"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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mercoledì 16 ottobre 2013

ITALIA: HEIMAT E VATERLAND? (Sniper series - 22)


ITALIA: HEIMAT E VATERLAND?
(Sniper series - 22)

 

Mi chiedo per quante persone l’Italia sia (ancora?) contemporaneamente “Heimat” e “Vaterland”.
Non ero mai stato in grado di sintetizzare la tensione, non voluta, fra questi due parole-concetto della lingua tedesca sino a ieri sera, quando li ho sentiti citare da Luciano Violante (non pensavo di trovarmi d’accordo con lui) in un’intervista televisiva (canale 191 del digitale terrestre).
 

Ebbene: “Heimat e Vaterland coesistono e non sono due parole per indicare la stessa cosa: le nozioni che esse denotano sono vicine, ma purtuttavia distinte. Vaterland è una nozione politica, è il proprio stato in quanto contrapposto ad altri stati, è la terra a cui si appartiene e che si deve e si vuole difendere. La Heimat invece non si contrappone ad altre Heimat: è un territorio definito non già dalla sua appartenenza ad un sistema politico di patrie giustapposte e contrapposte, ma dal legame che si ha con esso. Heimat è il luogo verso il quale si è legati da affetto, da nostalgia, dalla convinzione che in esso ci sapremo orientare. Heimat è il luogo in cui ognuno può ritrovare il proprio centro. Ma il significato non è un’entità statica: esso è legato anche all’uso che ne viene fatto.” (si cfr. http://www.alleronaheimat.com/wp/?p=146).

 

Per voi Italiani l’Italia cos’è (diventata) oggi?

 

 

                                                                                              Top Shooter

 

 

 

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venerdì 4 ottobre 2013

ANDAR VIA?


ANDAR VIA?

 
Con cosa si può “andar via”?
E da dove?
 
Sei a casa, è tardi, ammettiamo di non essere stanchi.
Se hai dei figli a carico (ancora a carico, di nuovo a carico?) nemmeno pensarci di andar via; però puoi pensare a come sarai fra una quindicina di anni e se avrai la forza di andar via. Oppure sei un incosciente se ciò nonostante pensi alla fuga ([1]) ma non da biasimare tout court.
 
Bene, secondo livello del gioco: al momento ci stai dentro con le spese. Certo taluni esborsi non militano a tuo favore in termini di coerenza: davvero devi avere la TV a pagamento? Già sei abbonato RAI, se vuoi altro, scartavetra la mente su You Tube (con l’aiuto di qualche buon blog).
Comunque... Puoi pensare.
 
Terzo livello (intanto si è fatta l’una di notte; prosegui un po’ a la Less Than Zero: volume annientato sullo schermo ([2]) e musica aperta (o chiusa in cuffie): cominci a pensare - millesima volta - a te giovane e con delle incazzature non “ad orologeria” burgessiana: di solito quando si sente la suoneria è finita la generazione e sei finito/a, ma ti è andata diversamente.
 
Quarto livello: fuckallianamente decidi che ormai sei arrivato al giro di boa notturno, anche questa volta domani ricorderai solo quello che ti basta a non sentirti un “ragioniere in doppio petto pieno di stress”, cioè che sei una persona libera di riflettere.
 
Hai finalmente riconquistato la lucidità di pensiero che ti manca nel corso della giornata.
E sei serenamente incazzato, con il mondo.
Solo che hai la memoria (non la saggezza) di qualche lustro in più e ti ripeti che non è successo proprio niente, se non che 10 Euro valgono meno di 10.000 Lire.
 
Sai anche che, altro che circolazione di persone e merci! (eh conosci qualcosa di Diritto comunitario), si fatica pure per trasferire un conto corrente, cioè il suo contenuto, a Bruxelles.
 
Ma comincia (o prosegue) il processo di rigetto dell’Italia.
Non serve essere un former wunder Kind per non poterne più di politici settentrionali di seguito e paragoverno (altro che “Roma ladrona”, ormai), politici untori (del loro futuro leader) di sinistra, segretari di partito tardo ribelli (loro) che continuano ad ignorare come tre condanne per diffamazione gli toglierebbero la casa con vista passeggiata a mare (modesta, non si affaccia sulla Promenade des Anglais) e altro.
 
Attenzione: Euro o altro, se l’Italia si comincia a svuotare, scarseggerà anche il danaro per pagare gli – ex – nostri rappresentanti.
Le notti sono corte, ma possono portare consiglio.
 
Ah, ovviamente l’ispirazione è “Con un deca”: scegliete voi la versione, sia essa quella originale degli 883 oppure quella de I Cani del 2012 o ancora quella quasi coeva ad essa di Max Pezzali con i Club Dogo.
E non sono Edmondo Berselli.
 
 
                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Curioso: è pensiero comune che il sognatore sia necessariamente un incosciente, dissento.
[2] Vedi che non ti serve la pay TV?

venerdì 27 gennaio 2012

“TORINO È LA MIA CITTÀ”/SCHIAVI NELLA CITTÀ PIÙ LIBERA DEL MONDO (Note sul punk in Italia – 2)


Booklet dell'antologia in formato CD dei ROUGH
completo di adesivo di cellophanatura


Il quadra-split felsineo 

“TORINO È LA MIA CITTÀ”/
SCHIAVI NELLA CITTÀ PIÙ LIBERA DEL MONDO ([1])
(Note sul punk in Italia – 2)

Il cantato arriva dopo 60 secondi. Certi giri di chitarra sono Clash-derived.
L’antemica “canzone della strada” dei Rough resiste alle piogge acide dei lustri che scorrono ([2]).
È la Savoia Skin: filubustieri immolati contro le palle di piombo sparate dal bronzo nemico, quello che uccide ogni sogno giovane ([3]).

Non va meglio molte decine di miglia (marine o terrestri fa poca differenza) più a sud: 8 canzoni 8 per 4 bande dimenticate: Anna Falkss, Bacteria, R.A.F. Punk, Stalag 17 ([4]).

In entrambi i casi la città è nemica, la città che poi è il mondo.
Si va a London perché ci si sente alieni dove si è nati.

Questi sono i veri punk italiani della seconda o della terza onda ([5]).

La regola punk è non essere mai come quelli che ti hanno preceduto. Ecco perché tutto ciò che è già stato non è punk.

Chi non è della mia opinione torni ai blog sovvenzionati dalla pubblica amministrazione, per favore. Io ero stanco delle imitazioni e del tentativo di “correggere verso il corretto” già nel 1979, come è noto.

La lotta unita non s’è vista mai” (Rough: “N’Oi!”).


                                                                                                                Steg



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[1] Rispettivamente, titolo della canzone più famosa dei Rough e titolo di un very EP “molto” autoprodotto di 4 gruppi bolognesi.
[2] La compilation in formato CD intitolata Indelebile è fondamentale.
[3] Non giovanile.
[4] In ordine di apparizione vinilica.
[5] Eccetto forse i R.A.F. Punk,che abbracciano subito la linea Crass: neo-hippy travestiti (eppure … Caccia urbana era un fanzine particolare).