"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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martedì 8 luglio 2025

MATTEO RENZI: SENZA CALZINI (Sniper series – 50)

 

MATTEO RENZI: SENZA CALZINI

(Sniper series – 50)

 

Qualche giorno fa in televisione ho visto Matteo Renzi senza calzini ospite di un qualche “convegno estivo”. 
Perdere la credibilità è un attimo.

 

Poi ho rivisto Renzi, sempre in televisione, fare una filippica contro il Governo Meloni.
E mi è venuto in mente un bel romanzo di Ernesto Ferrero: L’anno dell’indiano ([1]); che non ho sfogliato per scrivere questo post.

 

Per rendere più vivaci queste righe vi offro la immagine di copertina della prima edizione del libro di Ferrero, che ha un altro titolo (e che fu rivisto dall’autore).

 

 

                                                                                                                       Top Shooter

 

 


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 © 2025 Mondadori per l’immagine.

 



[1] Torino, Einaudi, 2001. Eccetera.

domenica 6 aprile 2025

GIUSEPPE CONTE: MAESTRO DI GUARDAROBA (Sniper series – 49) )

 

GIUSEPPE CONTE: MAESTRO DI GUARDAROBA

(Sniper series – 49)

)

 

Giuseppe Conte vince a mani basse quando si tratta di guardaroba.

Si veste sempre “da”: a seconda di dove presenziare.

Non proprio un dandy, semmai una vittima della moda (non un suo “dedicato seguace”, per dirla come i fratelli Davies: Ray e Dave).

 

 

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venerdì 6 settembre 2024

PREGIUDIZI PROFESSIONALI? (Sniper series – 48)

 

PREGIUDIZI PROFESSIONALI?

(Sniper series – 48)

 

Un aneddoto attribuisce all’avvocato Giuseppe “Peppino” Prisco la seguente battuta: “mi iscrivo a un club di tifosi milanisti, così quando muoio muore un milanista”.

Versione ufficiale: http://www.peppinoprisco.it/frasi-celebri-peppino-prisco/207-prima-di-morire-mi-faccio-la-tessera-del-milan

 

Pensavo: “prima di morire, mi iscrivo alla facoltà di Psicologia, così quando muoio muore uno di loro”.

 

 

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lunedì 22 aprile 2024

DORSI (DI LIBRI) (Sniper series – 47)

 

DORSI (DI LIBRI)

(Sniper series – 47)

 

Non frequento molto le librerie: innanzitutto siccome praticano scarsi sconti e per periodi limitati.

In secondo luogo, perché la messa fuori catalogo dei libri ormai ha cadenza al più annuale, con conseguente crollo del loro prezzo.

 

Comunque, frequento le librerie che vendono usato (salvo poi comprare on line quando i prezzi sono migliori).

“Vado per dorsi”.

 

Per dorsi poi, quando c’è un angolo del nuovo molto scontato.

E? E capita che su 6 (sei) romanzi rieditati (ma non il quarto romanzo per ragioni di diritti editoriali ancora non scaduti) della saga di Lazzaro Santandrea di Andrea G. Pinketts io ne abbia trovati 4 (con più pazienza o casuale tempismo probabilmente tutti e 6) scontati appena pubblicati. Può accadere.

 

Ma gli ultimi due, quasi freschi di stampa, non sono “copie civetta”; no venduti da qualcuno sabato mi dice la commessa, comprati da me il giorno dopo alla mattina.

Ecco come mai, forse, Pinketts rieditato, dopo anni, vende poco: siccome quelle due copie non sono state nemmeno sfogliate.

 

 

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martedì 26 dicembre 2023

HANIF KUREISHI?

 

HANIF KUREISHI?

 

Un anno fa, Hanif Kureishi ebbe un incidente che gli cambiò la vita ([1]).

 

Citai questo autore ([2]) in un ormai antico post ([3]) per mettere in guardia a fronte di certa memorialistica spicciola vestita da romanzo, italiana e non, “molto lavandino e poco dramma” (per dirla fra Morrissey e Marc Almond: peraltro giganti, caduti o meno, nel loro àmbito musicale).
E ne avevo ben donde!: anche quasi dieci anni dopo ([4]).

