"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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giovedì 11 giugno 2026

PIERRE LEMAITRE E ARTURO PÉREZ-REVERTE (dissertando sull’ovvio)

 

PIERRE LEMAITRE E ARTURO PÉREZ-REVERTE

(dissertando sull’ovvio)

 

Sono capitato su questo dialogo: https://www.youtube.com/watch?v=z6Bgno_Zkcc

Con qualche dispendio di mezzi per le traduzioni da parte degli organizzatori dell’incontro.

 

Orbene: ci si aspetta di sentire qualche pensiero nuovo.

Per nulla.

 

Privi di sostegno giuridico ultrasecolare, i due illustri scrittori Pierre Lemaitre e Arturo Pérez-Reverte ci (e “si”?) spiegano, un poco malamente, che quel che conta non è l’idea, bensì la forma.

Dell’opera dell’ingegno, si sta parlando ([1]).

Per una ora circa.

 

Altro principio notorio, è che l’opera per essere tutelabile deve avere: una “forma identificabile”, un minimo di “originalità” e di “novità”.

Elenco di scrittori antichi e moderni nel dibattito (pare ci si fermi a Francis Scott Fitzgerald).

 

Fine.

Peccato.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 



[1] Andate a leggervi l’articolo 1 della legge n. 633 del 22 aprile 191 e l’articolo 2575 del Codice Civile.

martedì 9 giugno 2026

LA GUERRA, LA MORTE, ARTURO PÉREZ-REVERTE (per non finire stupidi) (Facebook Down Series – 274)

 

LA GUERRA, LA MORTE, ARTURO PÉREZ-REVERTE

(per non finire stupidi)

(Facebook Down Series – 274)

 

Presentazione dell’ultimo libro, non o poco da lui voluto, di Arturo Pérez-Reverte: Enviado Especial.
Presentazione con un bravo intervistatore: https://www.youtube.com/watch?v=emt2GrMcxow

 

Cosa è la morte?/Cosa succede quando muori?
Circa: “uno ti prende l’orologio, vendono i tuoi libri, qualcuno si mette con la tua donna” ([1]).

 

Nota stilistica: nella versione originale, al posto di “vendono i tuoi libri”, chi parla dice: “prendono il tuo fucile”.

 

Buona sera.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Il periodo prosegue: “se la hai/con il tuo uomo, se lo hai”.

martedì 20 agosto 2024

EUROPA? (Facebook Down Series – 62)

 

EUROPA?

(Facebook Down Series – 62)

 

Quando “ero” su Fb, ogni tanto caricavo uno scritto breve di Arturo Pérez-Reverte.

Nonostante lo Spagnolo castigliano sia lingua negletta: aiutatevi coi traduttori, nel caso.

 

Evidentemente, anche chi subisce le immigrazioni può cominciare a odiare la propria “casa” ([1]).

 

https://www.zendalibros.com/oikofobia-odiar-la-casa-donde-vives/

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

 

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giovedì 14 marzo 2024

“BACK TO REVERTE”: e torno a scrivere di un gentiluomo che scrive, anche, di gentiluomini di fortuna (Sketches series 32)

 

“BACK TO REVERTE”:
e torno a scrivere di un gentiluomo
che scrive, anche, di gentiluomini di fortuna
(Sketches series 32)

 

“To revert”: in lingua inglese significa, fra l’altro, “ritornare.
Back to Mono: è il titolo di una gloriosa antologia dedicata (quando non si “usava”) a uno dei più grandi produttori artistici ([1]) ma anche produttore di fonogrammi ([2])) di tutti i tempi: Phil Spector ([3]) ([4]).
Phil Spector, Arturo Pérez-Reverte, … li giudicherà la storia.

 

Dopo dieci anni il mio post dedicato a Arturo Pérez-Reverte ([5]) si risolve in qualcosa di monco.
D’altro canto, non ha nemmeno senso aggiornarlo come fosse una modesta voce enciclopedica on line.
Quindi seguono qui semplici lampi.

 

Il suo romanzo “puro” ([6]) da me preferito è La carta esférica: ivi compaiono altresì con massima dignità gli albi delle storie (fumetti) di Tintin ([7]).
Arturo Pérez-Reverte è un appassionato di fumetti, anche (non sorprenderà) di Corto Maltese.

 

Spiazzante è La Reina del Sur: può anche indurre a cercare uno o due altri romanzi di questo “genere”.

 

Fuori dalla narrativa, di statura per lo meno vicina a Territorio Comanche, è per me importante Los barcos se pierden en tierra ([8]).

