"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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domenica 3 maggio 2026

PETER HOOK (Facebook Down Series – 250)

 

PETER HOOK

(Facebook Down Series – 250)

 

Giudicate da soli: https://www.youtube.com/watch?v=bF9XyAHZ_CE

 

Io trovo questa intervista illuminante, e intelligente.

Poi se Hooky riesce a parlare “with Ian”, beh non sarò io a negare questa eventualità, ché ormai nei miei sogni parlo più spesso coi morti che coi vivi (e non credo all’aldilà).

 

In memoria di “Alberto di Vigevano”, anche.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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martedì 7 gennaio 2025

GENNAIO COI MORTI

 

GENNAIO COI MORTI

 

 

Ieri, 6 gennaio 2025, sono capitato “su” un documentario o quasi trasmesso da CR1, emittente televisiva cremonese.

Commemorava la morte di Gianluca Vialli, due anni e un giorno prima.

Pensavo, forse siccome avevo stappato una bottiglia di champagne per chiudere il periodo della stessa marca stappata per commemorare Alain Delon: era una mattina domenicale grigia, a Milano: pensavo, appunto, fosse aprile: era agosto.

 

Stamani, sbrigato l’obbligatorio o quasi – tanto l’urgenza la rifilano solo a me – sono capitato su un blog che frequento talvolta, il penultimo post è questo:

https://mexicanjournalist.wordpress.com/2024/08/19/le-gris-de-la-boxe-et-le-petit-bleu-de-la-cote-dazur-dans-les-yeux-dalain-delon/#more-11335

Per i fortunati che hanno il pregevole volume curato da Ernesto Franco ([1]) cortazariano ([2]): vadano a pagina 860 (nella mia edizione) e trovano il racconto.

 

Sempre stamattina sono incappato in questo: https://www.morrissey-solo.com/threads/fin-january-6-2025.153189/.

 

Ci sarebbe (stato) anche Fausto Coppi, prima del 10 gennaio …

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[2] Julio Cortázar, I racconti, Biblioteca della Pléiade, Torino, Einaudi, 1994, ISBN 978-88-446-0022-8. - Collana ET Biblioteca, Einaudi, 2014, ISBN 978-88-062-2044-0.

lunedì 22 gennaio 2024

28 dicembre: si muore

 

28 dicembre: si muore

 

 

Divido la mia data di nascita con persone più o meno famose, fra i “minori di successo” con Alex Chilton e Mary Weiss.

 

Il 20 gennaio 2024 è morta anche Mary Weiss: https://www.youtube.com/watch?v=4xawOpGQnuU

 

 

                                                                                                                       Steg

 

 

 

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giovedì 12 gennaio 2023

LA MORTE (considerazioni contingenti e non originali)

 

LA MORTE

(considerazioni contingenti e non originali)

 

Nota di metodo: queste righe sono contingenti, in riferimento alla morte di Jeff Beck ([1]).

Non hanno pretesa di originalità.

 

+     +     +

 

Una mattina ti svegli, consulti un sito informativo e leggi la notizia della morte di Jeff Beck.

Era già capitato, con altro medium, di apprendere della morte di David Bowie, sempre mattina, sempre ancora non pronto per uscire a faticare con la vita, comunque a faticare.

Entrambi deceduti (fuso orario più, fuso orario meno) il 10 gennaio.

Cosa cambia? Cambia che “I did not see it coming”: il secondo (cronologicamente primo) era poco presente, fuori dalle scene dei palchi e faceva notizia ogni sua notizia, il primo l’opposto.

 

Da mesi e mesi, quando mi sveglio di notte cerco elenchi alternativi alla conta delle pecore per riaddormentarmi e fra essi quello, a contrario, dei futuri “caduti” (per me sono caduti in battaglia).

Fra loro non c’era Jeff Beck.

Ecco che arriva il colpo che non ti aspetti ([2]).

 

Chissà come mai, mi è tornata in mente quella cover da lato b di 7” ([3]) de The Jam: “So Sad About Us” ([4]) a commemorare Keith Moon, batterista de The Who.

 

La morte non “livella” nulla se non si ha fede religiosa: un altro muore, tu no; oppure tu muori e gli altri no.

Il che significa che un ateo convinto muore ateo, anche se cercano sempre di convincerti che “alla fine pensava alla possibile esistenza di Dio”.

Gli è che il morente non può più esprimere la sua opinione.

