"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



Visualizzazione post con etichetta letteratura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta letteratura. Mostra tutti i post

lunedì 29 giugno 2026

PAOLO VILLAGGIO (fra qualche giorno muore) (Facebook Down Series – 287)

 

PAOLO VILLAGGIO
(fra qualche giorno muore)
(Facebook Down Series – 287)

 

Ne ho già scritto, anche ex professo: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2013/05/paolo-villaggio-brevissimo-promemoria_16.html

 

Ma mi arriva, senza consultare le liste dei morti e poi, mi accorgo che appunto è così.

 

Vi propongo altro:

https://www.youtube.com/watch?v=PVe3aErRNbQ

https://www.youtube.com/watch?v=c8PmjOiQccM

https://www.youtube.com/watch?v=8pWG6Z65H6g

 

Con una riflessione più ampia:

https://www.youtube.com/watch?v=1Tt5Xnl1-lA&pp=ygUZcGFvbG8gdmlsbGFnZ2lvIG1vbmljZWxsaQ%3D%3D

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

 

© 2026 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

venerdì 26 giugno 2026

ESAGONO LETTERARIO (per me “la storia rimane la stessa”) (Facebook Down Series – 285)

 

ESAGONO LETTERARIO
(per me “la storia rimane la stessa”)
(Facebook Down Series – 285)

 

Il sottotitolo è, evidentemente, una citazione dai Lez Zeppelin ([1]).
E io allora posso essere modesto e ragionevole nel mio blog come Jimmy Page, fra l’altro più che sufficiente sodale di David Bowie.

 

Sto leggendo un romanzo breve di Jerome Soligny: Je suis mort il y a vingt-cinq ans ([2]).
Mi chiedo se sia un buon alibi per non riuscire a concludere la lettura di un libro, sempre narrativo, di un autore “morto male”: Guillaume Serp, Les chérubins électriques ([3]).

 

Eh no! La stessa storia è un’altra.
Una Francia giovane che in Italia non c’è da decenni (con buona pace di Tondelli ([4])). Volendo, Serp ha anticipato di molto l’esordio letterario di Brett Easton Ellis.

 

Ma ci infilo anche un altro romanzo (letto): La bande du drugstore, di François Armanet ([5]).

 

Ed arriviamo al bandolo della matassa: mi sembra sempre di ri-leggere, un poco: Toujour sur la ligne blanche di Michel Embareck ([6]).

 

 

                                                                                                                      Steg


                                                            PS: DIMENTICAVO

 

Un vero post scriptum.


Bande à part: film di Jean-Luc Godard forse più bello di À bout de souffle (eccetto per i coprotagonisti “Dgiiin” Seberg e Jean-Paul Belmondo? E il cammeo di Jean Pierre Melville?).

Patrick Modiano (titolo in italiano, così, magari, lo leggete): Nel caffè della gioventù perduta.

 

 

© 2026 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.
Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 



[1] QUOTE
In an interview he gave with New Musical Express in November 1976, Page stated:
The Song Remains The Same is not a great film, but there’s no point in making excuses. It’s just a reasonably honest statement of where we were at that particular time. It’s very difficult for me to watch it now, but I'd like to see it in a year’s time just to see how it stands up.
UNQUOTE.
Esiste anche una riedizione, la storia delle mie copie pare comica: avevo smarrito la prima edizione, che comunque non avrei letto, perché solo un bibliofilo: conclusione, persa anche la seconda copia, ora ne ho tre (sto sempre leggendo la stessa; meglio: leggo e rileggo la prefazione, poi un paio di pagine di testo).
[4] La mia triade di romanzi italiani anni novanta non salva. Titoli a richiesta.
Direi che ho letto copia in edizione tascabile, custodendo copia della prima.