 

Ogni altra indicazione sarebbe troppo personale, però – aneddoticamente – sappiate che in Italia la copertina “originale” de El Italiano fu sicuramente censurata ([9]) sostituendo un incursore della Regia Marina con l’immagine di spalle di una formosa ragazza.

 

A Roberto Bolaño ([10]) non solo non piaceva Pérez-Reverte, ma lo considerava letterariamente quasi modesto ([11]).
Resuscitasse oggi, chissà …, ma forse lo farebbe comunque bersaglio di una critica ideologicamente woke?

 

Ah: sì lo lessi El club Dumas (prima o poi affronterò la saga del Capitan Alatriste).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

dalla collezione privata

 

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[1] “Il produttore artistico ha il ruolo di porsi fra l’artista-interprete-esecutore, il produttore di fonogrammi e il mero tecnico del suono.

“Al produttore artistico, cioè, è affidata la funzione di:

·         coadiuvare AIE e PdF nella scelta delle opere musicali da registrare,

·         coordinare, in misura più o meno apprezzabile, la realizzazione delle registrazioni impartendo suggerimenti all’AIE, ai musicisti (e più in generale a tutti gli artisti non “principali”) ed ai tecnici che si occupano materialmente della effettuazione delle registrazioni,

·         auspicabilmente fornire anche una impronta particolare alle registrazioni o meglio alle registrazioni che saranno poi commercializzate, impronta che, senza la sua attività, non ci sarebbe” (autocitazione).

[2] “Il produttore di fonogrammi è la persona fisica o giuridica che assume l'iniziativa e la responsabilità della prima fissazione dei suoni provenienti da una interpretazione o esecuzione o di altri suoni o di rappresentazioni di suoni” (articolo 78, primo comma, legge n. 633, del 22 aprile 1941).

[3] Chi della mia generazione dichiara, essendo cresciuto col punk, di conoscerlo sin “da prima” (di End of the Century) mente a meno che non sia un beatlesiano.

https://en.wikipedia.org/wiki/Phil_Spector.

[5] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2014/12/arturo-perez-reverte-sketches-series-19.html

[6] El pintor de batallas è autobiografico, per sua ammissione: https://www.youtube.com/watch?v=IfUyYlQSe5c

[9] Non è regola che le copertine rimangano uguali, ma nel caso di specie avrebbe avuto senso mantenere quella spagnola.

[11] Si veda, edizione italiana, Il gaucho insopportabile, Milano, Adelphi.

mercoledì 6 dicembre 2023

RIFUGI E “BARCHE”: tentativi di note d’avventura (Sketches series – 31)

 

RIFUGI E “BARCHE”: tentativi di note d’avventura

(Sketches series – 31)

 

Premessa classificatoria: questo è il primo post della serie che non riguarda persone.
Data la frammentarietà, preferisco mantenere questa categoria.

 

Premessa linguistica: uso nel titolo la parola “barche” in omaggio a Arturo Pérez-Reverte ([1]), in ragione del titolo di un suo libro non propriamente narrativo del cui titolo originale si è voluta una traduzione letterale: barche, appunto, nella edizione in lingua italiana ([2]).
D’altronde, siccome la classificazione si effettua, secondo principi tecnici, in base alle modalità di virata, un sottomarino si inclina in virata all’interno come una barca e non come una nave, però un sottomarino ha un uso in superficie maggiore di un sommergibile ([3]).

 

La considerazione che origina queste riflessioni, però, mi è giunta nella lettura del finale di uno scritto di Renato “Mercy” Carpaneto in cui si evoca, e non a caso ma direi per il suo “signore” Sandokan, Mompracem ([4]).
Ecco, allora mi chiedevo, considerando Emilio Salgari: per Sandokan Mompracem, mentre per il Corsaro Nero ([5]), sebbene nobile ([6]) è un vagabondo (in senso nobile) dei mari con la “sua” Folgore, una nave.

 

Diventa allora obbligata (ben tardiva per me, certo) la riflessione: il Corsaro Nero non ha quasi pace ([7]), non ha un rifugio.

 

E il sommergibile?
Beh è il Nautilus del Capitano Nemo, eroe verniano, il quale, però, ha un rifugio nella “isola misteriosa”.

