IL
“BIONDINO (IN) NEGATIVO”
(Tonito
in sintesi)
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We were there, where were you?
"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)
IL
“BIONDINO (IN) NEGATIVO”
(Tonito
in sintesi)
Steg
LIMITE
INTELLETTUALE DEGLI UTENTI DI I.A./A.I.: CONSEGUENZE
(Facebook Down Series – 240)
Sempre più spesso
viene proposta dalle pubblicità e ma anche dalla cronaca la “bontà” di I.A./A.I.
Prescindo dalla
eccellenza della I.A./A.I. che si usa: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2026/03/le-ia-diventeranno-piu-intelligenti-se.html
([1]).
Una osservazione
banale: “se tutti si mettono in punta di piedi per vedere meglio, tutti
vedranno come prima” ([2]). La
osservazione non è banale, siccome fu fatta a lezione dal Professor Pietro Trimarchi.
La conclusione è banale: le
differenze rimarranno sempre, nella illusione, però di chi crede di essere il
migliore (anche) grazie a una I.A./A.I.
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consenso scritto dell’autore/degli autori.
RIVISTA
IDEALE E PEZZI MANCANTI
(parte
seconda)
Più di dieci
anni fa scrissi un post molto indicativo di come io càpito su ciò che leggo e/o
leggerò: caso oppure metodo: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2015/07/la-rivista-ideale-sarebbe-perfetta-se.html.
Molte dozzine di
mesi dopo, trovai, di nuovo, qualcosa verso lo “ideale”: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2024/02/subbaculture-facebook-down-series-15.html
Al momento non
mi sembra più attiva questa testata.
Oggi è arrivato:
comprato su piattaforma USA, spedito dalla Germania, il quarto e ultimo numero
di una rivista di cui ho già la seconda e la terza uscita: Rive Droite:
gioco di parole siccome è rivista “neo – ussara” ([1]).
Bell’item-ino.
Chissà se
troverò anche l’esordio?
Ecco mi è tornata
in mente una altra caccia, da tanto tempo conclusa: quella ai Cahiers Roger
Nimier: sei numeri in tutto; vezzo grafico: titolazione minuscola.
I primi cinque li
trovai con discreta facilità, fra l’altro la copia del numero uno con “foglietti”
fra cui righe di accompagnamento da parte di Marc Dambre (massima autorità
nimieriana). Ma il numero 6?
Dopo anni e anni
e anni: una serie completa proposta da una libreria antiquaria parigina, sembra
proveniente dagli scaffali della vedova Nimier: fatti due conti …
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Erano pochi, ma
più di dieci; di razza bianca (escludendo Poly Styrene – RIP); non troppo
piccoli nel fisico (penso a Siouxsie Sioux e Billy Idol).
Quindi
intitolare il post come la prima edizione del romanzo di Agatha Christie non mi
sembrava appropriato.
Che il mezzo secolo
di punk sia riferito al Regno Unito mi pare incontroverso, ormai; sebbene già
si incensi il cinquantenario dell’eponimo esordio dei Ramones.
Devo scrivere di
nuovo? Non credo.
I pensieri
rimango quelli del 2016: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2016/05/il-punk-dopo-40-anni-note-minime.html
Però ci sono i
morti di questi dieci anni: per tutti Brian James, mente creativa ne The Damned
(commemorati già lo scorso anno 2025).
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LA CRITICA
NON ESISTE (PIÙ) PER LA LETTERATURA POPOLARE?
Ogni tanto mi
soffermo sulla (milanesismo) Rowling e sulla Galbraith.
Non ho letto una
riga di Harry Potter e se lo avessi fatto, probabilmente mi terrei stretta una
copia in prima edizione italiana ([1]).
Il primo romanzo
firmato Galbraith? Una copia di un abbinamento editoriale.
Magari no, ma mi
pare di sì: Denmark Street evocata in quell’esordio “altro” della scrittrice ha
un gusto (ancora attuale e non “retro”) Sex Pistols che non va via.
E mi vedo J. K. Rowling scegliere quel vicolo (curioso “Street”, sebbene Tin Pan Alley, ma io penso a “Suicide Alley”), perché lei è persona che The Smiths li tiene sugli scudi.
E brava Mrs.
Rowling!
Queste righe
sono critica letteraria.
Non
vagheggiamenti di chi non distingue una Fender da una Gibson ([2]).
Dunque?
Che cosa leggo
io se non quel che ho scritto?
Intravvidi i
Mott The Hoople nella narrazione dei natali di Cormorant Strike.
Mi sono suonati
bene, quindi li tengo da conto.
Magari qualche
scia (non chimica) di Kate Moss ([3])
riappacificata con Peter Doherty che (come ha fatto? E non si tratta di mia
critica) porta bene gli abiti. Con un pensiero a Frédéric Lo (e mille pensieri
a Daniel Darc ([4])).
