"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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sabato 4 luglio 2026

PAURA A NYC

 

PAURA A NYC
 
Ci sono libri, pochi, che hanno un raro pregio: ne leggi qualche pagina, insipida, prosegui, trovi un aneddoto singolare, e così via.
Sono libri non di narrativa, oppure fanno finta di esserlo.

 

Da qualche mese sto leggendo, di Diego Gabutti, C’era una volta in America ([1]): preteso (ma da chi?) saggio erudito sull’omonimo, e ultimo, film di Sergio Leone ([2]).

 

Verso la fine (intorno a pagina 120, volutamente vado a memoria) compare una citazione di quelle da costruirci sopra qualcosa (e infatti sarebbe – stato – un suggerimento a Sergio Leone): un murale con la scritta “benvenuti nella città della morte” ad opera del NYPD, roba di fine anni sessanta. Ma …. Ma!

 

La storia è altra: la citazione è erronea, così come l’anno: https://en.wikipedia.org/wiki/Fear_City_pamphlets

 

Peccato.

 

Mi tornano in mente gli A.R.E. Weapons: https://www.youtube.com/watch?v=3eTtBQlzsSY&list=RD3eTtBQlzsSY&start_radio=1

 

Dedico questo post a Tonito, siccome lui non mi diede mai una informazione approssimativa.

 


 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

 

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martedì 3 febbraio 2026

PINKETTS, LEONE E PROUST (seconda parte)

 

PINKETTS, LEONE E PROUST

(seconda parte)

 

Per quei pochi che hanno letto il primo post, questa è una interazione.
Allora:

 

La battuta è considerata geniale ed anche equivoca, nel senso che non si riuscirebbe ad attribuirne la autorialità.

 

Ebbene: a chiusura di un documentario, intorno al 45’15”, ecco la “rivelazione”:
È lo straniero col poncho ([1]) che la pronuncia questa anteprima.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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martedì 26 novembre 2024

ATTENTI ALLE CITAZIONI

 

ATTENTI ALLE CITAZIONI

 

 

Le citazioni sono pericolose: spesso vengono smentite da chi non se ne è accontentato.

 

Un esempio: in Per un pugno di dollari chi muore è Ramon, non lo straniero Joe (alias Lo straniero).
Lo so da 60 anni: bang bang!

 

(E voi prima di parlare andatevi a leggere, a seconda dei casi: Dino Buzzati, Charles Bukowski, Jean Cocteau, eccetera.)

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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domenica 13 ottobre 2024

PINKETTS, LEONE E PROUST

 

PINKETTS, LEONE E PROUST

 

Non intendo procedere a colpi di chi è arrivato primo suffragio da prove, ma gli indizi dicono che nel 1984 non esisteva ancora una versione definitiva del romanzo d'esordio di Andrea G. Pinketts: Lazzaro, vieni fuori ([1]).

Per contro quell'anno arrivò al cinema C'era una volta in America di Sergio Leone ([2]).

 

Nel film c’è questo scambio di battute: “What’ve you been doing all these years?” (Fat Moe); “Been going to bed early” (Noodles).

Nel romanzo quest'altra, che letteralmente lo apre: “Per molto tempo sono andato a letto tardi. [//] La differenza tra me e Proust”.

Chi è arrivato per primo? Non possiamo chiederlo, ormai.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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LEONE, FUSCO E IL PONCHO (Steg about Steg Series – Shards - 3)

 

LEONE, FUSCO E IL PONCHO

(Steg about Steg Series – Shards - 3)

 

La narrazione è presto fatta: andiamo al cinema a vedere Per un pugno di dollari, forse a un cinema “proseguimento prime”, comunque a ridosso della sua uscita sugli schermi d’argento. Quindi sessanta anni fa.

Io avevo una fissa per il west, tutto e comunque.

E il problema poncho si pone, seriamente: un ragazzino delle elementari non lo trova, e non può bucare un plaid (ma la coperta vive ancora con me. La chiamo Clint?).

 

Western su western su western, trilogia del dollaro, certo, ma anche quegli spaghetti occidentali un poco scotti (I quattro della Ave Maria, mi pare. E poi – spiacente – Hill e Spencer non mi hanno mai convinto).

 

Monumentale Giù la testa (“coglione”, cit.).

 

E Giancarlo Fusco?

Beh ogni tanto ricompare sui canali RAI Fusco che intervista Leone: mai l’intervista completa. 

Due uomini fisicamente affaticati, forse ancora coi sogni negli occhi. La tristezza di una epica che comunque fiammeggia viva e dura a morire.

 

Quanto a C’era una volta in America: quando io sarò arrivato a poterne scrivere, siatene certi: per i superficiali – more solito – non ci sarà scampo (d’altronde parlare a vanvera su Sergio Leone è la regola).

 

Beh certo c’era un problema più serio e insormontabile per uno scolaro delle elementari: la piastra che (un Second Chance ante litteram) proteggeva lo straniero (Joe) Clint Eastwood.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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