"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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martedì 12 maggio 2026

HO COMPRATO UN CATALOGO D’ASTA (Facebook Down Series – 256)

 

HO COMPRATO UN CATALOGO D’ASTA
(Facebook Down Series – 256)

 

Ho comprato un catalogo d’asta, non è la prima volta.
Monumentale, prezzo da rivista: 10 Euro.

 

Ho scoperto questa editoria, costola dei cataloghi di mostre, qualche lustro fa ma non si trattava di arte superiore. Era l’asta per (i pezzi principali) “memorabilia” concernenti Sex Pistols, Vivienne Westwood e Malcolm McLaren. Non ricordo se me lo inviò la casa d’aste oppure lo trovai in una bancarella molto selettiva nel centro di Milano (circa Piazza Meda).

 

Poi c’è il catalogo dell’asta, ben più recente (2022) di oggetti appartenuti a Sir Michael Caine.

 

Nel caso di specie, un solo quadro, un autoritratto di Francis Bacon che è ospitato in copertina con un buon corredo critico.
Casa d’aste straniera: Sotheby’s.

 

Se non diventa filatelia o entomologia, questi acquisti si rivelano spesso casuali ritrovamenti a buon prezzo.
Il che mi pare non sia poco.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

lunedì 13 aprile 2026

LA CRITICA NON ESISTE (PIÙ) PER LA LETTERATURA POPOLARE?

 

LA CRITICA NON ESISTE (PIÙ) PER LA LETTERATURA POPOLARE?

 

Ogni tanto mi soffermo sulla (milanesismo) Rowling e sulla Galbraith.

 

Non ho letto una riga di Harry Potter e se lo avessi fatto, probabilmente mi terrei stretta una copia in prima edizione italiana ([1]).

 

Il primo romanzo firmato Galbraith? Una copia di un abbinamento editoriale.

Magari no, ma mi pare di sì: Denmark Street evocata in quell’esordio “altro” della scrittrice ha un gusto (ancora attuale e non “retro”) Sex Pistols che non va via.

E mi vedo J. K. Rowling scegliere quel vicolo (curioso “Street”, sebbene Tin Pan Alley, ma io penso a “Suicide Alley”), perché lei è persona che The Smiths li tiene sugli scudi.

E brava Mrs. Rowling!

 

Queste righe sono critica letteraria.

Non vagheggiamenti di chi non distingue una Fender da una Gibson ([2]).

 

Dunque?

Che cosa leggo io se non quel che ho scritto?

 

Intravvidi i Mott The Hoople nella narrazione dei natali di Cormorant Strike.

Mi sono suonati bene, quindi li tengo da conto.

 

Magari qualche scia (non chimica) di Kate Moss ([3]) riappacificata con Peter Doherty che (come ha fatto? E non si tratta di mia critica) porta bene gli abiti. Con un pensiero a Frédéric Lo (e mille pensieri a Daniel Darc ([4])).

 

Gli strumenti ve li ho dati.

Londra è spietata, state attenti.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

 

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[1] Se le mie copie dell’esordio di Enrico Brizzi, e forse di quello di Ammaniti, sono decenti qualcuno mi paga centinaia di Euro? Se decidessi di vendere.
[2] Non ho detto Gretsch: fra i morti di aprile sta, titano nella musica, Johnny Thunders - pur amando lui anche “la Junior”. Nel più crudele di mesi, ivi stanno anche Emilio Salgari e Francis Bacon
[3] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2021/09/kate-moss-half-sketch.html
[4] https://www.discogs.com/master/2554541-Peter-Doherty-Fr%C3%A9d%C3%A9ric-Lo-The-Fantasy-Life-Of-Poetry-Crime

venerdì 13 febbraio 2026

SENZA FUTURO

 

SENZA FUTURO

 

Il problema non è essere senza futuro.

Il problema è credere di averlo.

 

Capire i Sex Pistols non è poi così semplice e, soprattutto, consolante.

 

Da qui in poi, le spiegazioni sono inutili: io rimango incendiario e la quasi totalità della umanità nasce, nasce, già pompiere ([1]).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Per i distratti: leggete Pitigrilli. Non ascoltate Ligabue, il menestrello non il pittore.

domenica 25 gennaio 2026

WORLD WAR THREE (Facebook Down Series – 198 edit)

 

WORLD WAR THREE

(Facebook Down Series – 198 edit)

 

Ho optato per un “blog edit” del post originale.

