"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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mercoledì 18 giugno 2014

PER ESSERE “PUNK” UN ARTISTA? (Sniper series - 25)


PER ESSERE “PUNK” UN ARTISTA?
(Sniper series - 25)

 
Per essere “punk” o innovativo, a un artista occorre una famiglia disastrata?
 

Continuo a domandarmelo, seriamente, anche ora che ho cominciato a leggere copia dell’autobiografia di Viv Albertine (Clothes Clothes Clothes Music Music Music Boys Boys Boys) prestatami dal blogger.
 

E se la risposta è affermativa, questa è la ragione per cui l’Italia non ha dato i natali a “un”: Lou Reed, David Bowie, John Lydon?
 

E la conferma di ciò è data da Nicoletta “Patty Pravo” (già “Guy Magenta”) Strambelli unica, ripeto unica, diva nazionale e (la dimensione territoriale è quella che conta) internazionale ([1]) – “dannata” stante la sua crescita a casa della nonna?
 

Certo ci si può anche disastrare da soli, vedi Piero Manzoni, ma è più faticoso.

 

 

                                                                                              Top Shooter

 

 

 

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[1] Qualcuno sostiene che David Bowie abbia copiato lei.

giovedì 8 maggio 2014

VIVA VIV (ALBERTINE)! (con un obiter dictum sul punk a Milano)


Viv, Keith e Mick pre-punk
(fuori dallo squat in Davis Road)

 
VIVA VIV (ALBERTINE)!
(con un obiter dictum sul punk a Milano)

 

Una delle cose più tristi del punk in Italia era questo suo “bynumberismo” ([1]): “facciamo come in Inghilterra” ([2]).
Ecco quindi che nascono le Clito (sicuramente sarò smentito) ([3]) ovvero “le Slits italiane” ([4]) ([5]): compaiono al “solito” Sabatok Folle milanese del 9 dicembre 1978 e non lasciano grandi tracce ([6]).
 
Invece, The Slits sono the real thing.
Il loro pedigree è impressionante ([7]), e poi non sapevano suonare davvero. O no?: la solita storia del punk: è stata una scena di eroi, quella vera.
 
Ebbi la fortuna di vedere e ascoltare questo “bunch of really naughty girls” ([8]) nell’agosto 1978 al Music Machine, aprivano per qualcun altro: ero in prima fila ([9]). Dopo il concerto incrociai Tessa: scortesemente si firmò Jimi Hendrix, mentre Palmolive si firmò Paloma, mi pare con un lezioso svolazzo. Era come aver partecipato a una campagna militare, in quanto fino ad allora a parte un generoso feature in 1988-The New Wave Punk Rock Explosion di Caroline Coon non si sapeva quasi nulla di loro, a meno di essere riusciti a intercettare le due sessioni (per noi italiani appunto quasi degli stealth) di John Peel ([10]).
Come noto, Palmolive lasciò poco dopo e subentrò alla batteria Budgie (pre-Banshees): le/li vidi due sere consecutive ad aprire per The Clash al London Lyceum, il 28 e 29 dicembre di quell’anno. Salda alla chitarra sempre la bionda Viv Albertine.
 
Quando The Slits si sciolsero nel 1981, era ormai diventato più chic parlare delle Raincoats, noi ce la tiravamo di più con i New Age Steppers.
Ma un occhio aperto e un orecchio teso si sono sempre tenuti, per tutte e quattro le ragazze.
Con Viv per diverso tempo dedicatasi alle arti audiovisive, lei che era ed è ancora fra coloro che parlano bene di Sid Vicious avendoci vissuto insieme (e suonato nel 1976), lei che aveva imparato a suonare la chitarra con l’amico d’infanzia Keith Levene, lei che arriva ne The Slits già esistenti (dopo il loro primo concerto) e le pettina “come le New York Dolls”, lei che nel 1978 stava con Mick Jones.
 
Si riuniscono The Slits nel 2005 sans Viv et sans Palmolive; muore Ari Up improvvisamente nel 2010.
 
