"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



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lunedì 25 maggio 2026

OMBELICHISMI (Facebook Down Series – 267)

 

OMBELICHISMI

(Facebook Down Series – 267)

 

Il francese ha una parola che si può tradurre in ombelichismo: nombrilisme.

E si declina anche in ombelichista.

 

I blog sono tutti ombelichisti?

Forse.

 

Questa era, più o meno, la premessa di un post intitolato “Slitte, prede e ombelichi”.

Ma il testo del post era … troppo ombelichista.

 

Quindi ho cambiato idea.

 

 

Per le slitte:

 


 

 

Per le prede:

 

 

 

 


 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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giovedì 21 maggio 2026

EMILIO SALGARI SI RIVOLTA NELLA TOMBA (reprise sul libro Oceani di carta) (Facebook Down Series – 265)

 

EMILIO SALGARI SI RIVOLTA NELLA TOMBA

(reprise sul libro Oceani di carta)

(Facebook Down Series – 265)

 

Prosegue la lettura di Oceani di carta è il risultato peggiora.

Rinvio intanto, anche per i riferimenti, al recente post https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2026/05/emilio-salgari-non-mori-povero-facebook.html

 

A pagina 184 incappo nell’errore inescusabile.

Si citano le ultime parole con cui si chiude Il Corsaro Nero.

Secondo Oceani di carta: “Guarda: il Corsaro Nero … piange”.

 

Secondo l’edizione del centenario: “Guarda lassù: il Corsaro Nero piange!....” ([1])

 

Secondo una altra edizione affidabile: “Guarda lassù: il Corsaro Nero piange!...” ([2])

 

Fine.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Torino, Viglongo, 1998. Edizione numerata in 999 esemplari.

[2] Torino, Einaudi, 2000. Collana Einaudi Tascabili. A cura di Emanuele Trevi, con scritti di Claudio Magris e Goffredo Parise.

domenica 17 maggio 2026

EMILIO SALGARI NON MORÌ POVERO (Facebook Down Series – 262)

 

EMILIO SALGARI NON MORÌ POVERO
(Facebook Down Series – 262)

 

Ho addirittura il dubbio di averne già scritto, ma dato che l’equivoco rimane ancora ([1]) posso ancora sottolinearlo.

 

In pochi mesi, di nuovo debbo dolermi di licenze in prosa troppo approssimative: si veda, infatti: https://www.blogger.com/blog/post/edit/312066679064942874/2266148874171747800

 

Nello specifico, il romanzo, pubblicato in primavera 2026, intitolato Oceani di carta di Enzo D’Alò e Giacomo Scarpelli ([2]).

 

Ivi ([3]) si sostiene che Emilio Salgari morì povero: non è vero in ragione di uno studio, anche rinnovato e approfondito, ad opera di Claudio Gallo (pubblicato se ben rammento sulla rivista della Biblioteca Civica di Verona ([4])).

O, se preferite, guadagnò lautamente, evidentemente non si seppe amministrare. 

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Come quello che George Brummel fosse un lord.
[3] Oltre a un paio di licenze, quasi marchiane più che enormi, chiarite solo alla fine del libro, meglio sarebbe stato porre la “Nota” in apertura.
[4] Rinvio, amplius e da ultimo, a Claudio GALLO e Giuseppe BONOMI, Emilio Salgari – Scrittore d’avventure, Mantova, Oligo Editore, 2022.
Esiste un poco di polemica fra gli studiosi massimi del Romanziere veronese, e quindi rammento anche Felice POZZO, La vera storia di Emilio Salgari, Città di Castello, Odoya Editore, 2022.
Insieme ben superano le 1.100 pagine.

sabato 14 marzo 2026

ILCORSARONERO: UN TITOLO VELOCE, A RAGIONE

 

ILCORSARONERO: UN TITOLO VELOCE, A RAGIONE


 

Che io sia un salgariano, a una dozzina (e mezza?) di lettori del blog è noto.

 
Eredità letteraria paterna? Minima, seppure essenziale e imprescindibile ([1]).
Chissà se mio padre i romanzi li leggeva come volumi di biblioteca o altro (domande senza risposta: non gliele posi mai, e perché avrei dovuto porgergliele? Eravamo tutti e due vivi).

