"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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domenica 14 settembre 2025

L’ARRIVO DELLA SAGGISTICA MUSICALE MONUMENTO? (Facebook Down Series - 148)

 

L’ARRIVO DELLA SAGGISTICA MUSICALE MONUMENTO?

(Facebook Down Series - 148)

 

Escludiamo i cosiddetti “coffee table book”: quelli pesanti (pesanti) che stanno sopra il tavolino.

In un mese mi trovo a fronteggiare:

-          l’autobiografia di Kevin Rowland, di cui si vocifera un possibile secondo volume;

-          Una oral history di Paul Weller di oltre 760 pagine;

-          Un saggio biografia attraverso 168 canzoni dei Manic Street Preachers: oltre le 550 pagine.

I più attenti già sentivano questo odore ai tempi di England’s Dreaming di Jon Savage ([1]), a dire il vero.

 

È la storia di noi no future, in qualche modo.
Gli altri vanno ai concerti coi genitori e/o con i figli, preferibilmente tre generazioni: poveri loro (senza nemmeno punto esclamativo).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 25 novembre 2019

LA CREDIBILITÀ DI STRADA (E NON) A PAGAMENTO (gli Italiani che vivono – bene, pensano loro – sulla menzogna)


LA CREDIBILITÀ DI STRADA ([1]) (E NON) A PAGAMENTO
(gli Italiani che vivono – bene, pensano loro – sulla menzogna)

Premessa stilistico-formale: scrivo dalla prospettiva maschile ed eterosessuale. Evito quindi ogni declinazione ulteriore quanto a sesso fisico ed orientamento sessuale.

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Persone a me care e non:
  • “donne” altrui (mogli/fidanzate/conviventi) dichiaranti floride forme, doti di cuoche, intelligenze superiori. Relazioni delle medesime tutte finite male e con i loro ex “uomini” che hanno scoperto la verità.
  • Senza nulla riconoscere, uomini che copiano come slacci tu (rectius io) un bottone dei polsini della giacca. Ma io avevo quattordici anni e quindi la memoria infallibile di allora mi portò a sorridere amaro un sette lustri dopo leggendo un passo di un libro peraltro pregevole ([2]).
  • Uomini pretesi arbitri di eleganza ([3]) che si perdono fra cravatta e pochette ([4]).
  • Fini cultori della musica moderna dal 1950 (o magari dalla “birth of cool”) al 1975: non sanno nulla di Smile de The Beach Boys ([5]), ma si attaccano a te e poi cercano di sganciarsi onde non rivelare il loro debito musicale.
  • Uomini e donne che devono avere un certo oggetto non per sentirsi arrivati, bensì per non sentirsi lasciati indietro.

Thankfully depending from this people does not apply, per dirla a contrario come Kevin Rowland ([6]).
Cioè tutte queste persone sono smascherate non appena compaia un non sprovveduto (ogni tanto due negazioni servono) che non cerchi una relazione sentimentale come si sceglie un’auto, un sopravvissuto di epoche che questi figuri non hanno vissuto, una persona che non si vergogna a far risuolare un paio di scarpe, eccetera.

Ma siccome anche i sopravvissuti tengono famiglia, ecco apparire la nuova categoria dei conferenzieri Airfix ([7]) ad uso dei loro tapini spettatori paganti, convinti di uscire con in tasca un pezzo di credibilità non di facile smascheramento.

“E allora?” Direte voi pazienti lettori.
Questo post è figlio del fatto che cerco di non sprecare considerazioni semplificandole ad uso Facebook. Nella sostanza, poi, riordino le idee e magari chiarisco il senso o anche solo il gusto di precedenti post ([8]).


                                                                                                                      Steg



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[1] Quella tanto cara a Joe Strummer.
[2] The Way We Wore di Robert Elms.
[3] Loro declinano in Latino, hanno “fatto il Classico”.
[6]Thankfully Not Living In Yorkshire, It Doesn't Apply” è il titolo di una canzone dei Dexys Midnight Runners contenuta nel loro album d’esordio: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2011/10/still-searching-for-young-soul-rebels.html. La grafia “Dexys” oppure “Dexy’s” varia.
[7] O se preferite “by numbers”.
Sui numeri si potrebbe aprire un’ampia parentesi sul tema mod e forse anche sui Soft Cell, oltre che sulla serie televisiva The Prisoner (e così cito The Clash) ovviamente.

domenica 23 ottobre 2011

STILL SEARCHING FOR THE YOUNG SOUL REBELS (A proposito dei Dexy’s Midnight Runners)












STILL SEARCHING FOR THE YOUNG SOUL REBELS
(A proposito dei Dexy’s Midnight Runners)

 
Perché i Dexy’s Midnight Runners sono ancora una leggenda?
Penso lo siano in quanto inafferrabili.
Sorta di mito insuscettibile di essere ricondotto a realtà.

 

I Dexy’s Midnight Runners non sono il loro successo imbarazzante con il singolo “Come On Eileen”, non sono il loro improponibile look del (ancora) secondo album, non sono nemmeno quel terzo e ad oggi ultimo album di cui esistono almeno tre versioni in formato CD (credo).

 

I Dexy’s Midnight Runners erano, sono e resteranno un ideale impossibile di ascetica superiorità, forgiata in opposizione a un consumismo che deve (rectius doveva) ancora venire.

 

I Dexy’s Midnight Runners non sono, appunto, possibile oggetto di mercificazione.




I Dexy’s Midnight Runners sono faticosi anche da trovare: album fuori catalogo, a prezzi anche esorbitanti, e compilation frustranti.

 

I Dexy’s Midnight Runners sembrano in effetti una band che ancora deve pubblicare un disco, ripeto disco.

 

I Dexy’s Midnight Runners hanno dei titoli che suonano come chiamata alle armi per una purezza monastica.

 

Che fare, allora?
Semplice: trovare tutto di loro, ma dopo un percorso di espiazione (i Dexy’s Midnight Runners non avranno mai ciò che meritano mentre noi non ce li meritiamo) fermarsi al primo album, preferibilmente in versione doppio CD del trentennale; sapendo che però la sua edizione originale in vinile del 1980 con quella inner sleeve in cartoncino pesante, ma senza i testi, e quelle pagine intere pubblicate sui settimanali ad accompagnarlo restano la sintesi cui aspirare.

 

Loro sono i Giovani Ribelli del Soul in formazione paramilitare, noi li cerchiamo e vorremmo entrare a farne parte, affrancati dai nostri falsi bisogni quotidiani e purificati dalle nostre debolezze che ci aiutano ad andare avanti.

 

Chi non lo capisce dopo aver ascoltato l’incipit radiofonico di “Burn It Down” deve gettare la spugna e abbandonare ogni velleità e deve riconoscere, anche, di non avere nemmeno capito The Clash.

 

Forse i DEXY’S MIDNIGHT RUNNERS furono e sono il gruppo più punk che mai ci sarà.
E forse ho scritto anche, inavvertitamente, di Derek Raymond e della sua autobiografia, Hidden Files.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2011 Steg, Milano, Italia.
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