"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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lunedì 23 marzo 2026

BERLINO, BLITZ KIDS E CCCP-FEDELI ALLA LINEA (Facebook Down Series - 232)

 

BERLINO, BLITZ KIDS E CCCP-FEDELI ALLA LINEA

(Facebook Down Series - 232)

 

Continuando nella lettura del libro sulla scena Blitz di Robert Elms ([1]), e data la inesorabilità della tavola sinottica anche per argomenti non storici per tutti, devo concludere che il “non è mai successo niente in Italia” affligge anche i due maître à penser Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni: arrivarono a Berlino con anni di ritardo.

 

Non che Steve Strange, Robert Elms, Rusty Egan et al fossero innovatori, ma lo riconoscevano (il debito weimariano, cum Christopher Isherwood, etc. era loro ben noto).

Peraltro, Elms e Chris Sullivan in quella fine 1979 tesaurizzarono una scritta letta nella – divisa – ex capitale tedesca: “Spandau Ballet”.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

domenica 25 gennaio 2026

“TENGO FAMIGLIA: MI RIUNISCO” (Facebook Down Series - 208)

 

“TENGO FAMIGLIA: MI RIUNISCO”

(Facebook Down Series - 208)

 

Non mi sto ripetendo, solamente mi è parso opportuno quasi combinare i titoli di due recenti post per qualificare queste righe:

 

Si riuniscono i C.S.I., appunto.
Ovvero dei più o meno settantenni che per lustri sono stati fuori dai palchi, salvo per una pretesamente estemporanea già reunion dei CCCP-Fedeli alla linea.

 

Considerato il “duroepurismo” di Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni io di scusanti non ne trovo.

 

A scanso di equivoci: a chi mi volesse contestare i Decibel, rammento che Enrico Ruggeri non ha mai smesso di essere artista, per decenni.

 

E a ulteriore scanso di equivoci:

 

Eh sì, le nostalgie sono sempre pericolose.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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martedì 22 ottobre 2024

ATTUALITÀ “RUGGERIANA” – TRE (CONVERSIONE?) (Facebook Down Series – 75)

 

ATTUALITÀ “RUGGERIANA” – TRE
(CONVERSIONE?)
(Facebook Down Series – 75)

 

Ignoro se sia il segnale di una conversione come quella di Giovanni Lindo Ferretti ([1]), ma questa lunga intervista (espunta purtroppo delle esibizioni musicali) mi appare molto illuminante.

 

Fra laltro, permette ai figli maschi orfani di padre di risparmiarsi (occorrendo) una o due sessioni di psicanalisi infarcite, per definizione sostanziale (quasi un ossimoro), di considerazioni sagge ma non certo innovative.

 

L’intervista: https://www.youtube.com/watch?v=NuPTipqpC50

 

Per i completisti: https://www.youtube.com/watch?v=gsnA-0J3u3I&pp=ygUOZW5yaWNvIHJ1Z2dlcmk%3D

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 27 novembre 2023

PROMEMORIA INDOTTO, ANNIVERSARI E CCCP (IL GRUPPO MUSICALE)

 

PROMEMORIA INDOTTO,

ANNIVERSARI E CCCP (IL GRUPPO MUSICALE)

(anche quando parte del contenuto di un libro

col tempo può assomigliare alla sua copertina) ([1])

 

Coraggio uomini e donne di [Grecia], impastati d’anima e sangue, uomini e donne liberi e fieri, può capitare che oggi sia una buona giornata per morire. A noi restano da pagare le rate dell’assicurazione, squillano i telefonini, qualche preoccupazione di borsa e… ‘Pronto? Sì hai sentito, non ci rovineranno mica le vacanze?’.
Di tutti noi io ho vergogna.
 
Oggi il fondamentalismo cattolico e/o protestante è ridicolo o caricaturale, più preoccupante, a benvedere, quello laicista ma è il fondamentalismo islamico nella sua deriva eroico-terrorista il problema inevitabile dell’Occidente e nello specifico dell’Europa.
È in gioco la nostra esistenza reale, per quanto poco sia il nostro valore.
 
Due precisazioni, a scanso di equivoci e critiche non motivate.
Per un certo tempo, ormai concluso, ho avuto l’abitudine di cogliere qualche occasione semplicemente per non comprare ciò che potevo magari chiedere senza problemi. È accaduto per esempio con The Smiths (e qualche lavoro di Morrissey) e, in parte, con CCCP-Fedeli alla linea e CSI: la base della mia discoteca relativa a questi artisti arriva dai tempi in cui i produttori di fonogrammi (allora si chiamavano produttori fonografici ([2])) avevano una discreta larghezza nel distribuire copie omaggio, direttamente o indirettamente.
 