Intanto, Viv dopo venticinque anni riprende a suonare nel 2009 – preferibilmente una Fender Telecaster ([11]) vissuta (che lei porta anche molto bene, ma lei sembra ancora una ragazzina, mentre ormai è una ragazza ([12])) e un amplificatore Marshall, ed eccola riapparire nel 2010 con un EP autoprodotto più che dignitoso: Flesh.
Ci sorprende di più, e in meglio, con l’album The Vermillion Border alla fine del 2012 ([13]).
Ormai tutti millantano incondizionata passione e valore per le Fessure londinesi seventy-seven, ma noi ovviamente sappiamo che non è vero: ad ascoltarle siamo sempre i soliti.
 
E adesso? E adesso, a parte un altro album che pare scomparso nel nulla (forse in quanto è crowdfunded e quindi prima finanzia, poi registra, poi pubblica?), arriva con un film in cui è coprotagonista ([14]) e con le sue memorie scritte dal titolo tongue in cheek: Clothes Clothes Clothes Boys Boys Boys Music Music Music.
 

Ripeto: Viva Viv!

 

 

                                                                                                                      Steg

 
POST SCRIPTUM
 
Un paio di bonus:

 

 

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Viv, 17 years old at art school.
Biba tights, Terry de Havilland boots, home-made top
(dal suo sito ufficiale)




[1] “By numbers”: come quei quadri in cui si riempiono gli spazi secondo i colori.
C’è un album di The Who: The Who by Numbers, appunto, nel quale la copertina è da completare sia con colori sia con tratti.
Per anni non avevo mai pensato a questo modo di dire finché un giorno il mio amico Fred Ventura lo usò per definire qualcuno.
[2] Pessima abitudine di confondere l’uno con il tutto: e la Scozia, e il Galles …?
[3] Rinvio al libro di Claudio Pescetelli, Lo Stivale è marcio (Roma, 2013), pagg. 173 e ss.  per la versione ufficiale , cioè quella di chi probabilmente è ancora vivo.
[4] Sono invece la creatura di Anna Rosso Veleno secondo la versione di Elettro & Glezos: Punk alla carbonara – rhinestone nubile edition (Milano, 2012), pag. 82.
[5] Perché non “le Runaways de noantri”? Probabilmente in quanto il quintetto californiano non era abbastanza punk per essere imitato e poi sapevano suonare.
[6] O meglio: a detta di Claudio Pescetelli una certa Coletti Giovanna cerca di parteciparvi e poi fonda le Kandeggina Gang: cioè le ispirate dalle Clito (non le Raincoats italiane).
[7] Per chi non ama le scorciatoie, ma è giovane: http://www.punk77.co.uk/groups/slits.htm.
[8] Parola di Viv, Viviane Katrina Louise.
[9] Dei ragazzi svedesi conosciuti qualche sera prima furono così gentili da inviarmi anche una foto in cui, con buona volontà, mi identifico.
[10] Curiosamente, siccome i bootleg si facevano ancora e anche usando quel che capitava, il bootleg di Siouxsie and the Banshees intitolato Metal Shadows (Impossible Recordworks) contiene - per errore - anche una canzone di The Slits.
[11] Il suo sito ci ricorda che: “Bought Les Paul Junior with £200 my grandmother left me”. Dunque non trascura le Gibson.
[12] Certo lei vezzosa ha intitolato una sua canzone “Confessions of a MILF”, così magari finite anche su siti internet imbarazzanti, ma sappiamo che lei è una delle poche che bara dichiarando più anni di quelli che ha.
[13] Peccato esso non contenga anche la canzone “Needles” (peraltro del 2010), sorta di brevissima epica londinese 1975-1976 in cui siamo anche informati che Viv non andò mai oltre le anfetamine.
Ne esiste, fra l’altro, una versione eseguita al Meltdown Festival nel giugno (almeno la sera del 17) 2013: lei apriva con il suo gruppo per Siouxsie. Phew!
[14] Exhibition di Joanna Hogg.

