"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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martedì 21 aprile 2026

FRA HESSEL E BENJAMIN (A Milano, senza “Saloni”) (Facebook Down Series – 243)

 

FRA HESSEL E BENJAMIN
(A Milano, senza “Saloni”)
(Facebook Down Series – 243)

 

Anni fa, pretesi di tentare, almeno, di buttare sul piatto l’abuso di una parola ([1]): flâneur.

 

Ho curiosità cicliche; indipendentemente da ciò, magari due lettori notarono che citai Walter Benjamin.

 

Questa settimana (20-26 aprile 2026) Milano è, come ogni anno, invasa dal Salone: che è del Mobile, ma sembra più elegante parlare di “design”.

 

Ovviamente tante persone che corrono su e giù, senza capire molto e guardando nulla (ma fotografando tutto).

 

Sono letteralmente annientato dalla recensione di Walter Benjamin dedicata a Franz HESSEL: Spazieren in Berlin, del 1929.
Data la mia pochezza di lettura nella lingua di Goethe, mi sono affidato a una ricerca minuziosa per trovare “delle” traduzioni della stessa.
Prudenzialmente, indico solo la fonte consultata, sebbene dovrebbe esistere anche altra edizione, per gli stessi tipi: Walter BENJAMIN, “Il ritorno del flâneur”, in Ombre corte – scritti 1928-1929, Torino, Einaudi, 1997, pp. 468-472.

 

Se curiosi, scorrete anche qui: https://publicdomainreview.org/essay/the-blinkered-flaneur/

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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mercoledì 29 ottobre 2025

PAROLE A VANVERA

PAROLE A VANVERA

 

Morirò sempre rischiando di essere sopraffatto dall’uso a sproposito della parola “dandy”: a sproposito siccome essa non è sinonimo di elegante (o peggio ancora di snob) e, soprattutto, quando essa è riferita alla donna che - sul punto seguo Charles Baudelaire - è sinonimo di essere (umano) incapace di eleganza.
Mi sembra di aver speso già troppe righe al riguardo:

 

Ma un nuovo nemico ingrossa le fila dei cretini che parlano e scrivono (tagliarli le corde vocali e le mani e squarciare per buona misura le labbra. Contro la robotica nulla posso) a vanvera: il “flâneur”. 
Sul punto ho bisbigliato qualche parola, ma credo e auspico in punto: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2021/05/dove-e-quando-finisce-il-flaneur-sniper.html.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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giovedì 6 maggio 2021

DOVE E QUANDO FINISCE IL FLÂNEUR? (Sniper series – 42)

 

DOVE E QUANDO FINISCE IL FLÂNEUR?
(Sniper series – 42)

 

Il problema non esiste, oppure sì?

Cominciamo con la parola flâneur: la paternità non senza qualche esitazione è attribuita usualmente a Charles Baudelaire ([1]), con però il curioso dettaglio che lo studioso appena citato nel distinguerlo dal dandy dimentica che Baudelaire è senz’altro uno dei massimi dandy di tutti i tempi.

 

Vi è chi sostiene che il flâneur si sia esaurito quando i “passages” parigini furono scavalcati dai grandi magazzini.

A questo punto, però, si porrebbe il problema del flâneur moderno che passeggia nei centri commerciali: ma morto Tommaso Labranca chi vorrebbe affrontare il tema?

 

D’altronde se si ipotizza la morte del cyberflâneur ([2]), saremmo alla seconda estinzione di questo tipo umano.

 

Mi fermo qui.

 

 

                                                                                                                      Top Shooter

 

 

 

© 2021 Top Shooter

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[2] Si veda la nota a piè di pagina numero 1 ne Conor McGARRIGLE, “Forget the flâneur” In: https://arrow.tudublin.ie/aaschadpart/38/ .