"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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domenica 26 luglio 2026

UNA PICCOLA SODDISFAZIONE INATTUALE (DEPECHE MODE)

 

UNA PICCOLA SODDISFAZIONE INATTUALE

(DEPECHE MODE)

 

In un mondo social di pagliacci, millantatori e parolai ([1]), ogni tanto magari qualcuno pensa che qualche mia riga non sia genuina.
Il qualcuno si sbaglia.

 

Traccia dodici del CD: guarda un po’: Front 242.

 

Per ulteriore misura: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2013/07/depeche-mode-thoughts-from-milano.html

 

Alla prossima, vero pagliacci?

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 28 luglio 2025

SAGGISTA CUORE SOLITARIO? (Facebook Down Series - 136)

 

SAGGISTA CUORE SOLITARIO?
(Facebook Down Series - 136)

 

Non sono un appassionato estremo di Georges Simenon, però con gli anni la curiosità, ricordi televisivi di scolaro delle elementari, dichiarato mio “gradimento” per il Belgio, etc., …

Mi trovo con suoi libri, almeno un catalogo d’asta e altri di mostre, biografie, saggistica, critica letteraria (anche in lingua francese, preciso).

 

Non avendo energia per aspettare una copia usata, ho comprato nuovo L’affaire Simenon ([1]): già il titolo non è eccelso; la copertina copia – presumo volutamente, lo stile di Ferenc Pinter ([2]).

 

Il libro si dichiara sorta di vademecum per Simenon, con accento sul Commissario (Jules) Maigret.

 

Ma.
Ma manca l’editor, e quindi nella ampia (oltre 100 pagine) parte introduttiva ogni tanto devo sorbirmi bozzetti della vita e della persona dell’autore, noiosi, irrilevanti e forse ammiccanti nel caso egli cerchi l’anima gemella.

 

Che poi, considerando geograficamente le ambientazioni, si usi il termine “cozze” invece che “muscoli” siccome sinonimo di mitili mi infastidisce come sempre e non poco.

 

Fate voi.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 29 giugno 2015

PERLE MEDIATICHE 35 – IGNORANZA PUBBLICITARIA IN RAI (il Belgio non è una regione della Francia)


PERLE MEDIATICHE 35 – IGNORANZA PUBBLICITARIA IN RAI
(il Belgio non è una regione della Francia)

 

Premetto: desidero conoscere il responsabile dello scempio.
Gradirei che venisse sanzionato per quanto ha fatto.
Farò del mio meglio per rintracciarlo.

 

Spot pubblicitario RAI per il Tour de France, ripeto “de France”, 2015.
Colonna sonora: “Ne me quitte pas”, scritta da Jacques Brel, belga.
https://www.youtube.com/watch?v=i2wmKcBm4Ik

 

Sostenere che “tanto è in Francese” è come negare la cittadinanza di: Jacques Brel (evidentemente), Eddy Merckx (Edouard Louis Joseph detto Eddy); Georges Simenon, René Magritte, Hergé (nato Georges Prosper Remi).
Tutti belgi, tutti famosissimi nel mondo ([1]) come cittadini del Belgio, ma non per chi ha ideato questa colonna sonora, cui vorrei chiedere: “lei sa dove si trova Bastogne?”.
 
 
E non mi si dica che non si poteva usare una canzone francese composta e scritta da un Francese come colonna musicale e sonora dello spot.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Per Hergé vi dico Tintin.

giovedì 19 luglio 2012

JACQUES BREL





JACQUES BREL

 

David Bowie potrebbe - con successo - interpretare, in quantità sufficienti a costituire un album per ciascuno di loro, due autori ed artisti che ha già in passato omaggiato: Scott Walker e Jacques Brel.

Nessuno si stupirebbe per una sua scelta diciamo così riflessiva e pacata.

 

Esiste un album di Walker che semplicemente raccoglie quanto egli ha disseminato nelle sue prime fatiche soliste ([1]) del repertorio del Grande Belga.

C’è un più organico album, dal titolo Jacques, di Marc Almond.

 

In base alla mia teoria per cui gli artisti francofoni sanno creare grandi “cose” e morire anche prematuramente (non di vecchiaia, cioè), Brel muore nel 1978, a sei mesi meno un giorno dal suo mezzo secolo.

Avrebbe potuto creare altri capolavori? Inutile porsi la domanda.

 

Mente brillante, come testimonia l’intervista del 1971 che giustifica l’acquisto di A Knokke, altrimenti un DVD con le troppo brevi riprese di un concerto di otto anni prima.

Della sua complessità umana e artistica testimonia qualsiasi buona biografia di sintesi rintracciabile on line.

 

La prima edizione della sua “integrale” ([2]) del 2003 era contenuta in una suggestiva biscottiera di latta (nota infatti come Boite a bonbons) comprensiva di un CD bonus e un piccolo libro cartonato.

Potete però partire con l’usuale meno impegnativo cofanetto triplo oppure con il successivo doppio CD Infinement che uscì sempre nel 2003.

 

Ma per quale motivo dovreste indaffararvi per conoscere Jacques Brel? Perché sicuramente avete già ascoltato almeno una sua canzone senza saperlo, e vi è piaciuta.

Se poi considerate i tre artisti che ho qui citato come (alcuni dei) suoi interpreti, a meno che (per due) abbisogniate anche di un loro post, il tutto si trasforma in priorità se non in necessità.

 

Avvertenza: la fondazione Brel non è il modo più economico per comprare suoi fonogrammi o videogrammi. Quindi visitate il sito ufficiale, ma aspettatevi di risparmiare se opterete per poi affidarvi a un serio sito commerciale per i prodotti.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Questo significa che se avete già tutto di Walker è irrilevante questa antologia che potete costruirvi da soli.
[2] Come sono definiti i cofanetti completi nei paesi di lingua francese. Poco importa che, come testimoniano Gainsbourg e Bashung (per quanto ne so), ad un’integrale possa seguirne anni dopo altra più completa.