"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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domenica 3 maggio 2015

PERLE MEDIATICHE 34 – CORRIERE DELLA SERA CONTRO EXPO 2015?


PERLE MEDIATICHE 34 – CORRIERE DELLA SERA CONTRO EXPO 2015?

 

Che la lingua inglese sia una delle più semplici del mondo da imparare, non significa che conoscerla renda tutti traduttori professionisti.
Ovviamente, il problema sorge quando gli errori sono del professionista della traduzione, appunto.

 

Sfoglio il supplemento, intitolato “Orizzonti Expo” (Expo torna con la sola iniziale maiuscola, in fonda è l'abbreviazione di esposizione, non un acronimo) e sottotitolato “Milano si apre al mondo”, bilingue, omaggio di venerdì 1° maggio 2015 del Corriere della Sera.

 

Già lì ho qualche perplessità sulla traduzione di aprirsi con “to open up” nella sottotitolazione in versione anglosassone (“Milan opens up to the world”), ma penso alla mia deformazione musicale, per cui associo quel verbo a “Open Up And Bleed”, una canzone di (Iggy and) The Stooges ([1]) in cui chi si apre si taglia parti del corpo.

 

Ma dove non posso transigere (confesso poi mi sono fermato) è sul fatto di aver tradotto “Di fronte al bivio di Eracle nell’Albero della vita” (pagina 5) con “The choice of Hercules in front of the Tree of Life” (pagina 6). cosi diluendo la valenza più drammatica e definitiva di “crossroad” (per bivio) con una banale scelta (“choice”), e ulteriormente sminuendo il concetto come se si trattasse di una casa che “guarda all’altra” in una via (“in front of”) anziché davanti, appunto, a qualcosa di importante (ed infatti: “before the judge”, “before the law”, etc.; non “in front of …”).

 

Chiudo ricordando a me stesso – prima che ai traduttori del supplemento, tale/i Eurologos di Milano – che, volendo tradurre “Corriere della Sera contro Expo 2015” è meglio rendere “contro” con “versus” (sebbene sia un latinismo) piuttosto che con “against”.
In fondo l’impressione che ho avuto è stata quella di un incontro di pugilato piuttosto che di una battaglia fra loro (in cui peraltro la illustre testata milanese è rimasta vittima del proprio alleato traduttore, che la ha così opposta all’esposizione che invece il quotidiano vuole sostenere).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2015 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.
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[1] Di quell’epoca ancora piuttosto confusa, per cui non si sa bene di chi sia l’effettiva titolarità dei diritti sulla sua (sue?) registrazione di studio. Provate con il cofanetto Heavy Liquid, e comunque con le “prove” (“rehearsals”) del 1973 a Detroit:
 

lunedì 13 aprile 2015

EXPO 2015 – ovvero se “Londra chiama, Milano risponde” (Sniper series - 28)


EXPO 2015 – ovvero se “Londra chiama, Milano risponde”
(Sniper series - 28)

 

La storia non si ripete, bensì fa rima con se stessa. Almeno questa è l’opinione di Mark Twain ([1]), che condivido.

 

Se volete capire come potrebbero – anche – andare in parte le cose a Milano, in riferimento all’Expo 2015 e a tutto ciò che gli sta intorno (inclusi i trasporti pubblici) cercate il volume di Valentina Agostinis, Londra chiama, Milano, Il Saggiatore, 2010 ([2]).

 

Quindi leggetevi il capitolo dedicato a Ian Sinclair, in particolare quanto ivi è scritto a proposito delle olimpiadi londinesi del 2012.
Io sento un forte retrogusto di Milano 2015.

 

Anche la risposta, che mi rivolgo da solo alla domanda: “cosa farà Matteo Renzi quando non sarà più Presidente del Consiglio?”, cioè: “avrà un posto in un consiglio d’amministrazione di FIAT-Chrysler Automobiles, o simile”.
Ed infatti, Tony Blair per un po’ di tempo ha svolto attività di consulente per J.P. Morgan & Chase.

 

 

                                                                                              Top Shooter

 

 

 

© 2015 Top Shooter
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[1] “History does not repeat itself, but it rhymes”.
[2] Scritto non benissimo, devo dire, con talune traduzioni piuttosto improbabili: le “corporation” diventano “corporazioni”.

lunedì 21 aprile 2014

UNA “CANZONE” PER L’EXPO 2015 (“Is there life on Mars?” series - 6)


Retro della “copertina” del 45 giri


UNA “CANZONE” PER L’EXPO 2015
(“Is there life on Mars?” series - 6) ([1])


 

Ralf Hütter, Florian Schneider e Fritz Hilpert in  occasione dell’esposizione universale di Hannover del 2000 creano una canzone intitolata “Expo 2000” ed interpretata dai Kraftwerk (di cui i tre facevano allora parte).
La canzone verrà utilizzata anche come jingle nelle promozioni della manifestazione (parte del testo della canzone è il motto dell’Expo del 2000).
 
