"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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lunedì 19 maggio 2025

AZZARDO RIMA CON USSARO (NIMIERIANA) (Facebook Down Series - 123)

 

AZZARDO RIMA CON USSARO (NIMIERIANA)

(Facebook Down Series - 123)

 

Piccola, ulteriore, appendice nimieriana.

 

Niente Pléiade per chi fece entrare in essa (e prima nella “Blanche”) Louis-Ferdinand Celine, ma solo un omnibus economico: per Roger Nimier.

Il 2 ottobre 2025 gli sarà dedicato un volume nella collana “Quarto” di Gallimard (appunto).

 

In Italia venderà quattro copie, ma dieci persone millanteranno di averlo nei propri scaffali.

Conosco me e gli altri due (la quarta la lascio aperta).

 

Ringrazio l’amico M. R. per la segnalazione precisa (io indicai il “Quarto”).

 

Per la rima traducete in francese.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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martedì 7 gennaio 2014

FRANÇOISE SAGAN (Sketches series - 9)

FRANÇOISE SAGAN

(Sketches series - 9)

 

Credo di aver deciso di leggere “qualcosa” di Françoise Sagan dopo la sua morte, nel 2004 il 24 settembre, in seguito a un obituary ben scritto (fra le mie carte ho reperito quello di Le Monde).

 

Si tratta di un personaggio indubbiamente in grado di affascinare: fa parte di quel branco di lupi francesi del secondo dopoguerra dotati di un edonismo che in Italia si è poco conosciuto in letteratura ([1]), all’epoca.

 

Del resto di motori e morte nell’Esagono ho già scritto, Françoise scampa la seconda conseguente ai primi (Aston Martin distrutta, nel 1957), ma non può non finire nella legione dei caduti su polmoni ormai a brandelli ([2]) e d’altro canto anche l’alcool (e le droghe (non leggere)?) certo non aiutavano.
Eppure muore quasi di vecchiaia a 69 anni.

 

Non bella da giovane ma ..., un waif che potrebbe piacere a Kate Moss ([3]).

 

Bisessuale (suo figlio ha ormai passato i 50 anni).

 

Forte giocatrice d’azzardo.

 

Vittima in Italia (come altri letterati) del luogo comune del titolo di un libro citato senza cognizione di causa, ovvero il suo esordio Bonjour tristesse.

 

Vittima in Italia, anche, di essere valutata come “donna autrice per donne” per quel che ricordo, forse in quanto non schierata politicamente a sinistra (sebbene amica, realmente, del presidente della repubblica francese François Mitterrand, socialista).

 

Copiosa la sua produzione letteraria e inesaurita la sorgente di biografie a lei dedicate.

Pertanto, mi fermo entro lo schizzo e indico (senza giudizi) due documentari:

https://www.youtube.com/watch?v=DigC5xXK05k

https://www.youtube.com/watch?v=uacYJ6G8U8s

 

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Evito di addentrarmi nel delicato argomento nouvelle vague cinematografica, ove come quasi tutti milito per i due pilastri: A Bout de souffle e Le 400 coupes, preferendo il primo solo in ragione del suo tristo finale e di Djinn (Patricia) Seberg (cfr. Schlock, n. 6, 2013, p. 146 ss. per questo spelling del suo nome).
[2] Rimando ai post: “In Francia si muore da artisti”; “Roger Nimier” e “Il ritorno dell’Ussaro Blu” (nelle note).
Ovvero:
https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2013/03/in-francia-si-muore-artisti-e-si-puo.html
https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2011/11/roger-nimier.html
https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2012/09/ilritorno-dellussaro-blu-rogernimier.html
[3] Attendo ovviamente critiche al riguardo di quest’ultima: non si tratta della mia modella preferita, ma ne rispetto le capacità e la britannicità.
Considerando che nella produzione saganiana c’è anche un beau livre dedicato a BB, se fosse ancora viva magari  delle righe sulla nichilista Caterina albionica le avrebbe anche scritte.

giovedì 24 novembre 2011

ROGER NIMIER

Copia della prima edizione di Perfide nella “blanche”
con lunga comunicazione autografa di Roger Nimier al destinatario
Rara anche la riedizione nella medesima collana




ROGER NIMIER


 


Nimier: se effettuate una ricerca con questo nome utilizzando il medium internet, troverete Roger Nimier e Marie Nimier, talvolta anche viceversa.
Ma anche se cercate con nome e cognome vi apparirà, comunque, Marie fra i primi due risultati della ricerca.
Devo a Giuseppe Scaraffia ([1]) l’aver scoperto questo importante letterato (o forse sarebbe meglio definirlo intellettuale) francese trascurato anche in patria.
 
