"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



Visualizzazione post con etichetta Dexy's Midnight Runners. Mostra tutti i post
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martedì 25 novembre 2025

SFTYSR

 

SFTYSR

 

Mettiamo in chiaro una cosa: ai tempi del loro primo singolo, si chiamavano “Dexy’s Midnight Runners”: https://www.discogs.com/master/234275-Dexys-Midnight-Runners-Dance-Stance.
L’apostrofo cadde con il primo album.

 

Sui DMR ho scritto ex professo: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2011/10/still-searching-for-young-soul-rebels.html

 

Li ho, anche citati in altre tre occasioni:

 

Il loro frontman è stato evocato qualche mese fa:

 

Ma adesso “mi trovo costretto” a richiamare quell’album di esordio: searching for the young soul rebels (si noti la grafia tutta minuscola della sua copertina ([1])), siccome lo evoca Issey Molotovs in una intervista solista (cioè senza suo fratello Mathew, una “t” sola): https://www.youtube.com/watch?v=7xtnohxETbk&t=23s.
L’intervista è monumentale e, se gli italiani sapessero l’inglese, qualche idolo e idolina (femminile “a la” Tommaso Landolfi …) delle folle italiane dovrebbero darsi al lavoro manuale per la vergogna di una propria ignoranza musicale marchiana.

 

Comunque sia, se venisse organizzato un gathering di proprietari di copie del 1980 di SFTYSR, probabilmente fra ognuno di noi varrebbe la legge dei “6 gradi di separazione (ma forse ne basterebbero meno).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2025 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.

Tutti i diritti riservati/All rights reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso consenso scritto dell’autore/degli autori.

 

 

domenica 14 settembre 2025

L’ARRIVO DELLA SAGGISTICA MUSICALE MONUMENTO? (Facebook Down Series - 148)

 

L’ARRIVO DELLA SAGGISTICA MUSICALE MONUMENTO?

(Facebook Down Series - 148)

 

Escludiamo i cosiddetti “coffee table book”: quelli pesanti (pesanti) che stanno sopra il tavolino.

In un mese mi trovo a fronteggiare:

-          l’autobiografia di Kevin Rowland, di cui si vocifera un possibile secondo volume;

-          Una oral history di Paul Weller di oltre 760 pagine;

-          Un saggio biografia attraverso 168 canzoni dei Manic Street Preachers: oltre le 550 pagine.

I più attenti già sentivano questo odore ai tempi di England’s Dreaming di Jon Savage ([1]), a dire il vero.

 

È la storia di noi no future, in qualche modo.
Gli altri vanno ai concerti coi genitori e/o con i figli, preferibilmente tre generazioni: poveri loro (senza nemmeno punto esclamativo).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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mercoledì 22 luglio 2020

RITORNO AI “CAFFS” (CON I COMPAGNI DI NONPIÙ) (un quarantennale)


RITORNO AI “CAFFS” (CON I COMPAGNI DI NONPIÙ)
(un quarantennale)

Il titolo originale del post era leggermente di verso: Ritorno ai “caffs” (ovvero anche la gravità milita Dexys Midnight Runners).
40 anni fa poche copie arrivarono a Milano dell’album più pesante di quei 366 giorni: era Searching For The Young Soul Rebels dei Dexys Midnight Runners (il nome era senza caratteri maiuscoli in copertina).
Tonito pronunciò subito “Keltic”, già, sempre lui.
Pesa la sleeve, pesa la inner e le etichette sono paper.

2020: il pensiero è che, ormai vivi solo noi, qualora morisse prima Kevin Rowland, Fred Ventura ed io saremmo i soli a piangerlo sinceramente. Mi sbaglio?

fantasie

Suona il telefono, leggo nel visore DTK LAMF”, e subito rispondo: “Ciao Tonito”.
Il contro saluto è: “Steg sempre bastard by choice?”
S.: “Certo”.
T.: “Allora?”
S.: “Davanti a Bonaparte di Via Marghera, ore 20.00”.
T.: “Ok, ciao, ciao ciao, ciao, ciao,  ..”.

Via Marghera, si apre una delle anteriori della sei porte della Mercedes Benz 600, nera, scende l’autista e ne apre una delle posteriori, Antonio esce dall’accesso della fermata MM1 di Wagner, si guarda intorno, vede la stella a tre raggi, scopre l’impercettibile cenno dello chauffeur e sale.
Nel ghiaccio della frappeuse di fronte a Steg e Tonito sta una bottiglia di Laurent Perrier extra dry e due flûte capovolte.
S.: “Mi fa piacere vederti”.
T.: “Ho comprato due demoni per essere puntuale”.
S.: “Sono ateo, ma pluralista”.
T.: “Dove si va?”
S. “Sorpresa!”

La pesante, blindata, Benz si ferma davanti al Bar Magenta.
Entriamo, i nostri steel toe rimbombano, noi due e lo sciabolare nell’aria delle catene di una Bonneville e di una Rocket, puliscono il locale da vecchie ruggini umane che si atteggiavano a mercanti di un tempio che peraltro è da lustri sconsacrato.
Mangiamo un panino pasteggiando con due mezze pinte di Double Diamond, giusto per rimanere perfettamente lucidi.

