"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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giovedì 23 gennaio 2014

GIUNI RUSSO E KLAUS NOMI (fra l’artista e il cantante)


GIUNI RUSSO E KLAUS NOMI
(fra l’artista e il cantante)

 

Non ciclicamente, ma ripetutamente, appare una voce assolutamente portentosa. Spesso essa finisce male.
Penso a Klaus Nomi e a Giuni Russo, mi auguro di non offendere nessuno dei loro più ferventi appassionati.

 

Credo che se io fossi nato in una nazione di madrelingua inglese non avrei Giuni Russo come artista (non anticipo una conclusione) da affiancare a Klaus Nomi.
In questo sono, forse, stato fortunato.

 

Mi sono spolverato via ogni possibile stupore per queste due ugole, che non intendo nemmeno comparare a colpi di acuti.
Mi inducono malinconia e un poco di stizza per il fatto di essere sempre trattate entrambe poco sopra una creatura emersa da una mente toddbrowninghiana, con totale disattenzione per la loro dimensione autoriale, cioè oltre la loro popolarità come interpreti.

 

Nomi ha avuto diritto a un documentario anche in DVD; Russo a più di uno ([1]) ma nulla di davvero soddisfacente in termini di supporto audiovisivo.

 

Provate a raccogliere notizie su questi due artisti e forse anche voi noterete delle somiglianze: una morte comunque prematura, una sessualità penalizzata (per Nomi anche letale) in un modo o nell’altro, ... in una sorta di esistenza dove l’equazione ha come inevitabile risultato “insoddisfazione”.

 

Poi sui morti (Nomi nel 1983, Russo nel 2004) pontificano e operano, con le intenzioni più disparate (ed equivocate, magari) in diversi: “discografici” ancora scoperti con gli anticipi, eredi che sono eredi ([2]), rimpiangenti tardivi per definizione.

 

L’ennesimo sasso che butto nello specchio d’acqua che è il vostro pensiero musicale.

 

Certo avrei potuto intitolare il post “spalline cimiteriali”, ma anche il mio ermetismo ha un limite, non solo verbale ma anche foscolianamente e moralmente sepolcrale.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Con la solita davvero granitica, irreversibile?, apatica, disattenzione la RAI non “riesce” a vendere copie del proprio materiale d’archivio.
Aspetto che mi offrano una consulenza.
[2] Lo dico per coloro che ne capiscono poco di diritto: ben conscio io della linea di demarcazione fra il non condividere e l’insultare con eccesso di veemenza.