 

Pensare sempre bene dei morti? Beh è un po’ come quando ti dicono che pestare le feci di cane porta bene: da quando ho modo di esprimermi rispondo: “pensa se portasse anche male!”.

Insomma: i bei ricordi sono solo autodifesa, insieme a quel che serve per diluire o sfumare il dispiacere.

 

Certo, l’età di chi sopravvive ha una qualche incidenza sui tempi di, preteso, recupero: quando sei giovane (o ancora quasi) reagisci in fretta, salvo magari elaborare dopo ([5]).

 

Comunque, un piccolo insegnamento (sempre inascoltato), lo ribadisco: non tutti i morti, famosi, sono anche “vostri” ([6]). Quindi l’anno dopo i “part-time orphans” ([7]) sono smascherati anche dalle anime semplici, figuratevi da noi che leggevamo, ascoltavamo, vedevamo i morti anche quando erano vivi.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[7] Questa è la citazione riferita alla canzone più nota dei TV Personalities: “Part Time Punks”: https://www.discogs.com/release/1093307-Television-Personalities-Part-Time-Punks
E mi riferisco ai professionisti del “nooooo!!” (la grafia è per difetto di enfasi, pretesa) ad ogni morto a commento sui cosiddetti social media.

lunedì 9 gennaio 2023

LOOK FORWARD IN ANGER: MORRISSEY (variazioni Steg-berg - 2 )

 

LOOK FORWARD IN ANGER: MORRISSEY

(variazioni Steg-berg - 2 )

 

Avvertenza: non è esclusa qualche contraddizione con quanto scritto in precedenza a proposito di Morrissey: il tempo scorre, e le condizioni di pensiero cambiano.

 

·         Morrissey e Marr 1: a quanto ammontano gli incassi derivanti dalla esecuzione di opere musicali “de The Smiths”? Beh Johnny Marr deve ringraziare Morrissey, perché gli conviene.

·         Morrissey e Marr 2: quel sapore triste di cover band che si trascina dietro Marr quando esegue opere musicali de The Smiths.

·         Morrissey morirà arrabbiato (e anche io). Non esiste contemplazione e lamento, quelli di quaranta anni fa e fino al 1987 sono esauriti. Oggi sussiste la fatica di fronteggiare un mondo predatore, che cerca di sopraffare chi non sia in grado di difendersi.

·         I maestri: un indicatore incontrovertibile del tirare le fila senza soggiacere alle contingenze è una fotografia, fra le altre, di David Bowie che accompagna solitamente l’esecuzione dal vivo (nel 2022) di “Rebels Without Applause” (canzone che dovrebbe esser compresa nel nuovo album di studio di Morrissey ([1])).

·         È anche “la conta dei caduti”, per chi è stato seventyseven.

·         Morrissey seventyseven senza sciocchi vanti. Si tratta di un mio cruccio: “la tavola sinottica del quando artistico”. Ebbene oramai non occorre più vantare qualche credibilità di artista se si era presenti. 

Purtroppo c’è anche la sopra ricordata “conta”.

 

Per i curiosi: è il secondo post con lo stesso sottotitolo, fra parentesi, ecco spiegata la numerazione.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Mentre scrivo, gennaio 2023, è stata annunciata la cancellazione della pubblicazione di Bonfire of Teenagers da parte di un produttore di fonogrammi major (o altro).

sabato 21 novembre 2015

EDWIGE: O INTORNO AI NOSTRI MORTI (Sketches series – 24)


Dal volume I am a cliché di Baudoin
(raccolta di foto in bianco e nero)



EDWIGE: O INTORNO AI NOSTRI MORTI
(Sketches series – 24)

Mi accingo a scrivere questo post, quasi di corsa, comunque con l’urgenza che merita.

Ma prima mi dirigo a uno scaffale di una mia libreria, a cercare un volume – così, è una ispirazione abbastanza sicura, sebbene non certa – perché magari trovo una sua foto: lo apro a caso ([1]), a pagina 173 c’è una doppia serie di sue foto, “da macchinetta”, il che non stupisce in quanto il libro è Autobiographies en photomatons, di Pierre et Gilles.
“Sue” di Edwige Belmore – o Braun-Belmore secondo Patrick Eudeline ([2]), ma all’anagrafe Edwige Gruss – le foto.
In verità di sue foto ce ne sono molte altre, questo un break-down non asettico: alle pagine 15, 17, 82, 93, 95, 96, 115, 122 (“Edwige a coupé ses cheveux”), 130, 134 (“La reine du punk”), 140 e 141 (punkissima), 145 (finalmente una foto non solo bella ma anche di buon formato), 154, 155 (angelo perossidato), 159 , 166 (le famose foto per la copertina di Façade ([3])), 170, 173, 186, 190 (a colori), 192, da 196 a 199, 202, da 218 a 221, 254, 292, 322 e 323, 365.

