"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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giovedì 26 febbraio 2026

APPROSSIMAZIONI BOWIANE (PERLE MEDIATICHE 45)

 

APPROSSIMAZIONI BOWIANE
(PERLE MEDIATICHE 45)

 

Diverso titolo di questo post: “fedeltà bowiana – approssimazione italiana”.
La fedeltà è mia, la approssimazione altrui.

 

 

Premesse

Il post che segue si riferisce a: Alessio BARETTINI, Inventario del mondo letterario di David Bowie ([1]) (il “Libro”).
Chi si fida di me, può anche smettere di leggere.
Chi si fida di me e apprezza la mia prosa si divertirà a leggere.

 

Questo post è dedicato alla memoria di due bowiane di diamante: Jordan Mooney e Anna “Rosso Veleno” Melluso.
È inoltre dedicato, sempre in memoriam, a un grande giornalista musicale (e sono insieme a Morrissey): Lester Bangs.
Senza dimenticare Nik Cohn (si veda infra) e i due libri scritti da Morrissey in gioventù.

 

Il libro che vado a recensire è affascinante come i pasti di un ospedale. 
Forse Éric Neuhoff ([2]) mi guida.

 

Ultima premessa: chi paga per quel che recensisce è persona libera e col diritto di massima critica.
Io ho quel diritto.

Fine premesse

 

 

Sono sempre dispiaciuto quando compro un libro che NON vale la pena.
Ho speso una ventina di Euro? Posso permettermelo, per fortuna.
Nel caso di specie, però, ho buttato via del tempo perché (volevate un “siccome” vero?) il Libro non è disponibile ovunque e un primo ordine mi è stato cancellato (rimborso dopo una settimana).


Questa volta, avendo invano offerto di confrontarmi con l’autore e con l’editor, sarò più analitico.

Il Libro ha per oggetto i piuttosto noti “cento libri di David Bowie”, ovvero i libri che Bowie ha ritenuto opportuno classificare.

Esiste almeno un testo in argomento: in lingua inglese ma di cui è stata realizzata una edizione italiana (e una francese e una spagnola): di John O’Connell, Bowie’s Bookshelf: The Hundred Books that Changed David Bowie’s Life ([3]) ([4]).
Però l’autore del Libro mi ha dapprima scritto che non lo conosceva, poi che ha deciso di non considerarlo.
Sul metodo, io mi rifaccio sempre a Umberto Eco ([5]), ma affrontare un testo, e quale poi? (come vedremo), pensando di essere i depositari della miglior critica letteraria mi sembra almeno rischioso se non, anche, superbo.

 

Dunque zero riferimenti specifici.
Si scrive di David Bowie: ci sarà una bibliografia? Sostanzialmente no. 
Soltanto un volume, vecchio di otto anni rispetto al libro ([6]) e un sito internet ([7]) senza considerare i due, due, libri pubblicati dall’autore del sito ([8]).

 

Indice analitico? 
Neanche per idea.

 

Ma torniamo ai cento libri.
Il metodo di elencazione è considerando “una” edizione italiana ove disponibile e la sola menzione di autore e titolo per il “non tradotto”.
Quindi, vaghezza estrema per Nik Cohn ([9]).

 

A contrario, zero citazione dell’edizione originale per Colin Wilson ([10]) perché esiste la edizione italiana: sui difetti della stessa mi sono già speso ([11]).

 

Che dire, poi, delle “interviste a Bacon” di David Sylvester? Qui si scade nel generico: non oso nemmeno censire le possibili fonti originali della edizione italiana: al 1993 si era alla quarta edizione.

