"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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mercoledì 4 febbraio 2026

I “50 ANNI DI RADIO PRIVATE” SONO 51 (Facebook Down Series - 212)

 

I “50 ANNI DI RADIO PRIVATE” SONO 51
(Facebook Down Series - 212)

 

Può darsi che scriva qualcosa di più dettagliato,

 

Quest’anno si celebra il mezzo secolo dalla sentenza della Corte Costituzionale che legittima una radiofonia diversa da quella pubblica ([1]).

 

Io, preferibilmente, le chiamo “private”, per più ragioni.

 

Al momento, ripropongo le righe che scrissi per il quarantennale di Radio Milano International ([2]).
Mi risultano ancora non irrilevanti:

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

venerdì 7 novembre 2025

MADRID E TORI E CORRIDA, MILANO E MARRONS GLACÉS: MIGUEL BOSÈ/É

 

MADRID E TORI E CORRIDA, MILANO E MARRONS GLACÉS:

MIGUEL BOSÈ/É

 

 

In precedenza credo di aver reso onore ai bravi titolisti in redazione ([1]).

 

Nessun imbarazzo, mio, a scrivere un post dedicato a Miguel Bosé (Bosè a Milano, Bosé in Spagna).
Però se non si riescono a esprimere i pensieri (il nero è sempre su bianco. A meno di essere dei poveretti che non sanno scrivere a mano) le righe di testo sono una.
Forse è un poco in ritardo.

 

Da anti-loreniano sin dalla più tenera età (unica eccezione La ciociara, e “qualche Bacon” che le invidio), le mie bellezze italiane dopoguerra furono e sono, in ordine di santità incontrovertibile, Alida Valli (suprema), Silvana Mangano (il fascino della schiena rotta e dei reumatismi in risaia. altro che Marta Marzotto).
E Lucia Bosè (una altra pantera, lei non amava la lusinga di grande felina) siccome milanese e questo basta. Ogni volta che passo in Corso di Porta Romana, da mezzo secolo, immagino lei, a riempire vassoi di marrons glacés con il “topping” di violette candite.

 

Lucia Bose ([2]) e Luis Miguel “Dominguin” ([3]): da due persone così belle ([4]) “cosa” nascerà?
Tre figli Miguel (e Paola e Lucia) con sulle spalle quei King Kong di genitori.

 

Non ricordo quando ho cominciato a prendere in considerazione Miguel Bosé.
Ma diciamo che la mia prima percezione della movida [madrileña (sull’uso della parola “movida” mi pare di aver scritto abbastanza ([5])], un sette lustri fa abbondanti, è una pietra miliare corrose dalle intemperie.
Madrid è “marchosa”, Barcelona no. A Madrid posso assistere, anche nel 2025, a una corrida, a Barcelona no. La parola “marchosa” me la insegnò Miguel Bosé, ovvero - e in questo “titolo di casata suicida” dal punto di vista autoriale si conferma la spigolosità del figlio di uno dei più popolari toreador di Spagna – “il figlio del Capitán Trueno” ([6]).

 

In Italia si ridacchia, solitamente, quanto a Miguel Bosé: un successo canoro acclarato che rammenta il suo anno di nascita e una presentazione con altri “giovani” del Festival della canzone italiana: “nada mas” (forse anche la sua partecipazione a un film diretto da Pedro Almodovar ([7]) è nella memoria di qualche persona attenta) ([8]).
In Spagna e altri Paesi di lingua castigliana è diverso ([9]).

 

Non condivido la sua scelta della gestazione surrogata (mantengo, io, coerenza col pensiero di Aldo Busi sulle coppie omosessuali).
Attualmente, mi pongo più perplesso sulle sue scelte “no-vax”.

 

Se mi mettessi a discettare sulla sua carriera musicale, smentirei me stesso, ma se non citassi un suo album probabilmente non avrebbe ragion d’essere questo post.
Per me è un capolavoro, soprattutto accompagnato da tutti i suoi videoclip: Velvetina ([10]).

 

Come molto raramente faccio, chiudo con due riferimenti bibliografici ([11]) ([12]).
E non sottotitolo “da serie”, sebbene almeno due sono puntuali.

 

Firma del figlio di Capitan Tuono
(collezione privata)

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Come in altri casi, talvolta mio padre aveva ragione. Non perché fosse mio padre, ché io e lui siamo quasi antitetici, ma in quanto solo gli idioti non seguono insegnamenti preziosi.
[4] Nulla essendo per caso, al massimo è tardivo, sono incappato un paio di giorni fa in questo passo: “A Villa Paz, vicino a Valencia, ci siamo fermati una settimana da Lucia Bosè e Dominguin che cortesemente ci ha offerto di toreare”: Enrico MEDIOLI, “Viaggio in Spagna”, in Valerio Zurlini – Atti del Convegno 30-31 marzo 1990 – Casa del Mantegna, Mantova, marzo 1991, pp. 15-17, a p. 16. Il “ci” riguarda Medioli e Zurlini.
[7] Che non seguo più, da quando è diventato un “darling” dei sinceri democratici.
[11]Miguel BOSÉ, Il figlio di Capitan Tuono: memorie di una vita straordinaria, Milano, Rizzoli, 2022 autobiografia molto parziale quanto ad arco temporale considerato. Curiosità: nessuna foto, anche nella edizione spagnola.
[12] Giovanni VERINI SUPPLIZI, Labirinto BOSÉ – Secondo me, secondo loro, secondo “ÉL”, Falconara Marittima, CRAC Edizioni, 2021. Esiste anche una sontuosa edizione spagnola, più recente, rilegata e con molte immagini a colori. 