 

 

[CONTINUA; CREDO INEVITABILMENTE]

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2014/12/arturo-perez-reverte-sketches-series-19.html
[2] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2015/04/le-traduzioni-sono-sempre-democratiche.html
[3] Per entrambi più genericamente si può parlare di mezzi navali e allora le cose si complicano.
[4] L’intervento, intitolato “Sincronicità ‘19”, è contenuto in # Restiamo Fiumani, Milano, Bietti, 2020, a cura di Andrea Scarabelli (Aa. Vv.).
Il passo è il seguente: “È nostro dovere preservare con ogni mezzo le nostre Reggenza del Carnaro, le nostre Mompracem, le nostre Foreste di Sherwood dello Spirito”. C’è un intero arcipelago corsaro, celato dalle nebbie, una riserva d’indocilità e coscienza […] (pagg. 83-84). Lo scritto si chiude non casualmente con questo monito “Noi ci saremo. Con il pugnale tra i denti e la granata nella destra” (idem, pag. 84).
[5] Pressoché unanimemente ritenuto il miglior eroe creato dallo scrittore veronese.
[6] Conte di Roccabruna (o Roccanera), signore di Ventimiglia e di Valpenta.
[7] “Quasi” siccome coronerà il suo amore per Honorata Wan Gould e i due avranno una figlia: Jolanda.

giovedì 27 settembre 2018

ADAM BRANDON E KIRK ANT: COMANDANTI DI UNA LEGIONE (DECIMA?) DIMENTICATA


PREMESSA

 

Questo post in bozza risale al 2013.

Da allora sono morti non pochi artisti, i due di cui scrivo sono ancora, per fortuna, vivi.

Siccome in cinque anni ho visto tante barche perdersi a terra (cfr. Arturo Pérez-Reverte) ho deciso di buttarvi in pasto questo scritto così come è.

Nemmeno mi preoccupo delle evidenze in rosso (passi da correggere o aggiornare), che lascio.

 

Ah, certo, una aggiunta c’è, di un autore a me caro: il precitato Arturo Pérez-Reverte, con Il pittore di battaglie; Territorio comanche; La carta sferica e, evidentemente, Le barche si perdono a terra.

 

27 settembre 2018,

 

 

                                                                                                          Steg

 

 

 

 

ADAM BRANDON E KIRK ANT: COMANDANTI DI UNA LEGIONE (DECIMA?) DIMENTICATA

 

Io ideologicamente sto al fianco degli sconfitti dalla vita. Sconfitto si declina defeated, non loser.

Per i non eroi rivolgetevi, appunto, altrove.

 

È appena (gennaio 2013) uscito un album di Adam Ant, già fioccano recensioni fra il dileggio e il compatimento.

Fra qualche settimana, non vi dico quando (dovete meritarvelo), potreste assistere a un concerto di Kirk Brandon in Italia.

Ant e Brandon: due eroi musicali nell’oblivio ingiusto del presente stupido.

 

Leggenda vuole che la decima legione fosse a guardia personale di Giulio Cesare, unico Cesare.

 

Noi siamo i legionari agli ordini di Ant e Brandon e di tutti gli altri condottieri degni degli allori di Kommandeur e Kommandeurin: “My happiness depends on knowing my friend is never alone ...” ([1]).

 

Baffi “settimi doppi” alle maniche, le maschere dell’odio tespiano ad ornare le nostre ussare giubbe, noi sempre pronti a confutare (non ho scritto “ignorare”) gli “ordini alieni”, “è solo propaganda” e il “ridicolo non è nulla di cui aver paura”.

 

“Ma cosa scrive questo?”, diranno i miei affezionati (non più “piccoli”) “lettori”.

 

Beh, occorre sempre provare qualcosa emotivamente, per non morire intellettualmente, quindi fino a che le lied dei comandanti suscitano emozioni saremo, appunto, vivi.

 

Volevo solo tirarvi un secchio d’acqua in faccia, non vorrei che vi addormentaste.

 

Autori consigliati, in nessun ordine:

- Emilio Salgari, Il Corsaro Nero

- Carlo Collodi, Pinocchio

- James M. Barrie, Peter Pan and Wendy

- Vamba, Il giornalino di Gian Burrasca

- Friedrich Nietzsche, whatever (non è un titolo)

- Jean Cocteau, Les Enfants terribles.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] “Party’s Fall”: Siouxsie & The Banshees.

lunedì 24 settembre 2018

RAMPE E MEDIOCRITÀ: BARRIERE INTELLETTUALI (Sniper series – 37)


RAMPE E MEDIOCRITÀ: BARRIERE INTELLETTUALI 
(Sniper series – 37)

 

Ispirato dalla affermazione, non nuova, ripetuta anche lo scorso 21 settembre 2018 a Pordenone da Arturo Pérez-Reverte: per cui la tendenza attuale è il livellamento verso la mediocrità, con la distruzione delle élite, cui si aggiunge l’incapacità di vedere il bene e il male (con ragazzini delle elementari cui la maestra sequestra la spada e la pistola, dicendo che “c’erano i pirati buoni” …), mi pare che il mondo rischi di diventare il paradiso degli skateboardisti.

