"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



Visualizzazione post con etichetta premio Nobel. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta premio Nobel. Mostra tutti i post

martedì 3 febbraio 2026

“NO GRAZIE” (Facebook Down Series - 211)

 

“NO GRAZIE”

(Facebook Down Series - 211)

 

Sul valore delle lauree mi sono già, più o meno, espresso ([1]).

E, quasi ex professo, sulle lauree honoris causa prima ancora ([2]).

 

Torno sull’argomento, ma allargandolo: aggiungo Premio Nobel e Academy Award.

Meno rilevante, ma anche: la onorificenza più o meno di stato (regola vuole che una Legion d’Onore non la si neghi a nessuno, ad esempio).

 

Non posso domandare a John Lennon come mai accettò la nomina a “Sir”.

Mi domando perché Mario Draghi macini gongolante lauree honoris causa: fanno curriculum vitae?

Idem Umberto eco.

 

Ed allora ricordo due che “no grazie”:

  • Marlon Brando, nel 1973 ([3]): Academy Award come miglior attore protagonista;
  • Jean-Paul Sartre, nel 1964 ([4]): Premio Nobel per la letteratura.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2026 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

lunedì 23 settembre 2013

COSA SUCCEDE A NOBEL CITY?


COSA SUCCEDE A NOBEL CITY?

 

Fra un sorrisetto malizioso, una smorfia di sorpresa, l’usuale patriottismo d’accatto, si commenta la notizia che fra i candidati al premio Nobel per la letteratura, a gomito con Bob Dylan e Leonard Cohen, ci sarebbe Roberto Vecchioni.
 
Se non fosse per quel milione – che fa molto Signor Bonaventura – una persona potrebbe anche non preoccuparsene.
Ma si sa: poi finisci per sottovalutare eventi sgraditi.
Appunto.
 
Letteratura: termine vago.
Un premio Nobel per una canzone o per un corpus autoriale?
Si premiano solo i vivi? Perché mi viene già in mente Luigi Tenco ([1]), o Serge Gainsbourg.
Non mi è simpatico, ma Mogol come mai nessuno lo ha notato fra i parolieri delle nostre parti?
 
Appena si esce dall’orticello nazionale, si percorre una autentica Avenue of the Giants: Lou Reed, David Bowie, Pete Townshend, i ben vivi Mick Jagger e Keith Richards (inestricabili nei crediti, testuali per quanto qui rileva), magari Iggy Pop, persino la troppo incensata Patti Smith, gli autori dei testi di Alain Bashung, ...
 
Per favore! Se proprio dovete scegliere un italiano, premiate Paolo Conte per “Azzurro”, almeno resteremo solamente nell’opinabile.
 
 
                                                                                                                      Steg
 
 
 
© 2013 Steg, Milano, Italia.
Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte di questa opera – compreso il suo titolo – e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore.
 




[1] Ho miei motivi, forse preconcetti ma ben radicati, per scegliere lui e non altri, più noti, della scuola genovese.