POLITICIZZARE
I FUMETTI È UTILE?
(populismo
e fascismo, e altro, a strisce e tavole)
Premessa: l’argomento di questo
post può essere considerato serio e qualcuno sicuramente mi darà del
superficiale: credo di conoscere i fumetti abbastanza bene, e quindi mi assumo
il rischio.
Lo spunto di
queste righe nasce dall’articolo di Beppe Severgnini su
Sette (il settimanale del
Corriere
della Sera) (
) per presentare la ultima
ed ennesima iniziativa editoriale con cui si vendono in edicola le storie di
Tex Willer (
).
Mi ha colpito
nel titolo l’uso della espressione “un po’ populista” (sebbene si sa che i
titoli non sempre dipendono da chi scrive il “pezzo”). Infatti, una quarantina
di anni fa si sarebbe scritto (ma senza strillarlo, e dunque al più nel
“sommario”) “a rischio di fascismo” o qualcosa del genere.
Nel libro
Fascisti immaginari (
) fra
gli altri ha una sua voce Tex Willer (
).
In effetti, la
scelta di Lanna e Rossi è quella di trattare anche gli autori con i personaggi
a fumetti, ma ci sono autori “unidimensionali” (
) per
il pubblico nel senso che creatore e
character sono
inscindibili e spesso il lettore non sa come è fatto il primo (
).
Tex sicuramente,
anche per l’epoca in cui fu pensato, è un eroe di carta non governativo, nel
senso che esisteva una morale democristiana per cui il ranger creato da
Gianluigi Bonelli (e disegnato per moltissimi anni da Aurelio Galleppini) era
della stessa risma di quei fumetti che arrivavano dagli USA e che non avevano
una morale cattolica (si pensi a Flash Gordon).
Ma nessuno per
anni e anni si pose il problema del suo orientamento politico, forse il mensile
Linus (edito dall’aprile 1965) ha
qualche responsabilità in una analisi che si interessa, anche, di un
inquadramento ideologico di strisce e tavole disegnate.
Quello che
risulta curioso nella scelta di Severgnini è di usare la parola “populismo” in
forma più morbida, mentre usualmente essa è solo un gradino prima del fascismo
nel linguaggio della propaganda politica italiana: logiche di mercato, forse.
Violenza
gratuita, droga, rapporti sessuali con una minorenne: questo è Ranxerox (inizialmente
Rank Xerox): un robot nato dalla mente di Stefano Tamburini e canonizzato dal
tratto di Tanino Liberatore.
Nessun problema
per lui e la fidanzata (minorenne e tossicomane) Lubna: egli arriva
dall’underground e i suoi “padri” (collaborarono anche Andrea Pazienza e
Massimo Mattioli nella parte disegnata) sono tutti di sinistra alla sinistra
del PCI.
Così va il
mondo, verrebbe da dire. Aggiungendo che la epopea del “coatto sintetico” è
durata abbastanza poco perché egli non necessiti di riabilitazione ad uso di un
improbabile abbinamento editoriale con una testata quotidiana.
Anche i
supereroi hanno avuto qualche traversia: ma con l’arrivo di quelli della
editrice Marvel in Italia (nel 1970), il tutto era abbastanza banalizzato:
Superman si poteva ignorare e/o criticare; Spiderman andava bene (e per fortuna
Dick Fury ebbe poca popolarità).
La DC Comics
ovviamente ebbe la sua riscossa con un Batman più che problematico, quasi
ricreato nella saga “The Dark Knight Returns” (di Frank Miller altresì quanto
alle “matite”), che contribuì a rendere più interessante pure l’alter ego di
Clark Kent.
Ed arriviamo a
quello che è il caso più complesso (
):
Hugo Pratt, e non solo Corto Maltese.
Perché il
veneziano nato a Rimini è “quasi” conosciuto come il suo personaggio più
celebre (
) e
non solo in Italia e Francia.
Un dato
innegabile: Corto Maltese piace senza discriminazioni ideologiche,
conseguentemente gli indici politici riferibili a lui e al suo creatore sono a
disposizione di tutti.
Il fatto è che “
nulla quaestio” quando CM o HP vengono
schierati a sinistra, mentre ogni qual volta essi sono “arruolati” dalla destra
scoppia un caso (
). E allora?
Volete Pratt di
sinistra? Fate voi (
).
Rimangono
innegabili alcune circostanze: Pratt si arruolò nel Battaglione Lupo della Xª
MAS, sebbene per qualche giorno solamente (
).
Che gli piacesse tutto quello che sapeva di
militaria
è altrettanto innegabile, nel senso che certo egli non era un pacifista. Onore
al nonno poeta e basta (questi era stato fondatore dei Fasci di combattimento
veneziani) la poesia di Eugenio Genero che si trova in “Corte Sconta Detta
Arcana” (
)? Pratt era sicuramente
un maschilista (e piaceva alle donne (
)).
Infine, una
considerazione di un autore (non solo di fumetti) che lo conobbe molto bene e
che, dati i suoi toni pacati, non credo abbia interesse a creare un Pratt
fascista: Mino Milani. Ebbene Milani scrive, e con lui chiudo: “
A dispetto del troppo parlare (più che
divertirlo, probabilmente lo indispettiva) sul suo possibile passato, mi dicono
che, morente a Losanna, Hugo abbia chiesto di essere sepolto in camicia nera.
Pateticamente, come facevano i fascisti degli anni Venti, o i comunisti degli
anni Cinquanta che, la camicia, la volevano rossa. O addirittura come i
garibaldini che, se non si facevano polemicamente cremare, chiedevano di essere
messi nella bara con la loro giubba di battaglia” (
).
Io credo sia
piuttosto semplice: le persone sono costituite da momenti e periodi,
sicuramente non isolabili allo scopo di far prevalere una ideologia sull’altra,
a meno di rischiare la banalizzazione.
Capita anche ai fumettisti, anzi ai
“fumettari” (
).