"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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mercoledì 8 luglio 2026

FRANCIS BACON (più confidenziale) (Facebook Down Series – 293)

 

FRANCIS BACON
(più confidenziale)
(Facebook Down Series – 293)

 

Non vorrei essere considerato ripetitivo.

Non lo sono perché gli intervistati sono diversi.

 

https://www.youtube.com/watch?v=Ek8EXF8rAYw

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

 

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lunedì 6 luglio 2026

FRANCIS BACON (con mia invidia) (Facebook Down Series – 292)

 

FRANCIS BACON
(con mia invidia)
(Facebook Down Series – 292)

 

Se gradite un video di aneddoti per nati nel 1959 (o giù di lì): lui è il figlio di Ken Russell (il che, forse, ha aiutato).

 

https://www.youtube.com/watch?v=jjIi2nVy-V8

 

 

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lunedì 15 giugno 2026

FRANCIS BACON, PAUL VALÉRY E IL GATTO DEL CHESHIRE (Facebook Down Series – 275)

 

FRANCIS BACON, PAUL VALÉRY E IL GATTO DEL CHESHIRE

(Facebook Down Series – 275)

 

Purtroppo le citazioni sono tutte di seconda mano.

 

Qualcuno, poi, sottolinea come la popolarità (eufemismo a contrario) della citazione arrivi da Gilles Deleuze … 

 

Comunque, questo è quanto:

“’L'art moderne veut le sourire sans le chat’, affirmait [Francis] Bacon citant Paul Valéry, il signifie par là qu'il veut la sensation sans l’ennui du moyen de transmission” ([1]).

Il riferimento è a Lewis Carroll e al suo Alice in Wonderland.

 

Mi pare che dall’arte moderna si sia passati alla quotidianità.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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martedì 12 maggio 2026

HO COMPRATO UN CATALOGO D’ASTA (Facebook Down Series – 256)

 

HO COMPRATO UN CATALOGO D’ASTA
(Facebook Down Series – 256)

 

Ho comprato un catalogo d’asta, non è la prima volta.
Monumentale, prezzo da rivista: 10 Euro.

 

Ho scoperto questa editoria, costola dei cataloghi di mostre, qualche lustro fa ma non si trattava di arte superiore. Era l’asta per (i pezzi principali) “memorabilia” concernenti Sex Pistols, Vivienne Westwood e Malcolm McLaren. Non ricordo se me lo inviò la casa d’aste oppure lo trovai in una bancarella molto selettiva nel centro di Milano (circa Piazza Meda).

 

Poi c’è il catalogo dell’asta, ben più recente (2022) di oggetti appartenuti a Sir Michael Caine.

 

Nel caso di specie, un solo quadro, un autoritratto di Francis Bacon che è ospitato in copertina con un buon corredo critico.
Casa d’aste straniera: Sotheby’s.

 

Se non diventa filatelia o entomologia, questi acquisti si rivelano spesso casuali ritrovamenti a buon prezzo.
Il che mi pare non sia poco.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 23 marzo 2026

BERLINO, BLITZ KIDS E CCCP-FEDELI ALLA LINEA (Facebook Down Series - 232)

 

BERLINO, BLITZ KIDS E CCCP-FEDELI ALLA LINEA

(Facebook Down Series - 232)

 

Continuando nella lettura del libro sulla scena Blitz di Robert Elms ([1]), e data la inesorabilità della tavola sinottica anche per argomenti non storici per tutti, devo concludere che il “non è mai successo niente in Italia” affligge anche i due maître à penser Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni: arrivarono a Berlino con anni di ritardo.

 

Non che Steve Strange, Robert Elms, Rusty Egan et al fossero innovatori, ma lo riconoscevano (il debito weimariano, cum Christopher Isherwood, etc. era loro ben noto).

Peraltro, Elms e Chris Sullivan in quella fine 1979 tesaurizzarono una scritta letta nella – divisa – ex capitale tedesca: “Spandau Ballet”.

