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Viv, Keith e Mick pre-punk
(fuori dallo squat in Davis Road)
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VIVA
VIV (ALBERTINE)!
(con un
obiter dictum sul punk a Milano)
Una delle cose
più tristi del punk in Italia era questo suo “bynumberismo” (
): “
facciamo come in Inghilterra” (
).
Ecco quindi che nascono
le Clito (sicuramente sarò smentito) (
) ovvero
“le Slits italiane” (
) (
):
compaiono al “solito” Sabatok Folle milanese del 9 dicembre 1978 e non lasciano
grandi tracce (
).
Invece, The Slits sono the real thing.
Il loro
pedigree è impressionante (
), e
poi non sapevano suonare davvero. O no?: la solita storia del punk: è stata una
scena di eroi, quella vera.
Ebbi la fortuna
di vedere e ascoltare questo “
bunch of
really naughty girls” (
) nell’agosto
1978 al Music Machine, aprivano per qualcun altro: ero in prima fila (
).
Dopo il concerto incrociai Tessa: scortesemente si firmò Jimi Hendrix, mentre
Palmolive si firmò Paloma, mi pare con un lezioso svolazzo. Era come aver
partecipato a una campagna militare, in quanto fino ad allora a parte un
generoso
feature in
1988-The New Wave Punk Rock Explosion di
Caroline Coon non si sapeva quasi nulla di loro, a meno di essere riusciti a intercettare
le due sessioni (per noi italiani appunto quasi degli
stealth) di John Peel (
).
Come noto,
Palmolive lasciò poco dopo e subentrò alla batteria Budgie (pre-Banshees):
le/li vidi due sere consecutive ad aprire per The Clash al London Lyceum, il 28
e 29 dicembre di quell’anno. Salda alla chitarra sempre la bionda Viv
Albertine.
Quando The Slits
si sciolsero nel 1981, era ormai diventato più chic parlare delle Raincoats, noi ce la tiravamo di più con i New
Age Steppers.
Ma un occhio
aperto e un orecchio teso si sono sempre tenuti, per tutte e quattro le ragazze.
Con Viv per
diverso tempo dedicatasi alle arti audiovisive, lei che era ed è ancora fra
coloro che parlano bene di Sid Vicious avendoci vissuto insieme (e suonato nel
1976), lei che aveva imparato a suonare la chitarra con l’amico d’infanzia Keith
Levene, lei che arriva ne The Slits già esistenti (dopo il loro primo concerto)
e le pettina “come le New York Dolls”,
lei che nel 1978 stava con Mick Jones.
Si riuniscono
The Slits nel 2005 sans Viv et sans Palmolive; muore Ari Up improvvisamente
nel 2010.
Intanto, Viv dopo
venticinque anni riprende a suonare nel 2009 – preferibilmente una Fender
Telecaster (
) vissuta (che lei porta
anche molto bene, ma lei sembra ancora una ragazzina, mentre ormai è una
ragazza (
)) e un amplificatore
Marshall, ed eccola riapparire nel 2010 con un EP autoprodotto più che
dignitoso:
Flesh.
Ci sorprende di
più, e in meglio, con l’album
The
Vermillion Border alla fine del 2012 (
).
Ormai tutti
millantano incondizionata passione e valore per le Fessure londinesi seventy-seven, ma noi ovviamente sappiamo che non è vero: ad
ascoltarle siamo sempre i soliti.
E adesso? E
adesso, a parte un altro album che pare scomparso nel nulla (forse in quanto è
crowdfunded e quindi prima finanzia, poi
registra, poi pubblica?), arriva con un film in cui è coprotagonista (
) e con
le sue memorie scritte dal titolo
tongue
in cheek:
Clothes Clothes Clothes Boys
Boys Boys Music Music Music.
Ripeto: Viva
Viv!
Steg
POST SCRIPTUM
Un paio di bonus:
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medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su
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consenso scritto dell’autore/degli autori.
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Viv, 17 years old at art school.
Biba tights, Terry de Havilland boots, home-made top
(dal suo sito ufficiale) |