"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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venerdì 24 luglio 2026

ENRICO PANDIANI (“ASPETTANDO” HUGUES PAGAN)

 

ENRICO PANDIANI
(“ASPETTANDO HUGUES PAGAN)

 

Sarei un ingrato se non riconoscessi a Enrico Pandiani ([1]) i “classici” meriti di quegli autori che – chi più chi meno – mi hanno tirato fuori da periodi fastidiosi ([2]).

 

Non ricordo come capitai sul primo e/o sul secondo romanzo che Pandiani dedicò a “Les Italiens”. Facciamo un tre lustri (scarsi?) fa.
Comunque, all’epoca completai diligentemente la raccolta di figurine e recuperai anche La testa e la coda (un quasi fuori commercio).
Dovrei avere anche qualche dedica di questo autore che col tempo divenne un po’ troppo “PD-ino torinese” (vedi Littizzetto et al), per cui ressi con la lettura solo con Les Italiens, magari comprati e messi lì.

 

Comunque devo a Pandiani un ristorantuccio (non per le dimensioni) parigino ([3]).
Poi mi “costrinse” a comprare due pupazzi di Babar (altro “periodo”) e a cercare, ma lo ottenni solo anni e anni dopo, il sottomarino di Tintin.

 

Pandiani, in fondo, è l’opposto di tutti i romanzi parigini di Hugues Pagan:

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[3] Certo non per Lipp  – che ci salvò una cena di Ferragosto ma che non è la mia brasserie preferita – o Angelina.

lunedì 13 luglio 2026

ANTOINE BLONDIN: SPRUZZATE DI ROGER NIMIER COME FOSSE UNA EAU DE TOILETTE PER GENTILUOMINI (Facebook Down Series – 298)

ANTOINE BLONDIN: SPRUZZATE DI ROGER NIMIER COME FOSSE UNA EAU DE TOILETTE PER GENTILUOMINI
(Facebook Down Series – 298)

 

Colmo un vuoto “nimieriano” che, per chi conosce Roger Nimier, potrebbe essere già riempito.

 

Viene pubblicato in Italia per la prima volta il romanzo Monsieur Jadis – ou l’École du soir, edito in Francia nel 1970 ([1]).
L’editore italiano è Medhelan ([2]) e il titolo è “coerente”.

 

Il “valore dell’opera” (un poco tortuosa, trattandosi di un romanzo) è che fra i suoi personaggi compare, appunto, Roger Nimier (talvolta solo “evocato”).

 

A voi decidere.
Comunque, senza scomodare i suoi biografi (fra cui in punto Pierre Assouline ([3])), rammento come nelle cronache intitolate “Ma vie entre des lignes”, nel periodo 1963-1970 compare un testo di Blondin intitolato “Roger Nimier ne me quitte pas”.

 

Confesso che la assonanza mi è emersa dopo aver pensato al titolo: Roger Nimier, “Roger & Gallet”.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 


 

 

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domenica 16 novembre 2025

(pur non avendo io i bauli parigini di Ernest Hemingway) NYC NON MI LASCIA (Steg about Steg Series – 11)

 

(pur non avendo io i bauli parigini di Ernest Hemingway)

NYC NON MI LASCIA

(Steg about Steg Series – 11)

 

 

La premessa è preferibile come postilla (o postfazione).

Sarà così.

 

Del mio legame con New York City i miei, pochissimi (non sono collodiano), lettori ben hanno traccia in altra sede.

 

Ogni tanto, mi tornano in mente quei locali che il “santo” (The) Village Voice (a pagamento: un dollaro) mi suggerì nell’autunno 1986, quando studiavo nel corso LL.M. alla Columbia University.
Inciso: da Phoebe (i caulfieldiani si fanno protettivi e nulla aggiungo), aperto 24/24, riuscii a pranzare con la “mia roccia” ([1]) circa tre o quattro lustri dopo: il lunch fu soddisfacente, mentre il WC divelto è ancora piccolo argomento di conversazione in famiglia.

 

C’era ([2]) questo locale sulla Second Avenue dove andai sempre a pranzo da solo ([3]), molto tardi dopo le lezioni.