Gli strumenti ve
li ho dati.
Londra è
spietata, state attenti.
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CAPITALISTI
DI SINISTRA, IN ITALIA
(Facebook
Down Series – 239)
Provo grande
fastidio per la “sinistresità” di Radio24: Confindustria, i proprietari, con i
complessi di colpa?
Peggio, però, il
Gruppo Cairo: La7 ve la commentate da soli.
Ma il braccino
poliomielitico (e noi le scarificazioni non richieste per la anti-Polio le
portiamo ancora. Quindi ...) di Urbano Cairo che potrebbe divenire il
compagno-padrone-sotto-la-Mole se avesse a cuore la squadra di calcio del
Torino mi lascia sempre più perplesso.
A scanso di
equivoci: lo juventino Giovanni Arpino è una mod ace face, il
gruppo-artistico-musicale Statuto suona mod-esto (la radice della parola tale
rimane). Modesto come “quello di Piacenza” ([1]).
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[1] Che sarà sempre un tardivo
(per definizione), grigio, ridondante, (virgola voluta) pseudo gazzettiere del
nulla (pseudo siccome diversamente citerei soltanto Carmelo Bene).
Anche “su” Il Manifesto (quotidiano).
Chi segue il
blog da tempo, probabilmente potrebbe contare le mie citazioni di Orson Welles:
probabilmente è nelle prime cinque posizioni ([1]).
Ciò che mi
affascina di lui è che sembra aver nascosto tesori, più o meno preziosi, e ogni
tanto ne appare uno, mentre si continuano a cercare gli altri.
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ESSERE NELLA
MERDA: INDICI
(Facebook
Down Series – 237)
Mi sembra che la
situazione NON sia rosea, anche qualora la si superi (ed io, come
qualcuno, forse, ha capito sono per la “nottata infinita”).
Alcuni indici
nazionali:
Alcuni indici
internazionali:
Se mi sovvenisse
altro aggiungerò.
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Le battute di
Tonito non facevano ridere.
Siccome non
dovevano far ridere.
Dovevano
scuoiare il destinatario e/o far pensare chi le ascoltava.
Il Grillo
parlante ... Si faceva le spade.
Ascoltando e
leggendo Viv Albertine ([1]), del
resto, si conclude che Sid Vicious era un personaggio tragico.
Continua?
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Molti anni fa
evocai un aneddoto paterno in riferimento alla politica dei prezzi: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2012/05/telecom-e-i-bicchieri-del-bar-centrale.html.
Oggi nel titolo
inserisco un “anche” ironico siccome mi è soggiunto un vecchio slogan
pubblicitario: “tanto comodo che lo potete prendere anche in tram” ([1]).
Chi “lo prende
in quel posto” (metaforicamente e nolente) è chi usa, pagando, i mezzi di
trasporto pubblico a Milano (e altrove?).
Tempi di attesa
raddoppiati, sempre. Sempre excusationes (non richieste) di ATM per il
traffico che rallenta (siamo a Milano, non a Trepalle).
Già.
Come sempre grazie al “compagno Sindaco”
Beppe Sala ([2]) e alla sua giunta, posto
che ATM è di proprietà del Comune di Milano ([3]).
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JIMMY JAZZ?
(Facebook
Down Series – 234)
“Jimmy Jazz” è
il titolo di una canzone de The Clash ([1]).
Ho aggiunto un
punto interrogativo per … educazione.
Sul numero di
febbraio di Musica Jazz ([2])
compare un dotto articolo dedicato a “the last gang in town” a firma Nicola Gaeta.
Gli è che
cominciano le sbavature presto, quando ci si dimentica, non dico della
formazione a cinque, ma soprattutto di Terry Chimes: batterista prima di Topper
Hadon.
Mick Jones
diventa un quasi frivolo.
Poi leggo che
ACME Attractions arrivò dopo Sex, ma le cose sono un poco più complicate.
Mi fermo qui e
proseguo nella lettura.
Comunque, come
sapete, io preferisco, sempre, Mick Jones: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2013/07/preferisco-sempre-mick-jones-non.html
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BERLINO,
BLITZ KIDS E CCCP-FEDELI ALLA LINEA
(Facebook
Down Series - 232)
Continuando nella
lettura del libro sulla scena Blitz di Robert Elms ([1]), e
data la inesorabilità della tavola sinottica anche per argomenti non storici
per tutti, devo concludere che il “non è mai successo niente in Italia”
affligge anche i due maître à penser Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni:
arrivarono a Berlino con anni di ritardo.
Non che Steve Strange, Robert Elms, Rusty Egan et al fossero innovatori, ma lo riconoscevano (il debito weimariano, cum Christopher Isherwood, etc. era loro ben noto).
Peraltro, Elms e
Chris Sullivan in quella fine 1979 tesaurizzarono una scritta letta nella –
divisa – ex capitale tedesca: “Spandau Ballet”.
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