 

 

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domenica 28 dicembre 2025

IN FAVORE DEL LIBERO ARBITRIO, CONTRO CERTE PUBBLICITÀ

 

IN FAVORE DEL LIBERO ARBITRIO,

CONTRO CERTE PUBBLICITÀ

 

Ci sono pubblicità che non servono, anzi sono deleterie.

E io le vieterei.

 

Nessuno ha mai scelto - in ragione della pubblicità - di:

-          optare per una marca di sigarette;

-          preferire una bevanda alcoolica;

-          appassionarsi a un gioco a pagamento.

 

Quindi vietiamo tutte le relative pubblicità, lasciando le persone bere, fumare e giocare (anche rovinandosi, ma - ma - senza che qualcuno genericamente gli evochi quella eventualità senza offrirgli alcun appiglio. Poi, tanto, solo gli spiriti superiori penseranno ai casinò di Sanremo e della Costa Azzurra e a “dei” Landolfi e “dei” Bacon quando perderanno in misura “suturabile” oppure no).

 

I più attenti miei lettori (oppure no), peraltro, sanno che Francis Bacon era anche un consumatore di alcoolici.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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giovedì 5 giugno 2025

FRANCIS BACON – INATTUALITÀ AUDIOVISIVE (Facebook Down Series - 129)

 

FRANCIS BACON – INATTUALITÀ AUDIOVISIVE
(Facebook Down Series - 129)

 

Pivotale intervista a questo “diamond geezer”: Edward Onsloe:

https://www.youtube.com/watch?v=45J3B4euIK8

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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venerdì 23 maggio 2025

SUEDE: ASSOCIAZIONE DI PENSIERI (Steg about Steg Series – 9)

SUEDE: ASSOCIAZIONE DI PENSIERI

(Steg about Steg Series – 9)

 

 

Ho avuto l’occasione, raccolta, di assistere a due concerti milanesi degli Suede.
Uno nel 1993 al City Square (senza andare a cercare erano non certo celeberrimi. Ebbi uno scazzo così feroce con l’amico del mio amico T.L., che cancellai la visione del Gran Premio a casa di T.).

 

Altro assistito ma non visto, siccome ero impegnato in balconata a parlare con James Dean Bradfield ([1]) dei Manic Street Preachers – che aprivano per loro ed erano la ragione per essere al Rolling Stone quella sera ([2]).
Era l’autunno 1994 - ancora da allora (31 anni) affisso il manifesto del tour sul muro di casa mia assieme ad altri tre manifesti eroici (e credo così sempre resteranno, salvo trasloco e qualcuno mi chiedesse di comprarli).

 

Beh, io gli Suede li scoprii siccome “piacevano” a S&TB.
E che formazione avrebbero avuto i Banshees con Bernard Butler? Vicina per qualità a quella avuta con John McGeoch.

 

Comunque quando penso agli Suede mi viene in mente Jeffrey Bernard ([3]) con la “sua” Londra e, di sponda artistica a geografica (anche prima dell’album degli Suede del 2025), Francis Bacon ([4]).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] E con MSZ, conosciuta minuti prima, ivi. Dove sei, oggi? Una sciuretta mi sa.
Apprezzai molto, mesi dopo, quando mi dicesti, con garbo: “a me i ragazzi piacciono più giovani di me” e io certo non potevo dichiararmi al secondo anno di università ... Ma sei stata una buona amica (e mi sa che si andò a vedere un concerto di David Bowie nel 1996).

martedì 20 maggio 2025

“TI CONOSCO MASCHERINA!” (la copertina del nuovo album degli Suede) (Facebook Down Series - 124)

 

“TI CONOSCO MASCHERINA!”
(la copertina del nuovo album degli Suede)
(Facebook Down Series - 124)

 

Con discreta fanfara è annunciato il nuovo album degli Suede:

https://superdeluxeedition.com/news/suede-antidepressants/

 

Diciamo che vado sulla fiducia, siccome l’immagine di copertina è la sorta di rifacimento di una celebre foto in bianco e nero di John Deakin che ritrae Francis Bacon, pubblicata nel numero di luglio di Vogue UK del 1962 (di cui posseggo copia, oggi è inaccessibile quanto a prezzo: circa ottuplicato).