lunedì 18 maggio 2026

INUTILITÀ DELLE CLASSIFICHE DIMOSTRATA (letteratura) (Facebook Down Series – 264) Sono incappato per caso in questa voce: https://it.wikipedia.org/wiki/I_100_libri_del_secolo_di_le_Monde Noto un paio di cose. Il “francocentrismo” fa scomodare Frédéric Beigbeder: recentemente piuttosto popolare nel blog: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2026/05/la-prosa-veloce-e-la-prosa-succinta.html E https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2026/05/tardo-regalo-per-voi-facebook-down.html Poi rinvengo non una storia a fumetti (e si consideri “dove sta” Hergé, “dove stanno” Goscinny e Uderzo, “dove sta” Pratt), bensì una intera serie: quella creata da Jacobs. E rammento, allora: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2011/09/la-inutilita-degli-elenchi.html https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2013/03/1001-nulla-prima-di-morire-un-esempio.html Steg © 2026 STEG E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, MILANO, ITALIA. © 2026 LA STAMPA – GRUPPO SAE: PER IL RITAGLIO DEL 16 MAGGIO 2026, PAGINA 23. Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

INUTILITÀ DELLE CLASSIFICHE DIMOSTRATA
(letteratura)
(Facebook Down Series – 264)

 

Sono incappato per caso in questa voce: https://it.wikipedia.org/wiki/I_100_libri_del_secolo_di_le_Monde

 

Noto un paio di cose.

 

Il “francocentrismo” fa scomodare Frédéric Beigbeder: recentemente piuttosto popolare nel blog: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2026/05/la-prosa-veloce-e-la-prosa-succinta.html

 

Poi rinvengo non una storia a fumetti (e si consideri “dove sta” Hergé, “dove stanno” Goscinny e Uderzo, “dove sta” Pratt), bensì una intera serie: quella creata da Jacobs.  

 

E rammento, allora:

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2026 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.
Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

domenica 6 marzo 2016

LA MANCANZA DELLO STUDIOSO, NON SOLO DELL'AUTORE E DELL’ARTISTA, TOTALE (un post in cerca di smentita)


LA MANCANZA DELLO STUDIOSO, NON SOLO DELL’AUTORE E DELL'ARTISTA, TOTALE (un post in cerca di smentita)

 

Due premesse quasi luoghi comuni.

Secondo Michel de Montaigne ([1]) – o meglio io ho in mente questo riferimento, ma potrebbe essere errato – che riteneva di averli letti tutti, nessun essere umano può leggere tutti i libri pubblicati “sino a …”. L’affermazione, appunto, da secoli è ovvia in ragione dell’espansione dell’editoria rispetto all’epoca del grande pensatore e filosofo francese, ma serve a inquadrare il problema.

D’altro canto, e questo ha forse più senso, con riferimento anche solo a certi argomenti, è difficile poter sostenere di aver tutti i libri che ne trattano ([2]).

 

Secondo molti, dunque anche in questo caso una citazione sarebbe inutile ([3]) perché assurta per lo meno a opinione diffusa: la musica rock (‘n’ roll) e i fumetti sono spesso terreno di passione comune, il che fra l’altro porterebbe a una maggior frequenza di persone (studiosi e anche solo giornalisti-scrittori, si potrebbero aggiungere i registi cinematografici) che se ne occupano.

L’affermazione in realtà rischia di essere anche approssimativa, in quanto sono noti – ben prima delle biografie a fumetti – i riferimenti anche alla musica jazz in certi comics. E si può anche andare oltre: per tutti si consideri la storia di Corto Maltese Y todo a media luz di Hugo Pratt, meglio nota con il titolo, appunto, di Tango ([4]).

 

Adesso, si pensi a una banale equazione ([5]): uno studioso che conosce anche i fumetti, sarà anche un esperto di musica contemporanea: ad esempio Umberto Eco.

Ancora: Nick Hornby ha scritto di musica “contemporanea” non alta (rock ‘n’ roll e pop o forse sarebbe meglio dire della seconda metà del secolo ventesimo) e di calcio: gli piaceranno anche i fumetti.

