"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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mercoledì 1 dicembre 2021

DELL’ACCAPPATOIO

 

DELL’ACCAPPATOIO

 

In italiano: accappatoio.

In francese: peignoir.

In inglese: bathrobe.

In spagnolo: bata de baño.

In tedesco: bademantel.

 

È un capo ambiguo (e non solo nelle immagini che esso evoca nelle varie lingue), in fondo: si contende una intimità anche sensuale con la vestaglia; combatte sportivamente con quelle – sempre vestaglie – dei pugili; è re delle competizioni natatorie.

 

Poi c’è la spugna e c’è la ciniglia disperata di Quentin Crisp, o di una diva che non può (più?) permettersi le mise de maison (anzi mansion) di Gloria Swanson in Sunset Boulevard.

 

Ma io penso a lembi strappati di accappatoio ed asciugamani lordi di colore sui pavimenti di 7 Reece Mews nello studio di Francis Bacon.

 

L’accappatoio è un simbolo di caduta sociale o artistica, oppure di decadenza mentale.
L’accappatoio può essere insolente e quasi perenne oppure nervoso e discinto.

 

Penso ancora ai brandelli di bathrobe nello studio di Bacon e mi chiedo quanto l’accappatoio abbia trasceso il proprio significato nell’esistenza del pittore.

 

Penso infine, e con licenza di sbagliarmi, che nella stanza di Elisabeth e Paul de Les Enfants terribles sicuramente sta almeno un peignoir maltrattato e abusato.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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