"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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martedì 10 marzo 2026

“Stop me, stop me, stop me …” (Facebook Down Series - 229)

 

Stop me, stop me, stop me …

(Facebook Down Series - 229)

 

If you’ve heard this before” ([1]).

 

Nel senso che è la seconda volta che mi dolgo della piccineria musicale del pubblico di un concerto a Milano: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2025/04/attualita-e-inattualita-ruggeriane-2025.html.

 

Ieri sera è “capitato a Morrissey (e a me, di nuovo): https://www.setlist.fm/setlist/morrissey/2026/fabrique-milan-italy-7b4c9648.html ([2])

 

Preliminarmente, però, ringrazio il bagarino egiziano: corretto e non esoso, che mi ha permesso di assistere al concerto, e considerando appunto la pochezza umana di non pochi che hanno contribuito all’esaurito in qualche decina di ore dei biglietti sarebbe stato in insulto che io non potessi assistervi.

 

Sovrabbondante presenza di ignoranti, dunque.
Canzoni pre-concerto per loro “arcane”:
- “Il est cinq heures, Paris s'éveille”
- “If The Kids Are United”
- “Cherry Bomb”
- una “minore” dei Generation X, mi pare (stavo parlando, al guardaroba) “Untouchables”.
- forse anche “Looking For A Kiss”.

 

Ricordo un successo di Massimo Ranieri a Lione (2023) nei filmati pre-concerto, ieri sera “Cuore Matto” nella interpretazione televisiva di Little Tony.

 

Vediamo per gli Suede quanti dietro la lavagna con le orecchie d’asino.

 

Mi hanno dato dell’arrogante.
Ho risposto: “posso permettermi di esserlo”.

 

E per chiudere con il miglior cattivo gusto: “A Dubai la hit è ‘Everyday Is Like Sunday’” ([3]).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[2] Nota di colore: oggi su YT il cocnerto intero di ieri sera degli Suede, di quello di Morrissey nulla: “Italiani brava gente”.

domenica 26 ottobre 2025

SCHOPENHAUER OPPURE … (talento, genio e mediocrità)

 

SCHOPENHAUER OPPURE …

(talento, genio e mediocrità)

 

Così esordisce un mio, quasi recente, post ([1]): “Il talento fa quello che vuole, il genio fa quello che può. Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento” (Carmelo Bene).

 

Un talento colpisce un bersaglio che nessun altro può colpire; un genio colpisce un bersaglio che nessun altro può vedere” (Arthur Schopenhauer).
Ho trovato l’aforisma in lingua inglese nel memoir (il secondo) di Brett Anderson: Afternoons With the Blinds Drawn ([2]).

 

Gli è che qualcuno, privo anche di talento, usa il pensiero del filosofo tedesco come se fosse uno slogan da “car bumper sticker”.
Mentre di brevetti primari (cfr. Thomas Jerome Newton) non se ne vede nemmeno l’ombra. 

Vedete voi, quindi.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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venerdì 23 maggio 2025

SUEDE: ASSOCIAZIONE DI PENSIERI (Steg about Steg Series – 9)

SUEDE: ASSOCIAZIONE DI PENSIERI

(Steg about Steg Series – 9)

 

 

Ho avuto l’occasione, raccolta, di assistere a due concerti milanesi degli Suede.
Uno nel 1993 al City Square (senza andare a cercare erano non certo celeberrimi. Ebbi uno scazzo così feroce con l’amico del mio amico T.L., che cancellai la visione del Gran Premio a casa di T.).

 

Altro assistito ma non visto, siccome ero impegnato in balconata a parlare con James Dean Bradfield ([1]) dei Manic Street Preachers – che aprivano per loro ed erano la ragione per essere al Rolling Stone quella sera ([2]).
Era l’autunno 1994 - ancora da allora (31 anni) affisso il manifesto del tour sul muro di casa mia assieme ad altri tre manifesti eroici (e credo così sempre resteranno, salvo trasloco e qualcuno mi chiedesse di comprarli).

