"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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venerdì 13 febbraio 2026

SENZA FUTURO

 

SENZA FUTURO

 

Il problema non è essere senza futuro.

Il problema è credere di averlo.

 

Capire i Sex Pistols non è poi così semplice e, soprattutto, consolante.

 

Da qui in poi, le spiegazioni sono inutili: io rimango incendiario e la quasi totalità della umanità nasce, nasce, già pompiere ([1]).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Per i distratti: leggete Pitigrilli. Non ascoltate Ligabue, il menestrello non il pittore.

domenica 14 settembre 2025

L’ARRIVO DELLA SAGGISTICA MUSICALE MONUMENTO? (Facebook Down Series - 148)

 

L’ARRIVO DELLA SAGGISTICA MUSICALE MONUMENTO?

(Facebook Down Series - 148)

 

Escludiamo i cosiddetti “coffee table book”: quelli pesanti (pesanti) che stanno sopra il tavolino.

In un mese mi trovo a fronteggiare:

-          l’autobiografia di Kevin Rowland, di cui si vocifera un possibile secondo volume;

-          Una oral history di Paul Weller di oltre 760 pagine;

-          Un saggio biografia attraverso 168 canzoni dei Manic Street Preachers: oltre le 550 pagine.

I più attenti già sentivano questo odore ai tempi di England’s Dreaming di Jon Savage ([1]), a dire il vero.

 

È la storia di noi no future, in qualche modo.
Gli altri vanno ai concerti coi genitori e/o con i figli, preferibilmente tre generazioni: poveri loro (senza nemmeno punto esclamativo).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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mercoledì 11 gennaio 2017

“DOVREM[M]O ACCENDERE CANDELE AL ROCK ‘N’ ROLL”: GENERAZIONE” PURTROPPO NON PIÙ “COMBUSTIBILE”? (scritto con la punta del pugnale di un ragazzo perduto)


DOVREM[M]O ACCENDERE CANDELE AL ROCK ‘N’ ROLL”: “GENERAZIONE” PURTROPPO NON PIÙ “COMBUSTIBILE”?

(scritto con la punta del pugnale di un ragazzo perduto)

 

Ce la menano con i baby-boomer e la generazione X (quella di Douglas Coupland, purtroppo per noi, infatti la “g” che le riservo è minuscola).

 

Invece le classi a cavallo fra ‘57 (appunto, cioè Enrico Ruggeri cui devo le citazioni di cui consiste il titolo di questo post ([1])) e ‘62 del ventesimo secolo sono qui, ancora, senza più possibilità di bruciarsi e solo con la prospettiva di consumarsi male.

Parlo dei maschi pre-andropausa, ché le femmine hanno pure la menopausa ad arrivare prima.

 

Facciamo il punto?

Chi ha potuto non ha gettato la propria gioventù, fatta anche di oggetti (ecco perché ho scritto altrove di magliette provocatorie: “Destroy”, “Cowboys” e “Tits”) e almeno può fustigarsi e poi leccarsi le ferite auto inflitte - che comunque significano lucida e orgogliosa coscienza del proprio passato - e magari raccontare qualcosa.

 

Otto lustri fa “no future” significava il nulla davanti.

In fondo non era male: voleva dire bruciarsi nel fiore degli anni: nessuno pensava a una propria famiglia, nessuno.

 

Oggi il futuro mancante invece significa per tutti coloro che non si ribellano intellettualmente e soccombono alla quotidiana routine: sopravvivere fra scadenze ansiogene di pagamenti che non consentono assenze di oltre due settimane oppure una banca che paga tutto senza nessun controllo; figli da mantenere; un/a coniuge (o ex).

 

Alza la testa ribelle ‘77!

Per fare cosa? Per essere vivo, evidentemente. Per pensare.

Per non essere quello che 40 anni fa sarebbe stato bersaglio dei tuoi stessi sputi: ricordi gli eroi per un giorno? I ragazzi che “oscillavano” bowianamente? Il quarto di secolo di vita come data di propria scadenza? Non ti vergogni di quel che sei diventato anziché bruciare (cfr. Neil Young)?

 

La dignità comincia da se stessi.

 

Vogliate accettare con benevolenza le sbavature nella forma e gli artifici pirotecnici di questo scritto.

Non il suo contenuto, che è lucido e preciso e quindi non chiede alcuna comprensione di comodo.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Rispettivamente dalle canzoni “Decibel” e “Generazione combustibile”. La “m” in parentesi quadra è una licenza poetica.