 

Non è cambiato nulla, direi.

Anche fra i lettori, soprattutto non britannici, credo, di Kureishi.

 

Di questo autore ricordo, oltre all’immancabile (ma quanti lo hanno letto? ([5])) The Buddha of Suburbia, la curatela, cum Jon Savage ([6]), de The Faber Book of Pop: fondamentale esempio di un genere che forse non è mai esistito, ma di cui fa parte anche Ball The Wall di Nik Cohn ([7]).

 

 

 

Nota bibliografico-sistematica: questo post si colloca fra Seasons Greetings Series, Sketches series (half), forse un guizzo di Sniper Series, non ne “Tombstone Series” per evidente eccesso di note a piè pagina.

 

 

                                                                                                                       Steg

 

 

 

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martedì 5 dicembre 2023

UNA TARGA PER … (Sniper series – 46)

 

UNA TARGA PER …

(Sniper series – 46)

 

Le targhe commemorative non servono a nulla, ma si continuano a fissare.

Però meno delle targhe servono alcune toponomastiche grottesche che creano giardinetti invisibili ai più (accade anche fuori dall'Italia a dire il vero. Mi pare ci sia un giardinetto dedicato a Bashung in un arrondissement parigino).

 

Allora targhiamo:

- la Casa Fontana, in Viale Vittorio Veneto, dove visse a Milano Dino Buzzati;

- lo stabile a Malamocco, in Via Doge Galba Gaulo, dove visse Hugo Pratt prima di divenire ...;

- Via Rizzoli 24 a Bologna dove fu lo studio di Bonvi.

Eccetera.

 

Ma se passate per Via Fiori Chiari, a Milano, non dimenticate la targa dedicata a Piero Manzoni sulla parete dello stabile del civico 16, piuttosto che il misero vicolo a lui intitolato qualche decina di metri più in là (appunto).

 

 

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venerdì 7 ottobre 2022

HOUELLEBECQ TURISTA A NEW YORK CITY (“Know your enemy”) (Sniper series – 45)

 

HOUELLEBECQ TURISTA A NEW YORK CITY (“Know your enemy”)

(Sniper series – 45)

 

[Premesso che continuo a non capire come mai La nave di Teseo (leggasi Elisabetta Sgarbi) non offra a Aldo Busi di pubblicare il suo - appunto inedito - ultimo romanzo,] Rilevo (courtesy of L'Avvenire) che per quei tipi è in uscita una raccolta di scritti di Michel Houellebecq, Interventi: il quotidiano cattolico (in data 5 ottobre 2022) ci offre uno suo scritto su NYC.

 

Lo scritto di Houellebecq peraltro è banalotto: verosimilmente egli non ha frequentato NYC in decadi diverse, non ha letto Jerome Charyn, non ha letto Nik Cohn, ... (Vogliamo anche citare i romanzi The Wanderers e quelli che hanno ispirato Carlito's Way? Perché qui si confonde un Borough con cinque e non va bene), non ha letto Ed McBain, quid due film di Spike Lee (Son Of Sam e The 25th Hour, il secondo tratto dall'omonimo romanzo), Abel Ferrara, e pure Yves Adrien del suo primo libro?

 

 

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© 2022 Top Shooter

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lunedì 24 gennaio 2022

I FILI D’ERBA MENTALI INGIALLITI (Sniper series – 44)

 

I FILI D’ERBA MENTALI INGIALLITI

(Sniper series – 44)

 

Avete abbandonato le praterie, le pampa, le savane, le taiga.

E così avete delimitato il vostro pensiero dentro aiuole dai fili d'erba nemmeno troppo verdi (ma non sono quelli – giustificati – del campo centrale di Wimbledon), continuando a percorrere in tondo un sentiero che sempre più si scava, come quello dell'animale da soma che muove la macina del mulino.

 

 

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lunedì 11 ottobre 2021

LA MORTE DEL ROMANZO GENERAZIONALE (Sniper series – 43)

 

LA MORTE DEL ROMANZO GENERAZIONALE

(Sniper series – 43)

 

Per fortuna – altrui – Pier Vittorio Tondelli è morto.

