"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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domenica 15 marzo 2026

LA “DE-ONGARIZZAZIONE” (incompiuta)

 

LA “DE-ONGARIZZAZIONE”

(incompiuta)

 

Nel 2023 pubblicai un post intitolato come questo: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2023/05/la-de-ongarizzazione.html.

Non pensavo potesse avere un seguito.

 

Anno 2026, ma anzi 2025 ([1]): è pubblicato un romanzo breve di Marco Steniner ([2]): il marito di Patrizia Zanotti ([3]).

Il libro si intitola Un riflesso nel buio ([4]) ed è ambientato in Venezia e Laguna.

A un certo punto compare l’isola di San Servolo ([5]), ed ecco … seppur incidentalmente, ritrovare Franca Basaglia, moglie di Alberto Ongaro e sorella di Franco Basaglia ([6]).

 

Strani incontri nelle acque della, già, Serenissima.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Grottesco colophon: “prima edizione ottobre 2025”, ma volume stampato a novembre..

[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Steiner.

Curioso che sua moglie non abbia una voce su Wikipedia.

[3] La più stretta collaboratrice di Hugo Pratt.

https://www.linkedin.com/in/patriziazanotti/.

lunedì 24 novembre 2025

GLI ABBANDONATI DA HUGO PRATT

 

GLI ABBANDONATI DA HUGO PRATT

 

Ho ricevuto da un amico, e Esperto, del – dell’altro – materiale su Hugo Pratt e tento quindi una ennesima ricognizione sul tema, pur senza usare il nuovo materiale.

 

Esiste un libro, non celeberrimo, che riunisce molte delle persone abbandonate, in un modo o nell’altro, da Hugo Pratt: Je me souviens de PrattConversations à Malamocco ([1]).

 

Ho scelto l’aggettivo abbandonato siccome non voglio andare per estremi a sproposito.
Fra i lasciati dal Maestro di Malamocco ci sono la, seconda, moglie (divorziarono? Chissà) Anne/Ann/Anna Frognier ([2]) e i loro figli Silvina ([3]) e Giona (o Jonas).

 

E poi, “ovviamente”, Alberto Ongaro ([4]).

 

Ma nei ricordi messi per iscritto compaiono anche i due collaboratori storici: Guido Fuga e Lele Vianello ([5]).
Le loro considerazioni sono nel già citato Je me souviens de Pratt, come quelle della moglie di Fuga: Mariolina Pasqualini.
Notevole mi pare questa battuta di Fuga: “Pratt avait l’amitié taxi: il payait, il montatit à bord, mais on savait qu’il rescendrait!” ([6]).

 

E Lele Vianello: “Mah … ti dirò: nel periodo di Malamocco i rapporti con Ongaro si erano fatti duri per una serie di comportamenti di Hugo che Ongaro non riteneva corretti” ([7]).
E ancora Vianello parla di “inferiorità” ([8]) sofferta da Pratt.

 

 