 

E inoltre: ma l’autore del Libro li ha letti i cento di Bowie?
Vogliamo parlare di “delfini”? Il volume di Alberto DENTI DI PIRAJNO, A Grave for a Dolphin ([12]) citato senza i riferimenti di edizione nell’elenco li ha invece in nota nel testo, curioso.
Lieto di essere smentito, poi, quanto al fatto che il riassunto del racconto proposto nel Libro ([13]), non sia la elaborazione di un saggio ex professo in Italiano ([14]).
Anche perché Libro e saggio soffrono della stessa svista: il titolo della canzone ‘“Heroes”’ ha le virgolette doppie in originale, ma in entrambi le predette virgolette sono omesse …

 

Per BLAST, che è una rivista (due soli numeri), si indica come autore solo Wyndham Lewis, e non è corretto ([15]).

 

La lista, avrete notato, è lunga e le traduzioni qualche volta cambiano nel corso del tempo …

 

Concludo reputando il titolo del libro come equivoco, e considerando che il Signor Barettini (professore di Liceo) non è Jorge Luis Borges, non è Giorgio Colli o Mazzino Montinari, non è Natalino Sapegno e nemmeno Mario Spagnol ([16]).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Santa Maria Nuova (ancona), Le Mezzelane, 2024, Euro 23,00.
[3] La mia edizione (verosimilmente una diversa per il mercato USA), Gallery Books, 2019.
[4] Il book club di David Bowie. I 100 libri che hanno cambiato la vita di una leggenda.
[5] Come si fa una tesi di laurea - le materie umanistiche, Milano, Bompiani. La prima edizione del 1977; a un certo punto le successive hanno perso il sottotitolo.
[6] Nicholas PEGG, The Complete David Bowie, Titan Books, 2016. Al febbraio 2026 resta l’edizione più aggiornata, dunque vecchia di un decennio..
[8] Chris O’Leary.
I due libri sono: Rebel Rebel: The Songs of David Bowie, 1963-1976, Repeater Books, del 2025 (è una nuova edizione); Ashes to Ashes: The Songs of David Bowie, 1976-2016, Repeater Books, del 2019
[9] Il libro cita Awopbopaloobop Alopbamboom: the Golden Age of Rock.
Io scrivo: “Ma la verità è che non ‘il’ ma ‘uno’ dei libri da comodino di più di una voce autorevole – ad esempio di Richey Edwards, l’autore di testi più apprezzato dei Manic Street Preachers – è Awopbopaloobop Alopbamboom: the Golden Age of Rock del 1970 che è, peraltro, l’edizione britannica di Rock from the Beginning dell’anno precedente.
Il risultato è che l’edizione probabilmente più affidabile (sebbene priva di fotografie) è quella pubblicata da Da Capo Press ([9]) con il titolo dell’edizione inglese e una nuova prefazione dell’autore.
Il volume consiste in una raccolta di articoli di Cohn che tracciano il ritratto di alcuni artisti o generi; per tutti valga lo scritto: ‘England After The Beatles: Mod’”.
[12] London, André Deutsch, 1956.
[13] Pagine 223 e seguenti.
[16] Si vedano le sue edizioni annotate dci romanzi più significativi di Emilio Salgari.

giovedì 13 novembre 2025

“PIETÀ PER LA A.I.” (Facebook Down Series – 176)

 

“PIETÀ PER LA A.I.”

(Facebook Down Series – 176)

 

C’è una giornalista (presumo iscritta all’Albo dei professionisti, o almeno a quello dei pubblicisti, ma non a quelli lombardi: verificati) di nome e cognome Giulia Crivelli.

Lavora nella squadra/redazione di Radio24 ([1]) e inanella un refuso - almeno uno - in ogni suo intervento.

 

In data 12 novembre 2025, intorno ad ore 13.40/45, la seguente affermazione: lo MI5 britannico sarebbe lo “equivalente” del FBI statunitense. Non esattamente, date le rispettive competenze, appunto.

 

È un buon esercizio ascoltare questa argentea (per età) e grigia (per più ragioni) signora: aiuta a tenere il proprio cervello allenato. 

Peccato per la insita perdita di tempo per noi ascoltatori.