E applichiamo ancora questo tentativo di equazione: uno dei creatori del personaggio fumettistico di Tank Girl, Alan Hewlett, siccome ha collaborato con Damon Albarn (frontman dei Blur) nei Gorillaz, avrà passioni anche oltre questi due argomenti, diciamo per il calcio.

Ebbene, queste tre affermazioni mi paiono prive di fondamento, e comunque – cioè sebbene eventualmente esatte in tutto o in parte – incapaci di creare una sorta di “circolo” più ampio di interessi per artisti e studiosi e i loro lettori (consumatori in senso nobile?).

 

Prendiamo David Bowie: una sua frase piuttosto recente che mi colpi è che gli uomini ([6]) invecchiando spesso si appassionano alla storia. Esiste dunque un possibile allargamento oppure un cambiamento di argomenti negli interessi delle persone con il passare degli anni.

Ma penso anche a due registi statunitensi, John Milius e Walter Hill, sicuramente appassionati di storia antica già in semplice età adulta. Nei loro film c’è musica moderna, sì, ma storicamente contestualizzata: cioè nessuno di loro si dichiarerà anche un ascoltatore di punk americano ([7]), tanto per dire.

 

Complico ulteriormente le “cose”: Guy Peellaert e Nik Cohn scrivono e illustrano nel 1973 un libro, a quattro mani appunto: Rock Dreams, dedicato ad artisti musicali dell’epoca. Peellaert fu in seguito anche autore di “copertine” di album per David Bowie, Rolling Stones, Etienne Daho.

Il primo ha realizzato altresì qualche fumetto, il secondo ha scritto su molti argomenti, anche non necessariamente legati alla musica contemporanea.

Difficilmente, però, gli ambiti musicale e fumettistico sono considerati insieme da chi si occupa di Peellaert non ex professo bensì incidentalmente.

 

Adesso vi butto lì qualche altro dato di biblioteche personali: si parla di 30.000 e più libri per Umberto Eco ([8]) nel 2010 e di 25.000 per Hugo Pratt morto nel 1995.

Ma un contemporaneo come Arturo Pérez-Reverte che in qualche modo è legato ai due autori appena citati ([9]) ne dichiara già 35.000 nel 2015 ([10]).

 

Dunque, occorre sempre e per sempre scandagliare ogni àmbito perché nessuna persona può darci tutte le conoscenze che ci servono e, con apparente paradosso, è solamente avendo letto uno scritto di Andrea G. Pinketts ([11]) che sono arrivato a John Barleycorn di Jack London e ho “scoperto” ([12]) che lo scrittore di San Francisco negli ultimi anni della sua vita (morì quarantenne) ([13]) aveva una biblioteca di 15.000 volumi.

 

Non riesco proprio a collegare Milius o Pérez-Reverte a Hewlett, ma probabilmente nemmeno Hornby a Gianni Brera.

E continuo a cercare.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2016 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 