Ogni tanto occorre domandarsi se i grandi artisti dovrebbero – talvolta e almeno con i propri cari e amici – fare un bagno di umiltà o se la modestia sia in contraddizione col talento: “Hugo Pratt apparteneva alla stessa razza degli Hemingway, Orson Welles, John Huston e di tutti coloro che, consapevoli del proprio talento, sono interessati a coltivare solo se stessi” ([9]).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Volume a cura di Michel JANS, St Egrève, Mosquito, 2013.
Ricco di belle foto, ma di immagini prattiane neanche l’ombra, eccettuata qualche vecchia copertina e disegni “giovanili”.
[2] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2012/11/hugo-pratt-quanto-ancora-ce-da_17.html
[3] Le sue memorie sono in un libro che si dovrebbe avere in due lingue. Di Alberto Ongaro la bella “Prefazione”, in Silvina PRATT, Con Hugo, Venezia, Marsilio, luglio 2008. Si tratta della edizione italiana, ma questa prefazione è solo qui contenuta, di Avec Hugo, Paris, Flammarion, 2005.
[4] Un mio dotto lavoro su di lui potrebbe rischiare una pubblicazione in più parti o in altra e meno estesa forma nel blog … potrebbe.
https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2014/03/in-difesa-di-alberto-ongaro-ma-ancora.html
https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2019/12/un-romanzo-davventura-di-alberto-ongaro.html
https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2023/05/la-de-ongarizzazione.html
https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2025/01/un-libro-non-orfano-ancora-alberto.html
[5] Piccola nota di colore: una “guida” alla Venezia di Corto Maltese, intitolata Corto Sconto (gioco di parole) in prima pubblicazione aveva solo loro due come autori, che poi divennero posposti a Pratt in edizioni successive inclusa quella più recente.
[6] Je me souviens de Pratt, cit.,, p. 97.
[7] Vianello intervistato il 12 settembre 2020 a Bruxelles da Augusto Q. BRUNI, in Corto Maltese dietro le quinte, Vedano al Lambro, Edizioni Paginauno, 2021, pp. 9 ss., a p.10. L’intera risposta consta di una decina di righe evocando sia Romanzo, sia la intervista per L’Europeo.
[8] A. Q. BRUNI, op. cit., p. 12: Bruni “Una specie di senso di inferiorità?”: Vianello “… di inferiorità verso Ongaro”; Bruni: “Ah! Non verso Oesterheld?”: Vianello “No, proprio verso Ongaro. C’è una intervista rilasciata alla RAI alla presentazione de Il romanzo di Criss Kenton al Salone del libro di Torino dove lui ha preteso e ottenuto che si scrivesse e si parlasse di Hugo Pratt scrittore”.
[9] Alberto Ongaro, “Prefazione”, in Silvina PRATT, Con Hugo, cit., p. 9.
Per coerenza metodologica, ho deciso di indicare i riferimenti generali a queste tre celebrità, anche perché credo che nel tempo saranno sempre meno riconoscibili dal pubblico: https://en.wikipedia.org/wiki/Ernest_Hemingway, https://en.wikipedia.org/wiki/Orson_Welles, https://en.wikipedia.org/wiki/John_Huston.

venerdì 19 settembre 2025

IL SUO NOME ERA TRAVEN, B. TRAVEN (a half sketch)

IL SUO NOME ERA TRAVEN, B. TRAVEN

(a half sketch)

 

Credo sia dato acquisito che io sono un lettore quasi esclusivamente di opere letterarie del (e dal - in poi) ventesimo secolo (eccezione Salgari. Da leggere ho Il Conte di Montecristo e il Don Quijote, ambo sugli scaffali. Fuoriclasse Poe - tutto, dovrei -; Conrad molto; Stevenson abbastanza; e Melville “il solito”: quindi torniamo a Tu sanguinosa infanzia di Michele Mari).

 

Ebbene, anni fa incontrai uno di quei libri che compro siccome so che, nella migliore delle ipotesi non mi ricorderò il loro titolo, nella peggiore e irreparabile sono classificati dalla plebe come introvabili (si trova ancora agevolmente).
Il titolo e il sottotitolo non menzionano Traven.

 

Se siete già andati a compulsare Wikipedia, vi conviene interrompere la lettura: dovete leggere il libro e poi decidere se comprare (che significa avere da qualche parte da leggere) o meno Traven.
I libri di Traven in traduzione fra l'altro sono degli oggetti gradevoli da tenere fra le mani.

 

Dunque Vittorio Giacomini si è imbarcato in una impresa disperata come certe tesi di laurea, che vengono citate nelle più dotte bibliografie di altrettanto dotti e completisti testi biografici (credetemi: non solo le migliori tesi di letteratura non diventano libri per tutti. Ma lo divengono invece certe tesi poveramente compilatorie e prive di spunti nuovi).
Giacomini quindi offre al lettore L’arte dell'inganno ([1]).
È un libro avvincente, siccome mi sembra di ritrovarci “tutti” quelli che mezzo secolo fa non interessavano molto, se non a Oreste del Buono e ai suoi sodali: per le masse forse Traven fu letto da Hugo Pratt, per i solitari forse Traven fu letto da (o anche da, quando erano amici lui e “Ugo”) Alberto Ongaro.