Sarebbe un “album postpunk”, in fondo anche Bacon era post punk.

 

 




                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 15 luglio 2024

NERO, ROSSO, FORCHETTE, STELLE (la morte della critica gastronomica)

 

NERO, ROSSO, FORCHETTE, STELLE

(la morte della critica gastronomica)

 

Di ritorno da una gita, a Torino, dove pretenziosi (credo “sinceramente democratici”) osti stanno con le natiche strette quando capiscono che sin da subito la trattoria da pretenziosi (appunto) va bene per i clienti che lottano fra variabile e fisso (il tasso del mutuo immobiliare): un sorso di acqua dalla bottiglietta celata, siccome ordinare una minerale costa.

Ma io ho 60 anni molto abbondanti di frequentazione di tavoli di ogni genere e classe.

 

Il titolo di questo post declina e sintetizza la Guide Rouge Michelin.

Poi quasi mezzo secolo fa (non ho voglia, quindi tempo, di precisare) cominciano le guide alternative di pennivendoli italiani che per un pasto gratis ...

Qualche duro e puro (o è meglio dire irriducibile) cè. Ma alla fine Edoardo Raspelli prende abbagli come Veronelli (il Luigi, ma molto Gino) smascherato con pesce da banco surgelati (leggi Findus) scambiato per soglioletta dell’adriatico non di allevamento.

 

Ma anche i clienti, ormai: nessuno sarebbe mai andato a cena senza giacca in un “quattro forchette” (in realtà esse incrociavamo, ciascuna, un coltello).

 

E il colore rosso? Beh “ameno”.

Come mi pare fosse ameno il ristorante Bibendum (piaceva anche, e molto, a Francis Bacon), più o meno dalle parti di Kensington (London). Alloggiato, più che ubicato, in un garage della Michelin.

Cerchio chiuso.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 15 aprile 2024

PIÙ CHE I MIEI AFFARI DI BIBLIOFILO … (libri orfani – 2)

 

PIÙ CHE I MIEI AFFARI DI BIBLIOFILO …

(libri orfani – 2)

 

Sono altrui gli stupidari.

 

Non faccio un affare pagando cinque Euro una copia di un numero di FMR (volgarotte le pubblicità fra cui - sandwich - stanno le eleganti pagine della rivista) con un servizio su una mostra dedicata a Francis Bacon, ma a Londra, poco meno di 40 anni fa, direi.

 

La fretta degli eredi (ricordate il mio post sui libri orfani? ([1])), invece, fa sì che una dedica di cinque righe di Fulvio Tomizza a Enzo Bearzot del 1972 si compri a due (2) Euro.
Mi sono commosso: eppure io non ho mai tifato, mai tifo e mai tiferò la nazionale italiana di calcio, gli è che vorrei morire a Trieste, da Milanese un poco Furlano.

 

 

Piuttosto triste, anche, la dedica scoperta dopo l'acquisto di un libro (a 5 Euro) con i profili di illustri Milanesi.
Per chi lo ho comprato? Per Emilio Tadini, ma anche per Giorgio Porcaro e - non abbastanza, mai - le parole di Paolo Brera (RIP) sul padre Gianni.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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domenica 24 dicembre 2023

CHAMPAGNE UNA ATTITUDINE (Season's Greetings 2023 – 5)

 

CHAMPAGNE UNA ATTITUDINE 

(Seasons Greetings 2023 – 5)

 

 

Lo champagne è una attitudine.

 

La dimostrazione è già presente nell’esergo del blog: “Champagne for my real friends, real pain for my sham friends” ([1]), che io ho deciso di attribuire a Francis Bacon.