 

Oggi è arrivato “un libro”. Tutti i giornalisti vogliono scrivere un libro.

Alcuni allievi di mio padre (che oltre che cronista, fu anche scrittore di libri non ancora dimenticati) hanno scritto quel libro, inutile il succitato loro libro.

 

Il giornalismo musicale in Italia non esiste, figuriamoci un libro che non sia di contenuto musicale – scritto da un giornalista musicale, però – bensì un romanzo.

 

“Gli” Ammaniti, “i” Brizzi (“la” Ballestra, invece, forse mi ha fregato, ma le rivenderò le copie dei suoi libri autografatemi una sera al Tunnel di Milano) sono svaniti quaranta anni fa o poco meno … e il romanzo generazionale – che non è quello degli ultra cinquantenni – è dunque morto.

 

 

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giovedì 6 maggio 2021

DOVE E QUANDO FINISCE IL FLÂNEUR? (Sniper series – 42)

 

DOVE E QUANDO FINISCE IL FLÂNEUR?
(Sniper series – 42)

 

Il problema non esiste, oppure sì?

Cominciamo con la parola flâneur: la paternità non senza qualche esitazione è attribuita usualmente a Charles Baudelaire ([1]), con però il curioso dettaglio che lo studioso appena citato nel distinguerlo dal dandy dimentica che Baudelaire è senz’altro uno dei massimi dandy di tutti i tempi.

 

Vi è chi sostiene che il flâneur si sia esaurito quando i “passages” parigini furono scavalcati dai grandi magazzini.

A questo punto, però, si porrebbe il problema del flâneur moderno che passeggia nei centri commerciali: ma morto Tommaso Labranca chi vorrebbe affrontare il tema?

 

D’altronde se si ipotizza la morte del cyberflâneur ([2]), saremmo alla seconda estinzione di questo tipo umano.

 

Mi fermo qui.

 

 

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[2] Si veda la nota a piè di pagina numero 1 ne Conor McGARRIGLE, “Forget the flâneur” In: https://arrow.tudublin.ie/aaschadpart/38/ .

lunedì 10 febbraio 2020

“SONO 190 GRAMMI. LASCIO?” A PROPOSITO DI VINILE (Sniper series – 41)


“SONO 190 GRAMMI. LASCIO?” - A PROPOSITO DI VINILE
(Sniper series – 41)

Continuo a scontrare la mia passione musicale con gli attuali vinilisti ad ogni costo.
È mia opinione che il mercato li tratti come la massaia lo è dal salumiere, quindi molti di loro non capiscono tanto le grammature.

Poi c’è la farsa della testina (e non siamo in macelleria): ricordo infatti che ogniqualvolta si doveva cambiare la testina/puntina, si andava dal proprio negoziante di fiducia con un pezzo di braccio del piatto. Qualche volta andava bene e semplicemente la si sostituiva sullo chassis precedente; altre volte, invece, si riusciva a salvare solo chassis ma si doveva cambiare tipo o financo marca di testina; in certi casi cambiavi tutto.
Tornato a casa dovevi sistemare e, infine, tarare la grammatura di lettura che non era sempre la stessa per tutti i dischi.
Divertimento? Molto poco.


                                                                                                                      Steg



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domenica 22 dicembre 2019

LA MIA POVERTÀ È PIÙ ELEGANTE DELLA TUA? – parte 2 (Tombstone series – 51)


LA MIA POVERTÀ È PIÙ ELEGANTE DELLA TUA? – parte 2
(Tombstone series – 51)

Il porta buoni-pasto di Louis Vuitton.
A mo’ di seguito a un precedente post ([1]).


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domenica 29 settembre 2019

SE ALQUILAN COXXNES (Sniper series – 40)


SE ALQUILAN COXXNES
(Sniper series – 40)

Beh mi sembra evidente che la gente è ridotta a non avere più un orgoglio e una dignità propri.
Quindi ormai – non avendo, nemmeno, danaro per comprarsene un paio – noleggia, a tempo, un paio di palle.
Quando è scaduto il noleggio, lo si nota subito: busi duri che si ammorbidiscono a loro parcella/fattura saldata, per esempio.