[2] Per esempio, si dice che Napoleone Bonaparte sia il personaggio storico cui sono stati dedicati più libri.
[3] La prima volta che lessi questa avvertenza fu in Come fare una tesi di laurea di Umberto Eco.
[4] Mentre nel libro Paracaidas y vueltas, sorta di antologia di suoi testi (prevalentemente di prosa, pubblicato nel 2015 da Andrés Calamaro (cantante/musicista argentino, spesso autore/compositore di se stesso) i riferimenti oltre che letterari sono (an che) a jazz e tango appunto. Ma ricordo anche in questa sede la sua amicizia con Rodrigo Fresán, autore letterario di due anni più giovane; entrambi sono nativi di Buenos Aires. 
[5] Il riferimento a Umberto Eco è di mera praticità e contingenza rispetto a quando scrivo queste righe.
[6] Non il genere umano.
[7] Magari escludendo i Ramones, negli ultimi anni diluiti di molto del loro “essere”: si veda http://steg-speakerscorner.blogspot.com/2015/09/ramones-crepuscolo-di-una-gloria-punk.html.
[8] Nella specie è perché egli scrisse anche a proposito di Hugo Pratt.
[9] Eco è menzionato ne El Club Dumas, mentre almeno in un’occasione l’autore di Cartagena (Spagna: regione di Murcia) ha dichiarato, da bibliofilo, una passione per Corto Maltese che fa riferimento alle edizioni in bianco e nero dell’editore parigino Publicness. 
[10] Corriere della sera, 14 settembre 2015 intervista di Paolo Beltramin.
[11] Nel volume Mi piace il bar, Siena, 2013 è contenuto il testo, in parte rivisto, della sua prefazione a un’edizione italiana dell’opera londoniana.
[12] Dall’introduzione di John Sutherland all’edizione pubblicata nella raccolta Oxford world’s classics della Oxford University Press.
[13] Il 22 novembre 1916.

venerdì 24 maggio 2013

OPERA DELL’INGEGNO E MEZZO ESPRESSIVO: CONVIVENZA


OPERA DELL’INGEGNO E MEZZO ESPRESSIVO: CONVIVENZA 

 
Per attirare un lettore in più, avrei dovuto intitolare, meno esattamente, il post “Arte e medium: coincidenza necessaria?”.
 
Il fumetto è un’arte? Forse, o meglio: talvolta.
Il fumetto è sempre opera dell’ingegno degna di tutela come opera autoriale? Credo di no, ma questo vale anche per un’opera narrativa; nemmeno un documentario su delle macchine affettatrici con una grande regia diventa un’opera cinematografica in senso giuridico ([1]).
 

Non vedo quindi per quale motivo – in difetto di ingenuità di tutti i soggetti coinvolti (salvo la presunzione di certi fumettisti e le ragioni imprenditoriali di certi editori) – sostenere certe pubblicazioni che sono a fumetti, ma potrebbero non esserlo e sarebbero dei dignitosi sunti in prosa.


Per tutti: una riduzione a fumetti della vita di Gabriele d’Annunzio a cura de Il Giornale e una, ancor più recente bio-comic ([2]) sulla Marchesa Luisa Casati Stampa (nata Luisa Amman).
Fra l’altro, la prima soffre di eccesso di concorrenti.
Ma la seconda patisce addirittura di un ambito non concorrenziale: il bel libro scritto da Scott D. Ryersson e Michael Orlando Yaccarino in Italia non ha certo scalato le classifiche ([3]) e, sotto diverso profilo, come può un disegno sostituire un’immagine fotografica (magari di Man Ray) o anche “solo” un quadro di Giovanni Boldini?

 

Volete fumetti degni di essere classificati opere dell’ingegno anche se elaborazioni di opere precedenti e di genere diverso? Valga per tutti il Moby Dick di Dino Battaglia.

 
Del resto, nemmeno il cinema “migliora” sempre ciò che nasce fumetto ([4]).
E certe vite faticano a essere catturate: quante biografie letterarie su Howard Hughes e nessuna definitiva, come non lo è nemmeno il film The Aviator.

 

Caveat!

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2013 Steg, Milano, Italia.
Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte di questa opera – compreso il suo titolo – e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore.




[1] Si veda in Italia la legge n. 633 del 22 aprile 1941.
[2] A me suona meglio bio-comic, ma visto che si parla di bio-pic per film biografie …
[3] Del resto quasi nessuno si ricorda del precedente, ancor più ricco di immagini di complemento, Corè – Vita e dannazione della Marchesa Casati scritto da Dario Cecchi e pubblicato nel 1986 da L’inchiostroblu di Bologna.
I due autori hanno dedicato anche successive altre opere alla Marchesa:
[4] Lascio quindi a voi giudicare i romanzi di Diabolik editi da Sansoni una quarantina d’anni fa.