"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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mercoledì 28 maggio 2025

NASCONDERSI DIETRO LE PAROLE (SENZA SUCCESSO)

NASCONDERSI DIETRO LE PAROLE (SENZA SUCCESSO)

 

 Come noto, non sempre sono immediato, ma non mollo mai.

 

Ecco, allora, la illuminazione. Solo oggi, maggio 2025.
Da tempo, ormai anni, quasi tutti parlano di “percorso”. Perché? Perché sono dei falliti molto modesti.
Corsi universitari finti, lauree di plastica, master indegni di tale classificazione.

 

Da anti-competitivo come sempre sono stato e sono e sarò (nessuno può smentirmi), preferisco quelli che non hanno un percorso, bensì una “carriera”.
Già.

 

Si può ancora dire “ha fatto carriera”, oppure tutti mediocri coi loro merdosi percorsi (anzi percorsini) insulsi per una vita da nullità [che essi non sono i grandi falliti o gli “inutili” illustri (termine questo caro a Hugo Pratt che avrebbe certamente calpestato molti cadaveri pur di arrivare)]?

 

Io, comunque, da ateo persistente, nemmeno mi faccio ammaliare dai “sentieri” cattolici.

 

Perché “faccio le cose”, allora?
Siccome non voglio finire come il fuochista di Typhoon di Joseph Conrad, che perse la scommessa.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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giovedì 6 febbraio 2025

“ALWAYS THE SUN” (LA RISPOSTA ALLA DOMANDA “COME VA?”)

 

“ALWAYS THE SUN”

(LA RISPOSTA ALLA DOMANDA “COME VA?”)

 

Il mediocre usualmente si esalta con Stephen King.

“All work and no play makes jack a dull boy” è un raro caso di frase non efficace.
“Il mattino ha l’oro in bocca” della edizione italiana è diretto e dopo la seconda volta che è battuto a macchina per scrivere già ossessiona.
Per i distratti: mi riferisco a The Shining, romanzo e film (non volendo, bensì dovendo). King, appunto.

 

Mi verrebbe voglia, per svegliare i lettori, di una nuova serie di miei post: a fronte della belluina stupidità delle persone circostanti, quelli che ti chiedono “come va?” e temono pavidi la risposta negativa.
Per estremo insulto a loro, inevitabile arriva, di per ciò solo, The Stranglers assumono a band non censurabile, “Always the Sun”, appunto, la loro magistrale canzone ([1]).

 

Intanto, noi continuiamo a ricevere “fiori carini” ([2]).
Qualcuno magari a un certo punto si spara: Guido Morselli, Jacques Rigaut, anche e prima (no, non Hemingway). Oppure si avvelena (e stacca pure il tubo del gas): Pierre Drieu La Rochelle.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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venerdì 8 novembre 2024

DANIEL DARC CHE LEGGE PIERRE DRIEU LA ROCHELLE (Jacques Rigaut) (Facebook Down Series – 84)

 

DANIEL DARC CHE LEGGE PIERRE DRIEU LA ROCHELLE 
(Jacques Rigaut)
(Facebook Down Series – 84)

 

Verso il minuto 50:

https://www.youtube.com/watch?v=Dx-f-MlAdBc

(e un brandello di canzone)

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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giovedì 7 novembre 2024

JACQUES RIGAUT – MEMENTO (Facebook Down Series – 83)

 

JACQUES RIGAUT – MEMENTO

(Facebook Down Series – 83)

 

https://rigaut.blogspot.com/2024/11/6-novembre.html

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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mercoledì 5 giugno 2024

RITRATTI LETTERARI: “TENUTA”

 

RITRATTI LETTERARI: “TENUTA”

 

Premessa: io ho stima per Stenio Solinas, come qualcuno sa ([1]).
Di un suo libro ho comprato una seconda copia per poterne disporre quando dovesse servirmi ([2]); fra l’altro è il libro che gli ha ispirato una sua opera successiva, Vagamondo, di cui Supervagamondo è la versione ampliata più di dieci anni dopo” ([3]).