 

I dared to ask for sunshine, and I got World War III” (Sex Pistols, “Holidays In The Sun”).

 

Credo che ormai la questione non sia “quando” comincerà, ma “dove” comincerà (senza contare i conflitti interni).

 

Non sono molto preoccupato, ma vorrei essere preavvisato.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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domenica 14 dicembre 2025

PUNK IN ITALIA: RIVERBERI

 

PUNK IN ITALIA: RIVERBERI

 

Un poco, dispiace scriverlo, ma è così.

 

Alla fin fine i CCCP erano dei freakkettoni (tra?)vestiti, tardivamente, da punk.
Come quelli del Virus di Milano e, triste primato, i Crass.

 

Il punk è morto a San Francisco, il 14 gennaio 1978
Qualcuno, non una persona a caso: Mark P.(erry), sostiene fosse già morto quando The Clash firmarono con la CBS.

 

E a noi: quelli del 1977 - già ampiamente in questo blog evocati, ricordati, descritti ([1]) - arrivava la luce di una stella morta o due.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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martedì 18 novembre 2025

MAGLIETTE SGRADITE (Facebook Down Series – 177)

 

MAGLIETTE SGRADITE

(Facebook Down Series – 177)

 

Interessante articolo “ripreso” dal sito più autorevole dedicato a Morrissey:

https://www.morrissey-solo.com/threads/the-herald-are-you-wearing-the-%E2%80%98wrong%E2%80%99-band-t-shirt-i-am-and-i-dont-care-imagined-teeshirt-fascism-november-17-2025.154306/

 

Al momento reso disponibile qui: https://archive.is/uivW9

 

Poi ci sarebbero tre “magliette” riferibili a Sex/Seditionaries da codice penale: “i cowboy”, la “destroy” e quella Sex Pistols coi ragazzini che fumano.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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martedì 21 ottobre 2025

SUE CATWOMAN (ancora settembre) (Facebook Down Series – 167)

 

SUE CATWOMAN (ancora settembre)

(Facebook Down Series – 167)

 

Era stata, per breve periodo, “rivale di stile” di Siouxsie Sioux.

https://it.wikipedia.org/wiki/Soo_Catwoman

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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mercoledì 26 febbraio 2025

CHIARA PETROLINI (Facebook Down Series - 106)

 

CHIARA PETROLINI

(Facebook Down Series - 106)

 

Credo che la Signorina Petrolini non conosca questa canzone:

https://www.youtube.com/watch?v=hfChDxrz4Ow

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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mercoledì 21 aprile 2021

MALCOLM MCLAREN E PSEUDONIMI (Tombstone series – 64)

 

MALCOLM MCLAREN E PSEUDONIMI

(Tombstone series – 64)

 

Mi diverte pensare che Malcolm McLaren pensò allo pseudonimo Sex Pistols in Costa Azzurra, dopo una cena “Chez Pistol” a Nizza.

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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mercoledì 13 febbraio 2019

E PENSARE CHE “NON VOLEVAMO ALCUNCHÉ” (riflessioni su Siouxsie and the Banshees e Bauhaus, con degli anniversari in mezzo)


E PENSARE CHE “NON VOLEVAMO ALCUNCHÉ”
(riflessioni su Siouxsie and the Banshees e Bauhaus,
con degli anniversari in mezzo)


 

La parte virgolettata del titolo di questo post trae origine sia da quello di una canzone dei Bauhaus virato a contrario: “All We Ever Wanted Was Everything” ([1]), sia ancor più a contrario rispetto a “Don’t know what I want/But I know how to get it” ([2]), e volendo penso anche a “No sé que quiero/Pero sé lo que no quiero” ([3]).

 


I buoni propositi di gennaio 2019 son già svaniti, poiché scrivo in versione definitiva a febbraio.
Sono comunque 40 anni di post punk, che poi è cominciato con il primo singolo dei PIL, quello “con la copertina ‘di giornale’”.
Sono anche 100 anni di Bauhaus, la scuola (o era un movimento? O una avanguardia, ma senza seguito).
Sono, infine, 40 anni dall’uscita di Join Hands, fra la fine di agosto e l’inizio di settembre prossimi.


 

Doppia B: Banshees e Bauhaus, legati – non da Daniel Ash che dai secondi sarebbe potuto passare ai primi – bensì da tutto ciò che noi non avevamo conosciuto, non avremmo conosciuto, avremmo conosciuto più tardi o, anche, solamente, avremmo conosciuto male.
Ma soprattutto da ciò che ci fecero conoscere.


