"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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venerdì 17 gennaio 2025

UN LIBRO NON ORFANO: ANCORA ALBERTO ONGARO

 

UN LIBRO NON ORFANO: ANCORA ALBERTO ONGARO

 

Ho comprato, è stata in vendita per almeno due anni (eppure avevo anche “spiegato” ai librai chi fosse il destinatario della dedica), la copia che Alberto Ongaro dedicò “con “ammirazione” a Beniamino Placido del suo romanzo La Taverna del Doge Loredan, è anche una prima edizione (1980).

 

Non conosco la grafia di Placido, ma ritengo che tutte le sottolineature e le annotazioni (sempre a inchiostro di penna a sfera) su questo volume siano sue.
Inchiostro: rosso secco e scuro (forse un nero sbiadito?), blu, nero. Una scrittura oscillante fra maiuscolo e minuscolo, quasi nervosa.
Un libro vissuto eppure con una legatura solida e una sovraccoperta in stato quasi eccellente.

 

Mi ha sorpreso il risguardo della quarta di copertina: in blu campeggia in agitato stampatello “PRATT” in riferimento a Un romanzo d’avventura, sempre di Ongaro e di dieci anni precedente, ivi indicato, che Placido rende “Romanzo” correggendo la iniziale sempre a penna.

 

La copia arriva da una libreria inglese.
Così tutto si fa più avventuroso.

 

                                                                                                                      Steg

 

 Dedica dell'Autore a Beniamino Placido (collezione privata)

 

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lunedì 15 aprile 2024

PIÙ CHE I MIEI AFFARI DI BIBLIOFILO … (libri orfani – 2)

 

PIÙ CHE I MIEI AFFARI DI BIBLIOFILO …

(libri orfani – 2)

 

Sono altrui gli stupidari.

 

Non faccio un affare pagando cinque Euro una copia di un numero di FMR (volgarotte le pubblicità fra cui - sandwich - stanno le eleganti pagine della rivista) con un servizio su una mostra dedicata a Francis Bacon, ma a Londra, poco meno di 40 anni fa, direi.

 

La fretta degli eredi (ricordate il mio post sui libri orfani? ([1])), invece, fa sì che una dedica di cinque righe di Fulvio Tomizza a Enzo Bearzot del 1972 si compri a due (2) Euro.
Mi sono commosso: eppure io non ho mai tifato, mai tifo e mai tiferò la nazionale italiana di calcio, gli è che vorrei morire a Trieste, da Milanese un poco Furlano.

 

 

Piuttosto triste, anche, la dedica scoperta dopo l'acquisto di un libro (a 5 Euro) con i profili di illustri Milanesi.
Per chi lo ho comprato? Per Emilio Tadini, ma anche per Giorgio Porcaro e - non abbastanza, mai - le parole di Paolo Brera (RIP) sul padre Gianni.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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venerdì 12 febbraio 2021

LIBRI IN DOPPIA COPIA

LIBRI IN DOPPIA COPIA

 

Ieri sera, tardi, pensavo – leggendo e macinando l’ennesimo libro in prestito “intra familiare” – ai libri in due copie, e ho cercato di raggrupparli concettualmente:

  1. Caso banale: prima copia persa o mai restituita (non prestare mai o quasi);
  2. Copia comprata per sbaglio di libro che si ha già (magari cercato a lungo, poi accantonato …). Sotto-caso: non si trova più la propria copia iniziale;
  3. Comincia la bibliofilia …: devo averne una copia con me/a portata di mano, eventualmente da usare senza preoccupazione e preservare l’altra;
  4. Ho letto una copia malconcia, ne voglio una in buone condizioni;
  5. La traduzione italiana non mi soddisfa, il libro mi piace, cerco anche l’edizione in originale. Vale anche il contrario: libro che proprio non riesco a leggere in originale per motivi disparati, ne compro anche la traduzione;
  6. Ne ho trovata copia con dedica dell’autore ([1]);
  7. Voglio la prima edizione (si incrocia con le ipotesi precedenti);
  8. Nuova edizione con apparato critico o in nuova edizione ([2]). Sotto-caso che sfiora la triplice copia: “opere complete” (o quasi) dell’autore.

 

Eccetera.

Ho anche un libro in … copie (fatti miei).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[2] Celebre il caso della traduzione italiana mutila ed incerta de Il Conte di Montecristo.

lunedì 28 maggio 2012

I LIBRI ORFANI, PERCHÈ ABBANDONATI (e i loro donanti traditi)

Dedica dell'autore su copia di edizione italiana
(la copia contiene anche manoscritto un intero indirizzo)


I LIBRI ORFANI, PERCHÈ ABBANDONATI
(e i loro donanti traditi)


 
Mi è stato suggerito di creare una rubrica, dal titolo “foster books”, letteralmente libri orfani, in cui dare conto di volumi con dedica poi ceduti dai soggetti “dedicati”.


Ottima idea. Ma ci sono due tipi di libri orfani: quelli con dedica (o anche sola firma) dell’autore che sono poi venduti: dedicati dall’autore o dedicati da chi ne fa omaggio.



Se chi vende è erede del destinatario della dedica, semplice vergogna su di lui/lei/loro: persone poco sensibili, probabilmente. Se chi vende è vivente, c’è solo da sperare che da parte sua vi fosse premeditazione nella richiesta all’autore di un suo autografo ([1]); infatti non riesco a distinguere se sia più triste chi vende per necessità o colui/lei che invece non ricambia il sentimento dell’autore.





Ma chi regala un libro di cui non è autore e lo dedica tende a impegnarsi di più: ha letto il libro, lo apprezza molto, fa uno sforzo a condividere un suo piccolo tesoro, addirittura con la dedica si lega con il destinatario del regalo in modo da smantellare le proprie difese.
Quel libro venduto senza che chi lo ha donato lo sappia è un tradimento che molto difficilmente sarà scoperto ma resta tale.





La prossima volta che regalate e dedicate un libro, rifletteteci bene.








                                                                                                                      Steg














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[1] Si tratterà, è chiaro, di un mercante “travestito da appassionato” che venderà a caro prezzo.