Ebbene, Solinas non è insolito a raccogliere suoi scritti, spesso pubblicati su quotidiani e periodici, quindi l’argomento lo conosce bene.

Supervagamondo consta di poco meno di 800 pagine, quindi ognuno cerca e sfoglia ciò che preferisce.
Il problema è che alcuni profili sono invecchiati: qualcuno solo per difetto di aggiornamento bibliografico: Jacques Rigaut ([4]); e quanto si riferisce agli “esteti armati” ([5]).
Sono mie scoperte, quindi potrebbe esserci altro.

Ma questa è una premessa.

 

Ricordo che quando morì Stella Tennant ([6]), nel 2020, la ricordai su Facebook con una sua foto.
Che senso ha uno scritto a lei dedicato che si ferma al 1998 ([7])?
Ad essere precisi non si comprende come mai (già nel 2008) non sia (stata) menzionata la biografia di un “altro” Tennant ivi citato: Stephen ([8]).

 

Obiezione: “ma c’è Wikipedia”.
Contro obiezione: allora non serve scrivere dei profili di valore letterario, men che meno raccoglierli in volume.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2019/12/mohican-si-e-permeabilita-culturale.html
[2] Compagni di solitudine, Firenze, Ponte alle Grazie, 1999.
[3] Sottotitolato Viaggi e paesaggi, luoghi e incontri, miti e snobismi: Milano, Edizioni Settecolori, 2022.
[4] Pp. 327 ss.: manca il riferimento alla biografia di Jean-Luc Bitton, talmente definitiva da doversi citare necessariamente: Jacques Rigaut Le Suicidé magnificue. Pubblicata per i tipi di Gallimard (Paris) nel 2019.
[5] Pp. 317 ss.: il libro di Maurizio Serra ha avuto una riedizione interamente riveduta, per dichiarazione dell’autore: L’esteta armato. Il Poeta-Condottiero nell’Europa degli anni Trenta, Lavis, La finestra, 2015.
[6] https://en.wikipedia.org/wiki/Stella_Tennant.
[7] Pp. 313 ss.
[8]
È del 1990: Philip Hoare, Serious Pleasures: The Life of Stephen Tennant.

martedì 10 dicembre 2019

AVERE DEL TEMPO


AVERE DEL TEMPO

Fra le non troppo vecchie novità culturali (chi ricorda le “vacanze intelligenti”?) c’è la affermazione per cui il tempo è uno dei beni più preziosi.
Delle due l’una: o chi lo dice lo dice per prendere in giro il prossimo, oppure prende in giro se stesso.

C’è una terza possibilità? Forse.
Potersi permettere di impiegare tutto il proprio tempo – con il coraggio di pensarsi immortali – a un proprio progetto (la variante sportiva è di solito meno impegnativa temporalmente parlando, ma comunque richiede organizzazione). Il bello di questo è il tornare quasi a quando “si studiava” o per qualcuno fortunato (lo fui, lo ammetto) dedicare alla tesi di laurea un arco di tempo inizialmente indefinito.

Oggi quindi celebro due letterati che hanno avuto il coraggio di sfidare Chronos.
Quasi gomito a gomito, l’uno in Italia e l’altro in Francia hanno dedicato anni a progetti quasi smisurati ([1]).

Domenico Scarpa ha curato in modo quasi monumentale i due volumi dei Meridiani Mondadori dedicati a Carlo Fruttero e Franco Lucentini ([2]), sia sotto la loro “ditta” F&L sia in solitaria, pubblicati nell’autunno 2019.
Sono oltre 3.000 pagine, eppure non sono completi, ma ce ne si accorge solamente compulsando l’indice e i criteri di scelta dei testi.
Credo sarà uno dei titoli meno venduti della collana, per ragioni evidenti: i titoli di successo dei due autori (quelli della ditta) sono facilmente reperibili, la trilogia dedicata al “cretino” ha avuto negli anni antologizzazioni di vario genere.

