NEL 1978 C’ERANO SEMPRE DUE GIAPPONESI …
(“Excuse me are you a mod?” – parte 2) ()
Per chi non c’era, può anche far sorridere.
Nell’estate del 1978 (avevamo apprezzato sia i singoli, sia gli album che non sono piaciuti a Stefano Bianchi (
)), noi – recidivi e isolati e invisibili e dileggiati, magari anche allontanati da “cellule” e “nuclei” della sinistra –
punk (o come tali descritti dagli altri) avevamo solo l’imbarazzo della scelta quanto a concerti nel Regno Unito (
).
Ma ovunque si andasse, Music Machine, Red Cow, etc., alla fine saltava fuori, immancabile, una coppia di giapponesi (non sempre gli stessi).
L’ideale del vicino: non gridavano, non ti rovinavano addosso, non ti rovesciavano la birra sul collo.
L’anno dopo, i giapponesi non si notavano più.
C’erano le comitive sbraitanti, con magliette da chiosco turistico dei Sex Pistols. Poco importava se fossero romani o lombardi nella parlata.
Il punk da torpedone non era per noi.
Anche indossare una parka originale - grazie MB, first Milan parka - richiedeva un impegno notevole (in UK e in Italia).
In una mattina di quell’agosto 1979 un paio di
bobby fermarono me, MB e JS a Notting Hill Gate: due
mod e un
punk (JS) erano evidentemente sospetti. E non furono gentili (
) come quella
punkette a Euston Station o accomodanti come quella
skinette al concerto dei Madness al Nashville delle quali ho scritto altrove (
).
And so you were punk, and then mod or skin ...
Steg
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