 

Sono abbonato, ab origine, ad una delle - due - riviste dedicate al Grande Veronese.
Ilcorsaronero, appunto.

 

È una rivista che arriva quando arriva (corsara, appunto. I pasoliniani woke storceranno il naso, io glielo strappo e lo butto in pasto agli squali del Mar dei Caraibi se dovesse occorrere), che negli anni (non li conto) con il sottotitolo falsamente modesto di “Rivista Salgariana di Letteratura Popolare” (belle le maiuscole come nei titoli anglosassoni) mi ha anche motivato - immotivatamente - scellerati acquisti: un paio di centinaia di Euro per Gianni Celati (tutti da leggere).
Poi c’è quel gancio prattiano sempre sotto il pelo dell’acqua (o della neve siberiana).

 

Essere salgariani è uno status culturale inattuale: come avere in biblioteca qualche pagina dedicata a Betty Page.

 

(Continua?)

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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martedì 9 dicembre 2025

LA “TIGRE” NON È MORTA (Facebook Down Series - 188)

 

LA “TIGRE” NON È MORTA

(Facebook Down Series - 188)

 

Se anche solo una persona leggerà Le tigri di Mompracem, la serie televisiva di questo finale del 2025 “di” Sandokan (la Tigre, appunto) sarà meritoria.

E “il padre degli eroi” (cit.) sarà onorato.

 

Fra l'altro ho rinvenuto due citazioni da Corto Maltese, dubito si tratti del contrario, ma né Hugo Pratt, né Mino Milani. né Alfredo Castelli possono darmi lumi.

 

Resto così, da quando ho memoria, disilluso come Yanez.

E, anche, fosco come il Corsaro Nero.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 22 settembre 2025

PICCOLA POLEMICA LETTERARIA (SALGARIANA) (Facebook Down Series - 151)

 

PICCOLA POLEMICA LETTERARIA (SALGARIANA)

(Facebook Down Series - 151)

 

“Andando per dorsi” ([1]), ieri (vigilia di equinozio d’autunno 2025) ho scovato un libro dal titolo allo stesso tempo ammiccante e (a dir poco) troppo guascone: Il pronipote di Salgari, di Massimiliano Governi ([2]).

Titolo vero (non è The Sid Presley Experience ([3])).

 

In diverse pagine l’autore si dichiara “editor” di professione, ma di editing qui non ne vedo (sono quasi a metà), e il “romanzo” zoppica (al momento vorrei conoscere il padre dell’autore, di cui non si ha traccia in rete).

Peccato.

 

In memoria di Emilio Salgari (il bisnonno) e dei salgariani seri ([4]), queste poche righe.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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domenica 6 aprile 2025

GIOVANNI ARPINO

 

GIOVANNI ARPINO

 

Nemmeno ipotizzo un bozzetto (serie “sketch”, in questo blog) e magari già questi aneddoti ho scritto.
Non importa.

 

Ho incontrato per la prima volta Giovanni Arpino quando comprai - alla libreria remainder in Galleria (Milano per i distratti) la biografia che lui e Roberto Antonetto dedicarono, primi in termini seri, al Suicida Veronese in capitale sabauda: Vita, tempeste, sciagure di Salgari il padre degli eroi (poi, una edizione riveduta dal superstite Antonetto).

 

Anni dopo, ancora non in forma diretta: le sue righe a commento di Duri a Marsiglia di Gian Carlo Fusco (nella edizione per i tipi di Einaudi).
A comodino, ma senza agitarmi.

 

Poi: non ricordo ma incappai in una copia affaticata della edizione BUR di Randagio è l’eroe.
Mi piace, anche perché ambientato a Milano (Arpino un piemontese, “di” Bra ma poi torinese, nato a Pola).

 

Poi ... Altri anni, quanti? Mi sono ritrovato a comprare il “suo” Meridiano, una prima edizione CON FIRMA del precitato Randagio ..., e in una settimana i 5 (cinque) volumi astucciati della quasi sua opera omnia edita da Rusconi.
Quindi ho perso il conto.

 

A me non piace il calcio e tifo Milan.
Arpino grande giornalista, anche sportivo, tifoso della Juventus.