 

Beh, io gli Suede li scoprii siccome “piacevano” a S&TB.
E che formazione avrebbero avuto i Banshees con Bernard Butler? Vicina per qualità a quella avuta con John McGeoch.

 

Comunque quando penso agli Suede mi viene in mente Jeffrey Bernard ([3]) con la “sua” Londra e, di sponda artistica a geografica (anche prima dell’album degli Suede del 2025), Francis Bacon ([4]).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] E con MSZ, conosciuta minuti prima, ivi. Dove sei, oggi? Una sciuretta mi sa.
Apprezzai molto, mesi dopo, quando mi dicesti, con garbo: “a me i ragazzi piacciono più giovani di me” e io certo non potevo dichiararmi al secondo anno di università ... Ma sei stata una buona amica (e mi sa che si andò a vedere un concerto di David Bowie nel 1996).

martedì 20 maggio 2025

“TI CONOSCO MASCHERINA!” (la copertina del nuovo album degli Suede) (Facebook Down Series - 124)

 

“TI CONOSCO MASCHERINA!”
(la copertina del nuovo album degli Suede)
(Facebook Down Series - 124)

 

Con discreta fanfara è annunciato il nuovo album degli Suede:

https://superdeluxeedition.com/news/suede-antidepressants/

 

Diciamo che vado sulla fiducia, siccome l’immagine di copertina è la sorta di rifacimento di una celebre foto in bianco e nero di John Deakin che ritrae Francis Bacon, pubblicata nel numero di luglio di Vogue UK del 1962 (di cui posseggo copia, oggi è inaccessibile quanto a prezzo: circa ottuplicato).

Sarebbe un “album postpunk”, in fondo anche Bacon era post punk.

 

 




                                                                                                                      Steg

 

 

 

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venerdì 12 ottobre 2012

GENERATION TERRORISTS VENT’ANNI DOPO (di Manic Street Preachers e di persone fuori dal comune)


GENERATION TERRORISTS VENT’ANNI DOPO
(di Manic Street Preachers e di persone fuori dal comune)

 

Gli anniversari da un po’ di tempo sono “celebrati” con scarti di settimane o di anni ([1]). La ragione è spesso commerciale, o meglio esasperatamente commerciale.

 

Come ho scritto da ultimo ([2]) la guardia imperiale preachersiana ragiona in termini di crisi economica da oltre un anno.
Ecco quindi che l’edizione del ventennale di Generation Terrorists arriva con dieci mesi di ritardo e, di nuovo, nel forum di Forever Delayed si mescola(va)no aspettative e preoccupazioni sui prezzi. Si profila interessante l’edizione più ricca (anche se lungi dall’essere completa), pur se un CD di versioni aggiuntive appetibili per noi fedelissimi avrà un costo ulteriore di una buona ventina di sterline ([3]).

 

Manic Street Preachers: a very Welsh phenomenon, posto che il loro unico tour italiano con ancora Richey Edwards in formazione fu alla fine del 1994 come ospiti davvero speciali degli Suede.
Ecco perché non mi stupisco di come ho prima conosciuto e poi preso a seguire da serio appassionato (non ho un termine migliore) questa band.

 

La messe di stampa (escludendo il settimanale Sounds che non si reperiva) era stata cosi abbondante nel 1991 che io temevo si trattasse di una media hype esasperata come e più dei Sigue Sigue Sputnik, e non c’era modo di controllare (o forse era per me un periodo in cui mi erano sufficienti gli ascolti che già avevo ([4])). Fu così che non comprai tempestivamente i loro primi singoli (mi riferisco ai 3 commercialmente disponibili) e attesi diligentemente l’uscita di Generation Terrorists, album di esordio “e ultimo” che doveva “vendere più di Appetite For Destruction”.