 

Potrei scrivere delle Art School britanniche ([4]), ma la matrice bansheeiana è più DIY di quella bauhausiana.

 

Vi capita mai di dire grazie?
E a quelli di voi meno ottusi: vi capita mai di ricordare Maestri o, anche solamente (solamente? Sic), fratelli e sorelle ([5]) maggiori scelti da voi – perché le uniche famiglie che contano sono quelle che vi formate da soli?
Ecco quindi Sorella Siouxsie e Fratello John McGeoch (RIP) e Fratello Steven per quanto mi riguarda, e un poco fratelli anche Pete, Daniel, David e Kevin.
Noi qui, loro là.


 

Necessariamente schematizzo, perché il dub me lo ha raccontato un b-side dei Generation X, ad esempio.

 

Mi abbeveravo alle spiegazioni che sgorgavano da quelle interviste, magari anni dopo mi capitava fra le mani un certo libro ([6]).

 

Tutto ciò accadeva prima, durante e dopo i Joy Division. Tutto ciò si verificava prima (anche i Joy Division già erano stati) di The Smiths che pure avrebbero preso per mano le masse che – mai lo capirò – non avevano udito tutto ciò che era successo prima del 1983 pur essendoci ed essendo capaci di intendere e di volere e, soprattutto, di ascoltare.

 

Non c’è tesi in queste righe.
Se possibile, ce ne è meno del solito.
Ma un po’ di ordine nelle idee serve sempre (d’altronde questo blog cominciò proprio riordinando idee già buttate giù, come diario personale).


 

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Dall’album The Sky’s Gone Out.
[2] “Anarchy In The U.K.”,  Sex Pistols.
[3] “Donde va marinero”, Andrés Calamaro.
[4] E “un” Paul Weller townshendiano nulla sarebbe legittimato ad obiettare: ricordate quella copertina del Melody Maker del 1980: The punk and the godfather?
[5]We are all sisters and brothers”: “Premature Burial”, Siouxsie and the Banshees.
[6] Quante copie di Colin MacInnes ha fatto vendere Paul Weller?

domenica 3 febbraio 2019

“SATELLITE” (Tombstone series - 44)


“SATELLITE”
(Tombstone series – 44)

 

Loro: “‘Radio Clash’ da casello a casello” (Luciano Ligabue, “Buon compleanno, Elvis!”).
Noi: “‘White Riot’ da fermata a fermata’” (Steg, 2019 a proposito del 1977).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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sabato 26 agosto 2017

JON SAVAGE: “IN ONORE DI” (Sketches series - 28)


JON SAVAGE: “IN ONORE DI”
(Sketches series - 28)

 

Questo post si pone quasi come provocazione, ma non quantitativa, esistono scritti di questa serie certo più brevi.

 
Quando penso alla letteratura musicale, sia essa consistente in articoli oppure in monografie, usualmente per me si tratta di colmare vuoti informativi.
Alla mente mi sovviene Lester Bangs, giornalista statunitense, quale primo nome.



Se si passa agli artisti, spesso sono autobiografie e allora si confida nella onestà intellettuale degli autori ([1]) oppure si rimpiange qualcosa: se David Bowie avesse tentato seriamente di descriversi, e perché Paul Weller non lo fa ([2])?

 

Ma torno al giornalismo (può essere giornalismo anche un libro) e arrivo al soggetto di queste righe.
Jon Savage, londinese e anagraficamente quasi troppo vecchio per il punk (come Caroline Coon ([3])): classe 1953; se non fosse che egli ha cominciato a scrivere col punk, attraverso la sua fanzine (anno 1976) intitolata London’s Outrage.

 
Professionalmente si forma l’anno dopo presso Sounds, eterno numero tre fra i tre settimanali musicali britannici ([4]), dei quali oggi ormai non esiste più traccia (e reggeranno le emeroteche fisiche?).

 
Egli è (o per lo meno è stato) il proprietario del mappamondo utilizzato come “prop” nell’unico “film punk” mai realizzato, se non fosse che ormai era quasi troppo tardi ([5]): Jubilee di Derek Jarman (in quella che è la sua immagine simbolo il mappamondo sta fra le mani di Jordan nei panni di una Britannia corrosa come lo era la società anglosassone del tempo).