Mi pare ci fosse un jukebox, ma potrei anche mitizzare.
Non era lontano da GEM SPA ([4]) e nemmeno da quel negozio nel basement, una traversa (d’altronde sulla Second Avenue incrocia St. Mark’s Place. Cui devo molto, nel caso studiate), dove comprai la prima edizione del libro di Nina Antonia dedicato a Johnny Thunders, e la prima edizione di quel libro (dove è?) in cui Hell e Verlaine si fecero uno, e ancora pagine del solo Hell in quella collana lillipuziana.
Quel locale sulla Second Avenue io lo rimpiango sempre.
E mai mi toglierò dalla testa che - Mapplethorpe a parte - io sono più newyorkese di Patti Smith.

 

La postilla.
Io e Hemingway continuiamo a diffidare reciprocamente.
Per partito preso tendo a stare con l’altro: Francis Scott Fitzgerald, che praticamente mai ho letto.
Continua?

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Auspico la Regina Elisabetta Seconda e il Principe consorte Filippo non mi censurino, post mortem.
[2] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2013/05/iluoghi-simbolo-spariscono-e-unproblema.html
[3] Forse “soulmates never die”, ma il passato si fa pesante. E avevo ragione io quella sera che fummo, novizi entrambi di quel locale, allo Empire Diner: dove tu picchiasti con stizza il pugno sul tavolo quando ti dissi che mi avresti dimenticato, vero V.?
[4]
https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2013/02/soltanto-genzale-just-like-johnny_14.html

martedì 21 ottobre 2025

FRANCIA (a estremo margine di due eventi oggettivamente inconciliabili) (Facebook Down Series – 166)

 

FRANCIA (a estremo margine di due eventi oggettivamente inconciliabili)

(Facebook Down Series – 166)

 

Ho visto il filmato di Nicolas Sarkozy che esce di casa, per mano sua moglie, per salire sull’autoveicolo che lo condurrà in carcere.

 

Data la insulsaggine, ho tralasciato di riflettere su quel qualcosa “da telefonino” riferito al furto (ma poi è un furto o una rapina? Oscillano gli italiani, i francesi invece optano per “cambriolage”, che consente loro di evocare correttamente Arsène Lupin ([1])) al Louvre.

 

Scrivo il 21 ottobre 2025.

 

E mi domandavo: e in Italia?
Probabilmente quanto a un furto le reazioni simili.
Quanto alla incarcerazione di un politico di (ex) alto rango non credo proprio: in ogni, ogni, senso.

 

Vorrei dire che preferisco l’Italia, ma (non per ragioni politiche, bensì esistenziali) non mi riesce proprio.
Sarà che sino a una quarantina di anni fa al ristorante Savini c’era una piccola lista dedicata alle ostriche. Che io poi nemmeno paragoni lo spumante allo champagne è cosa nota ([2]).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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Piccola digressione: quello della banda di Albert Spaggiari fu un furto, non una rapina: https://fr.wikipedia.org/wiki/Albert_Spaggiari
[2] Nota: flûte è di genere femminile.

lunedì 25 agosto 2025

DANNATA IGNORANZA LETTERARIA (DEL LETTORE)

 

DANNATA IGNORANZA LETTERARIA (DEL LETTORE)

 

Sto leggendo, caso raro, a distanza ravvicinata da un altro, un romanzo contemporaneo di un autore francese “contestualizzato” storicamente.

 

Per entrambi recensioni sperticate in Italia (anche). Ipotizziamo che i recensori entusiastici non abbiano ricevuto un buono pasto dagli editori nazionali.

Cosa hanno capito i recensori?

E i lettori cosa hanno capito?

Ben poco. Ambo le categorie.

Ignoranti galoppano - per lavoro o per diletto - i lettori italiani.

 

I romanzi:

- Laurent BINET, La settima funzione del linguaggio (La septième fonction du langage)

- Philippe COLLIN, Il barman del Ritz (Le barman du Ritz)

 

Non cambiano molto le “cose” con Georges Simenon o Leo Malet: mi chiedo cosa capisca il lettore medio, sempre.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 21 aprile 2025

MILANO E PARIGI (come un acronimo) (Facebook Down Series - 119)

 

MILANO E PARIGI (come un acronimo)

(Facebook Down Series - 119)

 

Qualche volta forse mi illudo che i miei lettori capiscano ogni mio gioco di parole.

 

Essendo io reduce da un faticoso e debilitante tram sulla linea tramviaria 1, oggi 21 aprile 2025, vi ripropongo, in ordine cronologico, quanto segue.

Forse, ora, capirete.

https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2024/01/paris.html

https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2024/02/milano.html

 

In altre parole: “m.e.r.d.e.” e “m.e.r.d.a.”: chiaro?

