IN
ITALIA NON È MAI SUCCESSO NIENTE
[parte
seconda (o terza)]
Sulla -
inesistente - scena punk italiana ho scritto abbondantemente.
Noi eravamo
sorta di “risultati individuali di auto-esperimenti giovanili”.
Velo ancor più
pietoso sul new-mod del 1979.
Dovevano “digerire”
ancora, gli Italiani, il risultato musicale del modism meadiano: The
Kinks, The Who, Small Faces, The Action (e forse, forse, siccome anche tardivi
The Creation).
The Jam nel 1978
- leggasi All Mod Cons - erano ancora una anomalia nata dal punk.
E vengo,
nuovamente, alla clubland nazionale 1980: innanzitutto, in contrapposizione,
rimando a https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2012/04/out-in-clubland-having-fun-proposito-di.html
Quando qualcuno
cominciò a parlare “del” Plastic pensai: i “new romantic dei poveri” in Italia.
Anche perché
prima di arrivare a un libro che in qualche modo “certificasse” la scena Billy’s-Blitz
londinese ce ne sarebbero voluti di anni e quindi in Italia si raccoglievano le
briciole dei media anglofoni.
E allora?
Beh a Londra nel
2025 è stata allestita una mostra su quella scena, una mostra con una
caratteristica in fondo interessante: non esiste catalogo.
Il solito
dilemma leninista, dunque.
Innanzitutto
andare a sfogliare di nuovo “quel” bellissimo libro che ho descritto all’epoca ([1]) e
che anche Robert Elms ([2]) reputa
inarrivabile.
Elms ha scritto
e pubblicato un libro che taglia come un rasoio: giochi di parole a piè
sospinto e gioisco a ricordare come nello scaffale che ricordo sta la mia copia
del solo libro di Peter York indispensabile: Style Wars ([3]).
Titolo non umile, certo, ma avete mai conosciuto nel mondo reale un giovane
modesto che abbia marchiato il suo tempo fuori dalle religioni? Comunque, andate a comprare Blitz
- The Club that Create The 80s ([4]).
Poi, quasi
inevitabilmente, sebbene sia una dichiarata autobiografia, occorre il libro di
Rusty Egan: The Autobiography ([5]).
Perché Egan era il sodale di Steve Strange e dj al Billy’s e al Blitz.
Sento già
mormorare: mi si chiede un libro meno schierato e più accademico. Beh il suo
autore è stato insignito della onorificenza nota come “OBE” e gradito a Elms:
Dylan Jones, Già autore di una oral history bowiana di un certo pregio ([6]), ha
pubblicato Sweet Dreams – The Story of the New Romantics ([7]).
Cercate l’edizione paperback siccome ha un capitolo aggiuntivo.
Vi conviene
accontentarvi, e sarete contenti, di questi tre libri, perché We Can Be
Heroes – 1976-1984 ([8]) pare
viaggi a prezzi di centinaia di sterline.
Già.
Una ultima
menzione: Steve Strange, morto prematuramente, pubblicò ([9]) la
sua autobiografia nel 2002: Blitzed!.
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