"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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martedì 1 ottobre 2024

CONNY PLANK (ANCHE LUI HA QUALCHE “MACCHIA”) (Facebook Down Series – 67)

 

CONNY PLANK (ANCHE LUI HA QUALCHE “MACCHIA”)

(Facebook Down Series – 67)

 

Qui le “macchie” di Conny Plank non sono dichiarate:

https://www.discogs.com/digs/music/from-krautrock-to-new-wave-conny-planks-productions/?utm_source=Homepage&utm_medium=Discogs&utm_campaign=From_Krautrock_to_New_Wave_Conny_Planks_Productions

 

 

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martedì 3 giugno 2014

“DER MUSSOLINI” (Song series - 2)


“DER MUSSOLINI”
(Song series - 2)

 

Ogni tanto capita che qualche lettore arrivi sul post relativo ai Deutsch Amerikanische Freundschaft - DAF ([1]) cercando notizie su questa canzone.

 

Visto che a me serve praticare la lingua, eccezionalmente qui di seguito fornisco il testo originale e quello da me tradotto della celeberrima Lied del duo (a partire dal 1981) di Düsseldorf.
A parte il “di tutto o quasi” in termini di versioni dal vivo o di altri (su You Tube c’è un mix di un’ora), le versioni di studio originali sono due: la prima contenuta nell’album Alles ist gut, la seconda rimissata da Conny Plank nella ormai rara antologia D.A.F. (che contiene anche la prima versione). Gabi Delgado-López ne realizzò anche una versione con i suoi DAF Dos.

 

Una nota generale per i più giovani: l’ispirazione della canzone è, chiaramente, data dai balli stupidi dei primi anni sessanta: loro parodie sono anche il “Time Warp” in Rocky Horror Picture Show e, volendo, anche il “Pogo” di Sid Vicious.

 

Mi sembra che questa canzone sia il classico esempio della rilevanza anche dei testi, nelle canzoni. Diversamente, molto del meglio dei D.A.F. sarebbe liquidabile come elettronica muscolare.

La parodia è feroce, evidentemente.

 

Geh' ([2]) in die Knie
Und klatsch' in ([3]) die Hände
Beweg' deine Hüften
Und tanz' den Mussolini ([4])
Tanz' den Mussolini
Tanz' den Mussolini


Dreh' dich nach rechts
Und klatsch' in die Hände
Und mach' den Adolf Hitler
Tanz' den Adolf Hitler
Tanz' den Adolf Hitler
Tanz' den Adolf Hitler
Und jetzt den Mussolini

Beweg' deinen Hintern
Beweg' deinen Hintern
Klatsch' in die Hände
Tanz' den Jesus Christus
Tanz' den Jesus Christus
Tanz' den Jesus Christus

Geh' in die Knie
Und dreh' dich nach rechts
Und dreh' dich nach links
Klatsch' in die Hände

Und tanz' den Adolf Hitler
Und tanz' den Mussolini
Und jetzt den Jesus Christus
Und jetzt den Jesus Christus

Und klatsch' in die Hände
Und tanz' den Kommunismus
Und jetzt den Mussolini
Und jetzt nach rechts
Und jetzt nach links

Und tanz' den Adolf Hitler
Tanz' den Adolf Hitler
Und jetzt den Mussolini
Und jetzt den Mussolini
Tanz' den Jesus Christus

Beweg' deinen Hintern
Und wackel' mit den Hüften
Klatsch' in die Hände
Und tanz' den Jesus Christus
Und tanz' den Jesus Christus
Und jetzt den Mussolini
Und tanz' den Adolf Hitler

Gib mir deine Hand
Gib mir deine Hand
Und tanz' den Mussolini
Tanz' den Kommunismus
Tanz' den Kommunismus

Und jetzt den Mussolini
Und jetzt den Adolf Hitler
Und jetzt den Adolf Hitler
Und jetzt den Jesus Christus

Und jetzt den Mussolini
Und jetzt den Kommunismus
Und jetzt den Adolf Hitler
Und jetzt den Mussolini

Und jetzt den Mussolini
Tu' den Mussolini
Tanz' mit mir ([5]) den Hitler
Tanz' mit mir den Hitler

Und geh' in die Knie
Beweg' deine Hüften
Klatsch' in die Hände
Und tanz' den Jesus Christus
Und tanz' den Jesus Christus
Und jetzt den Mussolini
Mettiti in ginocchio ([6])
e batti le mani
muovi le tue anche
e balla il Mussolini
balla il Mussolini
balla il Mussolini

