"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



Visualizzazione post con etichetta amicizia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta amicizia. Mostra tutti i post

mercoledì 1 ottobre 2025

HUGO PRATT E CORTO MALTESE (senza polemica e con un addendum)

HUGO PRATT E CORTO MALTESE
(senza polemica e con un addendum)

 

Compulsando i primi due volumi scritti da Alberto Toso Fei nella serie Ritratti veneziani ([1]), comprati con riferimento a persone (e personaggi) specifici, ho fatto un paio di considerazioni.

 

La prima accomuna Pratt e il Marinaio de La Valletta.
Una delle ragioni per cui cominciò a piacermi Corto Maltese è l’aneddoto della linea della fortuna: siccome mancante se la disegnò con un rasoio da barbiere ([2]).

 

Quindi Toso Fei evoca il fatto che per Corto Maltese esiste una sola regola: “non tradire mai gli amici”.
Qualcuno, in un libro affermò che Pratt, invece, aveva delle “amicizie taxi”: a un certo punto lui pagava la corsa e scendeva …

 

Su note più avventurose pensavo a Jesuit Joe ([3]), un bel cattivo, e ad Antoine de Saint-Exupéry e, mescolando un po’: sarebbe stata una bella storia veneziana la biografia di Silvano Maistrello detto (dagli altri) “Kociss” ([4]) disegnata da un suo concittadino (seppur nato a Rimini) anche di sestiere per un poco.
Peccato.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2025 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

 



[1] Vittorio Veneto, De Bastiani Editing; entrambi del 2018 (le mie copie).
Per ogni approfondimento rinvio ai medesimi.
[2] La lama da barbiere aggiunge e la lama toglie, se si pensa anche a Salgari (Mishima usò altra arma da taglio).
[4] Toso Fei, pp. 30-32 del secondo volume.

mercoledì 14 luglio 2021

TONITO? MEMORIAL! (gli amici non esistono più, se sono esistiti?)

TONITO? MEMORIAL!

(gli amici non esistono più, se sono esistiti?)

 

In una giornata così banale che nemmeno il postino “con la massiva e la copia del quotidiano” sono arrivati (dunque nessun agente esterno formale mi ha afflitto) ho concluso che “gli amici non esistono più, se sono mai esistiti”, 13 luglio 2021.

 

Conclusione davvero sostenibile? Per me sì se “amico/a” non significa solamente brava persona, corretta, che conosci bene e che frequenti volentieri (già categoria ristretta per me, ma esiste). Certo, se si fanno le classifiche di amici e migliori amici non si finisce più.

 

Diciamo allora che “l’amicizia è un fenomeno generazionale” che si chiude con la età adulta?

Premesso che ho scritto una fantasticheria che convalida la generazionalità del fenomeno ([1]), esemplifico la situazione contingente: hai bisogno dell’aiuto di un/a amico/a? Non c’è, non è disponibile gli/le telefoni ma si scusa: la moglie/il marito, il/la figlio/a (solitamente dichiarati futuri campioni mondiali di qualche sport. Il Premio Nobel interessa meno), cane/gatto/canarino/pesce colorato/rettile d’appartamento/bonsai/giardino zen: uno/a di loro sta male/ deve essere accompagnato/a, eccetera.

Nel caso, ti informa - prima di una tua eventuale richiesta – che per malfunzionamenti bancari non dispone di danaro contante e sono ormai anni che non ha il libretto degli assegni.

 

Per il titolo di questo post, avendo cominciato dal contenuto, la partenza è qui ([2]). Ma non occorre per voi rileggerlo per trovare il punto, lo riformulo io.

La esosità di chi deve disporre di danaro – che non ha – per pagare ciò di cui ha bisogno è infinita. Certo ha il tuo numero di telefono.

Non ho mai chiesto a Tonito se io fossi il primo oppure l’ultimo chiamato della lista di “quelli a cui provare di vendere qualcosa”.

Tonito era l’amico a senso unico: infatti era sempre lui che telefonava a me, non io a lui. Però io con Tonito non mi trovo creditore, siamo pari.

Tonito era un amico allora? Credo di sì, se io alla fine gli facevo (non unico presumo) da riparo e bastione materiale con quelle banconote; già quelle banconote che avevo (per le emergenze, appunto), anche se era l’ultimo bagliore della domenica pomeriggio e andavo io da lui, al Casoretto.

 

Ma parliamo di 35 anni fa.

Adesso prendete il telefono e componete il numero della persona su cui pensate di poter contare e le chiedete un aiuto per un vostro bisogno. E sentite la sua risposta.

 

Forse è solo un mio problema, che pretendendo troppo non sono più uso a chiedere.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

 

© 2021 e 2022 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 


lunedì 3 agosto 2015

AMICIZIA E BARE (Tombstone series – 23)


AMICIZIA E BARE
(Tombstone series – 23)

 

Se continuo a misurare intellettualmente non solo i conoscenti ma anche gli amici, va a finire che per taluni prendo le misure per la bara della nostra amicizia.
 
Purtroppo, non pochi dei “misurati” non hanno nemmeno intenzione di farsi cremare al verificarsi della propria morte fisica.

 


 

                                                                                                                      Steg

 

 

 
© 2015 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.
Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questa opera – compreso il suo titolo – e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore.

 

martedì 22 luglio 2014

LO STRANO MONDO DI FACEBOOK


LO STRANO MONDO DI FACEBOOK

 
Mi sono iscritto a Facebook per dare maggior visibilità al blog, considerando che alcuni miei interessi potessero essere meglio condivisi in certi gruppi e viceversa. Illusione.
 
Facebook è un “mondo non mondo”.
 
Partiamo dal concetto base: “amicizia”: in realtà andrebbero chiamati “contatti”. Nessuno ha centinaia o migliaia di “amici” nella vita reale, nessuno.
Puoi suddividere le conoscenze ed avere “conoscenti” e “amici stretti”, questi ultimi meglio averli ad assetto variabile (modifichi con un click il loro status) per evitare che nei periodi di verbosità l’amico (magari vero) ti infogni di suoi pensieri.
Del resto: “I nemici dei miei nemici sono miei amici, ma gli amici dei miei amici non sono necessariamente miei amici” ([1]).
 
Anche coi gruppi non va molto meglio.
 
Altra peculiarità: entro in un gruppo che cita Roger Nimier e Facebook immediatamente mi consiglia la pagina di una band facente capo a Casapound. Nothing personal, ma ...
 
E i “mi piace”? Che succede se cerco Stalin o Mussolini? Beh quello che piace di più (cioè cliccano “mi piace” o “like” per lui) è Adolf Hitler.
 
Poi ci sono i mitomani che hanno pagine con il nome di personalità vive o morte (dovrei fare una ricerca per “Dio” utilizzato da viventi; Dio che peraltro “in sé” piace a oltre dieci milioni di persone, ma Gesù lo batte, c’è anche lo Spirito Santo ([2])). O peggio i mitomani con il nome di corpi militari.
Magari sono coloro che si trovano sul tuo stesso aereo e siedono nella fila delle uscite di emergenza, rincuorante, no?
 
Sta bene, diciamo allora che iscriversi a Facebook è come tirare fango sul muro e qualcosa resta attaccato, magari anche di buono.
Forse, ma fate molta attenzione con gli Italiani (per gli stranieri è in buona parte diverso).
 
Questo post lo dedico a coloro che non sono iscritti a Facebook. Qualcuno è lettore fisso del blog.
 
 
                                                                                                                      Steg
 

 

 

© 2014 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.
Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.




[1] La prima frase non è mia, la seconda sì.
[2] Trovo tutto ciò folle e irriguardoso da ateo.