 

Nota di colore: il titolo di questo post mi è suonato avendo in memoria il titolo italiano di un romanzo di Ed McBain della saga (serie è riduttivo) dell’87º Distretto ([2]) ([3]).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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giovedì 16 ottobre 2025

PERLE MEDIATICHE 44 – LA PRONUNCIA RECIDIVA

 

PERLE MEDIATICHE 44 – LA PRONUNCIA RECIDIVA

 

Il conduttore di “Nessun luogo è lontano” (trasmissione di Radio24 ([1]), Giampaolo Musumeci ([2]), da giorni e giorni ammorba i suoi ascoltatori (quelli che durano dato il taglio sinistrorso e sinistrese “a prescindere” del programma) con la pronuncia “tomawack” per “tomahawk” (i missili).

Egli non si redime, nemmeno quando i suoi ospiti gli offrono la pronuncia corretta.

 

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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martedì 23 settembre 2025

SBAGLIARE, SPESSO, E NON PENTIRSI (Facebook Down Series - 153)

 

SBAGLIARE, SPESSO, E NON PENTIRSI

(Facebook Down Series - 153)

 

Già:

https://roma.repubblica.it/cronaca/2025/08/08/news/morrissey_roma_pizzeria_la_montecarlo_foto_smiths-424779150/

 

Invece:

https://x.com/RobertoDiLo1967/status/1953487690806005940

 

 

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mercoledì 16 aprile 2025

PERLE MEDIATICHE 43 – LA PERLA DELLE PERLE?

 

PERLE MEDIATICHE 43 – LA PERLA DELLE PERLE?

 

Moda della primavera 2025 è l’espressione “un media”.

 

Ovviamente in periodi dove troviamo “community”, e altro a vostra scelta.

 

E si dichiarano professionisti.

 

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venerdì 28 marzo 2025

PERLE MEDIATICHE 42 – I FUMETTI SONO UNA COSA SERIA

 

PERLE MEDIATICHE 42 – I FUMETTI SONO UNA COSA SERIA

 

Tale Steve Della Casa (che comunque alla anagrafe si chiama Stefano) ospite in una trasmissione pomeridiana di RAI2, ieri 27 marzo 2025, ha fatto la seguente dichiarazione: “come spesso dice Snoopy a Charlie Brown il ‘grande disastro del carrello del tè”.

 

Spiace, molto, notare che la citazione è completamente sbagliata: si tratta di Bristow:

https://www.ilpost.it/2018/09/27/bristow/

 

Fra l’altro nei Peanuts non compaiono mai adulti e Snoopy comunica con il pensiero.

 

Comunque le fonti più accreditate datano The Great Tea Trolley Disaster nel 1967.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 23 dicembre 2024

PERLE MEDIATICHE 41 – CAPACITÀ COMUNICATIVE

 

PERLE MEDIATICHE 41 – CAPACITÀ COMUNICATIVE

 

E-commerce on-line” (Radio24).

Siccome esiste anche quello off line?

 

 

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martedì 26 novembre 2024

ATTENTI ALLE CITAZIONI

 

ATTENTI ALLE CITAZIONI

 

 

Le citazioni sono pericolose: spesso vengono smentite da chi non se ne è accontentato.

 

Un esempio: in Per un pugno di dollari chi muore è Ramon, non lo straniero Joe (alias Lo straniero).
Lo so da 60 anni: bang bang!

 

(E voi prima di parlare andatevi a leggere, a seconda dei casi: Dino Buzzati, Charles Bukowski, Jean Cocteau, eccetera.)

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 25 novembre 2024

GIANNI BRERA: PERLA MEDIATICA POST MORTEM

 

GIANNI BRERA: PERLA MEDIATICA POST MORTEM

 

 

In un articolo dedicato a Fausto Coppi, Gianni Brera evocava lo “Ispettore Maigret”.

 

Peccato.

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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giovedì 29 novembre 2018

PERLE MEDIATICHE 40 – MA LO CHIAMANO “STYLE MAGAZINE”


PERLE MEDIATICHE 40 – MA LO CHIAMANO “STYLE MAGAZINE”

 

“Style Magazine” del Corriere della Sera del 28 novembre 2018, dedicato alla musica.

