"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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giovedì 10 luglio 2014

EDITORIA ITALIANA E NEGOZI FISICI NEL MONDO (aspetto risposte)


EDITORIA ITALIANA E NEGOZI FISICI NEL MONDO
(aspetto risposte)

 

Premessa, ne ho scritto due volte, senza divertirmi, e di solito nei due post capita chi cerca il catalogo dei Meridiani Mondadori o qualcuno nella speranza di un parere gratis sul concetto di “pubblico dominio” (come da legge n. 633 del 22 aprile 1941).

 

Ma essere presi in giro no.

 

I vertici del circuito dei negozi Mondadori si lamentano perché Amazon avrebbe politiche aggressive.
Ma non spiegano:
1) perché Amazon non va bene, e invece BOL, IBS o Mondadori (che vende su ebay) sì;
2) perché Amazon non va bene in Italia, ma in Francia Amazon ovviamente si attiene alle norme (lo fa anche in Italia) sugli sconti massimi e quindi evidentemente va bene.

 

E qui passiamo ai “negozi fisici”: avete provato a chiedere un titolo non ovvio in una libreria? Oppure: avete anche provato a cercare un’edizione non standard di un CD non recentissimo in Francia?
Certo è più bello rovistare negli scaffali ma, appunto, non trovi niente, oppure l’unica copia di un libro di pregio (mi capita con frequenza nei negozi FNAC francofoni) è rovinata, …

 

Ah, c’è anche il segreto di Pulcinella: sapete come si fa a vendere con uno sconto superiore al 5% in Francia o al 15% in Italia i libri? Si descrivono copie nuove con un “altro nome”.

 

Ecco perché devo spesso comprare in rete (ci sono anche dei portali alternativi ai big guys, fra l’altro): copie nuove di libri con sconti veri, CD introvabili nei negozi a prezzi onesti, eccetera. Risparmiando ([1]).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2014 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.
Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.
 



[1] Magari anche per un rasoio elettrico.

venerdì 24 maggio 2013

OPERA DELL’INGEGNO E MEZZO ESPRESSIVO: CONVIVENZA


OPERA DELL’INGEGNO E MEZZO ESPRESSIVO: CONVIVENZA 

 
Per attirare un lettore in più, avrei dovuto intitolare, meno esattamente, il post “Arte e medium: coincidenza necessaria?”.
 
Il fumetto è un’arte? Forse, o meglio: talvolta.
Il fumetto è sempre opera dell’ingegno degna di tutela come opera autoriale? Credo di no, ma questo vale anche per un’opera narrativa; nemmeno un documentario su delle macchine affettatrici con una grande regia diventa un’opera cinematografica in senso giuridico ([1]).
 

Non vedo quindi per quale motivo – in difetto di ingenuità di tutti i soggetti coinvolti (salvo la presunzione di certi fumettisti e le ragioni imprenditoriali di certi editori) – sostenere certe pubblicazioni che sono a fumetti, ma potrebbero non esserlo e sarebbero dei dignitosi sunti in prosa.


Per tutti: una riduzione a fumetti della vita di Gabriele d’Annunzio a cura de Il Giornale e una, ancor più recente bio-comic ([2]) sulla Marchesa Luisa Casati Stampa (nata Luisa Amman).
Fra l’altro, la prima soffre di eccesso di concorrenti.
Ma la seconda patisce addirittura di un ambito non concorrenziale: il bel libro scritto da Scott D. Ryersson e Michael Orlando Yaccarino in Italia non ha certo scalato le classifiche ([3]) e, sotto diverso profilo, come può un disegno sostituire un’immagine fotografica (magari di Man Ray) o anche “solo” un quadro di Giovanni Boldini?

 

Volete fumetti degni di essere classificati opere dell’ingegno anche se elaborazioni di opere precedenti e di genere diverso? Valga per tutti il Moby Dick di Dino Battaglia.

 
Del resto, nemmeno il cinema “migliora” sempre ciò che nasce fumetto ([4]).
E certe vite faticano a essere catturate: quante biografie letterarie su Howard Hughes e nessuna definitiva, come non lo è nemmeno il film The Aviator.

 

Caveat!

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Si veda in Italia la legge n. 633 del 22 aprile 1941.
[2] A me suona meglio bio-comic, ma visto che si parla di bio-pic per film biografie …
[3] Del resto quasi nessuno si ricorda del precedente, ancor più ricco di immagini di complemento, Corè – Vita e dannazione della Marchesa Casati scritto da Dario Cecchi e pubblicato nel 1986 da L’inchiostroblu di Bologna.
I due autori hanno dedicato anche successive altre opere alla Marchesa:
[4] Lascio quindi a voi giudicare i romanzi di Diabolik editi da Sansoni una quarantina d’anni fa.