Per i sensibili, ho preferito intitolare in Castigliano questo post, con un paio di “x” censoree.


                                                                                                                      Steg



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domenica 3 febbraio 2019

SELF LOVE KILLS (Sniper series – 39)


SELF LOVE KILLS
(Sniper series – 39)

 

Talvolta, ammiro le persone con molto amor proprio.

Poi penso alla pubblicità di una catena di supermercati, alla morte a 39 anni di Boris Vian e alla Queen of Hearts di Alice in Wonderland: “Now, here, you see, it takes all the running you can do, to keep in the same place. If you want to get somewhere else, you must run at least twice as fast as that”.

 

Così mi critico ancora una volta, rivolgo anche un pensiero a Raymond Radiguet (morto più giovane di Sid Vicious) e vedo di affrettarmi.

 

 

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mercoledì 10 ottobre 2018

“TIRARE CON LA BIANCA”: LA PREVALENZA DELLA SOSTANZA SULLA FORMA (Sniper series – 38)


TIRARE CON LA BIANCA”:
LA PREVALENZA DELLA SOSTANZA SULLA FORMA
(Sniper series – 38)

 

Potrebbe essere il contraltare allo “Sniper series – 37” questo.

 

Frequentavo il liceo: un giorno arrivo in palestra – judo - e vedo sul tatami il nipote del titolare (lo scoprirò dopo) che sta facendo un poco di randori: indossa judogi e cintura bianca. Mi rivolgo a qualcuno che era lì e dico: “mi sembra un po’ forte per essere una bianca”, mi risponde che puoi sempre “tirare” con una cintura di colore inferiore al tuo “grado”.

 

Londra, estate 1984: nello studio di “solicitors” in cui facevo pratica trovo un volume di citazioni: incappo nella seguente di Niccolò Machiavelli: “Perché non i titoli illustrano gli uomini, ma gli uomini i titoli” (De’ discorsi: capitolo XXXVIII del libro terzo). Mi ero laureato da un paio di mesi e in modo diciamo “soddisfacente”.

 

Milano, fra il 1984 e il 1985: noto che una collega di studio firma senza indicare il titolo professionale, del resto già si trova sulla carta intestata.

 

Per un po’ di anni, nessuno mai indicava il titolo accademico aggiuntivo al proprio nazionale, prodromico alla carriera professionale, nella carta da lettera.

 

C’è ancora qualcuno che si presenta quando telefona dicendo solo nome e cognome, niente “dottor”, “professor”, …
Ma sono sempre meno quelli che “tirano con la bianca”.

 

 

 

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lunedì 24 settembre 2018

RAMPE E MEDIOCRITÀ: BARRIERE INTELLETTUALI (Sniper series – 37)


RAMPE E MEDIOCRITÀ: BARRIERE INTELLETTUALI 
(Sniper series – 37)

 

Ispirato dalla affermazione, non nuova, ripetuta anche lo scorso 21 settembre 2018 a Pordenone da Arturo Pérez-Reverte: per cui la tendenza attuale è il livellamento verso la mediocrità, con la distruzione delle élite, cui si aggiunge l’incapacità di vedere il bene e il male (con ragazzini delle elementari cui la maestra sequestra la spada e la pistola, dicendo che “c’erano i pirati buoni” …), mi pare che il mondo rischi di diventare il paradiso degli skateboardisti.

 

Rampe d’accesso in luoghi dove non servono se non a occupare spazio. Ridurre le barriere architettoniche non significa distruggere la architettura, altrimenti sdraiamo ogni torrione e ogni torre, asfaltiamo Venezia ed eliminiamo i suoi ponti o riduciamoli a scivoli.

 

Salvo, però: trovarsi magari in un ufficio pubblico che occupa un palazzo intero ed ha un solo accesso per chi è in sedia a rotelle; i montascale fuori uso nelle stazioni di metropolitana (sarebbe più saggio rendere agibili tutti i mezzi di superficie e non “sperare” che ogni disabile sfrecci in metropolitana, con la carrozzina che urta contro una bicicletta, magari).

 
 

In conclusione: si stanno costruendo barriere intellettuali, ben più gravi di quelle architettoniche.

 

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