Da ciò sono derivati ascolti spesso tardivi, ma in alcuni periodi quasi monotematici o comunque come quelli di qualcuno che deve scrivere su un determinato argomento. Il lato dolente è che, poi, arrivano inesorabili i libri.
 
Ciò premesso, in questi giorni sto leggendo il volume Giovanni Lindo Ferretti – Canzoni preghiere opere omissioni ([3]): da lì sono tratte le citazioni qui sopra, entrambe attribuite – appunto – a Giovanni Lindo Ferretti.
Rispettivamente, la prima dalla pagina 212, tratta da una lettera della primavera 1999 indirizzata alla testata Ultime Notizie Reggio; la seconda dalla pagina 281, tratta dal libretto che accompagna l’album D’anime e d’animali attribuito ai PGR pubblicato nel 2004.
Nella prima ho sostituito la parola “Serbia” con Grecia”, solamente per attualizzare la citazione; mentre non vedo grandi progressi nella lotta al terrorismo islamico dopo il 2001.
 
Pensate, ovviamente, ciò che volete.
Buone vacanze, con i telefonini (rectius smartphone) ben connessi, poi a settembre magari trovate un cartello che vi dice che costruiscono una moschea in città e un medium che vi informa che Angela Merkel si ricandida.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

OTTO ANNI DOPO

 

Ormai, musicalmente (e altro), ogni anno è “l’anno”.
Certe volte non è nemmeno l’anno esatto: si consideri l’operazione fonografica per Who’s Next in abbinamento a Lifehouse de, rispettivamente, The Who e Pete Townshend.
 
In questo 2023 in cui aggiungo alcune righe, è anche il quarantennale dei CCCP: o meglio lo è e non lo è (se si bada a quanto stampato e dichiarato …).
Grande sfoggio: tutto ruota intorno a una mostra realizzata, molto bene, a Reggio Emilia, intitolata Felicitazioni! ([4]), visitabile anche nel 2023.
 
Ma cosa significa questa celebrazione? Parto da una constatazione: mi è stato detto da più di una persona che occorrono due ore per visitarla: a me ne è servita una; non so quanto sia occorso a una famigliola con figlio in grado di camminare (direi cinquenne) ma con padre schiavo che trascinava un passeggino, nemmeno piegato, su e giù per rampe di scale, l’impressione è che nessuno dei due genitori avesse vissuto generazionalmente il 1983 (anno che mi dice ben poco musicalmente ([5])).
Interpreto questo sfasamento di “tempi necessari” come differenza generazionale.
 
E allora?
Poco o nulla: curiosità, opportunità di rinfrescare un poco la memoria.
 
Ogni tanto vedo per strada ragazzini (intendo giovanissimi teen-ager o nemmeno) con magliette dei Nirvana, mi provocano un poco di compassione.
 
A parte le nostalgie, e più pericolose di esse sono gli atti di lealtà, tutti questi anniversari sono quindi rivolti a chi non c’era o, al più, a chi – e forse esprimo in modo diverso ciò che già ho scritto – passa per strade che più o meno per scelta non aveva percorso a tempo debito, ma che considera non del tutto trascurabili.
 
Dovevo correggere il post originale?
Non credo: la seconda citazione è “fallaciana”, la prima comincia ad essere di piccolo buonsenso.
Angela Merkel al momento non è rientrata in politica ([6]).
Ho modificato leggermente il titolo per rendere lo scritto più raggiungibile.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

 

 

 

 

© 2015 e 2023 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 



[1] Cfr. “Don't judge a book just by the cover/Unless you cover just another” (“EMI”: Rotten/Jones/Matlock/Cook): https://www.youtube.com/watch?v=8CSSFdaVr5U.
[2] Articolo 72 legge n. 633 del 22 aprile 1941, sostituito nel 2003.
[3] Di Matteo Remitti e Stefano Fiz Bottura: Roma, Arcana, 2010.
Naturalmente comprato.
[4] Però Il Libretto Rozzo dei CCCP è stato ripubblicato nel 2022.
[5] Poco anche qui, direi: https://en.wikipedia.org/wiki/1983_in_music
Pensavo che il terzo album dei Bauhaus fosse uscito allora: no l’anno precedente.
Ma se volete provare: The Armoury Show, This Mortal Coil, The Style Council (ma fine 1982), The Stone Roses (pochissimo ascoltati da me).
Qualcuno mi ricorderebbe (e allora ricordo io) l’esordio fonografico de The Smiths e il secondo album di studio dei Soft Cell.
Potete rifare il gioco con il 1984.
[6] Polemiche per il suo “addio”: esistono anche versioni tradotte, ma mi pare preferibile suggerirvi questo: https://www.youtube.com/watch?v=yi0MwOAhEtE&t=445s

giovedì 6 agosto 2015

PROMEMORIA INDOTTO (anche quando parte del contenuto di un libro col tempo può assomigliare alla sua copertina)