Girati verso destra
e batti le mani
e fai l’Adolf Hitler
balla l’Adolf Hitler
balla l’Adolf Hitler
balla l’Adolf Hitler
e poi il Mussolini
 
Muovi il tuo sedere
muovi il tuo sedere
batti le mani
balla il Jesus Christus
balla il Jesus Christus
balla il Jesus Christus

Mettiti in ginocchio
e girati verso destra
e girati verso sinistra
batti le mani

E balla l’Adolf Hitler
e balla il Mussolini
e balla il Jesus Christus (
[7])
e balla il Jesus Christus

E batti le mani
e balla il Kommunismus (
[8])
e poi il Mussolini
e poi verso destra
e poi verso sinistra

E balla l’Adolf Hitler
balla l’Adolf Hitler
e poi il Mussolini
e poi il Mussolini
balla il Jesus Christus

Muovi il tuo sedere
e ancheggia
batti le mani
e balla il Jesus Christus
e balla il Jesus Christus
e poi il Mussolini
e balla l’Adolf Hitler

Dammi la tua mano
dammi la tua mano
e balla il Mussolini
balla il Kommunismus
balla il Kommunismus

E poi il Mussolini
e poi l’Adolf Hitler
e poi l’Adolf Hitler
e poi il Jesus Christus

E poi il Mussolini
e poi il Kommunismus
e poi l’Adolf Hitler
e poi il Mussolini

E poi il Mussolini
fai il Mussolini
balla con me l’Hitler
balla con me l’Hitler

E mettiti in ginocchio
muovi le tue anche
batti le mani
e balla il Jesus Christus
e balla il Jesus Christus
e balla il Mussolini

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Intitolato “D.A.F.: tutto e tutti in discussione”: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2012/10/daf-tutto-e-tutti-in-discussione_28.html.  
[2] I verbi sono apostrofati in quanto si tratta di forma imperativa.
[3] La preposizione “in” garantisce che siano le mani del destinatario dell’ordine che vanno battute, del resto anche in Inglese si usa dire “clap your hands” pur essendo l’aggettivo possessivo quasi superfluo.
[4] Siccome in Tedesco si declinano i complementi rispetto al soggetto, si passa dal titolo “Der Mussolini” a “Den Mussolini” che è la forma accusativa.
[5] “Tanz mit mir” è una canzone pubblicata come lato b del singolo, tratto dal secondo album, “Der Räuber und der Prinz”.
[6] Letteralmente “sulle ginocchia”.
[7] Mantengo tutti i riferimenti in originale. Ovviamente la traduzione è “Gesù Cristo”.
[8] Idem: “Comunismo”.

domenica 28 ottobre 2012

D.A.F.: TUTTO E TUTTI IN DISCUSSIONE (dedicato a Conny Plank)



D.A.F.: TUTTO E TUTTI IN DISCUSSIONE
(dedicato a Conny Plank) ([1])


 


Nel pregevole volume ([2]) di Jürgen Teipel Verschwende deine Jugend (o meglio, per tutti coloro che non leggono correntemente la lingua di Goethe e di Nietzsche, nella sua traduzione francese intitolata Dilapide ta jeunesse ([3])) si racconta anche di come i Deutsch Americanische Freundschaft nella formazione a due che li ha consacrati conquistarono il pubblico skinhead di uno dei loro primi concerti nel Regno Unito.


 


Gabi Delgado-López si dichiara (dichiara ...) omosessuale, Robert Görl da molti anni è buddista.
Politicamente sono a sinistra ma – come sanno i pugnaci lettori del blog – “White Riot” docet.

 

A Milano, nel novembre (il 5 per la precisione) 1981, un muro di registratori a cassetta MC7 è alle loro spalle. Il pubblico dell’Odissea 2001 suda con loro.

 

I D.A.F. sono assolutamente contro, o punk se si vuole.
Ancora oggi.

 

Li ho visti e ascoltati tre volte dal vivo. Vorrei fossero state trenta.

 

Ogni volta che le mie orecchie li odono il limite è uno solo: il volume dovrebbe essere a 20 su 10: napalm sonoro al cui confronto la “Cavalcata delle Valkirie” usata dal Colonnello “Death From The Above” Kilgore in Apocalypse Now è una dolce lied per bambini.
 
Contro tutti perché a “Der Mussolini” (che si canta in coro mentre si danza una spastica marcia, autodistruttiva per la mente eppur rigenerante) si contrappone ([4]) nel 2003 la lode a Ulriche Meinhof ([5]) di “Kinderzimmer” ([6]).
 