 

L’autorevolezza Savage la conquista ([6]) con un libro che al tempo poteva considerarsi quasi impossibile: England’s Dreaming – Sex Pistols and Punk Rock, titolo mutuato appunto da un verso dei Sex Pistols ([7]), pubblicato dalla autorevolissima editrice Faber and Faber nel 1991 (autunno) e degno di edizione con copertina rigida e sovracoperta.
Autorevolezza non più persa, checché ne possa dire qualche detrattore.

 

Ogni tanto riprendo in mano un bel volume che racchiude molti degli articoli pubblicati da Savage fra il 1977 e il 1995 ([8]) intitolato Time Travel ([9]).

 

È proprio rileggendo articoli di questo autore compresi in quel “viaggio nel tempo” che ho pensato a come si onorano gli insigni giuristi, preferibilmente ancora in vita, almeno in Italia: con degli “studi in onore di” ovvero libri che raccolgono scritti redatti ad hoc da altri giuristi, su temi riferibili alla insigne figura onorata dai colleghi.


Evidentemente nulla di ciò può accadere nel mondo della musica scritta, ma Jon Savage, che non mi stanco mai di rileggere, ormai andrebbe sfilato dalla saggistica di genere e essere inserito in un panorama più autorevole, come lo è lui.
E magari sarebbe anche ora di un nuovo volume che parta dal 1996.

 




My, a bit worn, copy of the first edition 

 

Less, worn, again my copy of the first edition 



                                                                                                                        Steg

 

 

 

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[1] Ciò non toglie che io debba ancora leggere quella di Marc Almond.
[2] Weller che aveva aperto una casa editrice, eccetera.
[3] Autrice di un bel libro raccolta di suoi articoli: 1988 - The Punk Rock Explosion. Ma lei non fece mai parte effettivamente della scena
[4] New Musical Express e Melody Maker gli altri due.
[5] Tanto che mancano nella colonna sonora Siouxsie and the Banshees i quali ormai erano già altro e avevano finalmente firmato un contratto fonografico.
[6] Avendo già scritto su The Kinks alcuni anni prima.
[7]There is no future/In England’s Dreaming” (“God Save The Queen”, 1977: Rotten/Matlock/Cook/Jones).
[8] Mente il sottotitolo: From the Sex Pistols to Nirvana: pop, media and sexuality, 1977-96.
[9] Chatto & Windus, 1996.

venerdì 25 agosto 2017

A REVIEW FROM THE SNIPER: CLINTON HEYLIN’S BOOK ON PUNK YEAR(S) ZERO (Sniper series – 34)


A REVIEW FROM THE SNIPER:

CLINTON HEYLIN’S BOOK ON PUNK YEAR(S) ZERO

(Sniper series – 34)

 

I read quite a number of books on punk and Sex Pistols: since the very end of 1977.

I also appreciated Clinton Heylin pivotal From The Velvets To The Voidoids.

Thus I approached his last work (having opted for the “special edition” purchase, being cheaper than the standard!) with the adequate tools.

 

Anarchy In The Year Zero (subtitled The Sex Pistols, The Clash and the Class of ’76, published in 2016 by Route, Pontefract, UK) declares itself (see foreword and introduction) to be a definitive account, considering Jon Savage England’s Dreaming drawbacks caused by lack of information at the time and by not a great amount of space being dedicated in it to Sex Pistols themselves.

 

Heylin’s opus does not meet its own declared standards for various reasons: completeness is not synonymous with repetitions; text in the work/footnotes is sometimes duplicated in footnotes and/or appendixes; discography has some flaws even when not considering that in the same 2016, just months after completion of the book, four Sex Pistols live recordings had official release (a coincidence?).

 

Some reviewers blamed lack of space in the book for bands like The Stranglers, I find the same pages more biased against anything which is outside Heylin’s tastes (I wonder when he discovered punk): fair enough Eater did not save the world, still Andy Blade years ago wrote a great book: The Secret Life Of A Teenage Punkrocker – The Andy Blade Chronicles.

 

The author’s style sometimes is really appalling: In two subsequent pages we have “manic street mavericks” and “A-bomb under Oxford Street” (pp. 219-220: I haven’t been in touch with Niky Wire or Paul Weller, but …).

This is not a book you will read in two days, even if the English used is quite accessible.

 

Final verdict: a lost occasion, although a book worth having for references; but even with them you need a “grano salis”.

 

 

                                                                                                                      Top Shooter

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2017 Top Shooter

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