 L’amico di Patti Smith è chiamato Eric Andersen oppure Eric Anderson, nome corretto Eric Anderson.

 Sgt. Pepper's Lonely Hearts Cub Band è datato 1968 anziché 1967.

A quel punto mi sono fermato.

Rock ‘n’ roll, vero?

 

                                                                                                                        Steg

 

 

 

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venerdì 23 dicembre 2016

PERLE MEDIATICHE 39 – ABBAGLI PUNK, POST PUNK E LINGUISTICI (ancora a proposito del libro di Igort, My Generation - quasi un remix il mio)


PERLE MEDIATICHE 39 – ABBAGLI PUNK, POST PUNK E LINGUISTICI
(ancora a proposito del libro di Igort, My Generation - quasi un remix il mio)

 

Ritorno sul libro autobiografico del fumettista Igort intitolato My Generation., già oggetto di “Perle mediatiche 38 - Abbagli bowiani”.

 

Alle pagine 132 e 133 del volume si ripete (cioè lo si scrive due volte, una per pagina) che nella estate del 1977 il negozio di Malcolm McLaren e Vivien Westwood si chiamava (ancora) “Sex”, che anzi quella era la sua denominazione originaria.
Va bene la licenza poetica, ma la sua denominazione era divenuta “Seditionaries” nel dicembre 1976, e comunque esso non era nato come “Sex”.

 

Stesse pagine: per ben due volte la Signora Westwood è definita “moglie” di Malcolm McLaren. Non lo è mai stata.

 

Sta di fatto che considerazioni quasi identiche a queste sono presenti nel mio post “Perle mediatiche 20 – Ancora a proposito di punk”, cui rinvio.

 

Ma la vera perla è qualche pagina dopo, la 144: lo pseudonimo “Public Image Limited” (o “Ltd.” o “Ltd”) di John Lydon è tradotto con “Immagine pubblica limitata”: errore linguistico, sintattico e, volendo, anche giuridico.
Dichiarare, anche, che PIL nel 1978 “scala le classifiche” ...

 

La disinformazione per me non è né artistica, né punk, né post punk. È solo disinformazione.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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martedì 20 dicembre 2016

PERLE MEDIATICHE 38 – ABBAGLI BOWIANI (a proposito del libro di Igort, My Generation)


PERLE MEDIATICHE 38 – ABBAGLI BOWIANI
(a proposito del libro di Igort, My Generation)

 

Ho cominciato, lo ammetto con qualche prevenzione – in particolare per il vizio italiano di NON indicare mai le fonti iconografiche delle immagini altrui utilizzate (molte in questo caso) il libro autobiografico del fumettista Igort intitolato My Generation.

 

A pagina 17 incappo in questa affermazione: “David Bowie nel suo vestito da scena posava sfrontato, in una copertina che divenne memorabile, una gamba piegata sulla ringhiera di una palazzina tipica della periferia londinese. E che colori, quella foto!”.
Senza dover scomodare il sito più autorevole relativo a The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars, mi è ben noto che Heddon Street “è dietro Regent Street” (forse lo ho anche scritto nel blog).
Aggiungo che la “ringhiera” pare essere un bidone dei rifiuti e che le foto furono scattate tutte in bianco e nero e poi colorate. 

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 15 febbraio 2016

PERLE MEDIATICHE 37 – INFORMATORI POCO INFORMATI?


PERLE MEDIATICHE 37 – INFORMATORI POCO INFORMATI?

 

Chi informa il “pubblico”? Prevalentemente i giornalisti.

 

Ebbene, nella pagina “Albo” del sito internet del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia l’informativa concernente i dati personali è “aggiornata” – pagina visitata il 15 febbraio 2016 – con un comunicato del 22 luglio 1997 della Autorità Garante riferito alla legge n. 675 (del 31 dicembre aggiungo io) 1996.

 

Quella legge è abrogata (articolo 183) e sostituita dal decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003, intitolato “Codice in materia di protezione dei dati personali”.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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