Per essere un seguace dei D.A.F. occorre inizialmente “rinnegarsi” e, se del caso, farsi violenza intellettuale.
Accettare tutto per poi riconsiderare tutto come essere pensante e trarre (volendo e potendo) delle inutili conclusioni.
Con la struggente provvisorietà di “Als wär’s das letze Mal” sempre sulla spalla.
 
Nero e cuoio e “basi” registrate. Questo è il tableau di Gabi e Robert sul palco.
 
Una saga complicata quella dei D.A.F.
Ma davvero da coltivare: la linea è ormai nota: Silver Apples, Suicide, D.A.F. ([7]), Soft Cell.
Ricordo, in quel hangar zurighese, che prima del concerto dei Depeche Mode la colonna sonora comprendeva anche una canzone dei D.A.F. ([8]).

 

Due ultime annotazioni.
I Deutsch Amerikanische Freundschaft “arrivano“ ([9]) da Düsseldorf (come i Kraftwerk).

 

Comunicazione per gli über-gegen-Alles: cercate l’album Future Ultra dei Delkom (successivo progetto musicale dell’immigrato Gabi Delgado-López) onde alienarvi – se siete fra coloro che acconsentono a che altri possano curiosare nella vostra discoteca – anche le simpatie di chi combatte le tossicodipendenze: con una canzone dal titolo “Viva la droga” cantata in Castigliano non potete fallire.

 

Alles ist gut mein Freund ([10]).

  

                                                                                                                      Steg

 

 

 
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[1] Konrad “Conny” Plank (1940-1987) ha fra l’altro prodotto artisticamente i due album fondamentali dei DAF (per un totale di quattro della band cui prestò la propria attività e il proprio talento): Alles ist gut e Gold und Liebe.
Nota tecnica, mantengo le maiuscole ai sostantivi come richiede la lingua tedesca.
[2] Esiste una antologia, doppio CD, dal medesimo titolo, il suo curatore è l’autore del volume, che è obbligatoria e racconta in modo impeccabile la neue Welle. Dopo cercherete altro e troverete poco.
[3] Facile dunque comprendere il significato del titolo: mutuato da quello di una canzone dei D.A.F. (rinvio anche al mio post intitolato “Gioventù: bruciata, sprecata, inutile”).
Il che non toglie che io ne abbia anche due copie, prima e seconda edizione, dell’originale in Tedesco, nella speranza, prima o poi, di poterlo leggere anche in quell’idioma.
[4] Attenzione: la difficoltà di comprensione della lingua germanica rischia di confondere le idee.
Non è che sia “buono” tutto quello che è cantato “in Tedesco” e suona industriale/elettronico: I Laibach impallidiscono con la loro cover di “Alle gegen Alle” rispetto all’originale, e non so parlando di Rammstein.
[5] L’esponente più noto insieme a Andreas Baader della Rote Armee Fraktion, formazione terroristica tedesca creata nel 1970 (incidentalmente, nel 1978 a Londra si compravano tranquillamente badge con il simbolo della RAF: una stella rossa a cinque punte con sovrimposto un fucile mitragliatore e, appunto, la sigla RAF).
 È ben vero che di tributi a questa figura del terrorismo ve ne sono non pochi, ma la canzone dei D.A.F. ha come sottotitolo “Heldenlied”, cioè canzone per gli eroi.
[6] Tratta da Fünfzehn neu DAF Lieder: album della riunione di Görl e Delgado-Lopéz dopo oltre tre lustri.
La discografia dei D.A.F. rischia di apparire complicata a causa, anche, dei DAF DOS (in cui compare il solo Delgado-Lòpez). I 7 album non sono omogenei nel genere e nella qualità complessiva, lo stesso vale per una messe di singoli (l’ultimo del 2010 e per ora inedito su album).
[7] Sarei tacciabile di approssimazione se non specificassi che un legame (nessun gioco di parole) con i Deutsch Amerikanische Freundschaft hanno i Liaisons Dangereuses, gruppo in cui compariva Christiaan Ludwig “Chrislo” Haas.
[8] Il sogno elettronico sarebbe un bill concertistico con Suicide, D.A.F. e Depeche Mode. Dress code: “celebrazione nera”.
[9] Ferme le diverse origini dei componenti, per quanto qui rileva: Delgado-López è spagnolo di Cordoba, Görl è bavarese.
[10] Per gli insaziabili della devastazione, soprattutto propria, indico senza pretesa di completezza: Dagmar Krause con Panzerschlacht e Nico con The Frozen Borderline o – almeno – con “Janitors Of Lunacy”.
Anche i Tedeschi hanno un’anima, scientemente bombardata ex adverso.