Complice anche il fatto che non arrivò l’edizione limitata in picture CD ([5]) e ciò smorzò l’entusiasmo, ad un ascolto affrettato di questo doppio album ci trovai dentro un suono un po’ alla Hanoi Rocks (almeno non avevo sbagliato il riferimento, sebbene di piccola rilevanza).
Passarono più di dodici mesi e l’illuminazione mi arrivò con un’intervista pubblicata dal Melody Maker letta a New York.

Il resto oggi sembra inevitabile: cominciai con, in versione 12” (la sola esistente in vinile) le copie immacolate ([6]), l’EP di esordio e la prima prova per la Heavenly, innanzitutto, al fine di recuperare una produzione precedente che scoprii essere non un vuoto da colmare per completismo, ma un periodo fondamentale per capire e apprezzare la band.

 

Quindi comprai una fanzine fondamentale, un numero unico: Spitting Glass From Our Mouth (la reperii insieme a molto altro verso giugno 1993 ([7])) e quelle pagine mi spalancarono un mondo (senza Internet si era veramente degli iniziati.) dove tutto pareva unico e già ampiamente consolidato, compreso un secondo album che a me non sembrava poi cosi disprezzabile.

 

C’è un mio post che proprio è negletto ([8]): elenca ed illustra tre persone che hanno scritto, con modi e stili diversi, pagine fondamentali sui MSP: Anthony, Jake e Karen. Poi c’era l’instancabile “archivista” audiovisivo e cartaceo Martin capace anche di ben più potenti alchimie fra umani ([9]).
Immancabilmente chiunque conoscevi che aveva “i Manics” nel cuore era degno di nota, anche chi ti vendeva per mero commercio loro rarità, prop e fanzine (ancora e sempre fanzine).

 

Ne ho viste e vissute di militanze musicali, non ha senso paragonarle fra loro, in quanto quelle che si stagliano come realmente tali non hanno elementi di comparabilità, tranne la lealtà di chi le costituisce e ne è partecipe: solo questo le accomuna.
Ma quella dei Manic Street Preachers stupisce sempre (e ancora) sulla base di un unico dato di riferimento: nelle case di noi tutti, giovani e ribelli del ‘77, borghesi e proletari, ci sono scaffali occupati dai soli libri citati nelle loro canzoni e nelle confezioni (siano esse copertine o libretti) dei loro dischi.
Non sottovalutateci, mai.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2012 Steg, Milano, Italia.
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[1] Rispettivamente Never Mind The Bollocks Here’s The Sex Pistols – un 35° poi ... – e The Rolling Stones con la tournée per il cinquantennale l’anno prossimo.
[2] “Effetti collaterali delle expanded edition”.
[3] Meglio di quanto si pensava.
Non discuterò qui il dettaglio delle quattro edizioni e la loro bontà o meno.
[4] Non dimentico, per esempio, che oltre a Siouxsie and the Banshees  c’erano The Creatures, solo per citare gli artisti a me più cari.
[5] Allora non si seppe per quale motivo. In realtà essa uscì solamente quattro mesi dopo, ed allora logiche di banale profitto nazionali (quanti esemplari se ne sarebbero venduti qui da noi?) e di discreto successo dell’album in Gran Bretagna fecero sì che non ne arrivò mai copia in Italia.
[6] A tutta evidenza dimenticate sotto la lettera M di un negozio milanese che non esiste più.
[7] Quando Milano poteva vantare una record fair degna di nota.
[8] Si tratta diNous sommes comme des nains juches sur des épaules de géants (les anciens) …del 13 novembre 2011.
[9] Scusate: strizzo l’occhio a me stesso e a un'altra persona. Ma si tratta di questione privata.

lunedì 21 novembre 2011

MANIC STREET PREACHERS: National Treasures – It was more than seventeen years ago

MANIC STREET PREACHERS: National Treasures 
It was more than seventeen years ago






 
                                                                                                                      Steg



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