sabato 27 luglio 2013

PREFERISCO SEMPRE MICK JONES (non scrivendo di Joe Strummer)

Metal badge del 1987


PREFERISCO SEMPRE MICK JONES
(non scrivendo di Joe Strummer)
 

Nel giugno 2009, più o meno all’altezza del Record and Tape Exchange di Notting Hill Gate a Londra incrociammo (io e la mia fidanzata) qualcuno che assomigliava molto a Mick Jones ([1]), non lo fermai.
Un paio di giorni dopo puntai 5 sterline su un cavallo chiamato Big Audio, era dato 23 a 1 e vinse una corsa del Royal Derby, ad Ascot ([2]).

 

Joe Strummer: eccessivamente verboso e professorale, quasi come quei preti di borgata che frequentemente valicano la linea e nella sostanza sono da evitare come i loro avversari. Noioso.
Infatti, in Italia The Clash spesso non sono un gruppo: sono Joe Strummer “più altri tre” (o quattro: eresia, evidentemente.).

 

Vidi ed ascoltai i Big Audio Dynamite nella primavera 1987 allo (perché è un locale) Irving Plaza di Manhattan con la mia amica Vxxxxxe (al solito proteggo gli innocenti).
Impatto notevole, furono ([3]) poi la mia colonna sonora (avevo un piccolo blaster e compravo audio cassette) mentre con influenza e febbre preparavo gli esami finali alla Columbia University Law School.

 

Di Strummer apres The Clash non ho mai trovato un filo conduttore.
Solo delle schegge prive di un legante, contenute in fonogrammi anche costosi.
Da anni una copia hardcover della sua biografia Redempion Song resta lì fra i libri da leggere, intatta, senza mia curiosità.
Forse mi basta il resoconto di sue meschinità che trovo nelle ben più interessanti biografie di The Clash e nelle recensioni di quel libro di Chris Salewicz (comprato appena uscì per mia serietà).

 

Ma Strummer muore, prima di Natale 2002 ([4]) e allora ecco un bel santino!
La sua retorica viene accantonata, le sue contraddizioni anche.
Tanto che, con trista logica commerciale per gonzi travet che vivono (?!) attraverso i loro idoli incapaci di vederne i difetti ([5]) viene proposta nel 2012 (come se fosse chissà quale scoperta) in fonogramma ufficiale la registrazione del suo ultimo concerto del 2002, 15 novembre alla (perché è una sala) Acton Hall di Londra, con Mick Jones partecipe nelle canzoni di chiusura. Anni che quel concerto sta nelle nostre collezioni (per Mick Jones), anche con “il libro dei pompieri che scioperano” comprato fortunosamente.

 

Voi, che per sbaglio capitate in questo blog, continuate pure a vivere la vostra vita tramite terzi e, ovviamente, a votare lasagne e martello.
Quale “legge ha vinto” ([6])? E lo show di quale dottore ascoltate alla radio ([7])?

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2013 Steg, Milano, Italia.
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[1] Nel 197? nella stazione di metropolitana di NHG mi ricordo di aver incrociato Viv Albertine: era molto bella, che fosse una brava chitarrista lo sapevo sin dall’agosto 1978: concerto al Music Machine di The Slits.
Nel suo album solista, The Vermillion Border, fra i ringraziati c’è Mick Jones.
[2] Bella giornata lì ad Ascot, vinsi anche un piazzato in un’altra corsa: champagne!
[3] Incidentalmente: che fine ha fatto il progetto di una versione expanded anche del loro secondo album: N. 10, Upping Street?
[4] Nessun errore cronologico: morte prima, biografia di Chris Salewicz poi.
[5] Ricordate l’immagine della t-shirt di W. Axl Rose “KILL YOUR IDOLS”?
[6] Cfr. “I Fought The Law” (Sonny Curtis).
[7] Cfr. “Capital Radio” (Joe Strummer e Mick Jones).