 

A voi.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Roma, Fandango Libri, 2011.


venerdì 17 gennaio 2025

UN LIBRO NON ORFANO: ANCORA ALBERTO ONGARO

 

UN LIBRO NON ORFANO: ANCORA ALBERTO ONGARO

 

Ho comprato, è stata in vendita per almeno due anni (eppure avevo anche “spiegato” ai librai chi fosse il destinatario della dedica), la copia che Alberto Ongaro dedicò “con “ammirazione” a Beniamino Placido del suo romanzo La Taverna del Doge Loredan, è anche una prima edizione (1980).

 

Non conosco la grafia di Placido, ma ritengo che tutte le sottolineature e le annotazioni (sempre a inchiostro di penna a sfera) su questo volume siano sue.
Inchiostro: rosso secco e scuro (forse un nero sbiadito?), blu, nero. Una scrittura oscillante fra maiuscolo e minuscolo, quasi nervosa.
Un libro vissuto eppure con una legatura solida e una sovraccoperta in stato quasi eccellente.

 

Mi ha sorpreso il risguardo della quarta di copertina: in blu campeggia in agitato stampatello “PRATT” in riferimento a Un romanzo d’avventura, sempre di Ongaro e di dieci anni precedente, ivi indicato, che Placido rende “Romanzo” correggendo la iniziale sempre a penna.

 

La copia arriva da una libreria inglese.
Così tutto si fa più avventuroso.

 

                                                                                                                      Steg

 

 Dedica dell'Autore a Beniamino Placido (collezione privata)

 

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lunedì 15 maggio 2023

LA “DE-ONGARIZZAZIONE”

 

LA “DE-ONGARIZZAZIONE”

 

Evito un post scriptum.
Alberto Ongaro, infatti, è stato oggetto di più di un mio post ([1]).

 

Una “notizia” vecchia e una nuova, in riferimento agli editori e curatori, i medesimi in termini societari ([2]), di due volumi dedicati a Hugo Pratt.

 

Anno 2016: è pubblicato un volume/catalogo di mostra intitolato Hugo Pratt - Incontri e passaggi.
Si cita almeno tre volte l’articolo a firma Alberto Ongaro “L’Orson Welles dei fumetti”, senza mai indicare il suo autore ([3]).

 

Anno 2023: ripubblicazione in volume dell’adattamento dell’Odissea di Omero, titolo odierno “Ulisse”, pubblicato dal Corriere dei Piccoli nel 1963-1964 come “L’Odissea”.
Ma il testo non è più di Franca Ongaro ([4]), sorella di Alberto ([5]) e Vezio Melegari ([6]), si è, esplicitamente, optato per un “nuovo testo”, a firma di Fabrizio Paladini e Marco Steiner.

 

Tutto certamente fattibile, soprattutto (o almeno) nel caso della saga omerica, però …

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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venerdì 31 dicembre 2021

HUGO PRATT: HORA CERO? (Tombstone series – 75)

 

HUGO PRATT: HORA CERO?

(Tombstone series – 75)

 

Quando Hugo Pratt non portava l'orologio.

Ho avuto l'onore di intervistarlo al Napoleon, alla prima colazione. Se ben ricordo, io che arrivavo da Montecatini optai per una cup of tea.

E ricordo una battuta a proposito dell'orologio da polso perché io - che lo porto dalla primavera millenovecentosessantasette - sono un cultore della puntualità come lo era lui”.

(Stefano Galli, Facebook, 30 dicembre 2020)

 

Hugo Pratt […] La telefonata da Londra lo aveva sorpreso mentre stava spogliandosi […], l’orologio fosforescente ancora allacciato” (Alberto Ongaro, Un romanzo d’avventura, Milano, Mondadori, 1970, p. 7 e Casale Monferrato, Piemme, 2008, p. 5).