 

Rampe d’accesso in luoghi dove non servono se non a occupare spazio. Ridurre le barriere architettoniche non significa distruggere la architettura, altrimenti sdraiamo ogni torrione e ogni torre, asfaltiamo Venezia ed eliminiamo i suoi ponti o riduciamoli a scivoli.

 

Salvo, però: trovarsi magari in un ufficio pubblico che occupa un palazzo intero ed ha un solo accesso per chi è in sedia a rotelle; i montascale fuori uso nelle stazioni di metropolitana (sarebbe più saggio rendere agibili tutti i mezzi di superficie e non “sperare” che ogni disabile sfrecci in metropolitana, con la carrozzina che urta contro una bicicletta, magari).

 
 

In conclusione: si stanno costruendo barriere intellettuali, ben più gravi di quelle architettoniche.

 

                                                                                                                      Top Shooter

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2018 - 2021 Top Shooter
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giovedì 30 aprile 2015

LE TRADUZIONI SONO SEMPRE DEMOCRATICHE?


LE TRADUZIONI SONO SEMPRE DEMOCRATICHE?

 

L’argomento lo ho già affrontato, ma sotto un profilo parzialmente diverso ([1]).
Oggi lo riprendo con altri nomi e cognomi, quanto agli autori – e con loro i lettori – beneficiati o sfavoriti dalle traduzioni.
 
Mi picco di saper leggere qualsiasi testo in lingua inglese moderna; credo di poter leggere abbastanza in Francese e anche in Spagnolo.
Qualche volta, però, capita che un volume sia disponibile a prezzo migliore in edizione italiana: faccio l’esempio di Surf city (titolo orginale Tapping The Source) di Kem Nunn, volume comunque di difficile reperimento: buona traduzione.
 
Mi sono accorto della bravura di alcuni traduttori dei romanzi di Hugues Pagan ([2]) quando ho trovato delle note a piè pagina che segnalavano riferimenti non evidenti nell’edizione originale ([3]), a parte “il puntino prima del numero” nella descrizione del calibro delle armi da fuoco che apprezzo sempre.
 
Apprezzo le dichiarazioni d’intenti e le note a fine volume dei due traduttori di Acqueforti di Buenos Aires (ovvero Aguafuertes porteñas) di Roberto Arlt.
 
I problemi sorgono quando si scopre che il traduttore strafà (per assurdo è proprio quando il traduttore pensa di diventare autore senza considerare il valore dell’opera originale), oppure non conosce l’argomento; può capitare anche contemporaneamente. Ciò a detrimento dei bravi traduttori.
 
Arrivo così a Arturo Pérez-Reverte ([4]), autore che pretende le accentazioni secondo la vecchia grafia castigliana nella propria lingua, e per il quale (o meglio anche per il quale, anche oltre ai suoi lettori migliori) le parole usate contano e una cattiva traduzione è come un paio di scarpe impolverate calzate esibendo un abito di buona fattura.
Ecco così che le due (non c’è riferimento di chi ha tradotto cosa) traduttrici della raccolta di scritti intitolata Le barche si perdono a terra (letterale traduzione dell’originale Los barcos se pierden en tierra) mi buttano lì, in poche pagine: un’espressione di tipica matrice romanesco-laziale; anziché prodursi in una nota a piè pagina esplicativa al riguardo trasformano due corpi dotati di loro denominazione precisa in “carabinieri” e “poliziotti” nella loro descrizione; poi mi trovo (Pérez-Reverte è un estimatore di Emilio Salgari) a leggere che Emilio (rectius il Corsaro Nero) sarebbe di “Roccanera” anziché di Roccabruna (o Roquebrune, di questi tempi). Non sono dettagli.
In questo caso, la traduzione non è più democratica – in quanto essa rende disponibile anche a chi non conosce la madrelingua dell’autore la sua opera cercando di mantenere fedeltà e stile –, bensì diventa fuorviante e financo onerosamente elitaria: chi conosce l’argomento (pochi) e la lingua i  cui è scritta l’opera è costretto a ricostruire l’esposizione dell’autore.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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