 

Comunque, per me Arpino rimane una grandissima scoperta (e dopo di lui Emilio Tadini scrittore, magari in futuro scriverò di lui, grande pittore).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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domenica 2 giugno 2024

È MORTO YANEZ DE GOMERA

 

È MORTO YANEZ DE GOMERA

 

Uno del 2e Régiment étranger de parachutistes (REP).

 

https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2013/04/philippe-leroy-provocazione-ispirata.html

 

https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2020/07/il-portiere-di-notte-liliana-cavani-e.html

 

https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2012/07/emilio-salgari-alcuni-pensieri.html

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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giovedì 8 febbraio 2024

“IL” CASTELLI

 

“IL” CASTELLI

 

È morto Alfredo Castelli: un gentiluomo (di gente perbene se ne trova, un po’, i gentiluomini sono rarissimi).

 

Lo conobbi attraverso Gianni Miriantini (RIP): coraggioso editore trapiantato a Milano ([1]).
Era l’inizio degli anni ’90 ed eravamo tutti vivi, giovani o comunque ancora entusiasti.

 

Castelli era uno che pensavi non avesse una casa: ristorante ad ogni pasto, arrivava, andava …

 

Nemmeno mi curo di verificare dove nacque: lui era di Milano, nell’asse fumettistico che collegava Diabolik a Tex Willer (e tutto quanto nel tragitto).

 

Lo persi di vista, poi un giorno mi telefonò per una consulenza, minima, ma su una questione … beh “Salgari cum Pratt”; infatti anni dopo mi fece conoscere Mino Milani ([2]).
Si andò (partendo dal suo ufficio “in Bonelli”) qualche volta alla Taverna della Trisa, dove – comunque – pagava lui.

 

Molti anni dopo lo rincontrammo con sua moglie a Nizza davanti al vecchio mercato ittico (sempre pullulante di gabbiani), un saluto fugace salvo poi tornare a Milano sullo stesso treno, stessa carrozza, stesso “box”.

 

Al Museo del Fumetto di Milano (WOW Spazio Fumetto) ricordo una presentazione in suo onore, con Ferruccio De Bortoli per una volta spontaneo.
Poi, ivi, una mostra dedicata a Diabolik.

 

“Come sta Castelli?” chiesi a Gianni Brunoro perché non avevo più notizie.
Rividi Castelli ancora allo Wow Spazio Fumetto nello scorso 2023, quasi estate, presentazione di una mostra “alla sua carriera”, direi.

 

 

                                                                                                                       Steg

 

 


 

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[1] Che avevo conosciuto in quell’anno in cui decisi di tornare, neanche fosse “The ’68 Comeback Special” di Elvis Presley, a Lucca Comics.
[2] Citazioni sparse in qualche post.

sabato 13 gennaio 2024

“TI PERDONO SOLO SE SEI EMILIO SALGARI” (Facebook Down Series – 8)

 

“TI PERDONO SOLO SE SEI EMILIO SALGARI”

(Facebook Down Series – 8)

 

La forma (più?) corretta del titolo del post è: “ti perdonerei solo se (tu) fossi Emilio Salgari”.
Per maggior precisione “soltanto” oppure “solamente”. 

 

Antonio Manzini scrive: “accese la televisione” ([1]), ma a me suona stonato: da lui mi aspetterei “il televisore” ([2]). Peccato.  

 

A richiesta: vi spiego il titolo e le due accentazioni del cognome dello scrittore veronese.

 

                                                                                                                       Steg

 

 

 

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venerdì 29 dicembre 2023

DUE ROMANZI ITALIANI MODESTI (Bambaataa series – 2)

 

DUE ROMANZI ITALIANI MODESTI

(Bambaataa series – 2)

 

Quest’anno sono inciampato, causa recensioni allettanti, in due romanzi veramente modesti.
Entrambi italiani e entrambi con autori che sono professionisti della editoria.

 

Il primo è La stazione di Jacopo De Michelis.
A parte una citazione un poco vaga di Giorgio Scerbanenco, sembra – per chi conosce i generi – un incrocio fra i falsi salgariani di Luigi Motta, un qualche retrogusto alla Tiziano Sclavi (vedi Dylan Dog) e tutta la congerie simil-Milano-nera dei più o meno bravi Stefano Di Marino (RIP) versione “Gangland gunniana”, Andrea Carlo Cappi, Luca Crovi (figlio di Raffele).
Lo ho letto e poi, cosa che non faccio mai, regalato (dato anche l’ingombro).

