"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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mercoledì 5 novembre 2025

I “CATTIVI” INVECCHIANO E CHIEDONO COMPASSIONE (in margine a Julie Burchill)

 

I “CATTIVI” INVECCHIANO E CHIEDONO COMPASSIONE

(in margine a Julie Burchill)

 

Fra i tanti libri de rigueur “sul” punk ce ne è uno che ho addirittura classificato fra i pochi (credo di averlo riletto una quarantina di anni fa, non più tardi, che sputacchiava in faccia a noi giovani che cercavamo, magari, una copia “with picture sleeve” di un singolo ([1]).
Schierato, anche, molto contro Siouxsie and the Banshees (causa bracciale con svastica di Siouxsie Sioux nell’autunno 1976).

 

Il libro è The Boy Looked At Johnny – The Obituary of Rock and Roll, di Julie Burchill e Tony Parsons ([2]).
I due erano giovani, belli e le penne più velenose del settimanale New Musical Express.  
Poi sono invecchiati, male.

 

Julie “Cruella” Burchill ([3]) ora è malata, in sedia a rotelle e trova dignità di ri-pubblicazione da parte di Morrissey ([4]).

 

Ecco perché credo che anche oggi onorare Tonito ([5]) con il badge che lo qualificava “bastard by choice” sia un gesto di sincera amicizia.

 

 


                                                                                                                      Steg

 

 

 

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giovedì 7 marzo 2019

IGGY POP O DEL CERCARE DI INVECCHIARE (note a margine di un film documentario e altro)


IGGY POP O DEL CERCARE DI INVECCHIARE
(note a margine di un film documentario e altro)

Due premesse: una generale e una personale.
Se Iggy Pop non avesse instradato Johnny Thunders all’eroina, forse la storia musicale sarebbe stata almeno cronologicamente diversa, anche per Sid Vicious.
Avevo in progetto, per una testata online un lungo post dedicato a The Stooges, avevo anche il titolo: “Il tappeto di Fun House”, ma non ho nemmeno iniziato a scriverlo.


Da alcuni anni mi contrappongo a coloro i quali dicono che gli ultimi album di Iggy Pop sono blandi: in particolare le critiche sono rivolte a Après e a Préliminaires.


A parte alcune interessanti conferenze fra cui una canadese del 2016 ([1]), io sono partito da due sue canzoni: “The Departed” ([2]) e “American Valhalla” ([3]), per considerare un po’ il senso della vita che ti rimane. Una disamina che prima o poi arriva ad essere quasi naturale, almeno per alcuni, quando si invecchia.


Il romanzo di Michel Houellebecq La Possibilité d'une île ([4]) resta ancora da leggere ([5]), ma nel frattempo ho visto il film To Stay Alive – A Method ([6]), che mi pare un’opera cinematografica meno angosciante di quanto sia dipinta, e che presenta Iggy Pop anche al di fuori del suo ruolo di narratore.

E torniamo alla vecchiaia.
Iggy Pop che guida una Rolls-Royce in cui quasi si perde: vuol dire qualcosa?
Iggy Pop che ha una gamba vistosamente più corta di qualche centimetro dell’altra.

La voce di Pop la trovo sempre rassicurante, anche quando nella sua collaborazione con gli Underworld ([7]) canta di certe situazioni, ormai impossibili, come in “Bells & Circles”.

Ma nella stessa sede troviamo riflessioni su età e amici nella canzone “I’ll See Big”. 

Questo artista è diventato un saggio cui rivolgersi? Oppure anche solo un riferimento con cui dissentire ([8]) ma da trattare con rispetto?
Meglio che non tenti nemmeno dei paragoni con l’Italia, dove mi pare che alla età anagrafica degli artisti siano da aggiungere 20 anni per capire perché non riescono mai a incuriosire il pubblico ([9]).

Ecco, se questa fosse una relazione da convegno, avrei potuto intitolarla “Attualità intellettualmente stimolante di Iggy Pop”.


[Forse questo post sarà riveduto nel tempo]



                                                                                                                      Steg



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[1] A Montreal: per la Red Bull Music Academy: https://www.youtube.com/watch?v=Y0C6FkGrsWw.
[2] Contenuta in Ready To Die, album attribuito a Iggy And The Stooges.
[3] Contenuta in Post Pop Depression.
[4] Del 2005, titolo pressoché identico nella traduzione italiana apparsa nel 2006: La possibilità di un’isola.
[5] Cui fa compagnia anche una copia di Serotonina del 2019 nell’ammasso cartaceo personale.
Sarebbe poi interessante sapere se qualcuno dei critici del più recente Iggy Pop sono appassionati del letterato francese o, più probabilmente, del suo più recente romanzo.
[6] Restare vivi – Un metodo, per l’edizione italiana che peraltro è sottotitolata dall’originale.
[7] Si tratta dell’EP Teatime Dub Encounters del 2018.
[8] Io, ad esempio, ancora non ho trovato la unicità degli Sleaford Mods. Ma d’altronde nemmeno quella di The Fall di Marc E. Smith.
[9] Mi permetto di rimandare a un mio post recente: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2019/02/e-pensare-che-non-volevamo-alcunche.html. Ivi illustro cosa ancora significhi essere cresciuti anche culturalmente con punk e post-punk.


martedì 12 marzo 2013

LA VECCHIAIA “SIMPATICA” NON MI PIACE (Sniper series - 11)


LA VECCHIAIA “SIMPATICA” NON MI PIACE
(Sniper series - 11)

 
Premessa stilistica: nella mia prosa cerco di evitare i luoghi comuni e la “sinonimia senza referenti” che pullula nello scrivere contemporaneo.
Spero di riuscirci.

 

Fra le cose che mi schifano ci sono anche tutte quelle affettazioni stilistiche che spesso si risolvono in immissioni moleste nell’altrui sfera esistenziale (cfr. articolo 844 del codice civile) di eccentricità cromatica senile.

 

I maestri assoluti, con il nostro danaro, sono i parlamentari dalle singhiozzanti e croniche mutazioni nelle montature degli occhiali da vista, sciaguratamente colorate.

 

Poi ci sono le scarpe metallizzate: ma cosa vuoi argentare o dorare, vecchia?
Di pari rango, infimo, le sportivissime sneaker (ma non si chiamavano scarpe da tennis? O al più da corsa?) calzate da vecchi sessantenni Cialis-propelled: dite semmai che non riuscite più a reggere neanche un paio di loafer sfoderate.

 

Poi si salutano tutti con “ragazze” e “ragazzi”: non riescono ad illudere nemmeno loro stesse/i questi vessilliferi di malcelata menopausa e andropausa.

 

Beh gli strumenti ve li ho dati, potete proseguire voi l’indagine (certo il cre(a)ti(v)o direbbe detection).

 

Ecco perché David Bowie si veste “da” vecchio e non lo è. Perché non è un pagliaccio.

 

                                                                                              Top Shooter

 

 

© 2013 Top Shooter
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