mercoledì 27 marzo 2024

GIORGIO FALETTI: DANNEGGIATO DALLA CRITICA POSITIVA? (half sketch)

 

GIORGIO FALETTI: DANNEGGIATO DALLA CRITICA POSITIVA?

(half sketch)

 

Difficilmente cambio opinione, quando capita di solito mi spiego il motivo (non per giustificarmi).

 

Fui molto deluso dalla lettura di Appunti di un venditore di donne di Giorgio Faletti ([1]), che ricordo acquistai alla sua uscita.

Probabilmente la colpa fu una recensione entusiastica di Antonio D’Orrico: suo massimo paladino che evocava Umberto Simonetta ([2]), e probabilmente anche Giorgio Scerbanenco ([3]), e ovviamente Milano ([4]).

 

Ho poi letto Io uccido ([5]): non ho capito le ragioni del suo successo, ma non essendo io un estimatore di Umberto Eco (anche lui piemontese) romanziere …

 

Ho quindi letto Pochi inutili nascondigli ([6]): qualche racconto mi piacque.

 

Strane le idee: la miglior biografia di Faletti se la è scritta lui, abbinandoci due CD ([7]): Da quando a ora.

Non mi risulta nessuno studio della sua opera letteraria (qualche tesi di laurea?) ([8]).

 

Giorgio Faletti era sicuramente una persona di grande talento, ma le classifiche non sono mai buone consigliere: sostenere che lui (lo sostiene D’Orrico) fosse il più grande romanziere italiano (e ciò contribuì al suo iniziale successo)?

Faletti confessa(va) un vocabolario non ricco. Aldo Busi vanta, sé dicente, il massimo vocabolario di autore nazionale.

 

Giorgio Faletti sbagliava le pronunce (difetto tipicamente italiano ([9])). Con l’Inglese invece mi pare nulla quaestio.

 

Probabilmente gli hanno costruito un alto profilo e lui ha pensato che sputarci sopra non fosse poi una grande idea.

 

 

(continuerà il post)?

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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mercoledì 20 marzo 2024

DELANEY BLUE (another half sketch)

 

DELANEY BLUE

(another half sketch)

 

A fianco di Daniel Darc ([1]) per anni e anni ci fu una persona che si può anche non conoscere a meno di aver visto il film documentario di Marc Dufaud Pieces Of My Life ([2]).
Si tratta di George Betzounis, greco ma parigino ma cosmopolita ([3]), meglio noto come Delaney Blue ([4]).

 

Basterebbe forse il suo profilo ufficiale ([5]), però mancherebbe qualcosa.
Soccorre per esempio Dufaud, nel suo libro: peripezie di pubblicazione non poche: nato in un modo: sorta di antologia degli scritti di Daniel Darc (intitolato Rêve Coeur e attribuito a Darc ([6])). Poi cambiato editore e struttura e diventato Close Up Daniel Darc ([7]).

Dufaud incontra Betzounis a uno dei mercati delle pulci parigini, quello di Barbés ([8]), quando, finalmente, riesce a rintracciare Darc: “J’ai reconnu Daniel serré contre ce Midnight Cow-Boy élancé, crinière de jais portant a bout de bras un bac de vinyles. Look de zicos New-yorkais, cuir ocre marbré, pantalon noir et demi boots. Un Joe Buck émacie presque exotique dans cet environnement multiethnique a tendance afro méditerranéenne. C’était George : il n’est pas New-yorkais, c’est un international hero from Thessalonique!” ([9]).

 

Ovviamente, il ruolo di Rico Rizzo ([10]) è affidato a Daniel Darc (e altrettanto ovviamente per chi conosce un poco come andarono le cose, anche a Parigi, si potrebbe pensare a Johnny Thunders, se non fosse che a quest’ultimo mancò un George-Joe Buck).

 

Piccola annotazione: non capisco come mai, dato il suo ruolo nel documentario, Dufaud non abbia incluso George-Delaney nei ringraziamenti del libro.

 

Adesso tocca a voi.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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giovedì 14 marzo 2024

“BACK TO REVERTE”: e torno a scrivere di un gentiluomo che scrive, anche, di gentiluomini di fortuna (Sketches series 32)

 

“BACK TO REVERTE”:
e torno a scrivere di un gentiluomo
che scrive, anche, di gentiluomini di fortuna
(Sketches series 32)

 

To revert”: in lingua inglese significa, fra l’altro, “ritornare.
Back to Mono: è il titolo di una gloriosa antologia dedicata (quando non si “usava”) a uno dei più grandi produttori artistici ([1]) ma anche produttore di fonogrammi ([2])) di tutti i tempi: Phil Spector ([3]) ([4]).
Phil Spector, Arturo Pérez-Reverte, … li giudicherà la storia.