Ancora più avventurosa, sappiamo che è durata 15 anni la sua redazione, è la biografia dedicata da Jean-Luc Bitton a Jacques Rigaut: uno scrittore francese conosciuto da pochi ([3]), con un’opera omnia sempre in catalogo nella “blanche” di Gallimard dal 1970 (grazie alla sua cura da parte di Martin Kay, sconosciuto ai più ([4])).
Ecco quindi pubblicato nell’ottobre 2019 il monumentale Jacques Rigaut Le Suicidé magnifique ([5]).
Successo previsto per questo libro? Beh i Francesi leggono più di noi …, ma credo si risolverà in uno di quei testi che si troveranno nella sezione biografie letterarie d’oltralpe.

Credo che anche questo post avrà scarso seguito di lettura, ma il blog nacque per riordinare i miei pensieri, talvolta con sorprendente adesione di viaggiatori della rete.


                                                                                                                      Steg



Tre edizioni di un romanzo di F&L 




Edizione “sparata” di una antologia rigautiana



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[1] Mi astengo da valutazioni sulle scelte del primo perché ne scorgo già una che mi rizza i peli. Ma la regola per cui sarebbe meglio conoscere poco le persone di cui si ammirano le opere in letteratura spesso è vincente.

martedì 12 novembre 2019

PUNK A MILANO: ADDENDUM (ovvero delle “avanguardie storiche” non sapeva nulla nessuno)


PUNK A MILANO: ADDENDUM
(ovvero delle “avanguardie storiche” non sapeva nulla nessuno)

Nel post che inaugurò il blog ([1]), si fece una fugace citazione del Dadaismo parlando di fanzine italiane: “primogenita nata dai miasmi dei navigli è Dudu H.y.n.d.r.o. Punk News: Dudu per ‘dada + punk’, Hyndro per Montanelli. Meglio delle avanguardie storiche ispiratrici (care ai mastermind della ‘zine medesima)”.

Gli è che all’epoca: da un lato, ancora non era così sicuro parlare di Futurismo ([2]), pure allora tacciato di fascismo come Gabriele d’Annunzio (e il suo alias artistico D’Annunzio).
Dall’altro, forse era comodo evocare il Dadaismo e l’orinatoio di Duchamp e il ferro da stiro chiodato di Man Ray: cose da gente stramba, poi rinsavita. Rinsavita come i giovani quando diventano adulti.
Eppoi su questa linea era anche più semplice far passare gli Skiantos, ad esempio ([3]).

Insomma, con la parola Dada (i dadaisti non amavano molto la parola “Dadaismo”) si addolciva il punk senza dire una parola su futuristi e dadaisti che litigarono: accadde.
Si vendeva una versione del punk “un po’ più a sinistra” di quella reale (vedi sopra Futurismo).
Si diceva poco o niente dei dadaisti non celeberrimi, fra cui Jacques Rigaut di cui dal 1970 circolano i suoi Ecrits per la curatela di Martin Kay ([4]), anche perché probabilmente chi spacciava il dada-punk non la conosceva nemmeno questa figura leggendaria: autentico “too fast to live, too young to die”.

Che poi noi ci si sentisse più futuristi che dadaisti, anche prima di Adam and the Antz ([5])/Ants ([6]) era quasi ovvio: soffiava il post-punk nel 1979 ([7]).

Ecco in questa situazione, con appena un quarantennio abbondante di ritardo vorrei che i Signori Sandro Baroni e Nicola Ticozzi (i succitati “mastermind”) ci porgessero le loro scuse.
E si leggessero la monumentale biografia dedicata a Rigaut da Jean-Luc Bitton che lo apostrofa “suicidato magnifico” ([8]), suona leggero e micidiale quasi come “cane di diamante”.


                                                                                                                      Steg



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[2] Sebbene il volume dedicato a Filippo Tommaso Marinetti risalga al 1968 e poi ebbe la consacrazione nei Meridiani: mi riferisco a Teoria e invenzione futurista.
[3] Gruppo che per me non è più innovativo degli Squallor. Quindi Freak Antoni avrebbe avuto importanza anche senza di loro.