MARIO
SCHIFANO
(palme,
stelle, donne, rock’n’roll …)
Come è noto, io
sono privo di ogni autorità per scrivere di Mario Schifano.
Del resto ho,
appunto, dichiarato che Stefano Tamburini è più grande di lui: Tamburini
dissentirebbe.
Se vi dicono che
Schifano era (
) bello: non è vero.
Basta vedere le
sue immagini degli scorsi anni ‘60 e compararle con quelle di Keith Richards o
di Mick Jagger, talune addirittura raccolte da Schifano. Nessuno dei tre era un
adone però il rock ‘n’roll painter (ma
anche molto altro) proprio non aveva nulla che lo potesse definire entro i
canoni (classici e non) della estetica maschile.
Del resto le
dame Anita Pallenberg e Marianne Faithfull hanno, nel loro insieme, avuto tutti
loro tre (
) come
eroi e fidanzati, quindi contava il fascino e non altro.
Acromi o
monocromi? Va beh anche Piero Manzoni e Fontana (
) che
però sono famosi per ben altro: rispettivamente “merde” e “tagli”, in massima
sintesi.
Ci sono pero
tutti “quei” futurismi rivisitati” schifaniani che davvero sono ammiccanti e
... futuristi.
Non a caso
quella stessa foto impiegata dall’artista fu la base per i quattro di
Frigidaire (
) e se
Schifano piaceva al genio Tambura, non discuto il fatto che piaccia anche a me.
Perché Schifano
volava come un aereo da caccia sotto i radar: egli era artista, ma ancora da
strada (come Pier Paolo Pasolini?) anche quando ormai aveva un successo solido e ancora giovane
nelle tecniche.
La pittura
debord(a) dalla tela per invadere le cornici.
Stelle e palme?
Se volete.
Immagini
strappate al tubo catodico, luride nel colore (anche se negli scorsi anni ’80 le
immagini pornografiche irradiate dalle emittenti televisive locali sono luride
sì, ma in bianco e nero e di piccolo formato per quasi tutti).
Droga? Sì, e anche
il tono lagnoso nella voce dell’artista tradisce quel consumo, a parte le sue
disavventure giudiziarie al riguardo.
Meglio sorridere
sulla sua ricetta della bistecca “alla Baudelaire”, allora.
“
Schifano ha creato almeno 40.000 opere ma molte
migliaia sono false” (
). È uno
dei si dice più diffusi: d’altronde, esiste un Archivio Mario Schifano creato
nel 2005, che fa capo agli eredi, e una Fondazione MS (da cui uscì nel 2003 la
vedova), che fare?
Se mai potessi
permettermi una sua tela (
) mi
rivolgerei solo alla galleria di Gio’ Marconi, porto sicuro.
I cataloghi
delle sue mostre diventano rari presto, o se si preferisce restano per poco
tempo nel limbo dei remainder.
Una buona
partenza possono essere quelli delle due mostre schiena a schiena non troppi
anni fa proposte dal citato Studio Marconi di Milano.
Non vi basta?
Cercate il DVD
Schifano Tutto (in
effetti quasi essenziale) e la biografia (senza riferimenti precisi (
)) del
2012 di Luca Ronchi
Mario Schifano (potete
evitare la inutile e brutta “Nota” che la apre, stupisce perché è scritta da
Achille Bonito Oliva) e, se proprio volete esagerare, provate a trovare la
riedizione in CD del raro album
Le stelle
di Mario Schifano.
Comunque era un
signore: pagare una pelliccia per la propria “donna” con un disegno non è da
tutti.
Ah e poi c’e la
storia della sua Rolls-Royce (
) “prestata”
ed utilizzata da altri anche come mezzo per far espatriare dei sospettati di
atti terroristici (
), o che egli usava sì, ma
vergognandosi un po’.
Insomma, non vi
annoierete a scoprire la vita, oltre alle opere, di Schifano.
Steg
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2012 Steg, Milano, Italia.
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