Per l’Expo 2015 di Milano, consiglierei, con anche un evidente risparmio in quanto opera musicale già esistente, l’uso di “El purtava i scarp del tennis” ([2]) (di Enzo Jannacci e Dario Fo).
È di sinistra, dunque in linea con la giunta meneghina, indica bene la situazione economica e, perché no, anche il fatto che all’Aeroporto di Linate non si può andare con la metropolitana e lo stradone porta anche all’Idroscalo ([3]).
 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Da “Life on Mars” di David Bowie.
[2] Il titolo talvolta usa il verbo italianizzato: “portava”.
[3] “Che scuse’, ma mi voeri cuntav/d’un me amis che l’era anda a fa’l bagn/sul stradun, per andare all’Idroscalo” (“El purtava i scarp del tennis”).


martedì 8 ottobre 2013

ARTE E EXPO 2015 (“Is there life on Mars?” series - 3)


ARTE E EXPO 2015
(“Is there life on Mars?” series - 3) ([1])
 

Con tutte le belle storielle che ci raccontano, incluso il Presidente del Consiglio Regionale Roberto Maroni: quali il recupero dei ritardi quanto all’Expo 2015 e (testualmente): “La rivoluzione della concretezza è il mio imperativo” ([2]), spostiamoci sull’arte.
Infatti, almeno un paio di volte l’anno qualcuno rammenta che Milano e Roma sono le città più visitate dai turisti anche per ragioni culturali.
 
Ebbene: la mostra dedicata a Piero Manzoni (nato a Soncino, ma vissuto e morto a Milano) ([3]) che dopo Francoforte doveva svolgersi a Milano non si svolgerà.
La mostra era stata pensata per il cinquantenario della morte dell’artista.
Evidentemente, a Frankfurt am Mein esiste maggior sensibilità, anche senza Expo.
 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

POST SCRIPTUM

 La mostra è stata poi inaugurata a fine marzo 2014, senza alcuna ragione commemorativa, soffocata dietro una di quelle di cui ho già scritto proprio nel mio post dedicato a Piero Manzoni: “quelle mostre per le quali la gente è disposta a fare le code e poi i visitatori si comprano il manifesto”.
Appunto.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

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[1] Da “Life on Mars” di David Bowie.
[2] http://www.regione.lombardia.it/.
[3] Rimando al mio post: “PIERO MANZONI (dall’arte alla merda mascherata da altro, senza ritorno)”.

martedì 3 settembre 2013

QUESITI REFERENDARI E RACCOLTA FIRME (“Is there life on Mars?” series - 2)


QUESITI REFERENDARI E RACCOLTA FIRME
(“Is there life on Mars?” series - 2) ([1])

 

Articolo 75 della Costituzione della Repubblica italiana: “È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o Cinque consigli regionali”.

 

Uffici del Comune di Milano di Via Larga, una bella prima mattina di settembre 2013: alcuni elettori, dopo aver fatto i conti con indicazioni sbagliate loro fornite quanto alla “stanza” preposta per la firma dei moduli relativi a una lunga serie di quesiti referendari, finalmente arrivano al cospetto del personale preposto alla raccolta di dette firme.
Il numero di cittadini in attesa aumenta e più o meno sommessamente un impiegato informa che sono terminati i moduli necessari per la raccolta delle firme relative ad alcuni referendum. Terminati e non ne esistono altri presso gli uffici comunali. Risultato: poter firmare solo per parte dei referendum da indire.
Un cittadino, con tanto di pin d’appartenenza al Rotary Club all’occhiello del bavero, telefona al 113 e chiede l’intervento dei vigili. L’intervento ci sarà, però nessuno sblocco: i moduli mancanti sono “in Comune” (cioè a Palazzo Marino. Notate la finezza fra sede del Comune ed uffici del Comune), ma chissà quando arriveranno.

 

Siamo nella capitale morale ed economica d’Italia, nella capitale della moda, nella città dell’Expo 2015.
Noi, invece, siamo cittadini dimezzati (per dirla alla Italo Calvino).

 

 

                                                                                                                     Steg

 

 

 

© 2013 Steg, Milano, Italia.
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[1] Da “Life on Mars” di David Bowie.