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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martedì 13 agosto 2024

BUONE IDEE (che la seconda volta non sono molto originali)

 

BUONE IDEE
(che la seconda volta non sono molto originali)

 

Sto affrontando ex professo lo scrittore francese Leo Malet ([1]): di quelli molto citati ma quanto letti? Due acquisti casuali mi hanno condotto a lui ([2]).

 

Arrivo al punto: il personaggio più famoso di Malet è il detective privato Nestor Burma ([3]), così famoso che  – il poi amico di Malet – Jacques Tardi ([4]) oltre ad illustrare alcune copertine di riedizioni ne ha adattato alcuni romanzi a fumetti ([5]).

 

La serie più famosa di Burma è Les Nouveau Mysteres de Paris ([6]): un romanzo per ogni arrondissement della capitale.
Ma … la serie resta incompiuta.

 

Bella idea.
Molti anni dopo si ritenta, però un autore diverso per ogni romanzo, “taglio rock ‘n’ roll” e protagonista femminile ([7]).
Chi non conosce Malet, evidentemente, magari – appunto – se apprezza Parigi ha qualche scintilla di entusiasmo, ma è meglio se non sa niente ([8]).
Serie interrotta dopo il decimo titolo.

 

Per completezza (se non avete già letto le note): gli arrondissement mancanti a Burma sono stati completati, postumi, da cinque autori diversi, ma l’editore è fallito.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] https://it.wikipedia.org/wiki/L%C3%A9o_Malet.
[2] Il primo quando trovai con infilati i ritagli di due articoli nel volume (edizione italiana) della sua Trilogie Noire: https://fr.wikipedia.org/wiki/Trilogie_noire; sebbene già in scaffale ci fosse il primo volume della stessa in prima edizione italiana (con un titolo così!).
Il secondo qualche mese fa (anno 2024, primavera) quando non me la sentii di replicare a uno sconto negato per una copia di (a cura di OU.LI.PO.PO.) Enigmatika, n 18, Léo Malet, Paris, La Butte aux cailles, 1982 (e in effetti lo ho pagato la metà del suo prezzo medio).
[3] https://fr.wikipedia.org/wiki/Nestor_Burma.
Più o meno tradotto in Italia.
[4] https://fr.wikipedia.org/wiki/Jacques_Tardi.
[5] https://fr.wikipedia.org/wiki/Nestor_Burma_(bande_dessin%C3%A9e).
[6] https://fr.wikipedia.org/wiki/Les_Nouveaux_Myst%C3%A8res_de_Paris.
[7] https://www.la-tengo.com/7-mona-cabriole.
[8] Comprai uno di questi romanzi per caso, in una libreria all’ombra della cattedrale di Santo Stefano a Vienna: https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Vienna.

venerdì 19 gennaio 2024

P.A.R.I.S.?

 

P.A.R.I.S.?

 

Inciso di premessa.
Usualmente mi piacciono gli articoli di Marco Cicala, che non capisco come possa scrivere per Il Venerdì di Repubblica.
Ogni tanto penso egli sia una “quota”: quella dei non- gauche-caviar-intelligenti ([1]).
Bell’articolo a sua firma, su Parigi olimpica, oggi 19 gennaio 2024 sulla predetta testata.

 
Capisco che non tutti abbiano i miei medesimi gusti, però quella canzone dei Taxi Girl ...
https://www.youtube.com/watch?v=GxBlDcXcdNA ([2])
 
Vero è che molte capitali, formali e non (economiche e/o morali) sono diventate merda.
Milano inclusa.
E non “d’artista”.

  

 

 

                                                                                                                       Steg

 

 

 

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[1] Una volta quelli intelligenti erano additati: “la” Schlein ha ricominciato qualche decina di ore fa a additare Filippo Tommaso Marinetti: ribatto come direbbe la nostra svizzerotta tornata simpatica Michelle Hunziker: “Elli, problemi?”.

martedì 5 novembre 2019

RING DI CRITICA LETTERARIA (Mari vs. Scaraffia)


RING DI CRITICA LETTERARIA
(Mari vs. Scaraffia)

Non sono persona che rifiuta di cambiare idea. Ma le reiterate mancanze altrui rafforzano una opinione non positiva.
Ricordo che in un post di anni fa avevo usato l’allegoria di quel manifesto che contrapponeva Andy Warhol a Jean Michel Basquiat.
Questa volta mi pare che Michele Mari vinca ai punti contro Giuseppe Scaraffia.