 

Chissà.

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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mercoledì 27 ottobre 2021

CORTO È MENO “SCONTO” (note minime a margine di un libretto) (Prattiana Series)

 

CORTO È MENO “SCONTO”

(note minime a margine di un libretto) (Prattiana Series)

 

“Corte Sconta detta Arcana” è il titolo di una storia lunga di Corto Maltese, di Hugo Pratt ([1]).
La parola “sconta” significa “nascosta” in veneziano ([2]).

 

Partendo da un poco più lontano, ricordo un mio messaggio alla fine di dicembre 2019, che non ebbe risposta, via Facebook al Professor Antonino Saggio in risposta a un suo bell’articolo, trovato online, in cui si citava da un libro pubblicato privatamente da sua madre, la signora Milena Guarda ([3]).
Tema dell’articolo era la giovinezza di Hugo Pratt.

 

Ogni tanto gli algoritmi di ricerca automatica sono cortesi: ecco quindi che giorni fa mi compare un libro, circa cinquanta pagine, autore il Professor Saggio dal titolo Sopra i tetti di Venezia – Alla ricerca di Corto Maltese.
Il libro è molto godibile, con il solo difetto della qualità “da fotocopiatrice del mezzanino del metro circa 1975” delle fotografie di Leone Frollo – molte – che sono la spina dorsale del volume.
Compratevi il libro.

 

Tesi del volume, condivisibile, è che Hugo Pratt si ispirò a Gian Carlo Guarda, suo amico di gioventù, per la figura di Corto Maltese e, financo, per il nome di battesimo del massimo eroe creato dal Maestro di Malamocco. Gli elementi a conferma di questa tesi ci sono tutti.

 

L’altro connotato contenutistico del volume è che Gian Carlo Guarda era molto più alto di Pratt.
E qui mi permetto due considerazioni: la prima mi vede autocitarmi. Scrivevo, infatti – QUOTE – Quel fumettaro che avevo scoperto quando ancora non era, per fortuna, un idolo delle masse di lettori e a cui dissi, con discreta sfacciataggine incontrandolo a Lucca nel 1976: “credevo che lei fosse più alto”, dopo avergli chiesto “Scusi Lei è Hugo Pratt?” ed ottenendo come risposta “Sssi fra le tante cose sono anche Hugo Pratt. – UNQUOTE ([4]).

 

In effetti, pare curioso che: pur citando ([5]) da Un romanzo d’avventura di Alberto Ongaro ([6]) Antonino Saggio abbia dimenticato di ricordare le pagine in cui il libro narra degli sforzi bonaerensi per diventare più alti (di Hugo e Paco, il coprotagonista e amico scomparso a Londra) ([7]).

 

Come credo di aver già scritto, poi, Hugo Pratt oltre a nascere Ugo Prat, si è anche firmato Ugo Pratt (o per lo meno “Pratt Ugo”) ai suoi esordi.

 

 

                                                                                                                      Steg


 POST SCRIPTUM (del giorno dopo)

Evidentemente non è cambiato niente: la foto che ha dato il via alla ricerca di Antonino Saggio, nel catalogo della mostra Hugo Pratt da Genova ai Mari del Sud (autunno-inverno 2021-2022) continua ad essere riprodotta (a pagina 98) con la data (il solo anno) sbagliata e anonimi sono gli “amici” di Pratt.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