 

Come probabilmente ho già scritto, ma non ho molta voglia di cercare, a casa mia lo champagne aveva una strana esistenza.
Ai miei genitori non piaceva molto, a Natale ne arrivavano in regalo cassette da due, tre, anche sei, bottiglie, che venivano ammassate da qualche parte.
Cinquanta anni fa nessuno si sarebbe mai fatto scrupolo a far bere a un minore di quattordici anni due dita di champagne in occasioni conviviali, ed infatti i miei primi assaggi risalgono agli undici dodici anni, direi nei “cenoni” del Club Mediterranee.
Fu così che io cominciai ad essere “il G...i porta lo champagne” alle feste delle medie inferiori; senza alcun criterio di scelta, sebben ricordo che per ultime, in epoca liceale, furono smaltite le bottiglie di Cristal (scoprii lustri dopo quanto costava … e la leggenda del fondo piatto delle sue bottiglie).

 

Qualche anno dopo rammento che chiesi lumi ad un padrone di ristorante in Brianza se ci fosse un errore nella lista oppure se il tipo “cramant” e il tipo “cremant” fossero diversi.

 

Ho memoria, anche, che mi divertiva molto trovare sulle etichette delle bottiglie lo “appointment” della Casa Reale britannica.

 

Ho sempre considerato il nazionalismo pro spumante piuttosto misero ([2]), anche perché la corsa era per arrivare a un vino che “sapesse come lo champagne”.

 

Una trentina di anni fa, consumando sempre da solo (come oggi) le bottiglie di casa, ogni tanto al supermercato mi compravo una bottiglia di Krug ([3]): alternativa ai soliti non millesimati più o meno popolari, più o meno decaduti.

 

Comunque, in casa una bottiglia c’è sempre, perché non si sa mai.

 

 

 

                                                                                                                       Steg

 

 

 

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[1] https://en.wikipedia.org/wiki/Champagne_for_my_real_friends,_real_pain_for_my_sham_friends
[2] Sebbene un amico di famiglia ci regalasse uno spumante che era alla altezza dello champagne, e di ciò gli sono sempre stato grato.
L’amico c’è ancora, lo spumante non più, per ragioni indipendenti dalle sue volontà.
[3] Oggi non mi sarebbe possibile, e reputo il prezzo fuori mercato, se non fosse che lo è anche il prezzo dei suoi concorrenti.

mercoledì 1 dicembre 2021

DELL’ACCAPPATOIO

 

DELL’ACCAPPATOIO

 

In italiano: accappatoio.

In francese: peignoir.

In inglese: bathrobe.

In spagnolo: bata de baño.

In tedesco: bademantel.

 

È un capo ambiguo (e non solo nelle immagini che esso evoca nelle varie lingue), in fondo: si contende una intimità anche sensuale con la vestaglia; combatte sportivamente con quelle – sempre vestaglie – dei pugili; è re delle competizioni natatorie.

 

Poi c’è la spugna e c’è la ciniglia disperata di Quentin Crisp, o di una diva che non può (più?) permettersi le mise de maison (anzi mansion) di Gloria Swanson in Sunset Boulevard.

 

Ma io penso a lembi strappati di accappatoio ed asciugamani lordi di colore sui pavimenti di 7 Reece Mews nello studio di Francis Bacon.

 

L’accappatoio è un simbolo di caduta sociale o artistica, oppure di decadenza mentale.
L’accappatoio può essere insolente e quasi perenne oppure nervoso e discinto.

 

Penso ancora ai brandelli di bathrobe nello studio di Bacon e mi chiedo quanto l’accappatoio abbia trasceso il proprio significato nell’esistenza del pittore.

 

Penso infine, e con licenza di sbagliarmi, che nella stanza di Elisabeth e Paul de Les Enfants terribles sicuramente sta almeno un peignoir maltrattato e abusato.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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martedì 22 giugno 2021

THIERRY ARDISSON (The “NO” Series -1 )

 

THIERRY ARDISSON
(The “NO” Series - 1 )

 

Il post su Thierry Ardisson dovevo scriverlo molti anni fa (si veda infra).
Il materiale non manca, senza dovere io attingere ai social: due suoi libri e soprattutto qualche DVD.