Sorprendentemente è ben conosciuta la sua morte il 28 settembre 1962, in un incidente stradale – era alla guida di una Aston Martin DB4 ([2]) – insieme ad una scrittrice (Sunsiaré de Larcône) la cui minima notorietà è essenzialmente legata a questa sua fine tragica), per contro, le sue opere letterarie sono meno conosciute. Egli scrisse molto anche come giornalista.
In Italia mentre è stato pubblicato quello che si ritiene il suo secondo miglior romanzo, ed è anche il secondo ([3]) in assoluto: Les Èpées del 1948 ([4]), non si ha traccia di quello più famoso cioè di Le Hussard bleu del 1950; comunque le traduzioni nel nostro Paese si riducono n totale a tre, per quanto ne so.
 
In Francia non ha – ancora? – avuto la dignità de La Pléiade, negli scaffali delle librerie si fa fatica a trovare la sua produzione narrativa nelle edizioni economiche, figuriamoci le edizioni nella celeberrima “blanche” di Gallimard.
È più semplice reperire l’opera che gli ha dedicato la figlia Marie: La Reine du silence ([5]).
Le biografie non sono pochissime, ma anch’esse difficili da rinvenire (seppure non necessariamente costose); la più importante è quella che gli ha dedicato oltre venti anni fa il suo massimo studioso ed “esecutore letterario” Marc Dambre: Roger Nimier, hussard du demi-siècle ([6]) però non sono da trascurare gli studi di Pol Vandromme ([7]), il quale era notoriamente un poco scomodo in quanto, come del resto Nimier, schierato a destra.
 
Roger Nimier è perciò un personaggio, in particolare nelle pagine della figlia, larger than life.
Sentimentalmente infedele, evidentemente amante delle belle cose (da lì la patente di dandy attribuitagli da Scaraffia?), appassionato di rugby, fra i pochi a non “abbandonare” Louis-Ferdinand Celine, ma soprattutto considerato il capofila di quella corrente letteraria di destra dei cosiddetti “ussari” (appunto) così battezzata nel 1952 da Bernard Frank.
 
In conclusione i livelli per conoscere Roger Nimier sono due e piuttosto divergenti: quello edonistico e quello squisitamente letterario. A voi decidere se affrontarne uno.
 
 
                                                                                                                      Steg
 
 
 
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[1] Gli ultimi dandies, Palermo, Sellerio, 2002.
Di questo autore non riesco mai a fidarmi senza mie successive verifiche per una ragione seria ed un motivo frivolo: la prima è che in un altro suo precedente libro inserì in bibliografia dei testi (a memoria cito La Recherche di Proust forse addirittura indicata solo in una versione italiana) riferendosi a delle edizioni contemporanee e non innanzitutto alle prime, come avrebbe fatto un laureando nella propria tesi; il secondo è il suo uso dei calzini rossi (che “fanno molto architetto” ed eccentrico, non dandy).
[2] Per gli amanti delle spigolature, James Bond guida una DB5 nella versione cinematografica di Missione Goldfinger.
Qualcuno forse rammenta che Françoise Sagan ebbe nel 1957 un incidente stradale con un’altra Aston Martin e che Albert Camus morì anch’egli in un incidente automobilistico. 
[3] Accade però che il primo sia stato pubblicato postumo, a cura di Paul MORAND: L’Étrangère, préf. Paul Morand, Paris, Gallimard, 1968. Quindi nell’ordine di scrittura troviamo, appunto, L’Étrangère, Les Èpees, Le Hussard bleu.
[4] Ormai fuori catalogo, uscì per i tipi di Meridiano Zero, editore padovano.
Da taluni è considerato come un’opera letteraria nello stile di Les Enfants terribles di Jean Cocteau.
[5] Paris, Gallimard, 2004.
[6] Paris, Flammarion, 1989.
[7] Credo che il più semplice da trovare sia Roger Nimier: le grand d’Espagne, Marseille, Vagabonde, 2002.