"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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lunedì 27 luglio 2015

I PRIMI PERE UBU (l’incubo parallelo del Capitano Achab e di Moby Dick)


I PRIMI PERE UBU
(l’incubo parallelo del Capitano Achab e di Moby Dick)

 

Sui Pere Ubu, i primi, perché dopo il 1978 non trovo stimoli di ascolto, non so e non riesco a scrivere nemmeno un post delle Sketches series.
Qualche frase, al più.
Diciamo che i miei rispetto e soggezione al loro riguardo sono quelli di chi sa che i topi sono nel muro ([1]).

 

La faccia illuminata del buio è la descrizione di “Sonic Reducer”.

 

I compiti credo di averli fatti: a parte Lester Bangs, Clinton Heylin e Jon Savage su di loro cosa si è scritto di davvero rilevante e da chi?

 

I compiti li ho fatti: a causa di Clinton Heylin quel disco con il 7” aggiunto (perché tutto il materiale registrato non ci stava ([2])) dei Rocket From The Tombs lo trovai: si intitola Life Stinks. Dovevo averlo in quanto dovevo ascoltare “Ain’t It Fun” in un’altra versione ([3]).

 

Peter Laughner, Electric Eeels, Rocket From The Tombs.
Il cofanetto in CD dei Peru Ubu intitolato Datapanik In The Year Zero.
Quell’album in bilico fra ufficialità e no intitolato Ubu Unchained ([4]) diviso fra RFTT e PU.

 

Siccome l’equivoco forse ancora prosegue, la canzone “Final Solution” ([5]) è riferita all’opera di Arthur Conan Doyle.

 

La storia è molto più complicata, e quindi probabilmente occorre anche ascoltare: The Electric Eeels, dovrebbe bastarvi l’album The Beast 999 Presents The Electric Eels In Their Organic Majesty's Request; ma forse anche Styrenes e Mirrors per cui potete partire con Those Were Different Times: Unreleased Cleveland Recordings 1973-1976.

 

Ecco vi ho dato qualche punto di partenza.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 




[1] Cfr. Howard Phillips Lovercraft.
[2] Poi parlate male dei CD, mi raccomando.
Il materiale fu poi ristampato nell’album, formato CD, The Day the Earth Met the Rocket From the Tombs.
[4] Altro CD, pubblicato dall’etichetta Punk Vaults.
[5] Ne fece una cover Pete Murphy da solista.

martedì 20 dicembre 2011

IL SAPORE ANCHE AMARO DEI GUNS ‘N’ ROSES


Badge ufficiale in metallo del Use Your Illusion Tour europeo 
IL SAPORE ANCHE AMARO DEI GUNS ‘N’ ROSES

Nel vento fischiano i Guns ‘N’ Roses.
Duri, eppur poetici, conosciuti dalle masse, eppur paladini dei negletti.
Quasi è più facile scrivere dei Rolling Stones, almeno all’apparenza.

Incespica nelle liriche Axl per distillare la verità di “Welcome To The Jungle”.
Axl che si copre di tatuaggi per non affondare nei tratti delicati del proprio viso.

E che dire del più keif-ico di tutti gli allora giovani chitarristi, Slash ([1])?
Del resto non sono forse quasi morti artisticamente mentre aprivano concerti per i Rolling Stones?

Le t-shirt che sanno di punk di Izzy Stradlin, ma gli stivali con qualche filo d’erba di prateria misto al grasso di una catena di motocicletta, le cartucciere alla cintola che riconoscono anche il retaggio dei Motörhead.
È un baedeker visuale di ribellione, quello dei G’N’R, che ammicca ovviamente non all’ascoltatore casuale bensì al seguace delle diecimila copie di Live ?!*@ Like A Suicide prima dei 28.000.000 di copie di Appetite For Destruction.

L’onestà artistica nel riconoscere ciascuna delle loro ispirazioni ha portato più di un kid ad ascoltare canzoni altrimenti destinate ad un ingiusto dimenticatoio (rammento il caso di “It’s Alright” dei Black Sabbath il cui parlato serve per introdurre “November Rain” durante il Get In The Ring Tour).

Soluzioni facili? No grazie.
Ecco quindi “One In A Million” che non deve essere in alcun modo giustificata: prendere o lasciare. Io la prendo, con quelle chitarre dalle corde che non potrebbero suonare più sporche e più acustiche al tempo stesso.

Use Your Illusion è Moby Dick: quattro dischi per espiare ogni colpa e quindi albatros musicale impossibile da rispettare.
A mio arbitrario scegliere, sono costretto a indicare “Coma” - vero viaggio nel buio - e “Estranged” - funesta auto analisi - in un panorama più che abbondante e ricco.

Si arriva cosi a The Spaghetti Incident, neanche degnato di considerazione da molti critici.
È il ritorno agli ideali diecimila (anche se moltiplicati più volte), Spartani senza guida verso le proprie Termopili senza gloria.
Si tratta “del Pin-Ups” dei G’N’R, un album che ha il solo difetto di non essere doppio e l’ulteriore pregio di aver concesso ([2]) un poco di serenità economica a qualche artista non uso a essere un best seller oppure agli eredi.
Cito “Ain’t It Fun”, evidentemente, qui in una forma che non segue pedissequamente la versione dei Dead Boys, bensì si rifà anche a quella di Peter Laughner and friends (che ossimoro cinico!) ([3]) con la chitarra che scarifica come quella arrugginita di Neil Young di “Hey Hey, My My (Into The Black)”.

Ma è già finito tutto ([4]).


                                                                                                                      Steg



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[1] Sebbene Axl e Slash fossero spesso accostati anche, e forse più volte, ai “toxic twins” Steven Tyler e Joe Perry degli Aerosmith.
[2] Grazie alle percentuali in termini di “diritti d’autore” quanto alle opere musicali interpretate.
[3] O dei Rocket From The Tombs: in effetti manca la parte introduttiva parlata con cui Laughner la dedicava a Jane Scott, ma considerando che nel frattempo era morto anche lui, forse si è evitato il cattivo gusto.
[4] Un bell’articolo in taglio basso di Matteo Persivale pubblicato il 6 febbraio 2012 sul Corriere della Sera è accompagnato da due foto di W. Axl Rose: quella contemporanea mostra uno scempio; da ricerche effettuate sul web però l’immagine sembra falsa (mancano infatti tutti i tatuaggi sulle braccia di Axl e pare improbabile che se li sia fatti rimuovere nella totalità).