 

Per chi non è già passato ad altro, preciso che Ardisson è un tipo come l’ex Presidente ([1]) francese Nicholas Sarkozy, coi tratti somatici di un tenente colonnello della Légion Étrangerè di quelli duri e bastardi ([2]).

 

In effetti quest’uomo di “spettacolo culturale” (è una categoria intellettuale?) è un monarchico, come quel Jacno ([3]) che era l’anima degli Stinky Toys ([4]) e poi (dove è finito il suo giglio “realista” all’occhiello?) rielaborò l’elettronica per l’Esagono ([5]).
Perché Ardisson – cognomen omen? – è uno che cammina a piedi nudi sulle braci senza mai scottarsi. Si bruciano e muoiono invece i suoi invitati nelle trasmissioni televisive che nei decenni ha condotto: da Francis Bacon a Serge Gainsbourg, a Jacno (appunto), a Daniel Darc, a Bashung, alle vive-ma-morte-esteticamente come Isabelle Adjani.

 

Una trasmissione come “Lunettes noires pour nuits blanches” ([6]) la televisione italiana non la avrà mai. Ardisson, per chi non lo avesse capito, è: il Maurizio Costanzo dell’after hour, l’Enzo Biagi benzedrinato come Graham Greene, il Bruno Vespa che attacca il telefono in faccia al Papa che lo ha chiamato.
Degna di menzione è anche la successiva trasmissione “Paris Dèrniere” ([7]).

 

Ardisson è disegnato da Jack Kirby e quindi ha tutti i propri capelli e tutti i denti sanissimi; egli ci disprezza e io (con altre due persone) spero in una sua nuova trasmissione e un suo libro in cui racconti uno squallido aneddoto su Johnny Hallyday.

 

Nota tecnica: questo post non cambia di una virgola vivo o morto Thierry Ardisson. Ma io che non aspiro all’immortalità debbo pubblicarlo mentre sono vivo.

 

 

 

PRE SCRIPTUM

 

Quello che segue era l’inizio del 2012 del post, entrambi i filmati sono ancora disponibili.

  

THIERRY ARDISSON (wish I could be like)

 

Thierry Ardisson è ormai un signore in età, anche perché certamente non ha rinunciato a una sigaretta o a un bicchiere nelle “sue” trasmissioni.

 

https://www.youtube.com/watch?v=fD2BYJRyswA (stringa per Thierry Ardisson chez lui, interview sans langue de bois – TOMCAST).

https://www.youtube.com/watch?v=cB-h3PVAd8E (stringa Le Divan, verosimilmente febbraio 2015)

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

POST SCRIPTUM DEL 2024

 

Bel documentario dell’ottobre 2023, sarei approssimativo se non ve lo consigliassi, finché dura.

https://www.youtube.com/watch?v=KxMtfUFTdXc

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

La firma di Ardisson 
(meno imitabile di quelle di certi pittori)

 

 

 

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[1] Anche in ragione di Michel Polnareff: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2014/06/michel-polnareff-e-la-bambolina.html .
[2] Da 1er REP e “torneremo vincitori in Indocina e Algeria.
[3] Curioso caso di pseudonimo preso da altro pseudonimo.
[4] Così carina la cantante e fidanzata di Jacno in quella foto sulla copertina del Melody Maker: la foto meno rappresentativa in riferimento al 100 Club Punk Festival del 20-21 settembre 1976.
[5] Insieme ai più che leggendari Mathématiques Modernes. Si cfr. https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2015/11/edwige-o-intorno-ai-nostri-morti.html .
[6] È un titolo più The Velvet Underground o Jean-Pierre Melville?
[7] Fra gli ospiti Jacno, Daniel Darc e Bashung. In questo blog ho scritto più o meno su tutti loro.