che sono 19) de Il Sgt. Kirk e ritrovo il “fumettaro”.

 

Quel fumettaro che avevo scoperto quando ancora non era, per fortuna, un idolo delle masse di lettori e a cui dissi, con discreta sfacciataggine incontrandolo a Lucca nel 1976: “credevo che lei fosse più alto”, dopo avergli chiesto “Scusi Lei è Hugo Pratt?” ed ottenendo come risposta “Sssi fra le tante cose sono anche Hugo Pratt”. Mi fece il primo della mia piccola serie di suoi autografi.

Era un bel personaggio allora ([1]) il futuro Maestro di Malamocco.

 

 

Ah, a chi interessa, questo è ciò che scrissi in quella introduzione (a cui ho corretto un termine ripetuto):

                                                              ‘WHEELING

 

Sono stato autorizzato a scrivere una introduzione piuttosto “libera”, il che significa fatta di impressioni, piuttosto che di dettagli storici (rinvenibili in altre sedi, prattiane e non data la natura della storia).

 

Anche Wheeling arriva in Italia con Ivaldi e con modalità quasi regali: un lussuoso volume in formato orizzontale (di cui esiste una tiratura – pare 187 copie – su carta, Fabriano, di maggior grammatura: spiega l’editore per il semplice fatto che gli fu offerta a condizioni molto vantaggiose una partita di quella carta) a riprova della lungimiranza del Mecenate ligure cui moltissimo si deve per la diffusione di Pratt.

 

Fra le pagine introduttive ricche di foto, testi e soprattutto splendide tavole a colori prattiane - in cui ancora non c’è quella perdita dei contorni e quindi di linee a pennino che caratterizzerà la sua più matura produzione acquerellata - ci si smarrisce, quasi si trascura la storia vera e propria, di ampio respiro come si addice alla narrativa d’avventura, di quella frontiera sebbene un poco “spostata”: sia temporalmente a ritroso sia geograficamente un poco più in alto, rispetto all’epopea western.

 

Col senno di poi, evidentemente, si può capire come Hugo Pratt si sia in qualche modo fatto le ossa con questa saga, con personaggi ben definiti e caratterizzati, seppure storici, prima di arrivare cinque anni dopo a quella che resta la pietra angolare dell’intero edificio della sua opera: Una Ballata del Mare Salato.

Entrambi i lavori hanno, peraltro, origini in qualche modo umili: la letteratura d’evasione di stampo anglosassone di cui l’Autore mai si vergognava, anzi si vantava: Zane Grey (e ovviamente Fenimore Cooper) oltre che Passaggio a Nord Ovest di Kenneth Roberts per quel che qui importa.

 

Il “mio Wheeling” è quello, sebbene poi sia stato ampliato e completato, molti anni dopo.

Lì si trova anche Hugo Pratt, che presta il proprio volto al rinnegato Simon Girty e questo è un dettaglio curioso, perché nel 1972 in Italia non tutti sapevano come era di persona l’autore di quelle storie a fumetti che cominciavano ad essere prese sul serio.

 

Credo che questa storia sia rimasta nel sangue al suo creatore per tanti risvolti, non del tutto evidenti.

Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che il secondo episodio ed alcune tavole di raccordo siano state completate ad ogni costo, per apparire nella edizione definitiva, in volume, di qualche mese postuma rispetto alla morte del loro creatore.

 

Nella seconda parte, quella non argentina appunto, si trovano pellerossa massoni in omaggio anche a questo lato della vita di Pratt, ma secondo me a Pratt “piacevano davvero tanto gli indiani” delle pianure del nord, sia nelle apparenze sia nei comportamenti.

Dal profilo a matita e biro magistralmente schizzato su un foglio A4 con il numero di telefono di Bertieri in bella evidenza (fu pubblicato in un portfolio poco noto) a quello splendido esempio di cattiveria e di cinismo che è Jesuit Joe, con quella morale tutta sua come era Hugo Pratt, anche lui in fondo glaciale nello sguardo e nei giudizi, quando voleva.

Gli indiani, gli indiani … In fondo gli unici soggetti capaci di rubare la scena a Corto Maltese nel cuore dei lettori, mica poco, no?

 

 

                                                                                                                      Steg


POST SCRIPTUM

(dieci anni dopo)

 

Quando Pratt decise di intitolare la sua biografia, optò per quel titolo davvero curioso: Le pulci penetranti. A chi diceva qualcosa quel titolo?

Ebbene – e se qualcuno già ha fatto questa ipotesi io non lo sapevo (o io non me ne ricordo): Georges Simenon scrive uno dei racconti più godibili con protagonista il Commissario Maigret nella primavera del 1946, il 2 maggio è la data formale, con il titolo “Le client le plus obstiné du monde” ([2]). Il personaggio Ernest Combarieu ha sofferto in Africa (arriva dal Congo) di “pulci penetranti”.

Il Maestro di Malamocco lesse quel racconto? Volle quindi omaggiare l’autore belga ma nessuno se ne accorse?

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2011, 2014, 2021 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

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[1] Alla trattoria Poste Vecie di Venezia, a Rialto, ancora verso il 1980 c’era un blow-up di una sua foto in bianco e nero, con l’impermeabile chiaro vicino a dei binari se ricordo bene.
Chissà se qualcuno la ha conservata quella foto.