Rientriamo in auto ed il tragitto è breve: la fida meccanica tedesca ci fa arrivare in Corso di Porta Vigentina, fra i civici 26 e 28; con una autorevolezza quasi magica la “nera auto fuori Germania” e facendo le fusa si fa parcheggiare impeccabilmente.
Quando Steg e Tonito scendono, sono tutti lì, caduti e veterani.
Clack la serratura ci saluta, due mani (quanti anni son passati) sollevano una scodinzolante saracinesca.
La vetrina illuminata di Tape Art miracolosamente ci saluta con un numero impossibile di copertine di dischi e nastri, centinaia!
Entriamo tutti e poco dopo un tocco leggero annuncia i valletti del Quadronno: con un colpo di bacchetta magica ognuno ha ciò che vuole fra le mani e sulle labbra (Tonito e Steg riprendono a Laurent Perrier e…, beh Steg ha chiesto granchi oceanici, schie e – fuori norma – qualche dattero di mare. Ma Morrissey avrebbe ben altro di cui preoccuparsi, se fosse stato invitato).

Un paio di ore prima dell’alba Nicola Guiducci e due Technics creano un gioiello di after hours.
Alle più fioche luci solari gli amici e i Compagni Di Nonpiù salutano e svaniscono.
A Steg pare che Tonito gli abbia strizzato l’occhio prima di andare, ma è un po’ stanco anche Steg e con tre passi si trova con Franz che già gli ha aperto la portiera per riportarlo a casa.
Scende il vetro del finestrino, senza rumore, e Steg guardando all’orizzonte un roseo nulla mattutino saluta: “bis bald”.


                                                                                                                      Steg


PS: la forma di queste righe potrebbe essere quella di mio padre, nei suoi esercizi narrativi storico-bio(auto)grafici. Lui probabilmente avrebbe apprezzato le mie “note teutoniche” e mi avrebbe chiesto lumi sui contenuti con sincera, ma giornalistica, curiosità.




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domenica 23 ottobre 2011

STILL SEARCHING FOR THE YOUNG SOUL REBELS (A proposito dei Dexy’s Midnight Runners)












STILL SEARCHING FOR THE YOUNG SOUL REBELS
(A proposito dei Dexy’s Midnight Runners)

 
Perché i Dexy’s Midnight Runners sono ancora una leggenda?
Penso lo siano in quanto inafferrabili.
Sorta di mito insuscettibile di essere ricondotto a realtà.

 

I Dexy’s Midnight Runners non sono il loro successo imbarazzante con il singolo “Come On Eileen”, non sono il loro improponibile look del (ancora) secondo album, non sono nemmeno quel terzo e ad oggi ultimo album di cui esistono almeno tre versioni in formato CD (credo).

 

I Dexy’s Midnight Runners erano, sono e resteranno un ideale impossibile di ascetica superiorità, forgiata in opposizione a un consumismo che deve (rectius doveva) ancora venire.

 

I Dexy’s Midnight Runners non sono, appunto, possibile oggetto di mercificazione.




I Dexy’s Midnight Runners sono faticosi anche da trovare: album fuori catalogo, a prezzi anche esorbitanti, e compilation frustranti.

 

I Dexy’s Midnight Runners sembrano in effetti una band che ancora deve pubblicare un disco, ripeto disco.

 

I Dexy’s Midnight Runners hanno dei titoli che suonano come chiamata alle armi per una purezza monastica.

 

Che fare, allora?
Semplice: trovare tutto di loro, ma dopo un percorso di espiazione (i Dexy’s Midnight Runners non avranno mai ciò che meritano mentre noi non ce li meritiamo) fermarsi al primo album, preferibilmente in versione doppio CD del trentennale; sapendo che però la sua edizione originale in vinile del 1980 con quella inner sleeve in cartoncino pesante, ma senza i testi, e quelle pagine intere pubblicate sui settimanali ad accompagnarlo restano la sintesi cui aspirare.

 

Loro sono i Giovani Ribelli del Soul in formazione paramilitare, noi li cerchiamo e vorremmo entrare a farne parte, affrancati dai nostri falsi bisogni quotidiani e purificati dalle nostre debolezze che ci aiutano ad andare avanti.

 

Chi non lo capisce dopo aver ascoltato l’incipit radiofonico di “Burn It Down” deve gettare la spugna e abbandonare ogni velleità e deve riconoscere, anche, di non avere nemmeno capito The Clash.

 

Forse i DEXY’S MIDNIGHT RUNNERS furono e sono il gruppo più punk che mai ci sarà.
E forse ho scritto anche, inavvertitamente, di Derek Raymond e della sua autobiografia, Hidden Files.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

© 2011 Steg, Milano, Italia.
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lunedì 5 settembre 2011

NORTHERN SOUL: UNA POSA PER MOLTI?

NORTHERN SOUL: UNA POSA PER MOLTI?

Reputo il concerto dei Dexy’s Midnight Runners visto e sentito nell’agosto del 1980 al Hurrah’s a Manhattan uno dei 10 più importanti della mia vita.
Pagherei non poco per un patch d’epoca del Wigan Casino.

Ciò non toglie che il Northern Soul rischi di essere un cliché.
Il motivo è di una banalità assoluta: un floor filler indiscutibile e senza tempo non è necessariamente un capolavoro.

Perciò occorre diffidare di certe playlist di matrice pseudo-northern oppure para-mod.
L’intento è evidente: elitismo ad ogni prezzo.

Ricordo che sulla scia del successo dei Soft Cell uscì  un 12” in vinile trasparente con la versione originale di “Tainted Love”cantata da Gloria Jones (fidanzata di Marc Bolan) accompagnata da una decina di altri “classici”: dopo un ascolto tornai a Marc Almond e Dave Ball.

Ovvero: anche nella musica non va confuso lo stile con l’eccentricità.


                                                                                                                      Steg



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