 

Dopo dieci anni il mio post dedicato a Arturo Pérez-Reverte ([5]) si risolve in qualcosa di monco.
D’altro canto, non ha nemmeno senso aggiornarlo come fosse una modesta voce enciclopedica on line.
Quindi seguono qui semplici lampi.

 

Il suo romanzo “puro” ([6]) da me preferito è La carta esférica: ivi compaiono altresì con massima dignità gli albi delle storie (fumetti) di Tintin ([7]).
Arturo Pérez-Reverte è un appassionato di fumetti, anche (non sorprenderà) di Corto Maltese.

 

Spiazzante è La Reina del Sur: può anche indurre a cercare uno o due altri romanzi di questo “genere”.

 

Fuori dalla narrativa, di statura per lo meno vicina a Territorio Comanche, è per me importante Los barcos se pierden en tierra ([8]).

 

Ogni altra indicazione sarebbe troppo personale, però – aneddoticamente – sappiate che in Italia la copertina “originale” de El Italiano fu sicuramente censurata ([9]) sostituendo un incursore della Regia Marina con l’immagine di spalle di una formosa ragazza.

 

A Roberto Bolaño ([10]) non solo non piaceva Pérez-Reverte, ma lo considerava letterariamente quasi modesto ([11]).
Resuscitasse oggi, chissà …, ma forse lo farebbe comunque bersaglio di una critica ideologicamente woke?

 

Ah: sì lo lessi El club Dumas (prima o poi affronterò la saga del Capitan Alatriste).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

dalla collezione privata

 

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[1]Il produttore artistico ha il ruolo di porsi fra l’artista-interprete-esecutore, il produttore di fonogrammi e il mero tecnico del suono.

“Al produttore artistico, cioè, è affidata la funzione di:

·         coadiuvare AIE e PdF nella scelta delle opere musicali da registrare,

·         coordinare, in misura più o meno apprezzabile, la realizzazione delle registrazioni impartendo suggerimenti all’AIE, ai musicisti (e più in generale a tutti gli artisti non “principali”) ed ai tecnici che si occupano materialmente della effettuazione delle registrazioni,

·         auspicabilmente fornire anche una impronta particolare alle registrazioni o meglio alle registrazioni che saranno poi commercializzate, impronta che, senza la sua attività, non ci sarebbe” (autocitazione).

[2]Il produttore di fonogrammi è la persona fisica o giuridica che assume l'iniziativa e la responsabilità della prima fissazione dei suoni provenienti da una interpretazione o esecuzione o di altri suoni o di rappresentazioni di suoni” (articolo 78, primo comma, legge n. 633, del 22 aprile 1941).

[3] Chi della mia generazione dichiara, essendo cresciuto col punk, di conoscerlo sin “da prima” (di End of the Century) mente a meno che non sia un beatlesiano.

https://en.wikipedia.org/wiki/Phil_Spector.

[5] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2014/12/arturo-perez-reverte-sketches-series-19.html

[6] El pintor de batallas è autobiografico, per sua ammissione: https://www.youtube.com/watch?v=IfUyYlQSe5c

[9] Non è regola che le copertine rimangano uguali, ma nel caso di specie avrebbe avuto senso mantenere quella spagnola.

[11] Si veda, edizione italiana, Il gaucho insopportabile, Milano, Adelphi.

martedì 26 dicembre 2023

HANIF KUREISHI?

 

HANIF KUREISHI?

 

Un anno fa, Hanif Kureishi ebbe un incidente che gli cambiò la vita ([1]).

 

Citai questo autore ([2]) in un ormai antico post ([3]) per mettere in guardia a fronte di certa memorialistica spicciola vestita da romanzo, italiana e non, “molto lavandino e poco dramma” (per dirla fra Morrissey e Marc Almond: peraltro giganti, caduti o meno, nel loro àmbito musicale).
E ne avevo ben donde!: anche quasi dieci anni dopo ([4]).

 

Non è cambiato nulla, direi.

Anche fra i lettori, soprattutto non britannici, credo, di Kureishi.

 

Di questo autore ricordo, oltre all’immancabile (ma quanti lo hanno letto? ([5])) The Buddha of Suburbia, la curatela, cum Jon Savage ([6]), de The Faber Book of Pop: fondamentale esempio di un genere che forse non è mai esistito, ma di cui fa parte anche Ball The Wall di Nik Cohn ([7]).

 

 

 

Nota bibliografico-sistematica: questo post si colloca fra Seasons Greetings Series, Sketches series (half), forse un guizzo di Sniper Series, non ne “Tombstone Series” per evidente eccesso di note a piè pagina.

 

 

                                                                                                                       Steg

 

 

 

© 2023 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

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