Michele Mari lo ho conosciuto per caso, attraverso – contemporaneamente – gli Ianva e Emilio Salgari; da lì ho letto Tutto il ferro della torre Eiffel ([1]), Tu, sanguinosa infanzia e Rosso Floyd.
Posso eccepirgli, quanto al primo dei tre titoli citati: la mancanza di una nota bibliografica e la confusione fra Pernod e pastis (il primo è un prodotto definito, il secondo la categoria di cui il Pernod è parte, insieme a Ricard, 51, eccetera: tutti i pastis di Francia?) e, forse, anisetta.

Giuseppe Scaraffia continua, inesorabilmente, ad avere una pecca ben più grave: le sue bibliografie sono “tirate via”: citazioni ripetute, titoli accompagnati dalla traduzione italiana oppure no oppure la indicazione della sola versione italiana.
Insomma, ogni suo libro di cui ho copia soffre di una qualche inaffidabilità. L’ultimo forse anche di provincialismo: non inserire infatti l’indirizzo de Le Grand Véfour (anche la terza parola ha la maiuscola siccome cognome) nell’elenco che accompagna il testo de L’altra metà di Parigi fa sospettare che egli non vi abbia messo piede.

Ecco perché vince Mari.


                                                                                                                      Steg



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[1] “t” in minuscolo in originale.

venerdì 24 novembre 2017

DIVA (una porta segreta?)


DIVA
(una porta segreta?)

 

A scanso di equivoci per il lettore che potrebbe fermarsi alle prime righe: Diva è un romanzo e poi un film.
In ambito internazionale, se il secondo può annoverarsi fra i cult movie ([1]) il primo forse rientra nella categoria dei libri che richiederebbero maggior notorietà per essere di culto oltre le nazioni francofone ([2]) .

 
Io scoprii il film e poi seppi del romanzo, ma entrambi in Inglese.
Lo vidi, due volte consecutive (in giorni diversi) in un cinema di Baker Street, a Londra, perché era recensito in Time Out ([3]): allora bastava quello, non c’era internet eppure … Parlo di un 30 anni fa ben abbondanti. 
Fui molto colpito da diverse scelte, intanto andava via come un videoclip, con colori anche sgargianti, ma con la grana e quindi la nettezza del film.
Probabilmente notai nei titoli che era tratto da un romanzo, ma chi fosse quel Delacorta era davvero impossibile saperlo, del resto è lo pseudonimo, di uno Svizzero: Daniel Odier.
 
Tempo dopo trovai il romanzo, tradotto in Inglese e “copertinato” in omaggio alla locandina del film ([4]).
Di Delacorta lessi anche altro ([5]), ma Diva resta il suo titolo più famoso in ragione del film.
 

Come si arrivi dal libro, del 1979, al film, uscito nel 1981, lo spiega il regista, Jean-Jacques Beineix in un documentario ([6]) dedicato alla sua opera prima firmata in prima persona, da quasi trentacinquenne, come regista: una telefonata/proposta gli dice di leggere quel “polar” ([7]).
Sì, però occorre trovarla una copia: e Beineix gira per Parigi fra librerie chiuse e librerie sfornite finché  arriva, inevitabilmente verrebbe da dire, al Drugstore ([8]) di Saint Germain Des Pres (non esiste più, era nella piazza antistante la chiesa, a qualche decina di metri e un (mi pare) incrocio da Lipp (celeberrima brasserie): ivi ne recupera copia.
 

Ma passiamo al film: caveat: il “rivale” di Beineix, Luc Besson, è più giovane di lui, e il film del secondo intitolato Subway (il più vicino a Diva come stile) è uscito nel 1985.

 

Da un lato, non intendo rovinare la visione a chi ancora non conosca il film: dall’altro, mi pare poco saggio fornire chiavi di lettura.
Pertanto, vi propongo una serie di miei pensieri a fronte di una visione integrale (ma suddivisa n tre giorni) contemporanea.

 

- La trama principale può dare un salto di battito cardiaco ai fan di cantanti donne (mi capitò).

- Protagonista: Jules: (nome che a me fa venire in mente Maigret) ricorda il personaggio di Antoine Doinel – in versione ventenne ([9]) – di François Truffaut. Mia impressione?

- Deuteragonista: Alba: una minorenne, è in effetti la co-protagonista della serie di Delacorta.