 

Il secondo lo ho cominciato un paio di giorni fa: lo stile e la ambientazione vorrebbero essere, in forma indigente, quello di Emilio Tadini de La tempesta (era più bravo come pittore oppure come scrittore?) e uno spruzzo di Giovanni Arpino de Randagio è l’eroe.
Gli è che devo forse scusarmi con questi due Autori per averli, sebbene post mortem, scomodati.
Fin qui, si sa, capita: non tutti sono in grado di creare opere letterarie che sfidano il tempo.
Ma ho il dubbio che Raul Montanari – che ha scritto qualche bel romanzo – a meno che non sia suo amico gli correggerebbe la forma come a scuola di scrittura (Montanari ne ha una).
Scrivo di Marco Rossari e del suo L’ombra del vulcano. mi chiedo, a questo punto, come sia la sua traduzione (posseggo copia, ed anche della precedente) del romanzo simbolo di Malcolm Lowry.

 

 

                                                                                                                       Steg

 

 

 

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mercoledì 6 dicembre 2023

RIFUGI E “BARCHE”: tentativi di note d’avventura (Sketches series – 31)

 

RIFUGI E “BARCHE”: tentativi di note d’avventura

(Sketches series – 31)

 

Premessa classificatoria: questo è il primo post della serie che non riguarda persone.
Data la frammentarietà, preferisco mantenere questa categoria.

 

Premessa linguistica: uso nel titolo la parola “barche” in omaggio a Arturo Pérez-Reverte ([1]), in ragione del titolo di un suo libro non propriamente narrativo del cui titolo originale si è voluta una traduzione letterale: barche, appunto, nella edizione in lingua italiana ([2]).
D’altronde, siccome la classificazione si effettua, secondo principi tecnici, in base alle modalità di virata, un sottomarino si inclina in virata all’interno come una barca e non come una nave, però un sottomarino ha un uso in superficie maggiore di un sommergibile ([3]).

 

La considerazione che origina queste riflessioni, però, mi è giunta nella lettura del finale di uno scritto di Renato “Mercy” Carpaneto in cui si evoca, e non a caso ma direi per il suo “signore” Sandokan, Mompracem ([4]).
Ecco, allora mi chiedevo, considerando Emilio Salgari: per Sandokan Mompracem, mentre per il Corsaro Nero ([5]), sebbene nobile ([6]) è un vagabondo (in senso nobile) dei mari con la “sua” Folgore, una nave.

 

Diventa allora obbligata (ben tardiva per me, certo) la riflessione: il Corsaro Nero non ha quasi pace ([7]), non ha un rifugio.

 

E il sommergibile?
Beh è il Nautilus del Capitano Nemo, eroe verniano, il quale, però, ha un rifugio nella “isola misteriosa”.

 

 

[CONTINUA; CREDO INEVITABILMENTE]

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2014/12/arturo-perez-reverte-sketches-series-19.html
[2] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2015/04/le-traduzioni-sono-sempre-democratiche.html
[3] Per entrambi più genericamente si può parlare di mezzi navali e allora le cose si complicano.
[4] L’intervento, intitolato “Sincronicità ‘19”, è contenuto in # Restiamo Fiumani, Milano, Bietti, 2020, a cura di Andrea Scarabelli (Aa. Vv.).
Il passo è il seguente: “È nostro dovere preservare con ogni mezzo le nostre Reggenza del Carnaro, le nostre Mompracem, le nostre Foreste di Sherwood dello Spirito”. C’è un intero arcipelago corsaro, celato dalle nebbie, una riserva d’indocilità e coscienza […] (pagg. 83-84). Lo scritto si chiude non casualmente con questo monito “Noi ci saremo. Con il pugnale tra i denti e la granata nella destra” (idem, pag. 84).
[5] Pressoché unanimemente ritenuto il miglior eroe creato dallo scrittore veronese.
[6] Conte di Roccabruna (o Roccanera), signore di Ventimiglia e di Valpenta.
[7] “Quasi” siccome coronerà il suo amore per Honorata Wan Gould e i due avranno una figlia: Jolanda.