PROMEMORIA INDOTTO
(anche quando parte del contenuto di un libro
col tempo può assomigliare alla sua copertina) ([1])

 

Coraggio uomini e donne di [Grecia], impastati d’anima e sangue, uomini e donne liberi e fieri, può capitare che oggi sia una buona giornata per morire. A noi restano da pagare le rate dell’assicurazione, squillano i telefonini, qualche preoccupazione di borsa e… ‘Pronto? Sì hai sentito, non ci rovineranno mica le vacanze?’.
Di tutti noi io ho vergogna.

 

Oggi il fondamentalismo cattolico e/o protestante è ridicolo o caricaturale, più preoccupante, a benvedere, quello laicista ma è il fondamentalismo islamico nella sua deriva eroico-terrorista il problema inevitabile dell’Occidente e nello specifico dell’Europa.
È in gioco la nostra esistenza reale, per quanto poco sia il nostro valore.

 

Due precisazioni, a scanso di equivoci e critiche non motivate.
Per un certo tempo, ormai concluso, ho avuto l’abitudine di cogliere qualche occasione semplicemente per non comprare ciò che potevo magari chiedere senza problemi. È accaduto per esempio con The Smiths (e qualche lavoro di Morrissey) e, in parte, con CCCP-Fedeli alla linea e CSI: la base della mia discoteca relativa a questi artisti arriva dai tempi in cui i produttori di fonogrammi (allora si chiamavano produttori fonografici ([2])) avevano una discreta larghezza nel distribuire copie omaggio, direttamente o indirettamente.

 

Da ciò sono derivati ascolti spesso tardivi, ma in alcuni periodi quasi monotematici o comunque come quelli di qualcuno che deve scrivere su un determinato argomento. Il lato dolente è che, poi, arrivano inesorabili i libri.

 

Ciò premesso, in questi giorni sto leggendo il volume Giovanni Lindo Ferretti – Canzoni preghiere opere omissioni ([3]): da lì sono tratte le citazioni qui sopra, entrambe attribuite – appunto – a Giovanni Lindo Ferretti.
Rispettivamente, la prima dalla pagina 212, tratta da una lettera della primavera 1999 indirizzata alla testata Ultime Notizie Reggio; la seconda dalla pagina 281, tratta dal libretto che accompagna l’album D’anime e d’animali attribuito ai PGR pubblicato nel 2004.
Nella prima ho sostituito la parola “Serbia” con Grecia”, solamente per attualizzare la citazione; mentre non vedo grandi progressi nella lotta al terrorismo islamico dopo il 2001.
 

Pensate, ovviamente, ciò che volete.
Buone vacanze, con i telefonini (rectius smartphone) ben connessi, poi a settembre magari trovate un cartello che vi dice che costruiscono una moschea in città e un medium che vi informa che Angela Merkel si ricandida.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Cfr. “Don't judge a book just by the cover/Unless you cover just another” (“EMI”: Rotten/Jones/Matlock/Cook): https://www.youtube.com/watch?v=8CSSFdaVr5U.
[2] Articolo 72 legge n. 633 del 22 aprile 1941, sostituito nel 2003.
[3] Di Matteo Remitti e Stefano Fiz Bottura: Roma, Arcana, 2010.
Naturalmente comprato.

sabato 1 giugno 2013

“LA POSTURA DELL’ANFIBIO” (Nemo Disciplinatha in patria)



“LA POSTURA DELL’ANFIBIO”
(Nemo Disciplinatha in patria)
 
Queste righe ([1]) non hanno una struttura organica, se non quella di essere forme di pensieri ([2]) occasionati da un documentario edito in formato DVD di 68 minuti intitolato Questa non è una esercitazione, realizzato dai Disciplinatha sui Disciplinatha ([3]).
 
Ci sarebbe un modo molto semplice per permettere a molte persone di avere il mezzo di formalizzare i propri pensieri (se ne hanno): considerando la capacità di concedere spazio ad altri che i Depeche Mode hanno sempre avuto nel corso dei loro concerti: sommare un numero di artisti italiani sufficiente ad eguagliare, nel loro complesso, le vendite di fonogrammi ([4]) dei predetti Depeche Mode.
Ebbene: quindi chiedere – ed ottenere – che gli artisti nazionali “addendi” (e parlo di una somma comprendente esponenti come Vasco Rossi, Luciano Ligabue, Jovanotti, eccetera ...: tutti “idoli da stadio”) prima dei loro concerti facciano proiettare sugli schermi giganti quel documentario, il documentario dei Disciplinatha.
 