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[1] Prima edizione mondiale sul numero 1 di Linus del gennaio 1974, ma si tratta di una sola tavola. Qualche purista declina “detta” con la maiuscola.
Ci vorranno oltre tre anni per vederla pubblicata per intero.
Quasi contestuale è la sua pubblicazione in Francia con il titolo “Corto Maltese en Siberie”.
Questo episodio della vita del marinaio de La Valletta ha raggiunto presto dignità storica per la comparsa fra i personaggi del Barone Roman Nicolaus von Ungern-Sternberg, in russo Roman Fëdorovič Ungern fon Šternberg.
[2] Ben comprendo perché Giovanni Arpino temesse fra le cause di morte di dialetti e lingue locali le virgolette senza scampo.
[3] Il libro è ancora disponibile – o meglio è di nuovo disponibile – su Lulu Press e si intitola Di padre in figlio, data 2018.
[5] Dalla edizione del 2008 di Piemme.
[7] Si cfr. le pagine 221-223 nella precitata, seconda, edizione.

giovedì 26 dicembre 2019

UN ROMANZO D’AVVENTURA DI ALBERTO ONGARO: o il libro che inventò il personaggio di Hugo Pratt (Steg about Steg Series - 4)


UN ROMANZO D’AVVENTURA DI ALBERTO ONGARO: 
o il libro che inventò il personaggio di Hugo Pratt
(Steg about Steg Series - 4)



Epigrafe dalla prima edizione, mia prima copia


Puntini sulle “i”: leggete bene il sottotitolo del post, che potrebbe essere anche “il libro” che ha costruito la personalità pubblica di Hugo Pratt.

Premessa: Hugo Pratt nasce Ugo Prat, e in qualche tavola giovanile si firma “Pratt Ugo” ([1]).
Ve lo diranno in pochi, questo, lo dice curiosamente un documentario televisivo per il canale Arte: Hugo Pratt- Trait par trait di Thierry Thomas ([2]).

°     °     °

Un romanzo d’avventura di Alberto Ongaro ([3]) è pubblicato da Mondadori nell’aprile 1970 ([4]), sarà anche vincitore del Premio Campione d’Italia.
In questa edizione, non avrà mai una ripubblicazione.
È un volume con la classica copertina mondadoriana azzurro scuro, titolo in lettere dorate, una sovraccoperta bianca con alette e in copertina una vignetta tratta dall’avventura in cui esordisce Corto Maltese: Una ballata del Mare Salato del 1967 ([5]).
Nel 1970 Pratt non è ancora famoso, tanto che nel suo documentario Thomas lo introduce in viaggio per Parigi alla ricerca di una collaborazione.
Dal frutto di quella, trovata presso la testata Pif, collaborazione, nasceranno le storie brevi del marinaio nato a La Valletta le quali in Italia saranno inizialmente pubblicate in modo non filologico da Mondadori in volume e poi dal mensile Linus.
Ergo, il non ancora Maestro di Malamocco non avrebbe avuto di che lamentarsi, si dovrebbe pensare; invece egli pubblica quasi a tamburo battente Le pulci penetranti ([6]), onestamente invecchiato male, e certamente non aiuta la fatica ongariana ad avere il successo – almeno come long seller – che essa avrebbe meritato.

Occorre attendere l’anno 2008, dunque tredici anni dopo la morte di Pratt ([7]), per vedere l’opera ongariana non di maggior successo ma più ricercata: questa volta i tipi sono di Piemme, con qualche leggera variante anche in termini di paginazione ([8]).

°     °     °
Sì ma il romanzo?
Beh, a parte un assaggio già in un mio post qui precitato, esso si snoda lungo una notte insonne di Hugo Pratt nell’attesa di una telefonata risolutiva da Londra quanto alla sorte (morte) dell’amico Paco che nell’opera è citato, una volta sola mi pare, con il suo vero nome: Francesco:
La storia si svolge in settembre, la casa di Pratt è a Venezia ([9]) in Calle della Testa, ed egli è dichiarato quarantenne: ma quarantenne alle prese con Una ballata del Mare Malato, oppure con la conclusione di Fort Wheeling ([10])?
La lettura del 1970 (o degli anni settanta, comunque) non rende onore alla messe di riferimenti contenuti nel romanzo: vi è tutto quel Pratt-più-grande-della-realtà che Alberto Ongaro ridisegnerà (se volete “sic”) nella famosa intervista “Una sera con Pratt, l’Orson Welles dei fumetti” ([11]).