22 settembre 2015-20 novembre 2015. Questo scarto di giorni non deve stupire: è come per Maurizio Arcieri ([4]), la notizia della cui morte chissà quanto tempo avrà impiegato per arrivare in Francia.
22 settembre 2015 è dunque la data della morte di Edwige, a Miami, per conseguenze di una epatite C mal curata.
Oggi, 20 novembre, è il giorno in cui ho appreso della sua morte da Rock & Folk, numero datato décembre 2015, e leggendo la sola parola “Edwige” sulla copertina, altrimenti dedicata ai Velvet Underground ([5]).

Che profilo volete leggere su di lei? Beh c’è quello precitato di Eudeline, ma anche quello alla pagina 434 del libro di Pierre et Gilles dove lei è ancora viva.

Va bene, ma cosa ha di importante Edwige? Lei è sicuramente una delle prime mover della scena parigina punk (dichiara “Je suis née le 6 décembre 1976!” ([6]), ormai trasformata ([7]) e biondo platino, fisico da amazzone) e poi növo-punk (per dirla innanzitutto alla Yves Adrien).
Scrematrice di pubblico a Le Palace, modella per gli stilisti emergenti francesi, dunque faccia e corpo della scena della capitale dell’Esagono, e poi alla porta del newyorkese Area verso il 1983.
Anche musicista di una all-girl band ancora più punk de The Slits: le LUV di Edwige, Fury, Liliane Vittori e Aphrodisia oltre a non saper suonare (e a non imparare a farlo) non si esibiscono in alcun concerto.

Ma è tutto statico. Se volete sentire la sua voce dovete cercare i Mathématiques Modernes, quelli di “Disco Rough” in cui è in duo con Claude Arto: non solo eletto singolo (anche a 12”, preciso, pubblicato dalla Celluloid nel 1980) della settimana per il New Musical Express, ma anche nella playlist di Leonardo “Leopardo” Re Cecconi a Radio Milano International.
Arrivano a realizzare un album, che abbiamo in sei ([8]) fuori dalla Francia?, intitolato Les Visiteurs du soir ([9]).
E poi a breve, finalmente, si potrà vedere (almeno in DVD) quel documentario Des Jeunes Gens Mödernes (intitolato cioè come l’esposizione e l’album antologico ([10]) che però non ci regalano molto di Edwige, un po' di più il DVD avendo come extra una intervista a lei).
Una sola, triste consolazione: Edwige non vedrà il suo quarantesimo (licenza poetica) compleanno e per noi resterà sempre quel viso ribelle e imbronciato, giovane e möderno.

                                                                                                                      Steg
 
Le LUV al completo, Edwige seconda da destra 


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[1] E si apre a caso, in quanto come molti miei libri è quasi “fresco” di libreria, come stato di conservazione.
[2] Passano gli anni, ma preferisco sempre lui, lo trovo più cinico (o meno agiografico, se si vuole) al fratello Christian.
[3] A quando una ristampa di questa rivista. O avete tutti la collezione completa in doppia copia?
[4] Ha senso il paragone, credetemi.
[5] Uno di quei casi in cui non potendo sfogliare la rivista, la compri sulla fiducia. Speravo in un ritorno alle scene di Edwige.
[6] Dieci giorni dopo l’uscita di “Anarchy In The UK” dei Sex Pistols, dunque.
[7] Rimando alle foto di Autobiographies en photomatons.
[8] Un altro dei sei è Fred Ventura.
[9] La copertina dell’album, 1981, è opera di Jean-Babtiste Modino ed è riprodotta a pagina 9 del libro Le Palace remember, di Jean Rouzaud e Guy Marineau, insieme a un suo sintetico profilo. Ivi trovate anche una foto di Edwige come Diana cacciatrice (e dipinta oro?) e un’altra del suo matrimonio.
[10] Un doppio CD in cui trovate un’altra canzone dei Mathématiques Modernes. Per “Disco Rough” (vinile a parte), posso consigliarvi di cercare una ulteriore antologia di vari artisti: So Young But So Cold.