- Deuteragonista: Serge Gorodish, un uomo fatto, bon vivant (dandy?) fidanzato di Alba, il quale in qualche modo opera anche come fratello maggiore di Jules.

- Fra Gorodish e Alba aleggia Serge Gainsbourg? ([10])

- Senza volersi fregiare di cultura non sempre presente: al tempo “satori” per i pochi che avevano udito la parola poteva significare: o Jack Kerouac oppure i Bauhaus. Fate voi. Quello di Gorodish, di satori, è imburrare baguette.

- La scena di Jules e Alba fuori dal negozio di dischi strizza l’occhio alla passeggiata di Belmondo e Seberg ([11]) in A Bout de souffle?

- Il cattivo, noto come “Le curé” ricorda il cattivo fra i puffi “j’aime pas” (“io odio”).

- In una Parigi livida al sorgere del giorno, le grandi statue operano come dioscuri protettivi.

 

 

DELACORTA E ALTRO

In Italia, Mondadori pubblicò nel 1981, sotto l’egida di Oreste del Buono, i romanzi Nanà e Diva.

Il secondo ebbe una edizione (stessa traduzione) Einaudi nel 2008 che merita di essere cercata in ragione della eccellente postfazione, intitolata “Controcorrente”, di Tommaso De Lorenzis nella quale si tratta anche, in modo non del tutto incidentale, di Jean-Patrick Manchette oltre che – non paia così strano di Diva: romanzo e film.


 

 
                                                                                                                      Steg

 

 

POST SCRIPTUM 2022

 

Purtroppo, tale è: Jean-Jacques Beineix è morto il 13 gennaio 2022.

Primo pensiero: lo facevo più giovane.

 

Il Regista in realtà era anche scrittore, piuttosto sui generis, in quanto aveva pubblicato nel 2006 per Fayard una ponderosa (836 pagine in tutto) autobiografia da un titolo (che è un omaggio a Stanley Kubrick) quasi ossimorico: Les chantiers de la gloire, senza indice, senza titoli dei capitoli che perciò costringe il lettore a multipli segnalibro per trovare ciò che cerca. 

Nel 2020 il suo primo romanzo: Toboggan.

 

 



copertina del volume 

dedica che recita: 'Pour Pascal, 

quelques "clichés" de la vie d'un cinéaste en attente de suite. 

Avec mes amitiés, 

Jean-Jacques Beineix


                                                                                                                      Steg

 

 

© 2017 e 2022-2024 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.
© 2006 e 2022-2024 per le immagini del volume eredi Beineix e Fayard
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[1] Secondo la mia definizione è un film di cui non ci si stanca mai di vedere scene isolate, anche se talvolta la visione intera può risultare faticosa oltre le prime (senza quantificazione) volte.
[2] Mi permetto due esempi di traduzioni italiane: London Fields di Martin Amis e The Crypto Amnesia Club di Michael Bracewell.
Il primo è poco noto nel nostro paese, in patria è acclamato; il secondo potrebbe essere un culto minore in Gran Bretagna, ma quante copie abbia venduto da noi francamente … 
[3] Settimanale su tutto quanto capitava a Londra e anche un poco guida a ristoranti. Anni dopo arrivarono edizioni straniere e guide turistiche (ben fatte anch’esse, almeno inizialmente).
[4] Al momento ignoro dove sia la mia copia.
[5] Questa la cronologia della “serie” fra il 1979 e il 1987: Nana, Diva, Luna, Lola, Vida, Alba.
[6] Disponibile almeno nella versione in doppio DVD del film.
[7] Tecnicamente è un polar:policier” più “noir”.
[8] Ecco, in Italia i drugstore alla parigina non ci sono mai stati; per la capitale francese sono stati (almeno due ne esistevano) fondamentale in termini teenageriali.
[9] In 5 film di Truffaut egli è protagonista: il più noto è Les Quatre Cent Coupes, ma in quel film Antoine Doinel (sempre interpretato da Jean-Pierre Léaud)è poco più che un bambino.
[10] Beh avendolo pensato vent’anni prima del documentario/intravista a Beineix il pensiero per lo meno è mio. In effetti, Gainsbourg e Jacques Dutronc furono ipotizzati per il ruolo. 
[11] Rispettivamente Michel Poiccard e Patricia Franchini, protagonisti alla pari mi sento di dire del film: godardiano nella regia, truffautiano nella sceneggiatura.