°     °     °

Io la prima copia di Un romanzo d’avventura la recuperai (mio regalo a richiesta?) in ragione della sua recensione sul mensile Linus, probabilmente da parte di Oreste Del Buono che lo definisce un romanzo per lo meno affiancabile senza sfigurare a Under the Volcano di Malcolm Lowry.
Erano tempi in cui si trovavano i libri per anni, prima che fossero posti fuori catalogo.
Quella copia è usurata, ad essa ne sono seguite altre, per più ragioni.
Ho l’impressione che non pochi abbiano sottovalutato questo libro, salvo poi pentirsi e non sentirsela di cercare a caro prezzo una copia della prima edizione (come l’Amico Reali) e, magari, qualcuno si è lasciato passare sotto il naso anche la riedizione del 2008 (a quanto mi risulta l’ultima).
Non c’è chiusura se non che questo post si pone nella “Steg about Steg Series” per ragioni ormai evidenti ai più.
E senza rovinarvi il finale, qui trovate, anche, un finale.

°     °     °

Finale: il Romanzo si chiude con una immagine che è forse una citazione, ma di cosa non si dice.
Credo di averlo scoperto nel 2019: la citazione è un omaggio a Sherlock Junior: film muto con protagonista Buster Keaton.
Devo la scoperta alla postfazione al romanzo, pubblicato postumo, di Sergio Villa intitolato Wilderness ([12]).


                                                                                                                      Steg


Locandina/manifesto per la prima edizione, collezione privata 

Le tre edizioni a me note




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[1] Ad esempio in quella mezza tavola consistente di sette vignette di cui quella in basso a destra in calce si chiude con la dicitura “Indian Lore”.
[2] Si trova ogni tanto su YT, se siete fortunati in lingua francese, oppure in lingua tedesca.
[4] 292 pagine.
[5] Numeri 1 e seguenti de Il Sgt. Kirk edito da Ivaldi di Genova.
[6] Venezia, Edizioni Alfieri, 1971.
Poi ripubblicato in Francia dapprima come Avant Corto e poi come En Attendent Corto; in Italia come Aspettando Corto. Le riedizioni constano di pagine aggiuntive e altro.
[7] E verosimilmente dopo la abbondantemente avvenuta scadenza del termine massimo ventennale quanto al contratto dell’autore con Mondadori.
La citazione omessa si riferisce agli ammutinati del Bounty.
Di essa vi fornisco la mia scheda editoriale quanto alla prima edizione: “Roma, Archivio Internazionale della Stampa a Fumetti, 25 ottobre 1972, pp. 253, hardcover, formato albo. Acquerello di copertina inedito. Tre introduzioni di: Claudio Bertieri, Pratt e Piero Zanotto accompagnate da acquerelli inediti di Pratt (le prime due) e da copertine a colori di Frontera più una foto di Pratt (la terza); prefazione e fumettografia di Florenzo Ivaldi accompagnata da foto di Pratt”.
[11] Data la non semplicissima reperibilità, pur partendo dalla scheda del compianto Amico, a maiuscola, Roberto Reali, vi fornisco quella, corretta di un refuso di Dominique Petitfaux: Alberto Ongaro, « Una sera con Pratt, l’Orson Welles dei fumetti », L’Europeo, n°43, 25-10-73 (repris dans Gianni Brunoro, Corto come un romanzo, Dedalo, 1984, puis sous le titre « Une soirée avec Pratt » dans Hop !, n°9, 9-76, et 37 bis, 3è trimestre 1985, intégré au texte dans Claude Moliterni, Pratt, Seghers, 1987, et repris dans Corto Maltese littérature dessinée, Casterman, 2006). L’ultima riedizione ha anche una versione italiana, dunque con il testo originale: Hugo Pratt Corto Maltese - Letteratura disegnata, Roma, Lizard, 2006.
[12] Novara, Interlinea, 2019.