Questa non è una esercitazione è datato nei titoli di coda “XC Anno” dell’era fascista.
Purtroppo non è cosi, in quanto la era attuale consente a me di scrivere queste righe (non me lo permetterebbe una dittatura), ma impone anche ed ancora, a me o altro, di scrivere queste righe.
 
È una era apatica quella attuale: infatti, il documentario dei Disciplinatha non sarà diffuso negli stadi italiani, dove il pubblico si considererà come sempre democratico (anche perché fuma “spinelli” o non malmena qualcuno dei suoi familiari?), trasgressivo (bastano Elio e le Storie Tese) e seriamente impegnato con le vacanze estive imminenti (sai che bello mangiare spaghetti in Madagascar!).
 
In 24 anni i mercati cambiano: se Abbiamo pazientato 40 anni ora basta! ([5]) fu stampato nel 1988 in 1.500 copie (oggi è un disco raro), nel novembre-dicembre 2012 il cofanetto antologico Tesori della patria (4 CD e 1, quel, DVD) è stato pubblicato in 500 copie.
Sarebbe curioso (né bello, né interessante, solo curioso) sapere in quanti siamo a possedere copia di entrambi: da me il primo comprato al Disco d’oro di Bologna, il secondo via internet, tutti e due all’epoca della loro uscita, nessuna scoperta tardiva.
 
I Disciplinatha sono forse la compagine artistico-musicale che più riflette certe mie visioni provocatorie, ma non astruse – soprattutto ai tempi del loro primo album, come ad esempio il fatto che gli Arditi non erano in blocco degli ottusi (mentre l’ignoranza dei molti addirittura li confonde semplicemente con i fascisti) ([6]), e che per dare veramente fastidio con immagini “di sinistra” in Italia dovresti fare delle camicie con le foto dei cadaveri rinvenuti nelle foibe del “simpatico” Tito, dittatore jugoslavo ([7]).
 
Mi è anche tornato in mente che, al tramonto dei bei tempi, assistetti professionalmente Giovanni Lindo Ferretti in alcune vicende.
Ecco come io ebbi tutta la produzione de I Dischi Del Mulo in formato CD ([8]).
 
I Dischi Del Mulo: dopo Attack Punk Records furono la seconda “etichetta” dei Disciplinatha.
Ma perché allora Giampaolo G., oggi Helena Velena, che pubblicò quell’esordio fonografico, storceva il naso quando nell’agosto 1979, in un appartamento di Portobello Road, Londra, dove egli dimorava con Laura “Caccia Urbana” C., io scandivo “Skin’ead! Skin’ead!” in tono scherzoso, visto che noi mod eravamo quasi “carne” per skin e per punk? Beh certo allora lui osannava i Crass.
 
Non ha senso scrivere delle immagini e/o della musica dei Disciplinatha: sarebbe un tentativo mal riuscito.
Tanto se li cercate li trovate.
 
Infine: il titolo del post che avete letto è tratto da una frase del Disciplinatha Dario Parisini, il sottotitolo è mio.
 
 
                                                                                                                      Steg
 
 
 
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[1] Molti dei riferimenti trovano miglior comprensione andando a cercar nei post dove già ho scritto di certi eventi e di certe persone.
[2] Non è poco, per anni la sostanza giace informe, come tale essa è inutile anche per la mente di colui/lei che la genera, oltre ad essere insuscettibile di tutela da parte dell’ordinamento giuridico.
[3] Fra gli intervistati esterni c’è Mercy, una delle due voci degli Ianva, che hanno dedicato un album all’Impresa di Fiume – si veda il mio post omonimo alla città – intitolato Disobbedisco!
[4] Bastano quelli, senza scomodare i download.
[5] Esordio fonografico dei Disciplinatha.
[6] Vedi Impresa di Fiume.
Qualcuno dice che gli Arditi dopo la fine della Prima Guerra Mondiale divennero un “beffardo ‘soldato politico’” (cito da pagina 7, nota 5, dell’introduzione all’edizione pubblicata nel 2013 da AGA Editrice (Milano) di Tom ANTONGINI, Gli allegri filibustieri di d’Annunzio.
[7] Ed infatti in Tesori della patria trovate anche un CD di inediti e rarità intitolato Foiba.
[8] E scoprii – grazie a GLF e a CB (chi sa di cosa scrivo sa di chi scrivo) – anche il formaggio reggiano Vacche Rosse.